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 Il nudo sui principali siti internet 
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Assurdo..


lunedì 15 aprile 2019, 7:40
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Ennesima censura di Facebook
l'uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci e' stato censurato sulla pagina di Zhistorica

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giovedì 2 maggio 2019, 17:39
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Non so se ridere o piangere.

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giovedì 2 maggio 2019, 19:06
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Tempo fa Apple ha inibito a Tumblr la pubblicazione della sua app in quanto Tumblr conteneva troppo materiale per adulti (sia di nudo, che erotico che pornografico)
dapprima Tumblr ha introdotto regole per ridurre la pornografia, poi, pero', a seguito delle pressioni di Apple tutto il nudo e' stato tolto da Tumblr
attualmente la piattaforma e' in crisi, in quanto e' diventata un doppione di Instagram, e Verizon ha deciso di venderla
Pornhub avrebbe fatto una piattaforma per acquistare Tumblr e ripristinare la situazione originaria (chissa' poi in che modo ...... )

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sabato 4 maggio 2019, 9:30
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dal sito della Fondazione Geiger di Cecina Fondazione Geiger


Facebook e nudo artistico


Qual è la politica del social network riguardo alla condivisione di opere d’arte che raffigurano nudità?

La “censura” da parte di Facebook di un nostro post sponsorizzato per la promozione della mostra Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea ha portato a chiederci quale sia attualmente la politica di Facebook a proposito della condivisione di nudo artistico. L’immagine ritraeva infatti il torso di una statua con i genitali pixelati e la sua sponsorizzazione è stata bocciata poiché conteneva “nudità o porzioni di pelle eccessive”.

L’ultimo aggiornamento degli Standard della community, valido a livello internazionale, sostiene che il social network limiti la visualizzazione di immagini di nudo in quanto una parte del suo pubblico sarebbe molto sensibile all’argomento. Su Facebook sono iscritte infatti più di due miliardi di persone sopra i 13 anni di età, di Paesi e culture diverse che hanno un approccio diverso nei confronti del nudo. Un altro motivo della pruderie adottata del social network è anche quello di scongiurare il cosiddetto “revenge porn”, ovvero la condivisione non autorizzata di materiale riservato a scopo di vendetta o ricatto. Le norme, tuttavia, permettono la pubblicazione di fotografie di dipinti, sculture o altre forme d’arte che ritraggono figure nude. La condivisione di opere d’arte nude è quindi consentita (noi lo abbiamo fatto spesso nella nostra pagina), ma Facebook potrebbe prendere in considerazione di rimuovere questo tipo di contenuti in seguito a una o più segnalazioni di violazione, valutando caso per caso il da farsi. A decidere che cosa è arte e che cosa non lo è ci penserebbe quindi un algoritmo o, in caso di ricorso, una persona che visualizza centinaia se non migliaia di immagini al giorno, senza una specifica preparazione in materia.

Vietato promuovere il nudo
Diversa è la situazione per i post sponsorizzati a pagamento che sono visualizzati da un pubblico più ampio, selezionato in base alla provenienza o agli interessi indicati da chi promuove il contenuto. In questo caso il social network può impedire che un’immagine contenente nudo venga utilizzata come pubblicità, poiché assimilata nella maggior parte dei casi a un contenuto per adulti di natura sessuale. Il nostro post è stato bocciato poiché secondo l’algoritmo che lo ha analizzato l’immagine non rispettava le Normative pubblicitarie. A seguito del nostro ricorso, in cui si spiegava che quella raffigurata era una statua con le parti intime coperte, e che lo scopo della pubblicità era proprio quello di promuovere una mostra sul tema del nudo nell’arte, la promozione è stata approvata.

Prassitele sì, Rubens no
VisitFlanders ha di recente avuto a che fare con queste limitazioni. Nel luglio 2018, l’ente turismo delle Fiandre si è visto bocciare una campagna promozionale che aveva scelto come immagine simbolo un nudo barocco di Pieter Paul Rubens, non approvato neanche dopo il ricorso. Lo stesso è accaduto a un dipinto di Artemisia Gentileschi, Caritas romana, utilizzato per promuovere online la mostra Artemisia e i pittori del Conte nel castello e nella chiesa di San Giuseppe a Conversano, Bari. Sembra che, in linea di massima, la scultura sia più tollerata dell’arte figurativa

Nudo Rubens censurato

Le reazioni alla censura
Il CEO di VisitFlanders Peter De Wilde ha indirizzato una lettera aperta a Facebook, avvertendo come la decisione di bloccare la diffusione di questo tipo di contenuti renda la vita più difficile a molti musei e istituzioni culturali . VisitFlanders ha tuttavia volto a proprio vantaggio l’accaduto, realizzando un divertente video nella casa museo di Rubens, in cui falsi agenti di polizia allontanano dai dipinti di nudo quei visitatori che dichiarano di possedere un account su un social network.

Come si intuisce, l’argomento non è povero di implicazioni. Dal giudizio sull’arte affidato all’intelligenza artificiale all’utopia di contenuti potenzialmente adatti a una piattaforma globale che ignora le specificità di ogni cultura, le riflessioni da fare su questo argomento ‒ la nudità artistica, o l’arte tout court, sulle reti sociali digitali ‒ sono ancora molte.

Giulia Santi

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giovedì 1 agosto 2019, 17:36
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Francamente parlando... penso sia un male minore.

Siccome richiede un lavoro molto accurato distinguere la nudità non erotica da quella erotica, facebook sceglie di censurare tutto. Comprensibile, tagliano i costi. E' un'azienda che cerca di massimizzare il profitto.

Ma il criterio qual è?
La nudità erotica rientra nella sessualità, che un fatto privato, non pubblico o sociale. E siamo d'accordo. E' quanto nella sostanza attiene all'art. 527 ex C. P.

Però faccio un'ultima riflessione: mi aspetto allora che tutto ciò che riguarda la sessualità non sia esposto al pubblico su facebook, quindi anche giocattoli erotici, pubblicità di sexy shop e club privè (che a volte si nascondono persino dietro al termine "naturismo" per pararsi il sedere) e roba che francamente non è adatta ai minori di diciott'anni.

Sarà coerente la politica di facebook? O ancora una volta si piegherà al potere della produzione e del consumo, lasciando che contenuti e oggetti erotici siano pubblicati, mentre esclude sempre la nudità, anche quando non erotica?

Vedremo.

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venerdì 2 agosto 2019, 16:07
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ionudista ha scritto:
Francamente parlando... penso sia un male minore.

Siccome richiede un lavoro molto accurato distinguere la nudità non erotica da quella erotica, facebook sceglie di censurare tutto. Comprensibile, tagliano i costi. E' un'azienda che cerca di massimizzare il profitto.

Ma il criterio qual è?
La nudità erotica rientra nella sessualità, che un fatto privato, non pubblico o sociale. E siamo d'accordo. E' quanto nella sostanza attiene all'art. 527 ex C. P.

Però faccio un'ultima riflessione: mi aspetto allora che tutto ciò che riguarda la sessualità non sia esposto al pubblico su facebook, quindi anche giocattoli erotici, pubblicità di sexy shop e club privè (che a volte si nascondono persino dietro al termine "naturismo" per pararsi il sedere) e roba che francamente non è adatta ai minori di diciott'anni.

Sarà coerente la politica di facebook? O ancora una volta si piegherà al potere della produzione e del consumo, lasciando che contenuti e oggetti erotici siano pubblicati, mentre esclude sempre la nudità, anche quando non erotica?

Vedremo.


Visto che parliamo di Facebook nutro ben poche speranze...


lunedì 5 agosto 2019, 8:16
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Beh alla fine non vedo necessità di pubblicare su Facebook foto di persone nude invece quello che mi da fastidio è la censura ad opere d'arte di autori famosi questo mi è incomprensibile.

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mercoledì 7 agosto 2019, 22:14
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Facebook e instagram censurano Canova e il sindaco di Possagno e Sgarbi li portano in tribunale


Facebook censura i nudi del Canova


di Andrea Rossi Tonon

POSSAGNO (TREVISO) «Antonio Canova libero». Suona più o meno così l’hashtag #freeantoniocanova lanciato lo scorso 6 settembre dalla gypsoteca canoviana del museo di Possagno dedicato al celebre scultore sul proprio profilo Instagram per difendere la promozione delle sue attività. «Da diverso tempo non sono visibili i contenuti pubblicati sotto #antoniocanova – avevano fatto sapere dalla gipsoteca -. Il nostro profilo Instagram ne risulta penalizzato, ma non è questo al centro della nostra polemica. Il problema è come un algoritmo possa decidere cosa debba essere censurato. Ciò ci fa riflettere su come gli algoritmi alla base dei diversi social influiscano sull’attenzione che diamo o meno verso i più disparati argomenti. Riteniamo che l’arte tutta non debba essere censurata. No, non riusciremo ad influire su un algoritmo ma almeno speriamo di coltivare un po’ di sano senso critico».

Lo schema di calcolo utilizzato dai social network per valutare l’appropriatezza o meno delle foto pubblicate non farebbe insomma distinzioni tra nudo artistico e nudo pornografico, considerando un corpo senza veli scolpito da uno dei più grandi artisti della storia a un fermo immagine di un film a luci rosse. Un paradosso su cui si sofferma anche il sindaco di Possagno Valerio Favero. «Non possiamo pensare che un modello matematico abbia la sensibilità di un essere umano – afferma -. Il tutto si traduce però anche in un problema pratico per la Gypsoteca che non può promuovere le mostre e le altre sue attività come vorrebbe». Delle limitazioni e dei presunti danni di fronte ai quali ora sia l’amministrazione comunale che il presidente della Fondazione Canova Vittorio Sgarbi avrebbero deciso di agire adendo le vie legali. «Stiamo valutando come muoverci - conferma Favero –. Intanto in via informale da Facebook ci hanno fatto sapere di comprendere la nostra situazione ma di non poter intervenire in quanto a decidere è l’algoritmo».

Ultimo capolavoro a subire la censura dell’algoritmo della Silicon Valley sono le Tre Grazie ma in passato anche altri geni dell’arte si sono scontrati con la rigidità dei modelli matematici della rete. È il caso per esempio di Auguste Rodin, la cui opera «Il bacio» venne censurata da Facebook dopo che la società «Linea d’ombra» aveva pubblicato un post contente un’immagine della scultura per promuovere una mostra dedicata allo scultore francese organizzata a Treviso. Nel 2017 a far sobbalzare l’algoritmo del social network furono invece i capezzoli della Fontana delle Tette, uno dei simboli del capoluogo trevigiano.


Ultima modifica di fambros il martedì 24 settembre 2019, 8:47, modificato 2 volte in totale.

Mettiamo i collegamenti agli articoli, grazie



lunedì 23 settembre 2019, 20:49
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Barbagianni ha scritto:
Facebook e instagram censurano Canova e il sindaco di possagno e Sgarbi li portano in tribunale

Qualche giorno fa è uscito un articolo sulla vita dei "moderatori" di Facebook, e non li invidio per niente.
Non ho però capito se esistono anche degli algoritmi automatici per riconoscere foto di nudo/esplicite o se è tutto manuale.


martedì 24 settembre 2019, 7:46
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