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 Repubblica: La sauna e' finita, andate in pace 
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da La Repubblica

La sauna è finita, andate in pace
Nordest, la spa sostituisce la chiesa e ogni domenica va in scena il rito del vapore

di GIAMPAOLO VISETTI

02 gennaio 2017

La sauna è finita, andate in pace”. Il Nordest era la cassaforte della fede cattolica. Oggi nei weekend onora un nuovo rito: quello del vapore. La liturgia resta rigorosa. La Spa sostituisce la chiesa, il maestro di gettata prende il posto del parroco, l’Aufguss subentra alla messa. Dentro il tempio la luce resta soffusa, ardono le candele e vige la regola del silenzio. I momenti più sacri sono annunciati dal profumo e dalla musica: l’incenso cede il posto agli oli essenziali, il gregoriano a Enya. In chiesa si andava con il vestito buono e l’obolo era facoltativo: nelle terme si è nudi e si paga (caro) il biglietto. Il nuovo “potere del vapore” fa più proseliti dei missionari. I seminari rischiano la chiusura, le parrocchie celebrano sempre meno messe, i fedeli praticanti crollano. Il successo delle Spa invece è clamoroso, insidiato solo da yoga e pilates. L’Italia vanta il record mondiale di densità di strutture e il Sudtirolo è l’epicentro europeo delle celebrazioni. Nel 2000 si era a zero.
Oggi in provincia di Bolzano sono aperti 8 mega-centri benessere, le saune sono oltre tremila, comprese quelle negli hotel, e i praticanti superano i tre milioni all’anno. Quindici anni fa la prima Spa, a Bressanone, era partita sperando di attrarre 95 mila persone all’anno. Sembrava una follia: oggi supera le 400 mila, che a Merano diventano 450 mila. Negli ultimi dieci anni, nel Nordest, il settore è cresciuto dell’82%. Quest’anno la crescita è del 7,2%. Un vero miracolo economico. In Europa acqua calda, fumo torrido e doccia gelata generano 46 mila centri e un fatturato annuo superiore ai 30 miliardi. In Italia gli stabilimenti termali sono 380, il giro d’affari supera 1,5 miliardi e i frequentatori regolari sono oltre 13 milioni. Nel Nordest, la nuova «terra santa» per i mistici dei bagno turco, le grandi Spa sono 53 e il fatturato del benessere nel 2016 ha superato i 400 milioni di euro. I celebranti, tra gettatisti e massaggiatori, sono 1700: i fedeli al sudore domenicale oltre 6 milioni. Famiglie e processioni prima seguivano il richiamo delle campane. Adesso rispondono al segnale di una campanella. Tra Sirmione e Campo Tures nel weekend si viaggia in colonna e le saune sono costrette a imporre il numero chiuso. I turisti si scoprono trasformati in pellegrini. «Dobbiamo garantire a ogni ospite almeno 5 metri quadri di spazio – dice Stefano Cicalò, direttore del “Cascade” di Campo Tures – che nei centri di lusso arrivano a 12. Una Spa costa cinquemila euro al metro, l’investimento per una media, da 800 metri quadri, è di circa 4 milioni». Il rito del relax si fonda sull’estremo. La sauna è un ambiente fisicamente ostile e punta al mistico: è il dolore che innalza al piacere. Il famoso maestro di gettata Max Kucera, 49 anni, imprenditore del legno a Brunico, celebra alle 16.30. Nella cabina si accasciano cinquantadue corpi nudi. Il tatuaggio è quasi obbligatorio, gradito il piercing. Religioso anche il silenzio. Il gettatista scandisce il proprio nome, chiama i presenti «signore» e «signori» e annuncia solennemente che nei prossimi quindici minuti creerà vapori all’arancia rossa, al thè verde con zenzero e al pino mugo. Avverte che non si è prigionieri: chi non resiste può andarsene. Alza il volume di quelli che nell’era defunta delle discoteche si chiamavano «lenti» e pronuncia la formula contemporanea più sacra: «Buona sudata e buon relax». Pone sul braciere il primo secchio di ghiaccio profumato e attacca con la ventilazione. Essendo un vero maestro non si limita a sbattere l’asciugamano per aria. Danza nei fumi, con la stoffa disegna spirali e produce correnti, centrate da fasci di luci roventi. Pochi cedono e imbarazzati dalla propria incapacità di resistere, sgusciano fuori. I più tengono duro: colano, ansimano, grattano e controllano il tono della carne rosso ciliegia. Alla fine scatta un applauso, ma i fedeli per muoversi attendono l’ultimo cenno del loro fradicio sacerdote: okay, ora doccia, bagno nello stagno gelato e poi tutti stesi a dormire sui materassi gonfi di acqua tiepida.
«Sembra facile – dice Max Kucera – ma l’Aufguss è un’arte complessa. Bisogna azzeccare la temperatura, l’aroma, la musica, il movimento. L’atmosfera, per farti sentire bene, è tutto. Un patrimonio si gioca sul relax di dieci minuti. Se muovendo il vapore non svuoti la testa di chi hai davanti, fallisci». Al resto ci pensano tisane e spicchi di mela, falò e centrifughe, secchiate di acqua ghiacciata a coperte, idromassaggi e sale-silenzio. Alla fine domina un invincibile sonno generale. Sembra incredibile, ma per un fenomeno tanto serio non ci sono scuole che formano i maestri di gettata, spine dorsali della nuova economia alpina fondata sull’esaurimento cronico collettivo. Si diventa gettatisti grazie alla passione e all’imitazione.
In compenso spopolano il campionati di Aufguss. I primi Italiani risalgono al 2007, i Mondiali al 2013, il fuoriclasse quest’anno è un olandese che fabbrica luci per saune. La differenza, più del vapore, la fa lo show, animato da professionisti contesi come star. «Nella vita se non si spezza – dice il maestro Michl Pezzei – oggi si scoppia. Troppa pressione, solitudine, reperibilità nel contratto, nulla in cui credere, tutto complicato e il vuoto dentro. Lo scontro tra caldo e freddo fa perdere i sensi, ti dimentichi di te. Le persone che andavano a messa ora fanno la sauna per la stessa ragione: anestesia, una dose di tregua dal dolore». Nei salottini di design i neo-fedeli al vapore parlano pure dal vivo: la silenziosa speranza di un’amicizia, nel Nordest della crisi che fa vergognare, vale un capitale. L’ultima celebrazione di oggi è alle 21.30. A Campo Tures nuvole torride offuscano la luna che rischiara una notte polare. Il diligente popolo di rito Aufguss abbandona la Spa e cotto come si deve va via sempre silenzio, felice di non sentire più niente: “La sauna è finita, andate in pace”.

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martedì 3 gennaio 2017, 10:44
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finalmente un bell'articolo della grande stampa sulla sauna, non i soliti articoli con la marchetta pubblicitaria incorporata, con interviste ad esponenti noti e ricerca sul campo o, meglio, nella cabina


giovedì 5 gennaio 2017, 22:22
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Bellissimo articolo... che molti dovrebbero avere l'uniltà e la pazienza di leggere... specie in zona Terme Euganee...


lunedì 9 gennaio 2017, 11:00
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