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 Grecia - Ελλάδα - Istruzioni per l'uso - Οδηγίες χρήσεως 
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Questa vuole essere una sezione a carattere introduttivo contenente informazioni utili (spero) per chi si reca per la prima volta in vacanza in Grecia, o per chi vorrebbe andarci, o per chi ci è già stato ma vorrebbe cogliere un po' di più l'essenza di questo Paese mediterraneo.

Chi vi scrive intende condividere con vi un'esperienza accumulata "sul campo", in tanti anni di frequentazione della Grecia non solo per passarci le vacanze, ma anche per motivi di lavoro.

La mia passione per la Grecia mi ha spinto ad approfondire lo studio della lingua, della musica, della mentalità, della storia, della religione e, perché no, anche della cucina greca. :forc:

Ciò detto, non pretendo affatto di esporre verità assolute, ma solo il mio punto di vista, cercando di spingere anche voi nella stessa direzione in cui mi sono spinto io ormai più di 10 anni fa. Il vostro punto di vista, in accordo o in disaccordo col mio, è sempre ovviamente il benvenuto.

Parlerò in generale di alcuni aspetti della Grecia contemporanea, senza la pretesa di scrivere un trattato, ma mettendo in evidenza affinità e differenze con la mentalità e la cultura italiana. Vedrete che le affinità sono di gran lunga più numerose delle differenze, che pure esistono.


lunedì 24 marzo 2008, 17:48
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La maggior parte di coloro che si recano in Grecia fanno mentalmente quasi sempre un legame tra la Grecia contemporanea e la Grecia classica, quella del Partenone e di Olimpia. Chi si approccia in tal modo alla Grecia rischia però di rimanere deluso.

I greci, certo, vanno orgogliosi del loro glorioso passato classico, ma il sentimento del greco medio sente molto più forte il legame con l'Impero Bizantino, l'erede dell'Impero Romano d'Oriente sopravvissuto più di mille anni (!) al suo omologo occidentale caduto ben presto sotto i colpi delle invasioni barbariche.

L'impero Bizantino cade nel 1453 con la conquista ottomana di Costantinopoli da parte di Maometto II e con esso inizia un periodo di circa 400 anni di "turcocrazia", un periodo considerato dai greci nefasto e buio e durante il quale il popolo greco perde non solo la propria indipendenza, ma anche la possibilità di contrapporre la propria cultura a quella dell'invasore.

Il greco contemporaneo non ha mai smesso di sognare Costantinopoli come capitale perduta dell'Impero e Santa Sofia come centro dell'ortodossia. Il capo della Chiesa Ortodossa greca è infatti il Patriarca di Costantinopoli, che tuttora risiede nel quartiere del Fanero ad Istanbul, e a lui i greci non hanno mai smesso di fare riferimento, sebbene gli affari della Chiesa greca vengano demandati al Patriarca di Atene.
A tutt'oggi nessun greco dice "Istanbul", tutti dicono "Costantinopoli", ed è bene chiamarla in questo modo quando si parla con un greco. Non è solo una questione linguistica, è molto di più.
Anzi, i greci tendono a sottolineare che la stessa parola Istanbul deriva dal greco "είς την Πόλη", che si pronuncia "ìs tin bòli", e che significa "nella Città", e qui la Città per antonomasia, la Πόλη, è appunto Costantinopoli (Κωνσταντινούπολη)

C'è da dire che i turchi non obbligarono generalmente i greci ad abbracciare la fede islamica, anche se ovviamente chi abiurava la fede cristiana poteva godere di considerevoli vantaggi e poteva ricoprire cariche pubbliche: i greci rimasero nonostante tutto durante questi 400 difficili anni un ceppo etnico e linguistico molto compatto, anche se la diffusione della cultura greca era confinata all'interno dei monasteri, e l'educazione dei piccoli greci era affidata alla "scuola clandestina" (κρυφό σχολείο) che pure avveniva nelle chiese e nei monasteri.

La Chiesa Ortodossa è stata insomma il baluardo della grecità bizantina durante tutti gli anni della turcocrazia, ed è anche per questo se non principalmente per questo che tutt'oggi i greci hanno in genere un atteggiamento di grande rispetto verso la Chiesa e quello che rappresenta.

Si tratta ovviamente di una generalizzazione, ma vedrete che in genere i greci hanno verso la Chiesa Ortodossa un atteggiamento assai diverso da quello che l'italiano medio ha nei confronti della Chiesa Cattolica...

L'indipendenza greca fu finalmente raggiunta nel 1821, anche se vaste porzioni del territorio greco rimasero in mano straniera per più di un secolo dopo tale data. Il primo nucleo dello stato greco indipendente comprendeva infatti l'Attica, la Stereà Ellàda, il Peloponneso e le Cicladi. La Tessaglia, l'Epiro, le Isole Ionie, la Macedonia e la Tracia furono conquistate nel corso degli anni, durante varie guerre di liberazione nelle quali la Grecia seppe battersi con tenacia e scegliersi gli alleati opportuni, un po' come l'Italia che negli stessi anni combatteva anch'essa per la propria indipendenza. L'ultima porzione di territorio greco tornata alla Grecia è il Dodecaneso, ceduto dall'Italia dopo la fine dell'ultima guerra. Creta invece, dopo aver ottenuto una semi-indipendenza dall'impero Ottomano nel 1897, si unì alla madrepatria con un plebiscito nel 1913.

Il territorio greco, quello cioè abitato in maggioranza da popolazione grecofona, avrebbe dovuto comprendere anche la Tracia orientale, Smirne e una buona parte della costa egea dell'Asia Minore, se non fosse stato per la catastrofica spedizione militare del 1922 seguita da una rovinosa sconfitta (chiamata dai greci "la catastrofe", appunto) in seguito alla quale tutti i greci abitanti in quelle zone furono massacrati o costretti ad abbandonare le loro case e rifugiarsi in Grecia.

La Repubblica Ellenica (Ελληνική Δημοκρατία) ha passato anche fasi di monarchia, l'ultimo re se n'è però andato dopo la fine della dittatura dei colonnelli nel 1974. Oggi è una Repubblica, governata a fasi alterne dal partito Socialista PASOK, di centro-sinistra, e dal partito di centro-destra Nea Dhimokratìa (ND). Unico altro partito degno di nota è il partito comunista ellenico (KKE).

Attualmente la Grecia è membro della UE e della NATO, trovandosi in tal modo alleata dei tanto odiati turchi, con i quali non mancano le scaramucce e le provocazioni al confine anche oggi. C'è da dire che i rapporti tra Grecia e Turchia sono probabilmente oggi buoni come mai lo sono stati in passato, anche se resta sempre pendente il problema di Cipro.
D'altra parte, c'è da dire che 400 anni di turcocrazia hanno comunque lasciato il segno, in ambiti quali la cucina e la musica popolare, e anche il vocabolario greco moderno è ricco di parole di origine turca.
I greci solitamente non ce l'hanno tanto con il turco singolo, ma con la Turchia intesa come potenza straniera simbolo dell'oppressione. In tutti i giornali greci c'è quotidianamente almeno una pagina dedicata alla politica turca... a noi può sembrare un'ossessione francamente esagerata, ma per loro la Turchia è un motivo costante di attenzione, qualcosa da tenere a bada continuamente.

Oltre alla Turchia, restano invero non idilliaci (per usare un eufemismo) i rapporti con gli altri vicini balcanici: con l'Albania vi è il latente problema della minoranza greca nell'Epiro settentrionale; con la Repubblica ex-Yugoslava di Macedonia è più acceso che mai il confronto sul tema del nome "Macedonia", che la Grecia rivendica a sè per una delle proprie regioni; con la Bulgaria i rapporti in passato non sono mai stati buoni per le pretese territoriali di quest'ultima nei confronti della Tracia e anche di Salonicco. Insomma, la Grecia, che pure costituisce la parte terminale dei Balcani, tende a non volersi immischiare con il marasma balcanico anche se da sempre esiste un forte legame con la Serbia per il comune passato di resistenza ai turchi e per la religione ortodossa. Infatti, la Grecia non ha riconosciuto e non intende riconoscere l'indipendenza del Kosovo.


lunedì 24 marzo 2008, 18:04
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Non è certamente compito mio fare una dissertazione teologica sulle differenze tra religione cattolica e religione ortodossa.

C'è da dire in effetti che le differenza di ordine teologico sono invero minime agli occhi di un profano: il tema del "filioque" nel credo e il fatto che nella religione cattolica la Madonna viene assunta in cielo, mentre nella religione ortodossa la Madonna "si addormenta".

In effetti, i sacramenti sono reciprocamente riconosciuti e pertanto, ad esempio, un cattolico può tranquillamente andare a Messa in una chiesa ortodossa e fare la Comunione, essendo questa valida anche per la liturgia cattolica.

Il percorso di riavvicinamento tra Roma e Costantinopoli, iniziato dallo storico incontro in Vaticano tra Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora nel 1976, è continuato negli anni seguenti ed è culminato con le scuse ufficiali rivolte da Giovanni Paolo II per le devastazioni seguite alla IV crociata nel 1204 (la quale, invece di andare in Terrasanta, pensò bene di deviare verso Bisanzio per saccheggiarla). Oggi i rapporti sono molto buoni e c'è chi pensa ad una riunificazione, anche se a dire il vero sono cose che vanno un po' per le lunghe.
Qui parliamo dei rapporti tra Chiesa cattolica e Patriarcato greco-ortodosso di Costantinopoli. La Chiesa ortodossa non ha infatti un pontefice assoluto, ma il Patriarca di Costantinopoli è in pratica un "primus inter pares", al quale fanno riferimento le chiese ortodosse nazionali, ma non con un ordine gerarchico vero e proprio. Infatti, la chiesa ortodossa russa ha rapporti ben più tesi col Vaticano, e segue una politica diversa.
Inoltre, la chiesa ortodossa russa segue il calendario gregoriano, a differenza di quella greca che segue il calendario "normale".

Le differenze più sostanziali col mondo cattolico sono altre.

La prima che salta all'occhio è che i sacerdoti ortodossi, i "pope" (papàs in greco), possono sposarsi ed avere famiglia. In realtà si sposano prima di prendere i voti religiosi, ma comunque questà è la realtà: in Grecia ci sono moltissimi preti sposati, e con figli. Non è così strano essere "la moglie del prete" o "il figlio del prete".
Solo i monaci e chi vuole "scalare" la gerarchia ecclesiastica fanno voto di castità, i preti no.
Vi è inoltre una certa commistione in Grecia tra identità della chiesa ortodossa e identità dello Stato greco: nelle feste religiose più importanti di fronte alle chiese sventolano sia le bandiere di Bisanzio (aquila bicipite su campo giallo), sia quelle biancazzurre dello stato greco. Alla fine però, forse lo stato greco è più laico del nostro, inteso come divisione dei rispettivi ruoli... :roll:

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Bandiera di Bisanzio

Questo non vuol dire però che la chiesa ortodossa non ingerisca pur essa negli affari di stato. Pochi anni fa ci fu un'aspra discussione in Grecia in quanto, per recepire una direttiva europea, fu imposto di togliere dalle carte d'identità dei cittadini greci la dicitura riguardante la religione professata. Questo venne ritenuto un affronto da parte della Chiesa Ortodossa, anche se alla fine la direttiva europea venne recepita.

Ad ogni modo la religiosità è un aspetto importante della vita in Grecia, e tutto il territorio nazionale è costellato di chiese e chiesette, cappelle e tabernacoli. Le feste religiose sono ancora piuttosto sentite, specialmente fuori dalle grandi città.

Nelle chiese la Messa viene celebrata dal sacerdote dietro all'iconostasi, che cela ai fedeli la vista dell'altare. La liturgia viene accompagnata da canti bizantini senza accompagnamento strumentale, e tutta la liturgia viene celebrata in greco bizantino.
Entrando in una chiesa ortodossa, è buona regola farsi il segno della Croce e accendere una candela votiva facendo una piccola offerta. Se ne avete la possibilità, assistete ad una liturgia ortodossa: sono cerimonie normalmente molto suggestive.

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Iconostasi

All'interno dello stato greco la penisola del Monte Athos costituisce una specie di regione autonoma retta dai monaci. La visita al Monte Athos può essere un'esperienza veramente toccante, a detta di chi ci è stato, ma è consentita solo ai maschi che hanno compiuto i 21 anni di età, previo rilascio di un apposito lasciapassare (διαμονητήριο).


lunedì 24 marzo 2008, 19:13
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Il greco moderno usa ancora l'alfabeto greco classico, e questa è la prima cosa di cui ci si accorge quando si mette piede in Grecia. I cartelli stradali, però, sono scritti utilizzando sia l'alfabeto greco, sia quello latino, per non disorientare troppo i turisti.

Per chi volesse approfondire gli aspetti grammaticali della lingua rimando all'apposito topic aperto in "Café del Mundo".

http://forum.extravillage.it/viewtopic.php?f=71&t=11211

Diciamo comunque che il greco moderno deriva dal greco bizantino e ne adotta anche in linea di massima la pronuncia. Questo provoca un certo disorientamento nelle persone che da noi hanno fatto il Liceo Classico, imparando a pronunciare il greco secondo la convenzione cosiddetta "erasmiana", in cui i dittonghi sono pronunciati separati e la lettera η si pronuncia "e".

La pronuncia bizantina, invece, fonde i dittonghi, pronuncia la η "i" e applica alcuna regole alla pronuncia di determinate consonanti.

Ciò comporta che se vi ostinate a pronunciare le parole greche moderne secondo la convenzione imparata a scuola in Italia, nessuno vi capirà, o vi capiranno con molta fatica.

Va detto che le differenze tra il greco classico e quello moderno, ancorché molte e varie, fanno comunque del greco moderno una lingua meno lontana dal suo parente antico di quanto lo sia l'italiano dal latino.

Il greco moderno ha eliminato il sistema degli spiriti e l'accentazione complessa tipica del greco classico e bizantino, adottando nel 1982 (vale a dire, molto recentemente), il sistema monotonico (μονοτονικό σύστημα) con un solo accento per parola.

I greci apprezzano molto gli stranieri che si sforzano di parlare la loro lingua: non deludeteli. Nessuno chiede di imparare frasi complesse, ma per lo meno i saluti e le forme di cortesia. Vedrete che i greci vi tratteranno diversamente.

Se poi vorrete imparare la lingua a buon livello, le porte che vi si apriranno saranno ancor di più, e riuscirete ad entrare veramente nel cuore della loro cultura. La lingua non è semplice, ma nemmeno complessa come ad esempio l'ungherese. Non fatevi spaventare dallo scoglio dell'alfabeto, alla fine è più semplice di quanto possa a prima vista sembrare.

Il greco è parlato anche a Cipro e dalle numerose comunità sparse per il mondo.
A Costantinopoli resiste una comunità greca di poche migliaia di persone, stretta attorno al Patriarcato Ortodosso del Fanero.

Esistono isole linguistiche greche anche nel Salento, nella cosiddetta "Grecìa salentina", anche se a dire il vero si tratta di un dialetto che mantiene alcune forme arcaiche a causa dell'isolamento linguistico.

Esiste inoltre, come già detto, una minoranza greca nell'Albania meridionale (zona di Argirocastro - Gijrokaster e di Santi Quaranta/Sarandë/Αγια Σαράντα).

In Grecia, invece, esiste una consistente minoranza turca in Tracia (provincie di Xànthi - Komotinì - Alexandroùpoli), risparmiata dallo scambio forzato di popolazioni seguito alla "catastrofe" del 1922 come pure la comunità greca di Costantinopoli sopra menzionata.


martedì 25 marzo 2008, 14:43
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Gli episodi meno edificanti riguardanti italiani in Grecia hanno in qualche misura a che fare con la cucina.

Eh sì, perché gli italiani sono sempre gli stessi, pretendono caffè espresso e cappuccino dove non sanno farlo, chiedono gli spaghetti dove li stracuociono, e poi si lamentano che i greci non sanno cucinare e tornano magari incavolati dalla vacanza.

Estremizzo ovviamente, ma credetemi, episodi del genere sono assai frequenti (e imbarazzanti).

Eppure, la cucina greca è così genuinamente mediterranea, così ricca di spezie, di verdure, buona carne (tra cui molto agnello), olio d'oliva. Forse, anzi sicuramente, è meno varia di quella italiana, ma la cucina greca non è solo "moussakà" (anche se, a dire il vero, il moussakà mi è sempre piaciuto e continua a piacermi).

Di certo, la cucina greca non è "pasta", anche se la pasta la conoscono e viene usata, ma stracotta e più come contorno della carne (vedi il piatto chiamato "yuvétsi").

La cucina greca non è nemmeno, come qualcuno potrebbe pensare, particolarmente ricca di pesce. Il pesce è buono e lo si trova, ma non è così diffuso come la carne. In effetti, nelle isole la gente si dedicava prevalentemente alla pastorizia e all'agricoltura, non tutte le isole hanno un'adeguata flottiglia peschereccia.

Di solito un pasto greco inizia con una serie di "mezédes", che possono comprendere feta, olive, "mizìthra" (una specie di ricotta), polpo, calamaretti, sfogliatine al formaggio o agli spinaci, zucchine e melanzane fritte, polpettine di zucchine (kolokithokeftédes), tzatziki (salsina allo yogurt con aglio e cetriolo), taramosalata (salsina alle uova di lombo), melitzanosalata (salsina alle melanzane), skordalià (salsa all'aglio), fava (purè di fave). Il tutto accompagnato da un bicchierino di ouzo, il tipico liquore all'anice.

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Tzatziki
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"Mezédes" con mizìthra (ricotta di capra), olive nere, e χταπόδι ξιδάτο (polipo lessato in acqua con aceto), e un bicchierino di ouzo... l'ideale al ritorno dalla spiaggia!

Di solito poi segue un piatto unico, i greci non hanno come noi la divisione tra "primo" e "secondo". Il sempreverde moussakà (μουσακάς, piatto con strati di melanzane fritte, patate lesse, ragù con in cima un bello strato di besciamella gratinata), il "pastitsio" (più che un pasticcio, assomiglia alla nostra pasta al forno), le "ghemistà" (pomodori e peperoni ripieni di riso al forno), le melanzane "imam", le "papoutsakia" (piatti a base di melanzane col ripieno di verdure o carne rispettivamente), l'agnello alla "kleftika" (cotto al forno in un coccio di terracotta con feta), senza parlare delle varie specialità locali che trovo solo in un certo posto e non altrove, come ad esempio la "matsàta" di Folegandros (un piatto di una specie di tagliatelle grosse tagliate a mano e condite con sugo di agnello e spolverate di pecorino).

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Moussakàs


Poi, le carni alla brace (στα κάρβουνα, sta kàrvouna), le costolette di agnello (παϊδάκια, paidàkia), il gyros (γύρος, simile al kebab), gli spiedini (σουβλάκια, souvlàkia), le frattaglie alla brace (κοκορέτσι, kokorétsi). Attenzione: "biftèki" non è la "bistecca", bensì un'hamburger cotta alla griglia. Carne di manzo non se ne trova molta, specie sulle isole, molto più diffuso è il maiale, insieme ovviamente all'agnello e al capretto e al pollame.

La scelta di formaggi non è vastissima come da noi. Naturalmente tutti conoscono il feta, ormai diffuso anche in Europa occidentale, che viene a volte mangiato fritto. Poi, ci sono vari tipi di pecorino e caprino come il kefalotìri, ottimo da grattare sul moussakà, e ricotte fresche di capra come la mizìthra. Ottima è una crema al formaggio piccante servita come antipasto che si chiama tirokafterì, da accompagnare ovviamente col pane.

I cubetti di feta sono una caratteristica imprescindibile dell'insalata greca, che in Grecia si chiama choriàtiki salata (insalata paesana), comprendente anche pomodori a pezzettoni, cipolla, olive nere locali, peperoni, origano in abbondanza, olio, pepe, e sale con moderazione (il feta è già abbastanza salato). Ottimo contorno per accompagnare pressoché qualsivoglia pietanza.

I dolci possono risultare un po' stucchevoli al nostro palato. In effetti sono quasi tutti di derivazione turca, fanno uso abbondante di miele, mandorle e noci tritate, burro in taluni casi. Provate comunque il galaktobùreko, ne vale la pena, e assaggiate anche un "baklavàs".
Da non perdere assolutamente come dessert è lo yogurt greco servito col miele (γιαούρτι με μέλι, yiaùrti me mèli), con o senza noci tritate, oppure anche la macedonia di frutta con sopra lo yogurt. Lo yogurt greco è denso, consistente, è diverso dal nostro. Una vacanza in Grecia non può dirsi completa senza aver provato lo yogurt. Anche il miele in Grecia è eccellente.
Avvertenza: per i greci la "macedonia" è solo una regione geografica. La "macedonia di frutta" in Grecia si chiama φρουτοσαλάτα, froutosalàta, insalata di frutta. :)

Alla fine del pasto ci sta bene un bel caffè greco (ελληνικός καφές), ossia alla turca (ma non ditelo ai greci, per loro è "greco" e basta!). Il grado di zucchero va specificato al momento dell'ordine (μέτριος, mètrios, medio; γλυκός, ghlikòs, dolce, χωρίς ζάχαρι, chorìs sàchari, senza zucchero) e quando arriva bisogna aspettare che la polvere decanti sul fondo, non bisogna avere fretta. I più esperti alla fine capovolgono la tazzina e leggono il futuro nel fondo del caffè...

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Caffè greco

Come ammazzacaffè ci sta bene un bicchierino di tsìpouro o rakì, la grappa locale. Come liquore di fama internazionale potete sempre prendere un bicchierino di Metaxà, meglio se 7 stelle, con ghiaccio o senza (io la preferisco senza).

Bisogna inoltre sapere che d'estate va molto di moda in Grecia il "Nescafè frappè", caffè frullato con ghiaccio, con latte o senza. E' in effetti molto dissetante, provare per credere. La Nestlé ringrazia... :D è incredibile la quantità di Nescafè consumata in Grecia ogni estate.

Il caffè viene di solito servito accompagnato da un bicchier d'acqua, come si usa da noi al Sud.

Vini: i vini della Macedonia (delle cantine Tsantàli, Boutàri), sebbene a mio parere non al livello di quelli italiani, sono discreti e meritano di essere provati.
Un vino tradizionale è la retsìna, vino dal sapore resinato che deriva dal fatto che l'aggiunta di resina aiutava in passato a nascondere il retrogusto del vino conservato male a causa del caldo.
Oggi ovviamente il processo è industriale ma la retsìna, che può piacere o meno a causa del suo gusto deciso, se servita fresca è un ottimo accompagnamento per una bella cena greca.
Sulle isole si trovano a volte vini rossi semiartigianali che sono delle vere bombe alcooliche, sono da considerare vini liquorosi, in quanto derivano da uve molto concentrate in zuccheri a causa dell'elevata esposizione al sole. Da bere con attenzione e moderazione! :D
Un altro vino liquoroso (che ricorda il Porto) è il Mavro Dafni di Patrasso, è un vino che va bene per i dessert, da provare! Come pure da provare è il rinomato Moscato di Samos e quello di Limnos.


martedì 25 marzo 2008, 17:53
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Non è facile parlare dei rapporti tra italiani e greci senza cadere in una modalità retorica e mitizzata, "italiani brava gente", "una faccia una razza" etc. etc.

D'altronde, un fondo di verità c'è. La storia narrata da Salvatores in "Mediterraneo", seppur romanzata ed estremizzata, ha comunque un messaggio di fondo che è vero, cioè che i greci hanno sempre guardato con una certa simpatia gli italiani, sebbene gli italiani abbiano fatto di tutto per non meritarsi tale stima.

In particolare, l'attacco alla Grecia ordinato da Mussolini nel 1940 per farsi bello agli occhi di Hitler e dimostrargli che anche l'Italia era una potenza militare degna di questo nome (ricordate la funesta frase "spezzeremo le reni alla Grecia"?), e conclusosi in un'umiliazione con i greci che ci rincorrevano fin dentro all'Albania, sarebbe già di per sè abbastanza per perdere ogni residuo di dignità agli occhi dei greci.

Altro episodio per nulla edificante, il siluramento della cacciatorpediniera "Elli", una vecchia nave ormeggiata nel porto di Tinos e imbandierata a festa per festeggiare la dormizione della Madonna di Tinos il 15 agosto, assolutamente inoffensiva e tuttavia affondata da un nostro MAS, episodio nel quale perirono molti marinai greci. Ma era la guerra.
Alla fine, abbiamo pagato comunque il conto ai greci rendendo loro il Dodecaneso, ed era il minimo che si potesse fare.

Ovviamente, quando poi Hitler invase la Grecia e permise anche agli italiani di occuparla (nonostante l'umiliazione in Albania), i greci non ebbero alcun dubbio nello scegliere noi piuttosto che i tedeschi... ovviamente! Tra il ladro e il boia... :roll:
Un discorso a parte merita invece l'eccidio di Cefalonia dopo l'8 settembre 1943, ma come ben sappiamo non si trattò di un affare tra italiani e greci, bensì tra italiani e tedeschi.

Molto più importante del rapporto con l'Italia è stato per la Grecia il rapporto plurisecolare con Venezia.

Anche questo un rapporto non sempre facile (Venezia partecipò attivamente al saccheggio di Costantinopoli durente la IV crociata nel 1204, saccheggio che inflisse un colpo mortale all'ormai decadente Impero Bizantino), ma Venezia, pur potenza straniera, rappresentò per molti secoli l'unico baluardo contro i turchi e il cuore pulsante di molta cultura greca.

La comunità greca di Venezia è sempre stata fiorente. Durante la turcocrazia i libri greci venivano stampati in buona parte a Venezia, e molti artisti e letterati greci trovarono nella Serenissima una potenza protettrice.

Per molti secoli Creta (Candia), le Isole Ionie, le Cicladi rimasero sotto la tutela di Venezia. Anche il Peloponneso (Morea) ebbe periodi sotto Venezia alternati a periodi sotto i turchi.

Corfù rimase sempre veneziana fino alla caduta della Serenissima nel 1797, poi passò ai francesi, ai russi (!), agli austriaci e agli inglesi, ma mai sotto i turchi. E' l'unica parte di Grecia che non ha conosciuto (fortuna sua) la dominazione ottomana.

I segni della dominazione veneziana sono evidentissimi a Creta. Il leone di San Marco accoglie tutt'oggi i turisti che arrivano a Candia (Iraklion), ben in vista sulla "fortezza a mare" (Koules), come pure impressionano gli arsenali e le possenti mura che cingono tutt'oggi la città. Anche La Canea (Chanià) ha mantenuto l'impronta veneziana, come pure Retimo (Rethimno).

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La "Fortezza a mare" (Koules) all'ingresso del porto di Iraklion (Candia), con il leone di S. Marco

L'ultima parte di Creta a cadere sotto i turchi fu nel 1715 l'isolotto di Spinalonga nel golfo di Mirabello, che è tuttora visitabile (come Alcatraz :D ) con gite in battello che partono da Elounda o Agios Nikòlaos.
Nel sud di Creta, nella regione di Sfakià, resiste la fortezza di Frangokastello (Castelfranco). Come si vede, i nomi sono di chiara matrice veneziana. Il maggior poeta cretese del 1600 si chiamava d'altra parte Vincenzos Kornaros...

Per non parlare di Monemvassià (Malvasia), città fortificata del Peloponneso.... ma non è questa la sede per fare un trattato di storia. ;) Se vorrete approfondire, ci sono migliaia di libri a riguardo!


mercoledì 26 marzo 2008, 19:34
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