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 Atti contrari pubblica decenza e orinare 
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Tu guardi Sgarbi, vero?????

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Alex Zanardi



giovedì 8 giugno 2017, 9:37
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Mi sa che alcune delle "capre" di Sgarbi ti denuncerebbero! (Anzi, se non ricordo male, qualcuno ha denunciato proprio lui, che poi è stato assolto, per essere uscito da una piscina col costume abbassato...si può dire che anche in questo caso il giudice ha dato torto alle capre! :lol: )

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nemo


giovedì 8 giugno 2017, 14:04
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Al di la che non è così semplice che se ti scappa in città tu riesca a trovare un luogo adibito allo scopo. I bar non sono obbligati a farti utilizzare il loro cesso e se non consumi possono anche rifiutarsi!
Ma se mi beccano nudo a prendere il sole e faccio ricorso, io questo lo vinco sicuramente specialmente se "pratico in luogo comunemente frequentato). Vi è una giurisprudenza in tal senso e vale ora, con la depenalizzazione, come prima che questa sciagurata legge venisse approvata.
Certo rimane lo sbattimento, ricorrere al prefetto, se questo rigetta il ricorso, farlo al giudice di pace, ma poi alla fine quello che si ottiene è corrispondere le spese legali, che anche se non si è iscritti ad alcuna associazione, sono certamente inferiori alla sanzione. Ma se poi ci si rivolgesse alle associazioni non è detto che queste rifiutino aiuto anche ai non iscritti.
Doveroso è far ricorso!


sabato 29 luglio 2017, 10:14
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Il problema in Italia è che non si può pagare e poi fare ricorso.
Se vuoi "tentare" (perchè non c'è certezza di vincere, dipende dal giudce) rinunci all'oblazione ridotta di un terzo e se perdi ne tiri fuori 10.000.

Io non credo che avrei voglia di rischiare. Con 10.000 euro mi cambio l'auto e mi compro un costume.....
Ahimè!

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Alex Zanardi



sabato 29 luglio 2017, 10:20
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andando un po' fuori topic

una volta si poteva evitare il penale e pagare una mini ammenda, oltre tutto con lo sconto per chi saldava entro pochi giorni
alcuni naturisti dicevano
la sanzione e' cosi' bassa che e' meglio pagare e tacere e non fare ricorso
adesso con la depenalizzazione
la sanzione e' aumentata in modo indescrivibile
eppure
ancora si pensa
e' meglio pagare con la riduzione e tacere

dovremmo imparare da altri movimenti che non hanno paura di scontrarsi con l'Autorita' quando e' palesemente in errore altrimenti tutto restera' sempre cosi' come e'

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sabato 29 luglio 2017, 10:59
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Gramellini mette oggi giustamente in ridicolo la sanzione di 3300 Eur comminata a due ragazzi sorpresi in piena note ad urinare in mare dal molo in base all'art. 726.

http://www.corriere.it/caffe-gramellini ... 4a41.shtml

Cita:
Complimenti alle forze dell’ordine per la brillante operazione con cui, certamente dopo un lungo appostamento, hanno sorpreso in piena notte due ragazzi delle Cinque Terre nell’atto di estrarre l’arma di ordinanza per liberare in mare le eccedenze liquide della giornata. Colti in fallo, i debosciati si sono arrampicati sui muri del vittimismo. Dicono di avere invano cercato un bar aperto, prima di arrendersi alle ragioni della prostata, e di avere scelto l’angolo più buio del molo. Si sono quasi vantati di averla dispersa in mare, dove sarebbe andata a confondersi con quella depositata durante il giorno da migliaia di bagnanti. Ma si tratta di sofismi belli e buoni. Mentre la legge è legge ed è calata sui reprobi come una mannaia giustamente esosa. Tremilatrecento euro di multa cadauno. Nei bagni di un Grand Hotel il costo della pratica sarebbe stato decisamente più economico. Sono vicende come questa che consolidano la nostra fiducia nelle istituzioni. Debellata la piaga degli incontinenti delle Cinque Terre, il più è fatto. Per salvaguardare il pubblico decoro, ora non resta che applicare lo stesso trattamento agli stranieri e agli indigeni che innaffiano in pieno giorno i muri delle case, si fanno lo shampoo nelle fontane e bivaccano come lanzichenecchi nelle piazzette dei centri storici, e agli amanti allergici alla privacy che per tutta l’estate si sono accoppiati in spiaggia e finanche sulle metropolitane. A immaginare le implacabili retate dei prossimi giorni, più che la pipì scappa da ridere.

1 settembre 2017 (modifica il 1 settembre 2017 | 08:23)


venerdì 1 settembre 2017, 9:23
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Come ha riportato anche il “Secolo X1X” i due ragazzi delle Cinque Terre sarebbero stati multati di 3333€.
Ai giornali piace dire che hanno ricevuto una multa di 3333€ perchè, forse, così vendono di più, quando non può essere vero per il fatto che è il prefetto a decidere se procedere o meno per il presunto reato e se decide di procedere emetterà una sanzione amministrativa di 3333€ se l'accusato decide di pagare entro 30 giorni oppure può fare ricorso.
Perchè arrivi la notifica di pagamento occorreranno oltre 30 giorni dai fatti.
Nel caso dei due ragazzi io non vedo ci sia una violazione all'articolo 726 del c. p. per il fatto che l'atto contrario alla pubblica decenza per una necessità fisica nel contesto in cui è avvenuta non sia affatto indecente. Quindi se il Prefetto non archivia il caso il sanzionato dovrebbe ricorrere ed il Giudice di Pace dovrebbe accettare il ricorso.


venerdì 1 settembre 2017, 22:54
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Speriamo... potrebbe creare un precedente interessante, in un senso o nell'altro... e comunque ogni prefetto potrebbe decidere in modo difforme...


domenica 3 settembre 2017, 20:46
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Secondo me in effetti ci vorrebbe un chiarimento legale:
mi risulta che in altri casi (Es: multe per eccesso di velocità) il ricorso al Prefetto comporta che se questo viene respinto l'ammenda viene almeno raddoppiata, più alcune spese non precisate e il Prefetto (che è in sostanza anche lui un organo di polizia...) difficilmente accetta ricorsi se non per vizi formali!
Nel caso del 726 le cose vanno diversamente?
E' vero che poi ci si può comunque rivolgere al giudice di pace, però sarebbe meglio avere le idee chiare sul da farsi!

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domenica 3 settembre 2017, 21:06
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Io nel frattempo mi sono iscritto ad un corso di Tedesco...

Voi direte: "cosa c'entra?"

Assieme al mio Inglese ed al mio Francese amplia la rosa di possibili posti dove emigrare...

...perché lette queste cose rimane solo quello, da fare...

(e non sto affatto scherzando)

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Io ne ho viste cose che voi tessili non potreste immaginarvi.


"Gardanatour ... l'importante non è dove vai, ma con chi ci
vai"


domenica 3 settembre 2017, 22:01
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carlo ha scritto:
Secondo me in effetti ci vorrebbe un chiarimento legale:
mi risulta che in altri casi (Es: multe per eccesso di velocità) il ricorso al Prefetto comporta che se questo viene respinto l'ammenda viene almeno raddoppiata, più alcune spese non precisate e il Prefetto (che è in sostanza anche lui un organo di polizia...) difficilmente accetta ricorsi se non per vizi formali!
Nel caso del 726 le cose vanno diversamente?
E' vero che poi ci si può comunque rivolgere al giudice di pace, però sarebbe meglio avere le idee chiare sul da farsi!


Assolutamente vero.

Feci ricorso per una multa presa perchè i primi 20 minuti di sosta erano gratis ed invece io pagai (finii sul giornale per questa ridicolaggine). Ricorso al prefetto su stessa indicazione della polizia municipale che mi istruì su come scriverlo e che articoli citare (la multa era comminata dagli ausiliari del traffico).
La risposta del prefetto fu un prestampato con scritto che i documenti riportai ed allegati non erano sufficenti.

Nello stesso periodo mio figlio prese una multa per divieto di sosta in proprietà privata. Ricorso identico al mio, stesse frasi a capo nello stesso punto, stessa dicitura " documentazione allegata insuffciente".

Nel frattempo però persi la riduzione ad un terzo della sanzione. Avrei dovuto far ricorso al giudice di pace ma è noto che dal 1° Gennaio 2010 il ricorso al giudice di pace non è più gratuito, ma prevede il pagamento di una tassa, il cosiddetto contributo unificato. Ciò che forse non tutti sanno è che l'importo di tale contributo è passato, con la recente legge di stabilità, dagli originari 33 € agli attuali 43 € per le sanzioni fino a 1.100 €. Ma attenzione perchè qualora la sanzione dovesse superare tale importo (e fino alla soglia di 5.200 €), si pagherebbe un contributo unificato più che raddoppiato, cioè pari a 98,00 €.
Al contributo unificato vanno poi aggiunte le spese di notifica, il cui importo aumenta quanto più lontano da casa è il luogo nel quale è stata riscontrata l'infrazione.


Pagai la sanzione piena.

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Alex Zanardi



martedì 5 settembre 2017, 18:42
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qui niente multe :lol: ?

Lorenzo Boratto per la Stampa

Controllo passaporti, verifiche a campione dei bagagli: durante le lunghe operazioni di sbarco da un volo internazionale, può capitare di dover andare in bagno con urgenza. E a Levaldigi, piccolo scalo a venti chilometri da Cuneo, da più di un mese succede che si venga invitati, gentilmente, a non usare i servizi, ma - senza alternative -, ad andare a espletare i bisogni all' aperto. Dove atterrano gli aeroplani.

Così per i bisogni fisiologici le persone si sparpagliano sulla pista: c' è chi si allontana in piccoli spiazzi con erba, qualcuno si avvicina agli aeroplani. E a poliziotti, finanzieri e addetti alla dogana tocca anche controllare che nessuno si allontani troppo o si metta in pericolo.

Niente carta igienica (ma qualche passeggero provvidenziale distribuisce fazzolettini a chi ne ha bisogno), nessuna riservatezza. E passeggeri allibiti. Il motivo: l' unico bagno nell' area di check-out è chiuso da prima di Ferragosto. Ci sono due jersey di plastica davanti alle porte di ingresso e il cartello recita: «Guasto». Le proteste di queste settimane di passeggeri e dipendenti («Così non possiamo lavorare») fino ad ora non sono servite a nulla.

Il guaio è stato segnalato anche da una giovane coppia di genitori. L' altra notte il volo Casablanca-Cuneo è atterrato a Levaldigi alle 3,30 di notte, per uno sciopero in Francia dei controllori di volo. Sono sbarcati oltre 170 passeggeri assonnati e stanchi per l' attesa, famiglie cariche di bagagli e pacchi, con tanti bambini, soprattutto marocchini, che rientravano dalle ferie pronti per tornare a scuola. Lunghissime le operazioni di sbarco e i controlli alla frontiera internazionale, fino alle minacce di un gruppo di passeggeri infuriati.

I due genitori raccontano allibiti: «Nostra figlia aveva bisogno di una piccola medicazione e ci hanno accompagnato fuori per una puntura che non volevamo fare in coda in mezzo alla gente. Altri dovevano andare in bagno: c' è chi ha fatto fare pipì ai figli sotto l' ala dell' aereo, accompagnato dai poliziotti. Gli uomini si sono allontanati sulla pista di atterraggio, le donne si sono lamentate, imbarazzate e stupite. Gli addetti dell' aeroporto, gentilissimi, ci hanno accompagnato nell' area esterna e controllavano. Tutto ci è sembrato assurdo».

Ma necessario, come spiegano gli addetti allo sbarco: finchè non si concludono i controlli, i passeggeri non possono girare per il piccolo aeroporto (che avrebbe altri bagni funzionanti), perché formalmente non sono ancora «entrati» in Italia.

Da settimane gli operatori lamentano il problema del bagno guasto, fino a minacciare una verifica dell' Asl Cn1, che comporterebbe il rischio di una chiusura temporanea dello scalo, in attesa delle riparazioni. Levaldigi ha traffico nazionale (tre voli la settimana con Cagliari, rotte per Sicilia e Sardegna) e internazionale (tre volte la settimana con il Marocco, entro fine anno nuove rotte europee gestite da Ryan Air).

Dalla direzione dell' aeroporto minimizzano: «Il bagno guasto? Colpa delle fognature. Le ferie hanno rallentato i lavori. Da domani inizieremo le riparazioni, questione di qualche giorno e il problema sarà risolto». Ieri pomeriggio non è stato possibile fotografare l' area degli sbarchi («Mancano i permessi dalla direzione», la risposta degli operatori dello scalo), ma mentre cronista e fotografa attendevano nell' ingresso dell' aeroporto, si è presentato al check-in un operaio: «Sono qui per riparare il bagno». L' hanno fatto accomodare nella parte dell' aeroporto chiusa al pubblico.

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venerdì 15 settembre 2017, 15:23
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