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Menorca (Minorca)


Nell'agosto del 2005, io e la bella Penelope (mia moglie) siamo andati a Menorca (italianizzato in Minorca).
Un'isola fantastica, ci siamo trovati benissimo.
Abbiamo affittato una casa per due settimane, noleggiato un automobile e abbiamo cercato le spiagge naturiste segnalate in vecchi forum.
Ci siamo resi subito conto che non esistono spiagge naturiste e spiagge tessili. Ovunque puoi stare nudo (non nelle spiagge attrezzate naturalmente), ovunque puoi stare vestito.
Ogni giorno siamo andati in una spiaggia diversa e mai, dico mai, abbiamo tenuto il costume.
Può capitare che, arrivando in una spiaggia non trovi persone nude, ma non c'è alcun problema. Se ti metti nudo nessuno ti guarda storto, nessuno ti nota, non ti senti osservato o giudicato, anzi, poco dopo ti accorgerai di non essere più l'unico senza costume.
Non credo di essermi mai sentito tanto a mio agio come a Menorca.

L'isola è bellissima, ordinata e pulita.
I menorchini sono molto cordiali, la cucina è ottima.
Delle Baleari è la meno turistica, quindi meno affollata e con poche spiagge attrezzate.

Ci sono molte calette, facilmente raggiungibili in automobile o dopo una passeggiata di mezz'oretta.
Ovunque troverai spiagge bianchissime, mare cristallino e paesaggi da cartolina.

Vi ho preparato un piccolo report fotografico, così, chi non c'è mai stato, si rende conto di cosa si è perso fin'ora.

Questa è la mappa dell'isola di Menorca, tenetela sottomano, ho segnato tutte le spiagge di cui parlerò.

Son Saura {01} [Foto 1]
Uno spiaggione lungo circa 1km facilmente raggiungibile in automobile.
Visto il grande spazio ed il facile accesso è molto adatta a famiglie con bambini. Difficilmente la troverete affollata.
Voto 7

Es Talaier {02} [Foto 1] [Foto 2] [Foto 3]
Per arrivare a Es Talaier si deve camminare per una mezz'oretta.
Nonostante le indicazioni stradali indicano di arrivare a Cala 'n Turqueta per poi proseguire a piedi, secondo me è meglio andarci (sempre a piedi) da Son Saura.
Si attraversa tutto lo spiaggione e poi si taglia dalla pineta.
E' una bellissima caletta, molti naturisti e comunque poco affollata nonostante sia abbastanza piccola.
Voto 9

Cala 'n Turqueta {03} [Foto 1]
E' simile a Es Talaier con l'unica differenza che l'acqua, invece di essere azzurra... è color turchese.
Voto 9

Macarelleta {04} [Foto 1] [Foto 2] [Foto 3]
Questa è sicuramente, insieme a Pregonda (di cui parleremo dopo) la più bella.
Si arriva a piedi da Macarella, bisogna passare un costone roccioso, dove, per un breve tratto, bisogna arrampicarsi.
Non è difficile o pericoloso, però questo passaggio filtra molte persone, specialmente famiglie con bambini, persone anziane e imbranati in genere.
Succede così di ritrovarsi in una piccola spiaggia, con un paesaggio e un mare fantastici, piena di giovani prevalentemente naturisti.
Come ho detto prima.... la più bella di tutte.
Voto 10

Macarella {05} [Foto 1] [Foto 2]
Anche Macarella è molto bella, però è un po' affollatina anche se più grande di Macarelleta.
Facilmente raggiungibile, si parcheggia molto vicino.
Voto 8

Mitjaneta {06} [Foto 1]
Mitjaneta è solo una piccola ansa a lato della spiagga di Mitjana.
Non c'è spiaggia, c'è solo un piccolo spazio dove possono mettere l'asciugamano solo un paio di persone.
Però c'è la pineta (nella foto non si vede, ma è subito sulla sinistra). Se vi piace stare all'ombra per rilassarvi, leggere o dormire... è il posto ideale.
Voto 7

Mitjana {07} [Foto 1] [Foto 2]
Questa è una delle calette più frequentate.
la spiaggia e il mare sono indubbiamente molto belle, ma il facile accesso la rende molto affollata.
C'è anche un bel roccione (lo vedete nella foto) dove poter fare dei gran tuffi.
Voto 8

Trebaluger {08} [Foto 1]
Cala 'n Fustam {09} [Foto 1]
Cala Escorxada {10} [Foto 1]
Queste tra spiagge le abbiamo girate tutte insieme perchè ci siamo andati in barca.
Abbiamo noleggiato una barchetta per quattro persone a Santa Galdana, spendendo un centinaio di euro per 5 ore.
Si possono raggiungere anche a piedi, ma bisognerebbe camminare per almeno un'oretta.
Vista la posizione sono praticamente deserte (specialmente Fustam ed Escorxada).
Inutile dire che sia il mare che la sabbia sono bellissimi.
Voto 9

Binigaus {11} [Foto 1]
E' un altro spiaggione lungo un paio di chilometri.
Solitamente preferisco le calette, però devo ammettere che questa spiaggia ha un fascino particolare.
Sarà stata la giornata, c'era un po' di vento e un po' di nuvole. La luce dava alla collina dei colori particolari.
Il mare era leggermente mosso e con le onde a volte ci si può divertire parecchio.
In fondo la spiaggia diventa un po' stretta perchè sovrastata da una parete rocciosa che, oltre a ripararti dal vento, offre delle bellissime insenature dove si riesce a stare un po' appartati. In ogni caso non è mai affollata.
Voto 9

Sa Mesquida {12} [Foto 1]
Questa è quella che più mi ha deluso.
Sarà stata la giornata decisamente brutta (non ha piovuto... ma quasi), però è sicuramente la meno bella di tutte quelle che ho visto.
C'è da dire che è in un centro abitato, quindi abbastanza affollata.
In ogni caso ci siamo trovati un angolino niente male (subito a destra appena si scende) dove, essendoci una roccia che funge da "separè", si può praticare naturismo tranquillamente.
Il mare e la spiaggia sono comunque molto belli... ma dopo aver visto le altre spiagge si diventa un po' schizzinosi.
Voto 6

Pregonda {13} [Foto 1] [Foto 2]
Ed ecco Pregonda.
Questa è, insieme a Macarelleta, quella che mi è piaciuta di più.
Per arrivarci bisogna camminare una buona mezz'ora attraverso un paesaggio marziano.
Si arriva con la macchina in un grande parcheggio, dopodichè si comincia a camminare attraversando piccole colline e dune di sabbia rossa.
La sabbia è rossa, la roccia è rossa, i sassi rossi, i legni sono rossi... tutto molto suggestivo.
Camminando camminando passerete un paio di spiagge. Non fermatevi a quelle, anche se sono carine.... andate avanti... vi aspetta un paesaggio spettacolare.
Il bello di questa spiaggia è il contrasto che c'è tra la sabbia rossa e il mare verde.
L'acqua è talmente trasparente che il sole riesce a scaldare la sabbia sul fondo ad un metro di profondità (complice il colore della sabbia).
E' bello sedersi in acqua e sentire le chiappe al caldo.
Voto 10

Algaiarens - La Vall {14} [Foto 1] [Foto 2]
Algaiarens è una grossa baia che comprende più spiagge. Non le troverai segnate sulla mappa, ma basta seguire per Algaiarens.
Una volta arrivati bisogna camminare un pochino. Passare la prima spiaggia. Ricordo anche un cancelletto di ferro che ti porta su un costone roccioso, dopodichè arrivi a La Vall.
Molto bella, molto tranquilla pochissima gente, molto naturista... insomma... che vuoi di più.
Voto 9

A questo punto vorrei uscire dal discorso spiagge e naturismo per consigliarvi di andare a vedere la famosa
Discoteca Cova d'en Xoroi {X} [Foto 1] [Foto 2] [Foto 3] [Foto 4].
E' interamente scavata nella roccia ed è molto particolare.
Ha delle terrazze che si affacciano a strapiombo sul mare. Insomma... non capita tutti i giorni di vedere qualcosa del genere.

Per quanto riguarda la cucina mi permetto di consigliarvi un ristorante di Fornells.
Si mangia benissimo (anche se non si spende pochissimo).
La specialità è la Caldereta di Langosta (praticamente una zuppa di aragosta), ma costa un patrimonio.
Vi consiglio di andare sulla classica paella. Ne rimarrete più che soddisfatti.
Ristorante Es Cranc {Y} [Foto 1]

Bene... con questo vi ho detto tutto.
Spero di avervi dato una nuova idea per la prossima vacanza.

Adios.... anzi... hasta la vista... Menorca!!!

_________________
Cosa può rovinare una giornata occhei?
Una fastidiosa diarrea.


domenica 4 marzo 2007, 22:12
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Il topic "Report Fotografici" è normalmente un topic chiuso. Chiunque volesse postare un proprio report simile a quello di Marito deve farne richiesta ad uno dei 4 moderatori di sezione, che provvederanno a riaprirlo su richiesta per il tempo strettamente necessario all'operazione. Nello stesso tempo, così come ora farà Marito, il report fotografico dovrà essere postato anche nel topic di riferimento (in questo caso Baleari) dove potrà svilupparsi la discussione.
Grazie per la collaborazione


martedì 6 marzo 2007, 12:03
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Donoussa e Piccole Cicladi (Grecia)

Vorrei descrivervi l'esperienza vissuta la scorsa estate sull'isola di Donoussa, un angolo delle Cicladi che non tutti conoscono, poi valuterete voi se val la pena andarci...

Donoussa fa parte delle "Piccole Cicladi". Le Piccole Cicladi sono un sotto-arcipelago situato tra Naxos ed Amorgos. Sono una manciata di piccole isole, rimaste disabitate per secoli e solo da poco sono state "scoperte" come meta turistica.
Intendiamoci: questo non significa che sono prese d'assalto da orde di turisti. La capacità di accoglienza delle isole è limitata, pertanto conviene prenotare con un certo anticipo.
Le isole abitate stabilmente sono Iraklià, Schinoussa, Epano Koufonisi, Donoussa. Ci sono poi altre isole completamente o quasi del tutto disabitate, quali Keros e Kato Koufonisi.
L'isola di Keros è disabitata oggi, ma intorno al 4000 a.C. era un centro della cosiddetta civiltà protocicladica, e sull'isola sono state rinvenute alcune statuette antropomorfe che sono oggi custodite al Museo Archeologico di Atene, come il famoso "Suonatore di Flauto".
Kato Koufonissi è pure disabitata, salvo una taverna che rimane aperta solo in estate e che mette a disposizione un terreno adiacente per i campeggiatori "liberi ed avventurosi". La taverna mette a disposizione l'acqua per lavarsi, in cambio di un contributo simbolico, tanto poi sanno che chi passa le notti sull'isola è forzatamente un loro cliente...
Kato Koufonisi è uno dei pochi paradisi rimasti per il campeggio libero. L'isola la si gira comodamente a piedi in un paio d'ore. Le spiagge sono deserte e selvagge, anche se c'è da dire che quelle di Epano Koufonisi sono migliori. Ovviamente su tutte le spiagge di Kato Koufonisi vige la regola del "clothing optional".


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Foto: la punta nord di Kato Koufonisi, presso la taverna

Epano Koufonisi: un'isola tonda, quasi piatta, una manciata di case, una serie di spiagge di sabbia una più bella dell'altra.
Purtroppo, è abbastanza affollata in luglio ed agosto. La fama delle sue spiagge è tale che si è diffusa un po' troppo la voce e adesso non è propriamente tranquilla in alta stagione, a differenza delle altre isole dell'arcipelago.


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Foto: Epano Koufonisi vista da Naxos. Sullo sfondo Keros.


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Foto: Epano Koufonisi

Vale comunque la pena fermarsi per qualche giorno, una settimana al massimo, e godere della bellezza delle spiagge di Italida e di Porì, entrambe "clothing-optional".
Donoussa resta un po' in disparte rispetto alle altre isole del micro-arcipelago. Il mitico battello "Express Skopelitis", che collega le piccole Cicladi con Naxos ed Amorgos, non sempre prosegue per Donoussa. Qualdo il meltemi soffia forte, non è raro restare "forzatamente" sull'isola per qualche giorno in più, in attesa del ripristino dei collegamenti marittimi.
Donoussa è più montuosa delle consorelle. Il porticciolo di Stavros, nonché capoluogo dell'isola, accoglie i visitatori. Una manciata di casette bianche adornate da bellissime bouganvillee. La cupola blu della chiesa di Agios Georgios si staglia tra il bienco della case e il violetto delle bouganvillee.


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Foto: il porticciolo di Stavros a Donoussa

La costa sud è un susseguirsi di calette sabbiose e non: Kedros, Livadi, Vathy Limenari, mentre ad est si apre la baia di Kalotaritissa con l'isolotto di Skoulonissi.
Il ritmo è quello tipico della Grecia degli anni '60, quando ancora il turismo era costituito da una manciata di hippies, intellettuali, appassionati della cultura greca classica e moderna, persone alla ricerca di loro stessi o semplicemente di un impossibile (o no?) ritorno alle origini, ai ritmi di una volta scanditi dai gesti semplici.
Sull'isola in poco tempo si arriva a conoscersi praticamente tutti, i visi sono noti, ci si saluta e si scambiano 4 chiacchiere in una moltitudine di lingue. Un solo bar per il dopo cena, rigorosamente tranquillo e senza musica "zum-zum-zum". Per la cena, ci sono 4 "tavèrnes" e si riesce comodamente a provarle tutte e fare la propria personale classifica.
C'è un taxi non ufficiale, un bazar/market annesso ad una delle taverne, non ci sono distributori di benzina, dall'anno scorso c'è (udite, udite!) un bancomat. Una strada parte da Stavros e si dirige verso Kalotaritissa passando attraverso il pugno di case di Mersini, ove si trova un'altra taverna.
La spiaggia di Kedros è la spiaggia degli "alternativi", molti campeggiano qui in modo a dire il vero un po' troppo "selvaggio", andrebbe a mio parere regolamentato in qualche modo, e c'è una deliziosa taverna dietro la spiaggia che serve a chi non resiste delle ottime macedonie di frutta con lo yogurt greco, e non solo.

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Foto: la spiaggia di Kedros

Su tutta l'isola vige la regola del "clothing-optional", salvo sulla spiaggia di Stavros che è troppo vicina alle case.
Per il resto, libertà, tranquillità, essenzialità.
L'affitto di una camera con bagno in agosto costa normalmente 50 Euro a notte per la stanza. Non serve cucina, tanto si va fuori per mangiare.
Quando cambia il vento e il mare a sud si ingrossa, le baie a nord diventano accessibili per chi ha voglia di scarpinare.
Come ci si arriva: da Naxos o da Amorgos con l'Express Skopelitis, oppure 2 volte alla settimana col traghetto più grande "Dimitroula". Se prendete lo Skopelitis e soffrite il mal di mare, procuratevi la Xamamina prima di partire perché se soffia il meltemi e il mare è grosso rischiate che la traversata si trasformi in incubo.
Per arrivare a Naxos si prende uno dei molteplici traghetti dal Pireo oppure ci si arriva direttamente in aereo con un volo interno della Olympic.
Partendo da Naxos con l'Express Skopelitis vi fermerete prima ad Iraklià, poi a Schinoussa. Non sono mai sceso su queste due isole, ma sono pur esse molto piccole con baiette dove il costume non è obbligatorio. Se un giorno ci andrò, vi farò sapere...

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Foto: il porticciolo di Iraklià visto dall'Express Skopelitis


venerdì 18 maggio 2007, 9:31
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Folegandros


Un'altra isola delle Cicladi rimasta abbastanza fuori dal turismo di massa (e speriamo che ci resti il più a lungo possibile) è Folegandros. Si trova ad ovest di Santorini e ad Est di Milos.

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Immagine 1: le Cicladi centro-meridionali con Folegandros

Si può raggiungere in traghetto dal Pireo oppure da Santorini (arrivando a Santorini con l'aereo, come abbiamo fatto noi nel 2005).

Il traghetto attracca a Karavostassi, il porticciolo dell'isola, un piccolo centro abitato dove si possono già trovare varie camere in affitto e alcune taverne. Il posto è molto tranquillo: la "vita notturna" (tutto però è relativo, niente a che vedere con Ios, Paros o Mykonos) si concentra infatti alla Chora.
A sud di Karavostassi c'è la spiaggia di Livadi con annesso campeggio, ma francamente non è niente di trascendentale.

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Foto 1: la spiaggia di Livadi

Prima di arrivare a Livadi ci sono una serie di calette (Vitsetsou) dove se si vuole si può praticare il naturismo. Subito a nord di Karavostassi invece, superando il promontorio, c'è una bella spiaggia che guarda verso Sikinos, che però quando l'abbiamo vista noi (agosto) era 100% tessile.

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Foto 2: la spiaggia a nord di Karavostassi

Karavostassi stessa ha una spiaggia di ciottoli che è graziosa ma 100% tessile visto che è la spiaggia del villaggio.

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Foto 3: Karavostassi - la spiaggia e il villaggio

Da Karavostassi la strada asfaltata sale fino alla Chora. Penso che sia uno dei più bei villaggi di tutte le Cicladi, costruito al limite di uno strapiombo roccioso. In alto rispetto alla Chora vi è la chiesa della Panagia (la Madonna), che può essere raggiunta tramite un sentiero lastricato.


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Foto 4: la Chora sul ciglio dello strapiombo

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Foto 5: la Chora con la chiesa della Panagia

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Foto 6: il Kastro, il cuore della Chora, costruito dai Veneziani per difendersi dai Turchi

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Foto 7: la "Piatsa", cioè la piazza della Chora (il nome è di chiare origini veneziane)

Proseguendo oltre la Chora sul crinale dell'isola, si arriva al villaggio rurale di Ano Merià, dove ci sono un paio di deliziose taverne e un museo antropologico-contadino. La strada diventa poi sterrata e volendo si può proseguire fino alla baia più inaccessibile dell'isola, Agios Georgios, che però è impraticabile nel caso ci sia meltemi (il vento di tramontana molto comune nelle Cicladi in agosto).

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Foto 8: la baia di Agios Georgios

Prima di arrivare ad Ano Merià sulla sinistra c'è una strada in ripida discesa che porta alla spiaggia di Angali, con un paio di taverne e 100% tessile.

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Foto 9: la baia di Angali

Superando Angali ed imboccando il sentiero sulla destra, guardando il mare, oppure prendendo un piccolo caicco, si arriva in 20 minuti alla spiaggia di Agios Nikolaos, la spiaggia "clothing-optional" dell'isola, con tamerici e una piccola ma graziosissima taverna.

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Foto 10: la spiaggia di Agios Nikolaos con la chiesetta

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Foto 11: la taverna e la chiesetta viste dalla spiaggia

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Foto 12: l'acqua di Agios Nikolaos

L'atmosfera è molto rilassata, bella gente, 90% giovani, i tessili tendono a mettersi più vicini alla taverna mentre i nudisti stanno dalla parte opposta; nel centro c'è un "misto" che però non ha mai generato difficoltà di alcun genere.
Questo è lo spirito della Grecia... libertà e tolleranza.

E al ritorno dalla spiaggia e prima di cena... uno spuntino non ci sta mai male!

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Foto 13: "Mezedes" al ritorno dalla spiaggia

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Foto 14: notturno della Chora

Esistono anche altre spiagge raggiungibili con lunghe scarpinate oppure in barca, come ad esempio la spiaggia di Kàtergo nella parte sud-est dell'isola, anch'essa "clothing-optional" in quanto semideserta ma non ci siamo andati... bisogna pur lasciare qualcosa da vedere per la prossima volta!


lunedì 16 luglio 2007, 14:26
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Naxos

Dopo Donoussa e Folegandros, adesso tocca a Naxos, visitata nell'estate 2006 (prima di Donoussa).

Naxos è la maggiore delle Cicladi (dopo Andros) e si trova più o meno al centro dell'arcipelago, si raggiunge comodamente in nave dal Pireo (anche con i Flying Dolphins superveloci) in circa 6 ore, oppure con l'aereo da Atene.

L'isola è grande e se si vuole girarla tutta il noleggio di un'auto è indispensabile. Col motorino infatti risulta difficile girare tutta l'isola, che è peraltro in gran parte montuosa.

La Chora di Naxos, ovvero Naxos città, è dominata dalla fortezza veneziana di Marco Sanudo, Duca di Nasso e delle Cicladi.
La rocca fortificata contiene al suo interno la città vecchia, con il monastero diroccato delle Orsoline e la Cattedrale Cattolica.
In effetti, di cattolici a Naxos ne sono rimasti ormai ben pochi (discendenti dei Veneziani), ma la Cattedrale occupa ancora il suo posto sulla sommmità della collina.

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Foto: la Chora e il castello visti dall'isolotto della Portara

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Foto: la piazza antistante il Vescovado (cattolico)

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Foto: veduta della Chora

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Foto: altra veduta della Chora

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Foto: le mura e le torri del castello (Kastro)

Tutt'intorno si stende il resto della città con il lungomare e varie strade e stradelle ottime per fare shopping o per mangiare ottima cucina greca, carne e pesce in una delle innumerevoli taverne (non tutte allo stesso livello, ma è impossibile fare una statistica).

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Foto: uno dei tanti ristorantini della Chora

Il simbolo di Naxos è la "Portara", ciò che resta di un antico tempio di Apollo che sorge su un isolotto collegato alla terraferma da un molo, subito a Nord della Chora. Splendido il tramonto sulla dirimpettaia isola di Paros.

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Foto: il tramonto sulla "Portara"

Le spiagge più belle dell'isola sono a sud della Chora.
Le prime, Agios Georgios, Agios Prokopios e Agia Anna (in successione allontanandosi dalla Chora) sono 100% tessili e abbastanza affollate. Passate oltre senza indugio.
Dopo la fine di Agia Anna comincia la lunghissima spiaggia di Plaka (più di 3 km) che è naturista a tratti, diciamo che è "clothing-optional" ma che i naturisti tendono a fare "gruppo" per cui ci sono zone a schiacciante maggioranza naturista seguite da zone 100% tessili. L'importante è scegliere...

Diciamo che la prima zona naturista comincia a sud del ristorante "Tria Adelfia" (Tre Fratelli), e via così.

Dietro alla spiaggia ci sono dune che riparano dal meltemi, c'è da dire però che quando quest'ultimo soffia molto forte le raffiche tendono a sollevare la sabbia. La spiaggia di Plaka è infatti una spiaggia sabbiosa con un'acqua splendida che non ha nulla da invidiare a certe spiagge sarde della Costa Smeralda.

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Foto: la spiaggia di Plaka. Sullo sfondo Paros.


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Foto: l'acqua della spiaggia di Plaka

Noi abbiamo soggiornato per 50 ? al giorno per la stanza negli appartamenti gestiti dal Camping Plaka, che però si trovano al di fuori del perimetro del camping.

Dopo il promontorio di Mikrì Vigla la spiaggia continua lunghissima, poi ci sono altre baie sempre più lontane e sempre più deserte.

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Foto: la spiaggia di Mikrì Vigla con il promontorio omonimo

Un giorno va certamente dedicato al giro dell'isola, con la visita dei villaggi dell'interno, della costa est con il vecchio centro minerario di Moutsouna e il villaggio di Apollonas a nord con il suo famoso Kouros.

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Foto: il villaggio di Filoti nell'interno (altopiano della Tragèa)

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Foto: il porticciolo di Moutsouna sulla costa est con i resti dell'attività mineraria

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Foto: la baia di Panormos dove finisce la strada, nell'angolo sud-orientale dell'isola

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Foto: il villaggio di Apollonas sulla punta nord dell'isola

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Foto: il "Kouros" di Apollonas (statua colossale incompiuta)

Che dire... andateci! Naxos non è certamente un'isoletta deserta ma non è ancora così presa d'assalto da un certo tipo di turismo "commerciale". La Chora è deliziosa, il mare è bello, naturismo no problem, i prezzi sono ragionevoli... che aspettate?


giovedì 19 luglio 2007, 17:04
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Come promesso, ecco un report fotografico sulle mie vacanze a Koversada di quest'anno.

Il giudizio è stato assolutamente positivo. Era la mia prima esperienza in un cosiddetto "recinto FKK", ma sia io che mia moglie ci siamo trovati molto bene. Avendo un bambino piccolo, è stata la vacanza ideale, e anche il tempo è stato eccellente per tutta la settimana che abbiamo passato lì (dal 8 al 16/9).
I prezzi poi, essendo ormai bassa stagione, erano relativamente bassi, meno della metà che ad agosto (circa 450 Eur per una settimana in appartamento - solo pernottamento).
Noi abbiamo soggiornato in uno degli appartamenti "Blesicka", ristrutturati da poco. Tutti gli appartamenti sono arredati assai bene e anche il bagno è perfetto e nuovissimo. Appartamenti con aria condizionata, terrazza, televisione a schermo piatto, cassaforte, cucina con tutte le stoviglie. Le 4 stelle le meritano tutte, a mio parere. Gli appartamenti tipo A3 (per 3 persone) erano tutti occupati, per cui ci hanno messo in un appartamento più grande del tipo A4.

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Foto 1: vista degli appartamenti Blesicka

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Foto 2: vista dalla terrazza dell'appartamento verso il Canale di Leme

Il campeggio si presenta pulitissimo e assai tranquillo. La clientela era di età abbastanza avanzata, visto il periodo. Prevalentemente persone over 60, tedeschi ed austriaci, poi alcune coppie con bambini piccoli, poche coppie senza bambini.
La spiaggetta di ghiaia sull'isola di Koversada è a mio parere il fiore all'occhiello del villaggio. Al di là della bandiera blu, la trasparenza dell'acqua è davvero incredibile, tenendo conto che siamo in Istria.

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Foto 3: vista dalla spiaggetta dell'isolotto

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Foto 4: vista dell'isolotto col ponte. La spiaggetta è sulla destra alla fine del ponte.

L'isolotto era praticamente deserto, solo poche tende. Il resto del campeggio di certo non era affollato come presumo sia in alta stagione, ma ad ogni modo c'erano ancora parecchi campers e roulottes.

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Foto 5: la pineta sull'isolotto

Si notano alcune zone dove la nuova gestione Maistra ha fatto "repulisti" di strutture più o meno fisse di alcuni clienti habitués. So che la cosa ha causato parecchie polemiche, e io non entro nel merito, però il mio parere è che Maistra stia gestendo bene il campeggio, badando molto a tenerlo "su" di livello. Le mie preoccupazioni riguardano un possibile problema col ricambio generazionale, ma forse è un timore infondato.

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Foto 6: una delle zone presumibilmente sgomberate

Il naturismo viene generalmente rispettato da quasi tutti, d'altra parte adolescenti non ce n'erano, visto che le scuole erano già iniziate. Unica eccezione, due-tre donne in due pezzi evidentemente portate lì a forza dal marito naturista... :roll:
I singles sono ammessi, purché abbiano la tessera INF.

Non ci sono vere spiagge di sabbia a Koversada, con l'eccezione di un grande terrapieno artificiale di fronte all'isolotto e una spiaggetta riparata da una diga e adatta ai bambini piccoli, ma con l'acqua abbastanza torbida.

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Foto 7: il terrapieno artificiale con sabbia

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Foto 8: la spiaggia di sabbia per bambini, protetta dalla diga

La sera abbiamo mangiato solo una volta all'interno del villaggio, non male peraltro, però abbiamo preferito andare alla ricerca di ristoranti all'esterno. Segnalo l'eccellente ristorante di pesce "Mirabel", sul porto di Orsera, con clientela prevalentemente italiana, nonché la trattoria "Sidro" in località Flengi (sulla strada per Rovigno), dove abbiamo trovato uno squisito maialino da latte allo spiedo...

Se qualcuno avesse bisogno di "dritte" o di spiegazioni, sono qui...


giovedì 20 settembre 2007, 14:22
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Amorgos

Nell'estate del 2002 ho avuto la fortuna di visitare l'isola di Amorgós, la più orientale delle Cicladi.

Di forma stretta ed allungata, da sud-ovest a nord-est, è un'isola che offre panorami mozzafiato, con scogliere alte e scoscese, e un monastero che non ha pari in Grecia quanto a posizione: il monastero della Panagía Chozoviótissa (Μονή Χωζοβιώτισσας), incastonato sulla roccia a picco sul mare.

ImmagineImmagineImmagine
Varie foto del monastero della Chozoviótissa

Un'isola scoscesa a sud, ma che offre baie ed approdi a nord: la baia di Katápola al centro, la baia di Egiáli a nord e la baia di Kalotarítissa a sud.

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Nell'ordine, le baie di Katápola, di Egiáli, di Kalotarítissa

Un'isola da non prendere in considerazione solamente per il mare, pur fantastico, ma anche per una vacanza fuori stagione all'insegna del trekking: numerosi sono infatti i sentieri (monopátia) che la percorrono in lungo e in largo, sentieri utilizzati da secoli dagli abitanti del luogo e oggi a dire il vero non sempre ben tenuti, ma comunque percorribili.

Amorgós è anche l'isola del "Grand Bleu". "Le Grand Bleu" è un film francese di Luc Besson, con Jean Reno nella parte di Enzo Maiorca, che narra della rivalità tra i due grandi apneisti di fine '900, Enzo Maiorca (nel film chiamato Enzo Molinari) e Jacques Mayol. La prima parte del film, che narra dell'infanzia dei protagonisti, è stata girata ad Amorgos, e nelle riprese si vedono vari scorci dell'isola.
Per questo motivo, Amorgós è sempre stata popolare tra i francesi, e a Katápola c'è il bar "Le Grand Bleu", dove su uno schermo viene riprodotto in continuazione il film in questione.
Il film è del 1988 ma è uscito in Italia solo nel 2002 in quanto Maiorca non aveva apprezzato l'evidente parallelismo con il personaggio di Molinari. Oggi comunque la "querelle" si è risolta.
Di seguito l' "incipit" del film, con scorci di Amorgós:



La parte sud dell'isola con gli abitati di Katápola, Chóra ed Arkessíni e la parte nord, con Egiali, Tholária, Langáda, sono rimaste a lungo virtualmente isolate l'una dall'altra, fino alla costruzione della strada che, percorrendo la dorsale dell'isola con viste mozzafiato, le ha finalmente messe in comunicazione negli anni '80. Prima di allora, per andare da Katápola ad Egiali si faceva molto prima colla barca...

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Vista sull'isolotto di Nikouria dalla strada dorsale

I traghetti dal Pireo solitamente attraccano sia a Katápola (ai piedi della Chora), sia ad Egiali.

Amorgós è inoltre collegata a Naxos e alle piccole Cicladi dal battello "Express Skopelitis". Per i collegamenti consultate l'ottimo sito http://www.gtp.gr .

La Chora di Amorgós è uno splendido villaggio cicladico, arroccato in cima ad un cocuzzolo in modo tale da essere difficilmente visibile dal mare, per ragioni di difesa dai pirati. Le stradine che la percorrono sono strette e labirintiche, sempre per ragioni di difesa e anche per rompere il vento che sul crinale soffia incessante.

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Vedute della Chora (foto centrale da http://www.holidayshop.gr)

Se si sbarca a Katápola, c'è una strada che sale per vari tornanti fino ad arrivare alla Chora. Da qui, si può svoltare a sinistra e proseguire sulla strada dorsale per Egiali; oppure, si può svoltare a destra seguando sempre la dorsale ma verso sud, verso il villaggio rurale di Arkesini e poi fino alla baia di Kalotaritissa. Superando invece la Chora e "scollinando", per così dire, si arriva sul margine dello strapiombo con un panorama sull'Egeo meridionale e sui due isolotti di Mikró e Megálo Viókastro.

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Panorama dalla dorsale verso sud, con l'isolotto di Megálo Viókastro

Scendendo i ripidi tornanti, si arriva alla baietta rocciosa di Agia Anna, con la cappelletta omonima. Sulla sinistra in alto si vede la sagoma bianca del monastero della Chozoviotissa, con la ripida scalinata in pietra che permette l'accesso.

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Agia Anna (foto di sinistra da http://www.holidayshop.gr)

Arrivati alla chiesetta di Agia Anna, si vedrà che ci sono tante micro-spiaggette di ghiaia intercalate da grossi massi. La gente tende ad affollarsi in agosto, e la zona non è da consigliare per il naturismo (non almeno in alta stagione), ma procedendo verso sud-ovest si arriva presto ad una spiaggia un po' più lunga di ghiaia fina, proprio di fronte all'isolotto di Megálo Viókastro, dove nel 2002 abbiamo praticato naturismo senza alcun problema. Unica pecca, il sole tende a calare abbastanza presto.

Naturisti sono stati notati in una della calette della baia di Katápola, denominata Plákes, ma per arrivarci bisogna farsi portare col caicco che parte regolarmente da Katápola. Il sentiero è infatti arduo da percorrere.

Probabilmente (ma non abbiamo verificato di persona) si può fare naturismo anche a Kalotaritissa. Nel sito del Captain Barefoot si riporta che in una delle due baie dopo Egiali si può fare naturismo. Anche questo non ho potuto purtroppo verificarlo (l'isola è molto lunga e montuosa e con lo scooter avevamo una mobilità limitata).

L'escursione al monastero della Panagia Chozoviótissa (la Madonna salvatrice della vita) è senz'altro da mettere in programma durante il vostro soggiorno. La fondazione del monastero, secondo tradizione, è dovuta al fatto che un'icona della Madonna, gettata da qualcuno in mare per salvarla dalla furia iconoclasta, dopo aver vagato galleggiando sulle acque sia poi approdata sulla spiaggia sotto il monastero e, in segno di devozione, gli abitanti dell'isola abbiano costruito il monastero proprio sopra il punto in cui l'icona si era arenata. Si parla dell'anno 1000.
Oggi restano solo tre monaci ma il monastero è visitabile, se non avete abiti adatti vi daranno loro una tunica da indossare, e dopo la visita i monaci vi offriranno un dolcetto (loukoumi) e un bicchierino di kitro, un liquore simile al limoncello. L'offerta è facoltativa.
L'icona è a tutt'oggi custodita nel monastero ed è oggetto di grande devozione.


lunedì 5 maggio 2008, 14:20
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Spiagge a Creta nei dintorni di Sfakia

Riporto le mie impressioni su 4 spiagge visitate nella zona di Sfakia (ma ve ne sono altre ancora che non sono riuscito a vedere); in ordine alfabetico

Filaki

Unica spiaggia ufficialmente naturista di tutta la Grecia, e’ una piccola spiaggia di sassi attorniata da alte scogliere, entrati in acqua c’e’ come una piattaforma tufacea molto lunga. Sul retro della spiaggia parcheggio per auto, chiosco gestito direttamente dall’Hotel Vritomartis con doccia, servizio igienico e zona bar con tavolini all’ombra
Sulla spiaggia nudita’ al 100% mentre nel chiosco a mangiare quasi tutti indossavano un pareo (ma si poteva stare benissimo nudi senza ricevere alcun richiamo).
Il chiosco e’ aperto dalle 9.30 alle 17.30 e durante tale orario controllano la zona.
Sulla spiaggia si affittano lettini e ombrelloni, ma chi vuole puo’ anche ripararsi sotto le grotte poste sul lato sinistro della spiaggia guardando il mare. La spiaggia non e’ riservata agli ospiti dell’albergo, tanto che ogni tanto arrivava qualcuno che non era ospite.
Poche persone


Fragokastelo

Venendo da Sfakia, passato il Castello, parcheggiare vicino alla Sunrise Taverna, scendere dalla gradinata in cemento che parte alla sinistra della Taverna e giungere alla spiaggia (chiamata Orthi Amnos), da qui camminare sulla spiaggia per un bel pezzo fino ad arrivare alla parte di spiaggia prima della scogliera alcuni naturisti anche nella parte prima della zona indicata (sopra tutto padri di famiglia che rimanevano nudi mentre il resto della famiglia era tessile)

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La spiagga di Fragokastello, la zona naturista e' sulla destra della fotografia ed e' l'ultimo terzo della spiaggia ritratta

La spiaggia è sabbiosa, un po’ strettina, ma la frequentazione e’ ridotta tanto che si stava larghi da un gruppetto all’altro, naturisti al 75%, il mare scende lentissimamente ed e' veramente bello

Oltre la scogliera che limita la spiaggia di Frangokastelo c’e’ un’altra spiaggia sabbiosa desolata, si arriva continuando a camminare dalla spiaggia naturista lungo il mare, facendo poi un bel 10 minuti in su e giu’ dalla scogliera e facendo anche un mini guado in una zona sabbiosa (l’acqua arriva a meno di un metro), fate attenzione a camminare sugli scogli perche’ possono far male quindi un po’ di prudenza (e scarpe da ginnastica)

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La spiaggia a est di quella di Fragokastello

La spiaggia era completamente vuota, vi erano solo le orme di una capretta e nient’altro, bellissime nuotate in completa solitudine, splendido


Glyka nera (sweetwaters ovvero sia le acque dolci)
Visto che l’amico Poisons aveva gia’ esplorato il tratturo “alpino” per giungere a piedi a Glyka nera dalla strada che collega Chora Sfakion ad Adroumeli

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vista dal mare del sentiero per arrivare a Glykanera

ho deciso di "sacrificarmi" :) e di prendere il barchino che connette Chora Sfakion (anche chiamata Hora Sfakion) alla spiaggia
Partenza alle ore 10.00 (in punto) davanti all’Hotel Xenia (e’ l’ultimo albergo del porto di Chora Sfakion sulla destra guardando il mare), il costo ammonta a euro 4 (e il ritorno costa altri 4 euri con partenza alle 17.30), la traversata dura pochi minuti. Oltre alla partenza delle dieci si puo’ nolleggiare il taxiboat per andare a Glykanera ma il viaggio costa in tutto euro 25,00

La spiaggia e’ sassosa, molto soleggiata e molto calda (alle spalle c’e’ un’alta parete in roccia), vi sono pochi alberi che fanno ombra, il fondo del mare tende a sprofondare subito, interessanti le fonti di acque dolci che sono state decorate attorno da ciottoli (alcune indicazioni inviatavano a non usare l’acqua per lavarsi in quanto per questo vi erano le docce al gabbiotto), vengono affittati ombrelloni e sedie sdraio.

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La spiaggia di Glykanera vista dalla zona del casotto

Quando sono andato era un sabato, pertanto, la spiaggia era piena di Greci che occupavano le sdraio e gli ombrelloni concentrati vicini al capanno di arrivo del battello: qui avevano tutti il costume (ed erano anche un pochino rumorosetti), la seconda parte della spiaggia, molto piu’ ampia, era, invece, un bel 80% nudista, c'era un po' di andirivieni dei canotti che stazionavano davanti al capanno (ma dopo le 15.00 se ne sono andati via in molti)
Nella zona naturista tanto spazio libero, molte coppie e anche gruppi di sole donne, i gestori del gabbiotto ogni tanto passavano a controllare la spiaggia; riposantissimo, clima molto rilassato (ho scambiato quattro chiacchiere con alcune nudiste senza tanti problemi da parte di nessuno)
Sulla spiaggia vi erano anche alcuni campeggiatori (tutti naturisti)

Plakias

Plakias e’ una cittadina con tanti alberghi, ristoranti, appartamenti in affitto, si affaccia su una bella baia e dispone di una grande spiaggia sabbiosa, alla fine di questa spiaggia in direzione sudest, vi e’ la zona nudista .
Si puo’ parcheggiare dietro alla spiaggia dove ci sono dei parcheggi, vi sono delle dune che coprono la vista della spiaggia dalla strada

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Vista della baia di Plakias e della spiaggia naturista

Vi sono due file di ombrelloni che si dirigono verso la montagnetta, andando verso la montagnetta dopo un po’ iniziano a comparire i prima rari nudisti ad un certo punto la fila degli ombrelloni si interrompe per poi riprendere: da qui la concentrazione dei naturisti e’ preponderante tanto che raggiungono un 80%.
In fondo, dietro l’ultima fila dei parasole, vi sono alcune piante sotto le cui frasche ci si puo’ stare all'ombra.

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Veduta delle dune prima della spiaggia di Plakias, dietro la montagnetta che sovrasta la zona naturista

Vi sono due docce nella zona naturista; il ragazzo del chiosco controlla sia l’affitto degli ombrelloni e delle sdraio ma anche la spiaggia tant’e’ che ha dato a un greco una sonora sgridata perche’ “non si stava comportando bene”.
Al chiosco, in zona tessile verso la cittadina, si puo’ bere qualcosa mentre per mangiare c’e’ oltre la strada una bella taverna (un po’ caretta per gli standard di Creta).

Tanta gente in spiaggia ma sempre molto tranquillo, nonostante le file degli ombrelloni fossero piene e altri si fossero fermati nelle aree libere; il mare scende lentamente e, pertanto, bisogna camminare un poco nel mare prima di poter nuotare. Della quattro spiagge visitate quella di Plakias e' quella con la vista piu' bella e ampia su tutta la baia e sulle alture circostanti
Verso il tardo pomeriggio passa poi un venditore ambulante a vendere dei confortini.

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lunedì 15 settembre 2008, 15:08
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GRECIA - Creta
dal 2 al 16 Agosto

Quest'anno abbiamo optato per quest'isola, anche se non sembrerebbe.... è mooolto grande.
Infatti siamo riusciti solo a visitare la parte ovest... e in due settimane ci siamo comunque sparati più di 2000 chilometri.
Abbiamo affittato una casa a Kolimbari [1]. Posizione strategica perché centro nevralgico sulle strade statali. Da quella posizione si riesce a raggiungere facilmente e velocemente tutte le strade statali della zona.
Calcolate che c'è una dorsale montuosa che attraversa l'isola per il lungo, quindi per andare da una parte all'altra della costa è necessario comunque passare attraverso gole e valichi, percorrendo strade non proprio dritte.
Non abbiamo girato moltissime spiagge. Già la prima settimana ci siamo resi conto che le migliori erano quelle cinque, quindi la seconda settimana abbiamo replicato.

Cartina Creta Ovest
Cartina spiagge naturiste parte sud-ovest)


La prima spiaggia di cui vi vorrei parlare è Balos [2].
Questa è l'unica spiaggia non naturista che troverete in questo report.
Arrivarci è semplice, ma alquanto impegnativo.
A parte un lungo sterrato da fare in macchina, bisogna poi scendere dalla montagna a piedi per circa mezz'ora. Vi si aprirà il cuore quando ad un certo punto vi si mostrerà la vista da cui ho scattato queste foto Foto 1 Foto 2
Purtroppo è l'unica cosa bella di questa spiaggia.
Non si può fare naturismo, è piena di gente, arrivano barche, barchette e barconi di continuo, c'è odore di fogna e un vento da paura.
Intendiamoci... Sono contento di averla vista, ma una volta basta e avanza.

Phalassarna [3] (o Falasarna) è sicuramente la più bella dopo Elafonissi (IMHO). Ma attenzione... Dovete andare nel posto giusto.
La spiaggia di Falasarna è un grande spiaggione, attrezzato, non naturista e spesso sferzato dal vento. La zona naturista è in fondo, dove ci sono le rocce. Quelle rocce che vedete in fondo (indicate dalla freccia rossa nella Foto 1) formano delle piccola baie, riparate dal vento e da occhi indiscreti.
Purtroppo qui ho fatto solo la foto panoramica. L’altra l’ho trovata in rete. Foto 1 Foto 2 (dal Web)

Elaphonissi [4] (o Elafonissi) è considerata a ragione una delle dieci spiagge più belle al mondo. però attenzione.... Anche qui bisogna andare dalla parte giusta.
Questa spiaggia è particolare. Si arriva con la macchina in un grande parcheggio. Ci si ritrova quindi in una spiaggia attrezzata con migliaia di persone. Di fronte c'è una piccola isoletta, ma è talmente vicina che si può raggiungere attraversando il mare a piedi per circa 30 metri. L'acqua vi bagnerà a malapena il costume.
A questo punto vedrete uno spiaggione con centinaia di persone in costume.
Bisogna attraversare l'isola tra le dune di sabbia e portarsi sull'altro lato.
Anche dall'altro lato troverete un po' di gente con il costume.
A questo punto basterà seguire la spiaggia per trovare decine di calette, una appresso all'altra. Già all'inizio appariranno i primi naturisti, ma più vi spingerete in fondo, meno gente incontrerete.
Riuscirete a trovare una caletta tranquilla anche a ferragosto.
Le foto che vedete le ho fatte appunto in questo periodo. Foto 1 Foto 2 Foto 3 Foto 4

Sougia [5] è una spiaggia di ciotoli. Anche qui si può stare nudi.
Non amo particolarmente i ciotoli, ma questa spiaggia non mi è dispiaciuta affatto. Foto 1 (da Web)

Glika Nera... ma più nota come Sweet Water Beach [6].
Potete arrivarci lasciando la macchina in mezzo ad un tornante facendovi una scarpinata scendendo da una parete come gli stambecchi (non l'ho fatta ma vedendo il sentiero dalla barca mi è sembrato abbastanza pericoloso), altrimenti da Chora Sfakion prendendo un Taxi Boat che vi porterà a destinazione per 40 euro (andata e ritorno all'ora in cui preferite). Se siete in pochi potete dividere la tariffa con qualche altro turista.
La particolarità di questa spiaggia è che l'acqua del mare è quasi dolce perché c'è un fiume sotterraneo che vi sfocia nei paraggi. Il fiume non è visibile, ma se farete una buca affiorerà acqua dolce e limpida.
Per questo motivo troverete accampamenti di famiglie e comunità di hippies.
In questa spiaggia si respira spirito naturista a pieni polmoni.
La consiglio vivamente. Foto 1 (dal Web)


Detto questo non mi rimane che segnalare la cittadina di Chania agli amanti delle passeggiate serali tra bancarelle e negozietti molto carucci.
Conviene mangiare al ristorante tutte le sere. Con 15 euro a testa vi farete delle gran scorpacciate di pesce. Oppure, se avete la possibilità di farvi un barbecue carnivoro a casa vostra, non spenderete più di 15 euro per 4 persone con costate di manzo, suvlaki (spiedini di maiale) e salsicce. Spenderete di più in carbonella, Diavolina e candele romantiche.

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giovedì 18 settembre 2008, 7:29
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Tilos si trova a circa 90 minuti di aliscafo da Rodi. Lunga una ventina di km, con una larghezza massima di 10, è un'isola piuttosto montuosa, con belle spiagge selvagge alle quali si può arrivare camminando in paesaggi vari e suggestivi.
Il porto Livadia è un brutto agglomerato di rooms to rent e taverne. con una lunga spiaggia neanche male, dove però il naturismo è interdetto. Vi sorge anche un asfittico villaggio turistico italiano, popolato da connazionali intenti in stupidi giochetti proposti da svogliati animatori. Sorvolo su cosa dicono gli isolani di questa struttura.
Noi ci siamo stabiliti nel secondo centro dell'isola, all'interno, a 7 km. da Livadia, nel più autentico villaggio di Megalo Horio.
L'isola va esplorata poco a poco e può offrire molto a chi sa cercare. Ricordo che è anche sede di un importante monastero ortodosso, ora disabitato, dedicato a Agios Pantaleimon: a fine luglio per la festa dedicata al santo l'isola si riempie di pellegrini, invero molto gaudenti: cibo, danze e libagioni gratis per tutta la notte.
Per spostarsi nell'isola si può camminare e per i tratti più lunghi utilizzare un servizio di autobus e due taxi molto convenienti, specie se si è in quattro. Da evitare l'affitto di auto e motorini, flagello delle isole. I tiloti per venire incontro alle esigenze dei turisti motorizzati hanno costruito con i soldi della CEE una strada sovradimensionata che corre lungo l'isola, deturpandone irrimediabilmente il paesaggio, prima caratterizzato ovunque da una immota grandezza, rotta solo dal canto delle cicale e dal volteggiare dei rapaci.
Da Megalo Horio si raggiunge facilmente la spiaggia di Skafi (45 minuti verso nord). Bel sentiero che a un certo punto sovrasta una piccola foresta di oleandri. La spiaggia è divisa in due da un basso promontorio, al di là del quale sulla destra si trova la parte migliore. Sempre poco frequentata, può accadere di essere soli. Naturismo garantito, a meno che, come è capitato a noi, non arrivi l'unico gommone dell'isola gremito di famigliole con bambini (era domenica e comunque dopo un'oretta se ne sono andati).
Sul versante opposto rispetto a Skafi si trova la spiaggia più famosa dell'isola, l'estesissima Eristos.

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Arrivando la parte naturista è a destra. Qui sotto i tamerici sono accampati molti campeggiatori liberi, che però non danno alcun fastidio, almeno a noi, perché invece il nostro proprietario si lamentava delle effusioni cui si abbandonerebbe questi giovani nudisti. Poiché in tre anni non abbiamo mai notato un comportamento men che corretto, temiamo che i locali abbiano intenzione di proibire il nudismo per spingere un turismo "familista" più aggressivo per l'ambiente. Speriamo di sbagliarci.
Ancora più a est si trova un'altra spiaggia più piccola e interamente naturista.
Uno spettacolare sentiero, sostenuto ancora in molti tratti da un muretto a secco di mirabile fattura (ah, se gli isolani invece di costruire strade si dedicassero alla manutenzione di questi bei manufatti ...) conduce da Livadia a due spiagge. La prima la si vede giù in basso di fronte a un isolotto, è la Red Beach, dalla sabbia rossastra. Molto riparata, consente tranquillamente la pratica del naturismo.

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Proseguendo si incontra dopo circa 45 minuti da Livadia la lunga spiaggia di ciotoli di Lethra. Sempre semideserta, la parte migliore dove sistemarsi è quella a sud; in genere il naturismo è possibile, a meno che non sia arrivata prima qualche colonia tessile.

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Sempre da Livadia noi raggiungiamo sul versante opposto la bellissima spiaggia di Tholos. Sul lungomare verso sud si piega verso l'interno. Al centro dell'isola si incrocia l'orrenda strada asfaltata, subito si nota uno slargo da cui parte il sentiero per la spiaggia. Si scende attraverso un paesaggio unico e incontaminato, caratterizzato da singolari formazioni rocciose.

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La spiaggia, di sabbia e sassolini, è magnifica, sprofondata al termine della gola. Anche qui può capitare di stare soli per tutto il giorno; solo verso sera si può essere disturbati da un gregge di capre che si recano a bere ad una vicina sorgente.

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Lasciamo alla curiosità di chi vi si reca la scoperta di altri tesori dell'isola.
Per ora buon anno a tutti.

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sabato 23 luglio 2011, 10:48
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