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 Interrogazione parlamentare On.Lacquaniti su depenal.art.726 
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Habitué
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Dalla proficua collaborazione con l'On. Lacquaniti in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di A.N.ITA nasce la seguente interrogazione parlamentare.
Allego comunicato stampa e interrogazione.



COMUNICATO STAMPA DELL’ON. LUIGI LACQUANITI
Segreteria dell’On. Luigi Lacquaniti
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
AL MINISTRO DI GIUTIZIA
NATURISMO: NON SI RITORNI A SANZIONARE
PRATICHE RICONOSCIUTE ORMAI COME LECITE
In data 6 febbraio 2016 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 8/2016 con il quale sono depenalizzati e
trasformati in illeciti amministrativi una serie di reati considerati di minor allarme sociale, tra cui tutti i reati per i
quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda. Si ritiene che l’applicazione di una sanzione
amministrativa avrà un effetto dissuasivo maggiore rispetto alla minaccia di un processo destinato spesso a cadere
nel nulla. Tra le fattispecie depenalizzate, con gli obiettivi di deflazionare il sistema penale data la scarsa
offensività degli illeciti previsti, è compresa quella degli atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.).
Per diversi anni l’art. 726 è stato utilizzato per sanzionare la pratica del Naturismo, ma la sentenza della Corte di
Cassazione n.3557 del 2000 afferma che il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato
in luoghi adatti. Così il testo: “E' evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale ….
di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata”.
La depenalizzazione degli atti contrari alla pubblica decenza rappresenta apparentemente un passo avanti per il
Naturismo, ma rischia in realtà di trasformarsi in un boomerang: prima infatti gli atti contrari alla pubblica
decenza erano un reato contravvenzionale, punito con ammenda. Il Pubblico Ministero spesso, se il fatto avveniva
in una zona pacificamente dedita a naturismo, pur non regolamentato, richiedeva al Giudice l'archiviazione. Ora,
oltre ad aver considerevolmente alzato la pena pecuniaria, l'ente che irroga la sanzione ha tutto l'interesse, per fare
cassa, a non archiviare la posizione, tramutando in questo modo la depenalizzazione in una beffa.
Il naturismo è un movimento nato in opposizione al degrado della vita urbana, che persegue pratiche di vita
all’aria aperta e, nel rispetto della persona e dell’ambiente circostante, utilizza il nudismo in armonia con la
natura.
In Italia, paese nel quale non esiste una legge che regolamenti su tutto il territorio nazionale nudismo, i naturisti si
stimano siano circa 500.000. Mentre il numero di naturisti in Europa è attestato intorno ai 20 milioni di praticanti
censiti. Nei paesi Europei il naturismo ricopre una parte consistente del turismo estivo; nella sola Francia viene
valutato circa un 20%. Il naturismo è ben presente in Spagna, Croazia, Grecia e Portogallo e poi i paesi del Centro
e Nord Europa come l'Austria, la Svizzera, la Germania, il Belgio, l'Olanda, l'Ungheria, la Danimarca, la Gran
Bretagna.
Si calcola che almeno due milioni di naturisti potrebbero ogni anno venire in Italia a trascorrere le loro vacanze se
vi fosse una legge che non li sanzionasse: il giro d'affari potrebbe essere di almeno 1 miliardo di euro l’anno;
contrastandolo si sottraggono importanti entrate economiche al nostro Paese.
Per tutto questo oggi ho presentato un’interrogazione parlamentare con risposta immediata in Commissione
Giustizia al Ministro di Andrea Orlando, per sapere se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti, se
non ritenga che a seguito dell’applicazione del decreto legislativo n.8/2016 di depenalizzazione di alcuni reati non
si sortisca il risultato del tutto paradossale di raggiungere l’effetto contrario alla penalizzazione, e cioè di
abbandonare una giurisprudenza comunemente applicata oramai favorevole alla cultura naturista, ritornando a
sanzionare gravemente pratiche oggi riconosciute come lecite, diffuse e da sostenere, anche per il considerevole
indotto economico Turistico in grado di apportare al Paese, e quali iniziative di sua competenza intenda
intraprendere per chiarire le modalità e modularità di applicazione delle sanzioni economiche, riferite agli atti
contrari alla pubblica decenza, in maniera da non colpire indebitamente i praticanti il Naturismo.
Il testo di cui sono primo firmatario è stato sottoscritto anche dai colleghi Alessandro Zan e Gessica Rostellato.
On. Luigi Lacquaniti,
Partito Democratico


Interrogazione a risposta immediata in Commissione
Al Ministro della Giustizia
Per sapere – premesso che:
In data 6 febbraio 2016 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 8/2016 con il quale sono depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi una serie di reati considerati di minor allarme sociale, tra cui tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda previsti al di fuori del codice penale ed una serie di reati presenti invece nel codice penale, con esclusione dei reati previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti;
la depenalizzazione persegue gli obiettivi di deflazionare il sistema penale: data la scarsa offensività degli illeciti, si ritiene che l’applicazione di una sanzione amministrativa in tempi rapidi e certi avrà un effetto dissuasivo maggiore rispetto alla minaccia di un processo penale destinato spesso a cadere nel nulla;
tra le fattispecie depenalizzate previste nel codice penale è compresa quella degli atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.);
per diversi anni l’art. 726 è stato utilizzato per sanzionare la pratica del Naturismo, ma la sentenza della Corte di Cassazione n.3557 del 2000 afferma che il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. Così il testo: “E' evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello o di un artista in un'opera teatrale o cinematografica, ovvero in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata, mentre invece suscita certamente disagio, fastidio, riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, in un tram, in strada, in un locale pubblico, o anche in una spiaggia frequentata da persone normalmente abbigliate.”;
la depenalizzazione degli atti contrari alla pubblica decenza con trasformazione in illecito amministrativo, apparentemente un passo avanti per il Naturismo, rischia in realtà di trasformarsi in un boomerang con maggiori pregiudizi in capo ai Naturisti;
prima infatti gli atti contrari alla pubblica decenza erano un reato contravvenzionale, punito con ammenda. Questo significa che, ricevuta la notizia di reato, il Pubblico Ministero spesso, se il fatto avveniva in una zona pacificamente dedita a naturismo, pur non regolamentato, richiedeva al Giudice l'archiviazione;
ora, con la trasformazione in illecito amministrativo, che scatta automaticamente, oltre ad aver considerevolmente alzato la pena pecuniaria e reso più difficile per chi colpito dalla sanzione opporvisi, l'ente che irroga la sanzione è il Comune, con tutto l'interesse, per fare cassa, a non archiviare la posizione, tramutando in questo modo la depenalizzazione in una beffa;
Il naturismo è un movimento nato in opposizione al degrado della vita urbana, che persegue pratiche di vita all’aria aperta e, nel rispetto della persona, della natura e dell’ambiente circostante, utilizza il nudismo come forma di sviluppo della salute fisica e mentale, in armonia con la natura;
il numero di naturisti in Europa è attestato intorno ai 20 milioni di praticanti. In Italia, paese nel quale non esiste una legge che regolamenti il nudismo, i naturisti si stimano siano circa 500.000;
diverse sono in questi anni le regioni che hanno approvato una legge in materia: Emilia Romagna, Abruzzo, Veneto; nel 2015 la Regione Lombardia ha riconosciuto nella legge regionale sul turismo la pratica del naturismo;
nei paesi, Europei il naturismo ricopre un importante settore del turismo estivo; nella sola Francia viene valutato circa un 20% del turismo estivo. Spagna, Croazia, Grecia e Portogallo e poi i paesi del Centro e Nord Europa come l'Austria, la Svizzera, la Germania, il Belgio, l'Olanda, l'Ungheria, la Danimarca, la Gran Bretagna, sono tutte nazioni nelle quali il naturismo è ben presente;
per quanto riguarda i dati economici si possono solo fare delle ipotesi: se si calcola che almeno due milioni di naturisti potrebbero ogni anno venire in Italia a trascorrere le loro vacanze se vi fosse una legge che non li sanzionasse il giro d'affari potrebbe essere di almeno 1 miliardo di euro l’anno;
si consideri quindi, oltre lo spreco di risorse volte a reprimere il fenomeno del naturismo, il numero elevato di famiglie con bambini che, intendendo praticare il naturismo, si rivolgono ad altri Paesi Europei come mete turistiche, sottraendo importanti entrate economiche al nostro Paese;
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti, se non ritenga che a seguito dell’applicazione del decreto legislativo n.8/2016 di depenalizzazione di alcuni reati non si sortisca il risultato del tutto paradossale di raggiungere l’effetto contrario alla penalizzazione, e cioè di abbandonare una giurisprudenza comunemente applicata oramai favorevole alla cultura naturista, ritornando a sanzionare gravemente pratiche oggi riconosciute come lecite, diffuse e da sostenere, anche per il considerevole indotto economico Turistico in grado di apportare al Paese, e quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere per chiarire le modalità e modularità di applicazione delle sanzioni economiche, riferite agli atti contrari alla pubblica decenza, in maniera da non colpire indebitamente i praticanti il Naturismo.
On. Luigi Lacquaniti
On. Gessica Rostellato
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mercoledì 16 marzo 2016, 19:35
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Ben fatto, aspettiamo la risposta del Ministro...!


mercoledì 16 marzo 2016, 19:54
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Già...aspettiamo!
Naturalmente le interrogazioni erano assolutamente opportune e necessarie, anche per far presente un problema che (almeno ad alcuni parlamentari particolarmente distratti, non certo a tutti quelli che hanno proposto un'ammenda minima così elevata.. ) può essere passato inosservato,

tuttavia mi (e vi..) chiedo:

cosa potrebbe fare il ministro, anche qualora lo volesse, al di là delle solite promesse generiche? (anche se sospetto che se avesse veramente voluto far qualcosa, ci avrebbe pensato prima!)

Io, da inesperto, soluzioni facili e rapide non ne vedo:
ci vorrebbe una legge apposta (quella che non si riesce ad approvare da decenni.....) ,
oppure modificare l'entità dell'ammenda a cifre molto ma molto più ragionevoli (cosa che credo richieda un voto parlamentare)
altrimenti, spero di sbagliarmi, ma dubito che una semplice circolare ministeriale basterebbe!
Anche perché a questo punto, per superare l'ostacolo ci vorrebbe una legge alla Spagnola, che stabilisse cioè che il nudo in sé non può mai costituire un "atto contrario alla pubblica decenza".

Limitarsi a ribadire che il nudo non è offensivo nelle spiagge naturiste o abitualmente frequentate dai naturisti, secondo me lascerebbe infatti le cose sostanzialmente invariate:

nessuno infatti è mai stato multato nelle spiagge ufficialmente naturiste (peccato che quasi non esistano! :ghgh: ),

mentre a decidere se una spiaggia è o no abbastanza nascosta oppure "abitualmente frequentata..." sarebbero sempre i giudici, ma solo se consultati dopo aver rifiutato di pagare l'ammenda (ed essersi pagati le spese legali)!

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mercoledì 16 marzo 2016, 23:36
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Caro Nudomark ti invito a dare a Cesare quello che è di Cesare.
Tu hai scritto: " Dalla proficua collaborazione con l'On. Lacquaniti in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di A.N.ITA nasce la seguente interrogazione parlamentare.
Allego comunicato stampa e interrogazione".

Ne sei sicuro e non credi che pure 'ANAB , 3Venat ed altri abbiano chiesto espressamente una interrogazione?


mercoledì 16 marzo 2016, 23:45
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Il Ministro della Giustizia Orlando puù fare molto:
- Può semplicemente chiarire che il nudo del naturista non è un atto contrario alla pubblica decenza ma solo uno stato e sono gli atti che sono punibili con l'attuale illecito amministrativo punibile con una sanzione minima di 5000€
I comuni che non desiderano la presenza naturista in tutto il territorio comunale possono riservare ad essi appositi spazi comunque sufficienti per l''esercizio della pratica naturista.


giovedì 17 marzo 2016, 0:06
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fidenzio ha scritto:
Caro Nudomark ti invito a dare a Cesare quello che è di Cesare.
Tu hai scritto: " Dalla proficua collaborazione con l'On. Lacquaniti in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di A.N.ITA nasce la seguente interrogazione parlamentare.
Allego comunicato stampa e interrogazione".

Ne sei sicuro e non credi che pure 'ANAB , 3Venat ed altri abbiano chiesto espressamente una interrogazione?


Sai Fidenzio ne sarei ovviamente felice e magari lo hanno fatto ora e anche in passato!! A.N.ITA. ha con tutte le associazioni ottimi rapporti e tutte sono state invitate alla nostra festa a S.Vincenzo in occasione dell'assemblea annuale. Ma nello specifico dato che ho inviato io la documentazione a Lacquaniti e ho scambiato diverse mail con l'assistente parlamentare dell'Onorevole dopo che già ci eravamo sentiti, insieme ad altri consiglieri, per l'invito al nostro 50° posso scrivere quanto ho scritto senza rischi di smentita. Fermo restando che l'On. Lacquaniti ha ottimi rapporti con tutte le realtà naturiste!
Ma qui non si tratta di mettersi medaglie (ci mancherebbe!) si tratta soprattutto di porre l'attenzione su un problema e possibilmente di avere risposte positive seppur difficili sia su questo tema che in merito a quanto si sta facendo per la legge nazionale che tutti auspichiamo e attendiamo.

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giovedì 17 marzo 2016, 3:14
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Fidenzio:

Cita:
Il Ministro della Giustizia Orlando può fare molto:
Può semplicemente chiarire che il nudo del naturista non è un atto contrario alla pubblica decenza ma solo uno stato e sono gli atti che sono punibili con l'attuale illecito amministrativo punibile con una sanzione minima di 5000€


Naturalmente mi auguro che tu abbia ragione (e soprattutto che il Ministro voglia farlo....)!
Io avevo qualche dubbio proprio su questo:

una volta che esiste una legge che punisce gli "atti contrari alla pubblica decenza" senza dire quali, può un Ministro, con una semplice circolare, stabilire quali sono questi atti (escludendo quello di denudarsi), o questo compito spetta solo ai giudici?

Quanto poi agli "atti" cui ti riferisci......quelli, ad oggi, per la Giurisprudenza rientrano già nell' altro articolo che punisce gli "atti osceni" con 10.000 euro anziché i 5000 del 726.

Comunque magari c'è gente più esperta di me in materia!

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giovedì 17 marzo 2016, 8:49
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Io credo che - al di là di tutto - se anche uno dovesse beccarsi una contravvenzione da 5000 Eur può comunque fare ricorso, così come si faceva ricorso al giudice di pace al tempo in cui l'art. 726 non era ancora depenalizzato.
Alla fine il ricorso va comunque davanti al giudice di pace, solo che in questo caso non si rischia la scrittura sulla fedina penale.
O sbaglio?


giovedì 17 marzo 2016, 9:54
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Purtroppo rischia di essere tutto molto più oneroso, visto che l'intento dichiarato della legge è proprio quello di essere più punitiva di prima alleggerendo nel contempo i tribunali!

Riporto qui il commento del legale di ANITA (postato da andrea in altro topic):

Concordo con quanto scritto dagli altri utenti; quella che poteva sembrare una bella notizia, ossia la depenalizzazione degli atti contrari alla pubblica decenza (e, per chi è interessato, anche degli atti osceni) con trasformazione in illecito amministrativo, è in realtà un incredibile boomerang con maggiori pregiudizi in capo al malcapitato, che qui riassumo:

- Prima: contravvenzione penale
Gli atti contrari alla pubblica decenza erano un reato contravvenzionale, punito con ammenda. Ciò significa che, ricevuta la notizia di reato, il PM, spesso lungimirante se il fatto avveniva in una zona pacificamente dedita a naturismo, pur non regolamentato, richiedeva al Giudice l'archiviazione. Ciò avveniva, nella maggiorparte dei casi senza che la persona ne fosse messa al corrente; non era nemmeno necessario munirsi di un difensore, in questa fase.
Nei casi in cui vi fosse invece stata la citazione a giudizio dinanzi al Giudice di pace, era sì necessario un difensore ma la persona, se voleva evitare di farsi tutto il processo, con testimoni e quant'altro, poteva presentare istanza di oblazione, ossia pagando una somma chiudeva il processo penale senza alcun tipo di pregiudizio.
L'onere della prova, inoltre, gravava sul PM, ossia non spettava all'imputato dimostrare la sua innocenza, ma al PM il dolo o la colpa nell'azione (ossia, la consapevolezza, o l'ignoranza colpevole che, ad esempio, in quella zona c'era espresso divieto di stare nudi).
I casi di condanna, insomma, con macchia sulla fedina penale, erano davvero rari; anche in considerazione del fatto che spesso si arrivava a prescrizione prima del definitivo accertamento della responsabilità, visto l'ingolfamento dei nostri Giudici di pace.

Ora: illecito amministrativo.
Come qualcuno ha ben osservato, oltre ad aver considerevolmente alzato la pena pecuniaria, l'ente che irroga la sanzione sarà ragionevolmente il Comune, con tutto l'interesse, per fare cassa, e a non archiviare la posizione.
Il destinatario si troverà costretto ad impugnare il provvedimento (nelle modalità di cui al link sovrastante) al Giudice di Pace e dotandosi di un avvocato (molto consigliabile), chiedendo nelle more la sospensione del pagamento (non automatico che sia concessa).
In questo caso l'onere della prova grava sul malcapitato, in quanto v'è una presunzione di colpa a suo carico; sarà lui a dover dimostrare, pena il rigetto del ricorso, la propria buona fede o ignoranza incolpevole.
Il termine di prescrizione è di 5 anni ma, badate bene, non per la conclusione del giudizio, ma per la notifica del provvedimento da parte dell'ente e pare davvero difficile pensare che un Comune aspetti tutto questo tempo.


Aggiungo un'altra cosa, anche se sapete che sono il solito pessimista: visto che l'ex reato di atti contrari alla pubblica decenza riguarda pressoché unicamente proprio il nudismo o eventualmente altre forme di nudità anche parziale, chi ha messo ed approvato i 5000 euro di multa, conosceva benissimo le sue conseguenze! Difficile che ora ci ripensi!

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Ultima modifica di carlo il giovedì 17 marzo 2016, 12:07, modificato 1 volta in totale.



giovedì 17 marzo 2016, 11:32
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A me risulta che la sanzione non sia decisa dal comune ma dal Prefetto al quale si può fare ricorso entro 30 giorni. Se il ricorso non viene accolto dal Prefetto sempre entro 30 giorni si può fare ricorso al giudice di Pace. Consolazione: la sanzione si può pagare anche a rate.

P.S. Dico ancora a Nudomark che non da a Cesare quello che è di Cesare


giovedì 17 marzo 2016, 12:01
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Che io sappia,(almeno per quel che riguarda le altre ammende), il ricorso al Prefetto è in alternativa a quello al giudice di pace, ma se il prefetto rigetta il ricorso, l'ammenda è come minimo raddoppiata, più le spese!
Si può poi comunque sempre ricorrere al giudice di pace, ma a questo punto, se anche lui ti dà torto.....con tutti quei soldi ti ci compravi mezzo monolocale in Corsica o in Spagna!

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giovedì 17 marzo 2016, 13:14
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Un grosso ringraziamento all'on. Lacquaniti e ad Anita
Speriamo Orlando ci dia retta

Che ne dite gli mandiamo qualche mail?


giovedì 17 marzo 2016, 13:47
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Rispondi citando
Io credo che all'on. Lacquaniti abbia avuto contatti e segnalazioni da e con più associazioni naturiste fra cui l'ANAB ... una segnalazione a riguardo è stata fatta anche da Stefano dell'ANAB. In ogni caso un ringraziamento particolare va a chi gli ha fornito la documentazione legale che gli ha permesso di redigere l'interrogazione.

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domenica 20 marzo 2016, 3:21
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Eroe ha scritto:
Io credo che all'on. Lacquaniti abbia avuto contatti e segnalazioni da e con più associazioni naturiste fra cui l'ANAB ... una segnalazione a riguardo è stata fatta anche da Stefano dell'ANAB. In ogni caso un ringraziamento particolare va a chi gli ha fornito la documentazione legale che gli ha permesso di redigere l'interrogazione.


Carissimo Eroe sono certo che hai compreso che per me e per noi l'importante sarà il possibile risultato, ho, come A.N.ITA, ottimi rapporti con tutti e sono ammirato dai risultati ottenuti da ANAB, in particolar modo per la meravigliosa spiaggia!
Ti prego, se ne hai occasione, di porgere i miei saluti a tutti gli amici di ANAB, con la speranza, superato il momento difficile a livello personale che purtroppo attraverso, di venire di persona in Abruzzo!

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lunedì 21 marzo 2016, 15:03
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Rispondi citando
nudomark ha scritto:
Carissimo Eroe sono certo che hai compreso che per me e per noi l'importante sarà il possibile risultato, ho, come A.N.ITA, ottimi rapporti con tutti e sono ammirato dai risultati ottenuti da ANAB, in particolar modo per la meravigliosa spiaggia!
Ti prego, se ne hai occasione, di porgere i miei saluti a tutti gli amici di ANAB, con la speranza, superato il momento difficile a livello personale che purtroppo attraverso, di venire di persona in Abruzzo!

OT
in vero il mio post, più che per rimarcare meriti ANAB che ne ha già tanti, l'ho inserito per scrivere qualcosa in questo forum visto che non ci scrivevo da tanto.
In Abruzzo tutti sono benvenuti soprattutto chi è attivo ed aiuta a costruire un futuro desnudo ;) e mi auguro che si riesca a fare un grande raduno nazionale prima o poi.

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lunedì 21 marzo 2016, 21:00
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