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 Interrogazione parlamentare On.Lacquaniti su depenal.art.726 
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Articolo da L'Unita', giornale ufficiale del PD

http://www.unita.tv/focus/multe-salate- ... mila-euro/

Maddalena Carlino 31 marzo 2016

Multe salate per i nudisti: da 5 mila a 10 mila euro

“Rimanere in mutande” per un nudista è un paradosso. Eppure è quello che potrebbe accadere a coloro che in Italia praticano il naturismo, l’abitudine a stare in mezzo alla natura senza veli “nel rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente”. Dal 6 febbraio 2016 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 8/2016 con il quale sono depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi una serie di reati considerati di minor allarme sociale e tra questi compaiono anche gli “atti contrari alla pubblica decenza”.

Quella che potrebbe sembrare una buona notizia per chi ama prendere il sole integrale si è invece trasformata in un boomerang. Contemporaneamente alla depenalizzazione, infatti, le sanzioni sono diventate salatissime: se prima andavano da 258 a 2582 euro ora sono salite da 5mila a 10 mila euro. A complicare il quadro se prima faceva testo una sentenza della cassazione (la n.3557 del 2000) che di fatto riconosceva che non ci fosse nessuna indecenza nel stare nudi in mezzo ad altre persone nude, ora le controversie dovrebbero essere prese in carico dal prefetto e i comuni potrebbero portare avanti la tolleranza zero visto che le multe salate andrebbero a riempire le casse sempre vuote delle amministrazioni.

In Italia al momento non esiste una legge che regolamenti su tutto il territorio nazionale il nudismo nonostante venga stimato dalle associazioni di essere circa 500mila in Italia e circa 20 milioni in tutta Europa. Il tentativo di mettere ordine viene portato avanti dal deputato Pd Luigi Lacquaniti che è il primo firmatario di una proposta di legge per regolamentare il naturismo e individuare delle aree pubbliche da destinare ai naturisti. “Diverse sono in questi anni le regioni – ricorda Lacquaniti- che hanno approvato una legge in materia: Emilia Romagna, Abruzzo, Veneto; nel 2015 la Regione Lombardia ha riconosciuto nella legge regionale sul turismo la pratica del naturismo”.

Ora il deputato bresciano ha presentato, insieme Alessandro Zan e Gessica Rostellato, un’interrogazione al Guardasigilli Andrea Orlando per chiedere se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti e non pensi “si sortisca il risultato del tutto paradossale di raggiungere l’effetto contrario alla penalizzazione, e cioè di abbandonare una giurisprudenza comunemente applicata oramai favorevole alla cultura naturista, ritornando a sanzionare gravemente pratiche oggi riconosciute come lecite, diffuse e da sostenere, anche per il considerevole indotto economico Turistico”.

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giovedì 31 marzo 2016, 19:11
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Tra poco dovrebbe esserci una risposta, credo!
Se è chiarificatrice, giuro che esco a prendere il sole nudo sul poggiolo! (I vicini chiamerebbero subito un'ambulanza, ma so di scommettere sul sicuro! :ghgh: )

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giovedì 31 marzo 2016, 19:25
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Il Ministro Orlando penso che, innanzitutto, dovrà chiedere info a vari livelli della magistratura ed in altre direzioni come ,ad esempio, i colleghi di partito e della maggioranza. Poi dipende, certamente, da come la pensa lui e l'attesa potrebbe impiegare molto tempo se le risposte ricevute pongono dei no.

Speriamo bene e che, finalmente, si dia una risposta chiara e definitiva a favore della minoranza naturista per il rispetto dei diritti sanciti anche dalla nostra Costituzione.


giovedì 31 marzo 2016, 23:05
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Mi pare di aver letto che la risposta deve essere data entro 15 giorni, ma potrei sbagliare!

Ritengo importante che il problema sia stato posto, ma ritengo altresì altamente improbabile che ci sia una risposta decisamente chiarificatrice in senso positivo per noi, anche perché non vedo come possa esserci senza modificare le legge!

Mi aspetto di più una risposta sostanzialmente negativa (del tipo: "i Comuni possono decidere di lasciare degli spazi") oppure, più probabilmente, una in politichese stretto (del tipo "prendiamo volentieri nota e vedremo cosa si può fare...")

Ciao

PS: io spero proprio che il ministro la magistratura non la consulti! (ma è mia opinione personale, come sai!)

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venerdì 1 aprile 2016, 8:26
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Carlo se hai letto la risposta alla interrogazione riportata a pagina 1 di questo topic presentata dall'on. Turroni per il fatto della mia denuncia (poi archiviata) il ministro della giustizia Castelli sentì la Questura , la Procura della Repubblica ed il Prefetto (non escludo altri) e ci vuole tempo. La questione della depenalizzazione del reato di “Atti contrari alla pubblica decenza” è rivolta verso l'intera collettività ed è molto più importante; quindi, dovrà essere molto approfondita e non bastano 15 giorni (Lacquaniti ha parlato di aspettarla prima della stagione balneare e credo intendesse la stagione balneare dei tessili perchè per i naturisti alla Bassona è già iniziata) ritengo che sia possibile nel mese di giugno se il Ministro ha la volontà di rispondere .
Se c'è la volontà, la risposta può essere definitiva se si rispondesse,ad esempio, che il naturismo non è considerato un “Atto contrario alla pubblica decenza” alla pari del seno nudo da tempo accettato e solo il comune o la regione possono vietare ad essi alcune zone del territorio comunale o regionale per validi motivi di rispetto verso altre minoranze.


venerdì 1 aprile 2016, 14:00
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I 15 giorni si riferivano ai tempi per dare una risposta all'interrogazione, non ai provvedimenti da prendere in seguito, ma magari mi sbaglio e comunque è secondario!

Quanto al resto....naturalmente mi piacerebbe che fosse come dici tu, ma temo che non lo sia!

Anche ammesso (ed è tutto da verificare...) che il ministro sia favorevole ad una simile iniziativa, può decidere da solo, (cioè senza un'apposita legge condivisa e votata dal parlamento....) cosa costituisce atto contrario alla pubblica decenza e cosa no, sostituendosi al potere dei giudici?

Io penso di no, ma siccome non sono un esperto, mi auguro sinceramente di sbagliarmi!

Il tuo caso mi sembra molto diverso e poi, se non sbaglio, l'archiviazione l'ha fatta il magistrato, non un ministro, il quale sostanzialmente se n'è lavate le mani!

Ciao

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venerdì 1 aprile 2016, 18:38
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Comunicato stampa on. Lacquaniti

Non si ritorni indietro agli anni ’70, non si ritorni a sanzionare il naturismo. Comunicato stampa
31 agosto 2016 alle 13:41

Nel mese di agosto le Associazioni naturiste hanno segnalato che in diverse spiagge italiane sono state indebitamente comminate sanzioni, a chi praticava il naturismo in spiagge da molti anni a questo dedicate.
Addirittura, in alcuni casi, oltre alla Polizia locale sono intervenute pattuglie dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia Costiera. Quasi che si trattasse di una questione di sicurezza nazionale!
E’ accaduto così di recente anche a Commenda e a Campomarino di Maruggio dove la spiaggia è praticata dai naturisti da più di vent’anni, e alla spiaggia della Basonna, Ravenna, a Ferragosto.
Ma è dall’anno 2000 che la sentenza della Corte di Cassazione n.3557 afferma che il Naturismo non è assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. Così il testo: “E’ evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata”.
Su questo tema ho presentato già a marzo un’interrogazione parlamentare con risposta immediata in Commissione Giustizia al Ministro Andrea Orlando, per sapere quali iniziative intenda intraprendere affinché non si ritorni a sanzionare pratiche oggi riconosciute come lecite, anche per il considerevole indotto economico turistico in grado di apportare al Paese. Si calcola che almeno due milioni di naturisti potrebbero ogni anno venire in Italia a trascorrere le loro vacanze, se vi fosse una legge che non li sanzionasse.
Solleciterò, ancora una volta, al Ministro una rapida risposta in materia. Non è possibile che il naturismo lecito e praticato da milioni di europei in tutta Europa, venga ostacolato e danneggiato inutilmente e indebitamente nel nostro Paese, anche in quelle spiagge dove era da sempre tollerato.

On. Luigi Lacquaniti
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lunedì 26 settembre 2016, 15:15
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Ieri l'on Luigi Lacquaniti ha dato notizia della risposta data dal Ministro Orlando alla sua interrogazione avente lo scopo di fare chiarezza sulla depenalizzazione dell'articolo 726 riguardante, in certi casi, scorrette denuce contro i naturisti.

Cita:
Sanzioni ai naturisti. Il ministro Orlando ha risposto alla mia interrogazione. Le sanzioni potranno essere rideterminate.
6 dicembre 2016 · di luigilacquaniti
A febbraio 2016 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 8/2016 con il quale sono stati depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi una serie di reati considerati di minor allarme sociale, tra cui tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda. Tra le fattispecie depenalizzate è compresa quella degli atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.)
Per diversi anni l’art. 726 è stato utilizzato per sanzionare la pratica del Naturismo, anche se la Corte di Cassazione ha affermato (sentenza n.3557 del 2000) che il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti.
La depenalizzazione degli atti contrari alla pubblica decenza rappresenta apparentemente un passo avanti per il Naturismo, ma rischia in realtà di trasformarsi in un boomerang: prima infatti gli atti contrari alla pubblica decenza erano un reato punito con una semplice ammenda. Ora, invece, le pene pecuniarie, che prima andavano da 258 a 2.582 euro, sono salite da 5mila a 10 mila euro. Ovvero, nel caso del minimo previsto, 20 volte in più.
Tramutando in questo modo la depenalizzazione in una beffa. E penalizzando una pratica abitualmente esercitata da milioni di turisti in tutta Europa e generatrice di un considerevole giro di affari.
Per questi motivi a marzo ho presentato un’interrogazione parlamentare, assieme ai colleghi Zan e Rostellato, al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, per sapere come il Ministro intenda agire per chiarire le modalità di applicazione delle sanzioni economiche, in maniera da non colpire indebitamente i praticanti il Naturismo.
Oggi il Ministro Orlando ha risposto alla mia interrogazione parlamentare. E ha riconosciuto le ragioni dei naturisti. Ha rimarcato come nei decreti attuativi “la sanzione è stata determinata nella misura più lieve tra quelle introdotte”. E ha evidenziato come “l’adeguatezza in concreto delle sanzioni determinata potrà essere riconsiderata”. E in questa prospettiva ha ricordato “la possibilità di emanare entro 18 mesi uno o più decreti correttivi e integrativi. La norma lascia quindi aperta la strada legislativa per eventuali correttivi ritenuti necessari”.
Un primo passo concreto e un’indicazione operativa nel senso voluto di non penalizzare e tutelare una pratica lecita e diffusa.

on. Luigi Lacquaniti
on. Gessica Rostellato
on. Alessandro Zan
Partito Democratico


Il Ministro non ha chiarito nulla.

Io ho inviato il testo che segue all'on. Lacquaniti che mi aveva informato della risposta data dal ministro:

" Dal ministro della giustizia Andrea Orlando mi sarei aspettato che finalmente fosse fatta chiarezza per quanto riguarda la pratica naturista nel nostro paese nel rispetto di tutte le minoranze e per il fatto che essa favorisce la difesa della salute psico-fisica di chi la pratica ed un interesse economico ed occupazionale per tutta la collettività.
Come ha detto il Ministro Orlando la norma approvata lo scorso gennaio da la possibilità di emanare entro 18 mesi uno o più decreti correttivi ritenuti necessari. Ebbene essendo ora trascorsi 11 mesi si poteva intervenire con un previsto decreto ed eliminare i problemi che si sono verificati con le denunce di alcuni naturisti la scorsa estate per "Atti contrari alla pubblica decenza" quando era chiaro che stavano solo integralmente nudi per naturismo.

Io sono dell'opinione che doveva essere emanato un decreto avente un testo simile:
- Il nudo integrale del naturista, inteso come tale lo stato di chi sta nudo-a con il solo scopo di favorire il proprio benessere psico-fisico e sociale ed il rispetto per la natura escludendo ovviamente la nudità in pubblico collegata alla sfera sessuale, non va contro ad alcun articolo del Codice penale che sancisca una ammenda per chi compie "atti" osceni od indecenti . Gli enti locali hanno la libera facoltà di segnalare con appositi cartelli le aree frequentate dai naturisti per il rispetto dei cittadini contrari alla vista del nudo naturista e , nel rispetto della Costituzione , non vietare l'intero territorio comunale".


mercoledì 7 dicembre 2016, 13:28
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http://www.mondonaturista.it/rispostain ... urista.pdf

http://www.mondonaturista.it/ComunicatoLacquaniti.pdf


mercoledì 7 dicembre 2016, 14:20
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Ora con le dimissioni del governo Renzi e con l'interrogazione dell'On. Luigi Lacquaniti che non ha dato i frutti da noi attesi speriamo nel nuovo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
Egli nella Giunta comunale di Roma guidata dal sindaco Rutelli alla fine degl'anni 90 era assessore al turismo.

Con Gentiloni assessore al turismo il Consiglio comunale di Roma il 22 luglio 1999 approvò la prima delibera italiana a favore dei naturisti intitolata «Assegnazione di spazi per l’esercizio della pratica naturista» con 28 voti a favore ed 1 astenuto.

Mi auguro che ora Gentiloni sia ancora il primo che riesce ad ottenere la possibilità, di dare legalmente chiari spazi ai naturisti a livello nazionale per il rispetto di tutte le minoranze e per favorire l'economia con il turismo ad esso collegato.


lunedì 12 dicembre 2016, 14:40
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Credo, ma è una pura supposizione, che Gentiloni abbia qualcosa di più importante a cui pensare nel tempo del suo governo, piuttosto che dare retta a una minoranza come la nostra che richiede un qualcosa che, ammettiamolo, non è così vitale come far ripartire uno Stato in un momento di crisi.
spero di sbagliarmi, comunque.

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lunedì 12 dicembre 2016, 15:10
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anche le convivenze civili non erano una priorita' e nemmeno lo e' la cannabis usata come palliativo nei malati terminali, eppure il Parlamento e' riuscito, almeno, a trattarle

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lunedì 12 dicembre 2016, 15:17
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Caro Murigo se le regole che riguardano il naturismo fossero simili a quelle (ad esempio spagnole) senza la necessità di ricorrere alle casse (forse quasi vuote) dello stato si darebbe pure un non indiffernte vantaggio economico ed occupazionale di cui abbiamo bisogna.
Ritengo che alla luce delle numerose sentenze assolutorie ed archiviazioni verso la nudità naturista che dimostra che in sè lo "stato" di nudità non è reato per le attuali leggi in vigore, possa bastare un semplioce decreto od una circolare interpretativa del Ministro della Giustizia che chiarisca perchè ricorra il reato di "atti contrari alla pubblica decenza" occorre che ci sia pure un certo comportamento:un atto.


lunedì 12 dicembre 2016, 20:31
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Temo anch'io che Gentiloni abbia altro da fare: a parte che le unioni civili non saranno state prioritarie ma avevano un peso ben diverso (magari ci fosse a favore del naturismo anche solo un decimo dell'interesse che c'è stato per le unioni o per la cannabis!) questo governo dovrebbe durare solo pochi mesi durante i quali dovrà cercare di salvare l'Italia dal disastro....

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martedì 13 dicembre 2016, 1:06
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Maurigo ha scritto:
Credo, ma è una pura supposizione, che Gentiloni abbia qualcosa di più importante a cui pensare nel tempo del suo governo, piuttosto che dare retta a una minoranza come la nostra che richiede un qualcosa che, ammettiamolo, non è così vitale come far ripartire uno Stato in un momento di crisi.
spero di sbagliarmi, comunque.

se non ci fosse chi rompe i c... perchè in uno stato laico deve imporre comunque le sue credenze religiose certe leggi verrebero fatte in due giorni e invece per le unioni civili si sono persi mesi per fare un aborto di legge,la storia delle cose più importanti non regge per fare una legge sul naturismo visto che si potrebbe fare in poche ore vista la semplicità dell'argomento,poi ricordo che quando ghedini chiedeva una nuova legge per far assolvere berlusconi in pochi giorni la legge era fatta


martedì 13 dicembre 2016, 13:02
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