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 Interrogazione parlamentare On.Lacquaniti su depenal.art.726 
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Infatti caro Carlo io intendevo proprio questo che hai appena detto.
Per quello contavo più sull'aspetto soldi...(primo messaggio)
...ma ho anche detto che la vedo dura.

Quindi, cari ragazzi, mi sa che ci dovremo tenere la nostra vita da viandanti!

_________________
Io ne ho viste cose che voi tessili non potreste immaginarvi.


"Gardanatour ... l'importante non è dove vai, ma con chi ci
vai"


lunedì 26 dicembre 2016, 10:25
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Se in Italia il naturismo procede molto lentamente è perchè pur esistendo molte associazioni ed una federazione manca un minimo di attività da parte di queste che in alcuni casi hanno pure frenato..
Rari sono stati coloro che hanno fatto qualcosa e, quindi , pochi sono stati i passi compiuti.
Se il cane dorme è meglio lasciarlo dormire ed occuparsi di chi è sveglio dice qualcuno.
Non è questione certamente di scarsa convenienza economica perchè sappiamo che il turismo naturista porta anche tani soldi ed occupazione:due milioni i soli turisti naturisti che fanno le vacanze in Francia. Ritengo che il motivo stia nel fatto che troppi ci ritengono delle brutte e sporche persone e noi non facciamo quanto si dovrebbe per informarli sui vantaggi che porta la pratica naturista.
Non andiamo, ad esempio, in piazza a fare dei tavoli come altre minoranze hanno fatto e fanno, non andiamo neanche in un piccolo gruppetto davanti a Montecitorio od in giro per Roma ed altre città per chiedere sostegno per i nostri diritti, non organizziamo raccolte di firme per fare dei referendum, non chiediamo alla Comunità Europea la condanna dell'Italia per la discriminazione contro la minoranza naturista , non organizziamo dei referendum, degli incontri pubblici ed altro ancora dove bastano anche poche persone.
Noi ci limitiamo solo ad organizzare alcune serate in spa o cene fra naturisti associati ed al massimo chiediamo all'on. Lacquaniti di fare qualcosa in nostra difesa ma nulla per sostenerlo oppure inviamo qualche post:solo da parte di alcuni, su qualche forum naturista che poi si limita a questo ed aspettiamo la manna che cada dal cielo.

Chi ha fatto molto è stata la magistratura e dopo i tanti esempi dati a nostro favore dovremmo finalmente iniziare a muoverci: stare nudi non è reato e per andare contro l'art 726 del cp occorre che ci sia anche un certo comportamento. Chiarisco comunque che i pronunciamenti dei magistrati possono non essere univoci e può capitare chi condanna ma sempre meno verso i naturisti; in particolare per i Giudici di Pace.


lunedì 26 dicembre 2016, 19:00
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a me sembra che il problema principale sia il fatto che pur essendo tanti la maggior parte di noi si nasconde


lunedì 26 dicembre 2016, 23:23
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Il problema non è tanto che la maggior parte si nasconde ma che la maggior parte degli organi dirigenti delle associazioni nudo / naturiste si nascondono per cui gli altri, di conseguenza, non hanno stimoli a mostrarsi.
In Abruzzo il direttivo A.N.AB. ha fatto ed ottenuto tanto e, oltre centri benessere e cene, organizza tavoli informativi e partecipa a manifestazioni, con la bandiera associativa, ogni volta che capita l'occasione e di conseguenza anche gli iscritti, anche se non tutti ed non sempre, ogni tanto partecipano mettendoci la faccia.

_________________
Iscritto ANAB http://www.abruzzonaturista.it/
http://www.facebook.com/pages/Ripuliamo ... 1002200079
Un esempio:
http://www.facebook.com/note.php?note_i ... &ref=share


martedì 3 gennaio 2017, 16:13
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L'On Luigi Lacquaniti sul naturismo

https://luigilacquaniti.net/2017/02/08/ ... il-mibact/

Naturismo: l’on. Lacquaniti e l’on. Rostellato sollecitano il Mibact.
8 febbraio 2017 · di luigilacquaniti2013
imageQuesta mattina, presso il Ministero dei beni culturali e del turismo, i deputati del Partito Democratico Rostellato e Lacquaniti hanno incontrato il Direttore Generale del Turismo, dott. Palumbo e il dott. Tapinassi, per approfondire e sollecitare il Ministero ad adoperarsi sul riconoscimento e la valorizzazione della pratica del naturismo, che oramai da troppo tempo, non ha riconoscimento in Italia ed è ancora oggetto di sanzioni.
Ogni anno centomila naturisti italiani scelgono di andare all’estero per praticare il naturismo e non incorrere nelle pesanti sanzioni amministrative previste. Centinaia di migliaia sono i turisti stranieri che ogni anno optano per la spiagge di Francia, Spagna, Croazia e Grecia. La recente depenalizzazione dei reati contro la morale pubblica, ha paradossalmente penalizzato la popolazione naturista, esponendola a sanzioni amministrative, da 5.000 euro in su, in sostituzione di sanzioni penali di qualche centinaio di euro, che comunque negli ultimi quindici anni, dopo la sentenza favorevole della Cassazione, non venivano più applicate.
“L’attuale incertezza legislativa sull’argomento – commenta l’on. Gessica Rostellato – non consente investimenti volti a favorire lo sviluppo del naturismo nel nostro Paese. Infatti famiglie con bambini e singoli che intendono praticare il naturismo il più delle volte sono costrette a rivolgersi all’estero, facendo perdere così al nostro Paese la possibilità di attrarre migliaia di turisti, anche stranieri. La pratica del naturismo interessa oltre 500 mila persone in Italia e circa 20 milioni in tutta Europa. E’ ora di considerare l’importanza strategica ed economica che il naturismo può avere nel settore turistico!”
“I naturisti lamentano l’assenza di spazi specificamente dedicati quali spiagge marine, lacustri, fluviali, boschi e altri ambienti naturali” – commenta l’on. Lacquaniti, primo firmatario di una proposta di legge sul naturismo depositata alla Camera – “non a caso con la proposta di legge si intende disciplinare l’individuazione di apposite aree da destinare a campi naturisti, da attrezzare con specifici servizi, per un utilizzo di tipo turistico-ricettivo.” – conclude.


mercoledì 8 febbraio 2017, 15:47
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COMUNICATO STAMPA DELL’ON. LUIGI LACQUANITI
Segreteria dell’On. Luigi Lacquaniti -
SANZIONI AI NATURISTI
IL MINISTRO DI GIUSTIZIA ORLANDO
HA RISPOSTO ALLA MIA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
LE SANZIONI POTRANNO ESSERE RIDETERMINATE
A febbraio 2016 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 8/2016 con il quale sono stati depenalizzati e
trasformati in illeciti amministrativi una serie di reati considerati di minor allarme sociale, tra cui tutti i reati per i
quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda. Tra le fattispecie depenalizzate è compresa quella degli
atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.);
Per diversi anni l’art. 726 è stato utilizzato per sanzionare la pratica del Naturismo, anche se la Corte di
Cassazione ha affermato, (sentenza n.3557 del 2000) che il Naturismo non sia assolutamente da considerare
indecente, se praticato in luoghi adatti.
La depenalizzazione degli atti contrari alla pubblica decenza rappresenta apparentemente un passo avanti per il
Naturismo, ma rischia in realtà di trasformarsi in un boomerang: prima infatti gli atti contrari alla pubblica
decenza erano un reato punito con una semplice ammenda. Ora, infatti le pene pecuniarie, che prima andavano da
258 a 2582 euro, sono salite da 5mila a 10 mila euro. Ovvero, nel caso del minimo previsto, 20 volte in più.
Tramutando in questo modo la depenalizzazione in una beffa. E penalizzando una pratica abitualmente esercitata
da milioni di turisti in tutta Europa e generatrice di un considerevole giro di affari.
Per questi motivi a marzo ho presentato un’interrogazione parlamentare, assieme ai colleghi Zan e Rostellato, al
Ministro di Giustizia Andrea Orlando, per sapere come il Ministro intendesse agire per chiarire le modalità di
applicazione delle sanzioni economiche in maniera da non colpire indebitamente i praticanti il Naturismo.
Oggi il Ministro di Giustizia Andrea Orlando ha risposto alla mia interrogazione parlamentare. E ha riconosciuto
le ragioni dei naturisti. Ha rimarcato come nei decreti attuativi “la sanzione è stata determinata nella misura più
lieve tra quelle introdotte”. E ha evidenziato come “l’adeguatezza in concreto delle sanzioni determinata potrà
essere riconsiderata”. E in questa prospettiva ha ricordato “la possibilità di emanare entro 18 mesi uno o più
decreti correttivi ed integrativi. La norma lascia quindi aperta la strada legislativa per eventuali correttivi ritenuti
necessari”.
Un primo passo concreto e una indicazione operativa nel senso voluto di non penalizzazione e tutela di una pratica
lecita e diffusa.

On. Luigi Lacquaniti, On. Alessandro Zan, On. Gessica Rostellato
Partito Democratico

_________________
Meglio essere felici che avere la verita' in tasca


mercoledì 15 febbraio 2017, 20:20
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