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 Toponimi in Istria e Dalmazia 
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Se è per questo su un navigatore devi scrivere "Paris"... senza che dire Parigi sia anacronistico.

Dimmi su 100% italiani che dicono "Cres" quanti dicono "Kres" e quanti correttamente "Zres".

Ad ogni modo io non dico che uno debba saperli tutti. Ma almeno le città principali dell'Istria, Fiume, Zara, Sebenico e Spalato, quello sì!


giovedì 15 luglio 2010, 12:57
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paeba ha scritto:
Mantenere memoria dei nomi italiani è d'obbligo, utilizzarli però è un po' anacronistico...


credo che un conto sia la memoria storica, che a volte può anche far male e si cerca di dimenticare forzosamente, un conto è invece il buonsenso, nessuno di noi quando parla delle città estere le nomina nella lingua del paese, ma vengono tradotte nella nostra lingua, che è la stessa cosa che fanno tutti nel mondo con la propria.
parrebbe invece che con la slovenia e la croazia ci sia un tentativo di mantenere un certo distacco, oppure forse fa solo più figo cercare di chiamare i paesi con il nome originale per mostrare una confidenza con l'estero che spesso e volentieri non esiste.

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giovedì 15 luglio 2010, 14:49
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:battilemani: :battilemani: ...ti quoto assolutamente!


giovedì 15 luglio 2010, 15:32
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Un'altra perla dell'ex presidente croato Mesic.. che già si è distinto in passato per ridicole prese di posizione di stampo nazionalista... il voler far passare Marco Polo per croato non è cosa nuova ma fa pur sempre girare i @@... e purtroppo molti ci credono.

Ecco l'articolo di Stella sul Corriere di oggi...

Cita:
Provocazione
«Ecco Marko Polo, esploratore croato»
Se Zagabria ci scippa l'eroe del Milione
L'ex presidente va in Cina e celebra «il viaggiatore di Curzola» che ha avvicinato i due mondi

L'ex presidente croato Stjepan Mesic, scrive l'agenzia Hina, «ha inaugurato il museo dedicato a Marko Polo nella città cinese di Yangzhou». «Marko» Polo? Con la «k»? Esatto. Mesic ha anzi ricordato solennemente quel «viaggiatore del mondo nato in Croazia che ha aperto la Cina all'Europa». I cinesi, pare, hanno applaudito. Prova provata che le nostre autorità non sanno fare il loro mestiere: è mai possibile farsi scippare Marco Polo? La leggenda della «croatità» del grande commerciante e navigatore veneziano non è nuovissima. Qualcuno, secondo Alvise Zorzi che sulla città lagunare ha scritto un mucchio di libri dei quali uno proprio sull'autore de il Milione, la fa risalire a un'altra leggenda, quella che Marco fosse stato catturato dai genovesi nel 1298 in una battaglia nelle acque vicine all'isola di Curzola, in Dalmazia. Cosa che lo storico «serenissimo» esclude: «Pare piuttosto che, durante uno dei suoi viaggi, fosse finito nelle mani di corsari genovesi davanti a Laiazzo, sulla costa della Cilicia».

Ma il punto non è questo. Ammesso che possa esistere l'ipotesi che Marco fosse nato casualmente a Curzola (anche Italo Calvino, per dire, nacque casualmente a l'Avana ma a nessuno verrebbe in mente di definirlo uno «scrittore cubano»), non solo l'isola che oggi i croati chiamano Korcula era di cultura venezianissima, come testimoniano la città vecchia, le porte con il «Leon» e la cattedrale di San Marco, ma era un feudo della famiglia Zorzi. E tale sarebbe rimasta fino alla metà del quindicesimo secolo.

Attribuire natali «croati» non solo a Marco Polo ma a qualunque abitante della Curzola di allora solo perché oggi l'isola è in territorio croato, è una stravaganza storica. Con lo stesso metro, poiché l'antica Tagaste allora sede episcopale della Numidia si chiama oggi Souk Ahras ed è nell'attuale Algeria, Sant'Agostino per esser nato lì sarebbe un filosofo algerino. Settimio Severo, essendo nato nella romana Leptis Magna a due passi da Al Khums nell'attuale Tripolitania, sarebbe un imperatore tripolitano e Giustiniano nato nell'attuale Zelenikovo in Macedonia sarebbe un imperatore macedone o se volete, visto che governava nell'attuale Istanbul, turco. Per non dire di Giuseppe Garibaldi, che essendo di Nizza sarebbe un patriota francese.

Ridicolo. Non bastasse, spiega Zorzi, Marco Polo non nomina mai (mai) Curzola nel «Milione» dettato nelle prigioni di Genova a Rustichello da Pisa (un redattore di romanzi cavallereschi che si scrivevano allora in lingua d'oeil come in lingua d'oeil è il libro originariamente intitolato «Le livre de Marco Polo citoyen de Venise, dit Million, où l'on conte les merveilles du monde») né Curzola è mai nominata in tutti i documenti di famiglia conservati a Venezia.

Materiali abbondanti, dai quali è possibile risalire alla storia venezianissima di tutta la stirpe Polo (quasi certamente insediata dalle parti di San Trovaso) a partire dal X secolo: nati, morti, matrimoni, mogli, testamenti... Tutto.

Come è dunque possibile che l'ex presidente croato, se non vogliamo mettere in dubbio la cronaca dell'agenzia Hina ripresa dal quotidiano della minoranza italiana «La voce del popolo» di Fiume, sia stato invitato dalle autorità cinesi a inaugurare un museo del navigatore veneziano proprio a Yangzhou, dove Polo racconta di aver avuto incarichi amministrativi dall'imperatore Kubilai Khan e dove si sarebbe fermato anche, qualche anno dopo, il missionario Odorico da Pordenone? E com'è possibile che il nostro governo e le nostre autorità diplomatiche siano riusciti a far passare in Cina, con tutto il peso che ha per i reciproci rapporti di amicizia, gli scambi commerciali e il turismo, una figura immensamente famosa tra i cinesi quale quella dell'autore de «Il Milione»? Con tutto il rispetto per Stjepan Mesic, possiamo accettare che vada lì a ringraziare «per l'onore concessogli di essere lui a inaugurare un museo dedicato "a un viaggiatore del mondo nato in Croazia, il quale ha aperto la Cina all'Europa, e che con i suoi scritti ha anche risvegliato l'interesse dell'Europa per la Cina"»? Alla larga dal nazionalismo rancoroso e dal risentimento per l'espulsione di 350 mila italiani dall'Istria, dal Quarnero e dalla Dalmazia: abbiamo già visto, proprio nella ex Jugoslavia, cosa può succedere se si coltiva l'odio. È andata così, amen. Lo sgarbo di Yangzhou, però, è l'ultimo di una serie di «appropriazioni indebite» da parte dei nazionalisti di Zagabria di un patrimonio culturale che non è loro.

Vale per quei dépliant turistici di Spalato dove i nazionalisti slavi ribattezzarono il Leone di San Marco «Leone post-illirico». Vale per il promemoria «addomesticato» fornito a Giovanni Paolo II per la sua visita in Dalmazia del 1988 che indusse il Papa a dire che «Spalato e Salona hanno un'importanza del tutto particolare nello sviluppo del cristianesimo in questa regione, a partire dall'epoca croata e poi in quella successiva romana», come se gli slavi non fossero arrivati al seguito degli Avari tra il settimo e l'ottavo secolo ma un millennio prima. Vale soprattutto per la mostra nella Biblioteca Vaticana inaugurata in occasione del Giubileo da Franjo Tudjman, uno che nello sforzo di annientare anche il ricordo della cultura veneto-italiana si era spinto a definire Marco Polo «croato di stirpe e di nascita».

Si intitolava, quella mostra, «Arte religiosa e fede croata». Ma, a dispetto del tentativo di spacciare la Basilica veneziana di Parenzo quale «alta espressione dell'arte croata», lo stesso professor Miljenko Domijan, uno dei coordinatori, riconobbe col quotidiano «Novi List» che si trattava di una forzatura.

Effettivamente, spiegò lo studioso, l'esposizione spacciava col marchio croato tante opere figlie della cultura italiana: «Non si poteva fare altrimenti perché la produzione di esclusiva etnicità croata ha scarso valore. Non so proprio che cosa potremmo mostrare, sarebbe tutto sotto un certo livello». Furono così croatizzati il ritratto del vescovo di Spalato di Lorenzo Lotto, una Pietà del Tintoretto, un busto argenteo di Santo Stefano opera dell'oreficeria di Roma, una statua di San Giovanni da Traù del toscano Niccolò Fiorentino, l'arca di San Simone di Francesco da Milano (nel catalogo ribattezzato «Franjo iz Milana»), una tela del Carpaccio e ancora piani e documenti della cattedrale di Zara in stile pisano o di quella di Sebenico costruita da Giorgio Orsini da Zara. Croatizzato, si capisce, col nome di Juraj Dalmatinac...

Gian Antonio Stella
22 aprile 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA


http://www.corriere.it/esteri/11_aprile ... 9f1b.shtml

Cosa c'entra questo in un forum di naturismo? Nulla, probabilmente, ma consentitemelo lo stesso... ;)


venerdì 22 aprile 2011, 12:16
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Ieri sera su Rai1 hanno trasmesso lo spettacolo "Magazzino 18" di Simone Cristicchi.
Il mio personale plauso a Cristicchi, alla Rai e a tutti coloro che - finalmente - hanno trovato il coraggio di dare il giusto spazio alla commemorazione delle tristi vicende istriane dal 1943 in poi. E tutto il mio disprezzo nei confronti degli imbecilli sedicenti titini che hanno contestato lo spettacolo di Cristicchi a Firenze...

Esilarante e nel contempo triste l'imitazione che fa Cristicchi del tipico italiano che sfoglia i depliants turistici sull'Istria, e al telefono comunica entusiasta alla moglie: "Cara, quest'anno andremo in vacanza in Croazia... a Novigrad oppure a Rovini... ma lo sai, sono proprio dall'altra parte dell'Adriatico, a due passi da Trieste... no tranquilla, non fa freddo a Novigrad, d'estate ci saranno almeno trenta grad!""


martedì 11 febbraio 2014, 10:28
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giulio74 ha scritto:
Ieri sera su Rai1 hanno trasmesso lo spettacolo "Magazzino 18" di Simone Cristicchi.
Il mio personale plauso a Cristicchi, alla Rai e a tutti coloro che - finalmente - hanno trovato il coraggio di dare il giusto spazio alla commemorazione delle tristi vicende istriane dal 1943 in poi. E tutto il mio disprezzo nei confronti degli imbecilli sedicenti titini che hanno contestato lo spettacolo di Cristicchi a Firenze...

Esilarante e nel contempo triste l'imitazione che fa Cristicchi del tipico italiano che sfoglia i depliants turistici sull'Istria, e al telefono comunica entusiasta alla moglie: "Cara, quest'anno andremo in vacanza in Croazia... a Novigrad oppure a Rovini... ma lo sai, sono proprio dall'altra parte dell'Adriatico, a due passi da Trieste... no tranquilla, non fa freddo a Novigrad, d'estate ci saranno almeno trenta grad!""



l'ho visto anch'io ma purtroppo non dall'inizio
qualcuno è capace di trovarlo e renderlo qui disponibile?


martedì 11 febbraio 2014, 12:51
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