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 Algeria: statua di nudo sfregiata, interviene la popolazione 
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articolo da La Stampa

di KARIMA MOUAL
Succede che una donna, seppur in pietra, possa essere così odiata o fare così tanta paura a un uomo da armarsi per distruggerla. Eliminarla. Succede in Algeria, a Setif, 270 chilometri dalla capitale, che un uomo, armato di martello, barba lunga e Qamis lungo e bianco - nel rispetto dell’abito da ordinanza salafita - sia salito su una fontana per avventarsi sulla statua simbolo della città, per distruggerne il volto e i seni a favore dei passanti, armati anche loro, ma di indignazione, perplessità e telefonini, trasmettendoci la deriva salafita nel quale il paese sembra essersi immerso, e che diversi analisti e intellettuali algerini ormai denunciano da tempo senza essere ascoltati.

L’uomo dalla barba lunga e Qamis bianco, non curante né dell’ora - piuttosto mattutina - né dei passanti, ha tentato con violenza di distruggere la statua di Ain El Fouara che raffigura una donna con la sua nudità e bellezza. Opera dello scultore Francis de Saint Vidal, eretta nel 1989, è un simbolo del quale ne vanno fieri gli abitanti di Setif. Ma non basta, perché non ne andava fiero invece lui, l’uomo salafita - come lo hanno definito nei giornali algerini, armato di martello così come nemmeno coloro che lo hanno preceduto nel 1997, nel cuore del decennio di terrorismo islamista algerino, quando la stessa fontana con la statua della donna subì un attacco ma quella volta, con la dinamite. Quasi distrutta ma poi restaurata dagli abitanti.

Passa un ventennio e l’incubo ritorna anche se questa volta, le immagini di questo atto barbaro sono accompagnate da un pubblico di cittadini che attraverso oggetti, pietre e scarpe provano a inveire su di lui per fermare lo scempio. Si concluderà solo dopo il suo arresto dalle forze dell’ordine quando ormai il volto e il busto della statua di Ain El Fouara è così sfregiato come una parte dell’Algeria ormai nella morsa del salafismo che lo scrittore algerino Kamel Daoud non smette di denunciare.

“Per difendere e denunciare il crimine di deturpazione della statua della Fontaine de Ain Fouara de Sétif – scrive in un lungo post lo scrittore algerino – abbiamo le mani nude. Non avremo con noi i canali televisivi mercenari, i giornali figli del Fis e della Gia, né gli emiri pentiti, né i combattenti della lingua araba come identità esclusiva, né le associazioni di studenti talebanizzati... Né il MSP di Mokri o di Soltani, né l’associazione dei ulema (seduto) non diranno nulla…

Non avremo la cupola per i raduni per salvare il nostro paese - continua Daoud - .... Non avremo l’esercito per difendere questo paese contro la sua talebanizzazione(…) I riconciliatori parlano di atti isolati e solitari. Sulle reti il seguace di Daesh di sétif è già considerato eroe perché è l’eroe della cultura che avanza: quella dell’ Isis, sponsorizzato dalla rapina, la corruzione e un regime che vede nel folle-Islamismo uno strumento per farsi Centenario.”

Daoud e tanti intellettuali algerini denunciano con i loro scritti un’ Algeria sottomessa al salafismo. I cittadini di Sedif provano con le pietre e le scarpe a difendere a loro modo un simbolo di bellezza e diversità, ma di certo non basta, e gli algerini lo sanno molto bene.



articolo in Francese Articolo


Algérie : une statue «nue» défigurée, ses seins détruits au marteau

La statue de la Fontaine de Sétif (Ain Foura, littéralement source jaillissante), réalisée par le sculpteur français Francis de Saint-Vidal en 1898, a été vandalisée le 18 décembre 2017 par un «islamiste», déclenchant un tsunami de colère sur les réseaux sociaux.

Les images sont terribles : un homme barbu, habillé d’un qamis (gandoura), s’attaque à la statue emblématique de la ville de Sétif. Monté sur le socle de la fontaine (Aïn Fouara), il défigure l’œuvre de Francis de Saint-Vidal et détruit ses seins au marteau et au burin. Il a fallu l’intervention de la police pour arrêter l’acte de vandalisme.



La statue a subi, par le passé, plusieurs actes de vandalisme. «C’est la troisième fois en l’espace de 20 ans que la statue d’Ain Fouara subit des tentatives de destruction. La première date d’avril 1997, il s’agit d’une bombe artisanale. La seconde date de 28 février 2006, lorsqu’un jeune a essayé à l’aide d’un marteau de détruire la statue», rappelle Maghreb émergent.

Sur les réseaux sociaux algériens, les internautes ne cachent pas leur indignation.

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giovedì 21 dicembre 2017, 13:02
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Quanti sarebbero intervenuti nella civile Europa ?


venerdì 29 dicembre 2017, 12:58
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Dovrò andare prossimamente a Setif, sono curioso di vedere questa fontana...


martedì 2 gennaio 2018, 17:15
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