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 Naturismo e tutela dell'ambiente costiero 
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Una premessa

Con l'ingresso nella piena stagione turistica estiva, malgrado il Covid, si ripropone il tema dell'emergenza dei litorali, con metri di spiaggia che scompaiono e gli operatori che chiedono interventi strutturali.

Ma cosa c'entra il Naturismo? Il movimento naturista ha, sin dagli albori della sua nascita nel XIX secolo, un'attenzione costitutiva alle tematiche ambientali in quanto, come afferma il vocabolario Treccani:
il Treccani sul naturismo ha scritto:
2. a. Movimento – formatosi tra la fine del sec. 19° e il principio del 20° come reazione agli eccessi della civiltà industriale e dell’urbanesimo – che tende a un ritorno dell’uomo a forme naturali di vita semplice e schietta, attraverso un tipo di alimentazione prevalentemente vegetale, l’immediato contatto con la natura, la semplificazione del vestiario fino alla sua totale soppressione (v. anche nudismo, di cui n. è talvolta sinonimo)

Questa tendenza a trovare quindi forme di urbanizzazione, di antropizzazione e in definititva di sviluppo umano più rispettose dell'ambiente naturale, e che meglio integrino le attività umane con il contesto ambientale, è connaturata al Naturismo e ne attraversa tutta l'esistenza, fino agli ultimi anni, quando ancora nel 2016 la Federazione Naturista Internazionale ricorda che lo scopo della esperienza rigenerante della nudità sociale è quello "di favorire il rispetto di se stessi, il rispetto degli altri e il rispetto dell'ambiente." Che poi la Federazione si muova attivamente in questa direzione, è altro tema, che pure meriterebbe una separata discussione. Sta di fatto che questa storica e caratteristica matrice è tuttora presente anche nelle definizioni degli statuti associativi del naturismo organizzato.

Con queste premesse, comprendiamo bene come l'attenzione del naturista si possa soffermare su modalità di organizzazione dell'attività umana nell'ecosistema costiero, attività ricreative, di supporto alla balneazione etc..., che siano compatibili con la tutela di questi stessi ecosistemi, e dalla cui tenuta dipende la sopravvivenza delle spiagge stesse.

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domenica 12 luglio 2020, 20:47
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Ma quali sono i principali problemi legati ad un utilizzo delle spiagge e della costa non rispettosi dell'ecosistema? Scrive Gabriella Buffa, docente dell’Università Ca’ Foscari Venezia e coordinatrice scientifica del Progetto Life Redune:
Gabriella Buffa ha scritto:
I sistemi costieri, spiagge e dune, sono straordinarie difese naturali contro la forza del mare. Quando sane e vitali, le spiagge assorbono la potenza delle onde riducendole ad uno sciabordio che lambisce dolcemente spiaggia. Le dune costiere sono un “serbatoio” di sabbia. Un serbatoio che si forma lentamente grazie all’azione del vento e alle sabbie trasportate dalle correnti marine lungo costa.
[...]
perché le nostre spiagge hanno perso questa capacità? C’entrano sicuramente i cambiamenti climatici, con l’innalzamento del livello del mare e un aumento di eventi atmosferici estremi. Ma allo stato attuale l’equilibrio di spiagge e dune è quasi ovunque compromesso dagli interventi umani sul territorio: bonifiche, sviluppo urbanistico, reti di trasporto e porti, infrastrutture turistiche. Urbanizzazione, pulizia meccanica delle spiagge, calpestio incontrollato stanno drammaticamente contribuendo alla scomparsa delle dune. Gli ingegneri delle dune, le piante, sopportano il caldo torrido e la siccità, ma non il calpestio.

fonte: http://www.eco-magazine.info/acqua/7670/7670.html Articolo di Riccardo Bottazzo

Ad essi si aggiungono anche la creazione di moli, scogliere artificiali, e barriere di controllo delle maree (che sono risposte artificiali a problemi che spesso l'esistenza della duna scongiura da sé), introduzione di specie vegetali non autoctone, turismo incontrollato, prelievo di sabbia e inquinamento.

Immagine
Il grafico, tratto dal 2° Rapporto Nazionale sull’attuazione della Direttiva europea “Habitat”, 92/43/CEE (Ministero dell’Ambiente 2009) mostra come l'ambiente costituito da spiagge con dune marittime e interne è tra i più a rischio in Italia.

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domenica 12 luglio 2020, 20:51
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Vediamo brevemente come si presenta l'ambiente della spiaggia in condizioni naturali:
Immagine
L'immagine è tratta da L'ambiente costiero a cura di Alicia Teresa Rosario Acosta, dip. di Biologia Ambientale, Facolta' di scienze matematiche, fisiche e naturali - Roma 3. Per chi volesse approfindire rimando al sito su citato, e al rapporto ISPRA 2015 scaricabile a quest'indirizzo: Gli habitat delle coste sabbiose italiane: ecologia e problematiche di conservazione
Per chi fosse curioso delle specie della flora, rimando a questo forum sulla natura del Mediterraneo all'argomento Flora delle dune (dedicato in particolare all'alto Adriatico).

E' possibile conciliare il turismo, le attività ricreative, con la tutela degli ecosistemi costieri? Si, ma bisogna imparare a ripensarli, e in alcuni luoghi, in Italia e nel mondo, si fa già con ottimi risultati.
In cosa consistono gli interventi, volendo schematizzare?

Creazione di aree di sosta e percorsi su passerella in legno sui sistemi dunali. Questi percorsi, essendo sopraelevati, consentono di mantenere la massa sabbiosa (fondamentale per il naturale ripascimento), e facendo filtrare la luce consentono alle piante che la stabilizzano di sopravvivere. Possono aiutare anche le persone disabili a raggiungere la spiaggia.
Realizzazione di strutture ricreative sopraelevate (con palificate in legno) e adeguatamente posizionate rispetto allo sviluppo dunale.
Esclusione di alcune aree dall'attraversamento.
Ripristino degli habitat degradati. Eradicazione di specie alloctone.
Individuazione di precise aree per le attività sportive.
E' altresì importante la prevenzione con l'esclusione della fascia costiera più esterna (quella interessata dalle dune) dalle aree edificabili con gli strumenti urbanistici e possibilmente dal tracciamento di strade a percorrenza veloce.

Un esempio di intervento che conosco in area naturista (non è il più esaustivo, ed affronta solo parzialmente le problematiche esistenti, ma è già qualcosa nel mediare tra attività umana e tutela della duna): spiaggia del Troncone a Marina di Camerota. La spiaggia è interessata nella sua prima porzione (quella tessile) da fenomeni di erosione. Non so se si riesce a vedere da questa foto, ma le strutture del Lido Aruba e del Lido Trettrè sono sopraelevate su palificate, e vi è un percorso (solo parzialmente) di attraversamento in legno, con dei cordoncini di delimitazione per impedire di calpestare la duna, segnalata con apposita cartellonistica.
Sicuramente verranno svolte attività di spianamento meccanico della spiaggia, ma nei mesi invernali lo smontaggio del lido e la sopraelevazione delle strutture consentono una certa conservazione della sabbia delle dune.
Immagine

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domenica 12 luglio 2020, 21:24
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Qualche articolo.

Ravenna: Anche a Lido Adriano passerelle in legno sulla duna
Cita:
Questa soluzione, già realizzata a Marina di Ravenna e recentemente a Casalborsetti, «ha manifestato la sua utilità nel proteggere la duna in quanto in breve tempo i percorsi abbandonati si sono rinaturalizzati spontaneamente, consentendo pertanto una rapida ripresa dell’accrescimento della duna, elemento naturale fondamentale per la difesa del territorio dall’ingressione marina. A completamento dell’intervento si prevede di costruire una protezione della parte fronte mare della duna mediante l’utilizzo di una tecnica di ingegneria ambientale con la realizzazione di barriere in vimine intrecciato (viminate). Questa tecnica consente anche rapidamente l’espansione della duna mediante accumulo per moto eolico della sabbia.

Termoli: Dalla passeggiata fino al mare: la passerella per disabili che salva le dune e diventa palco
Cita:
Qualcuno aveva notato i grossi pali in legno sparsi sull’arenile, ma prima che venisse montata la parte calpestabile era rimasto il mistero.
[...]
Il Comune l’ha pensata con un duplice scopo: evitare l’attraversamento dei bagnanti su un tratto caratterizzato da dune e piante della macchia mediterranea particolarmente delicate e al tempo stesso garantire un accesso semplice per i diversamente abili o più in generale per chi fa fatica a deambulare.
[...]
La passerella potrebbe essere utilizzata con estrema semplicità anche da chi porta un bambino nel passeggino, tanto per fare un esempio. Da non sottovalutare anche la possibilità di arrivare quasi sulla battigia in bicicletta. E poi c’è la caratteristica della passerella che essendo alta oltre un metro nel punto più basso permette di sfruttare l’ombra sotto di essa.

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domenica 12 luglio 2020, 23:36
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Oggi 2 gennaio in serata è in onda un'ottima puntata di "2021: missione pianeta" su La7 dedicato alla crisi dell'ecosistema della spiaggia a livello globale. Spero sarà possibile rivederla anche nei prossimi giorni tramite il servizio "rivediLa7".

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sabato 2 gennaio 2021, 23:27
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Bell'argomento intanto quando vado al mare raccolgo una busta di rifiuti e la porto via e se lo si fa tutti è già qualcosa. Poi dobbiamo essere i primi a chiedere la tutela delle dune costiere sia per preservare le forme di vita vegetale ed animale che vivono grazie a loro sia perché le dune hanno un ruolo fondamentale per trattenere la sabbia e quindi tutelare l'esistenza della stessa spiaggia.

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Iscritto ANAB http://www.abruzzonaturista.it/
http://www.facebook.com/pages/Ripuliamo ... 1002200079
Un esempio:
http://www.facebook.com/note.php?note_i ... &ref=share


martedì 26 gennaio 2021, 20:22
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