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 Tessera FNi No :non è obbligatoria! 
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Ho più volte letto da altre parti che le strutture ricettive naturiste italiane obbligherebbero l'iscrizione ad una associazione naturista affilliata Fenait ed aderente alla FNI per poter accedere nella struttura.
Io non frequento da molti anni le strutture italiane ed a Lido di Dante mi reco da pendolare (da mattina a sera) perciò non conosco neppure con esattezza la situazione locale. Però secondo le mie conoscenze ritengo di non sbagliare se affermo che va contro la legge obbligare un cliente a fare una certa tessera per poter accedere ad una struttura e dovrebbe essere reato perchè, per legge, nelle strutture con licenza pubblica tutti possono accedere senza subire discriminazioni. Se la struttura è naturista il cliente si deve solo attenere a questa regola.
Altra cosa se la struttura è un club che , essendo in questo caso privato vi devono accedere solo i soci privati per essere in regola.
Se una struttura pubblica rifiuta di far accedere una persona mettendo in atto una discriminazione occorre chiamare la forza pubblica per difendere i nostri diritti civili.


giovedì 1 ottobre 2015, 13:56
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Magari qualcuno è più informato ma...sospetto che, specie in Italia, le (peraltro pochissime) strutture naturiste private siano tutte o quasi, almeno ufficialmente, con la formula club,(il ché non significa che poi tutte esigano la tessera..) non fosse altro, data l'attuale confusione legislativa, per mettersi al riparo da possibili grane giudiziarie in cui potrebbe incorrere una struttura "aperta a al pubblico" e quindi equiparata, per la legge, ad un luogo pubblico...
Ma forse su questo forum c'è chi ne sa molto più di me...
Ciao

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nemo


giovedì 1 ottobre 2015, 22:37
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faccio presente che una struttura ricettiva non e' obbligata ad accettare tutti i clienti ma puo' fare benissimo selezione all'ingresso; tale selezione deve essere effettuata in base a criteri costituzionalmente legittimi, ovviamente

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martedì 6 ottobre 2015, 16:54
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In che modo Fambbros una strututtura con licenza pubblica può a tuo parere fare discriminazione fra i clienti che pagano quanto dovuto?
Il titolare del Camping Classe, ad esempio, come potrebbe dire ad un ospite che non può accedere nella struuttura perchè viene praticato il naturismo quando il cliente accetta questa regola='


martedì 6 ottobre 2015, 21:20
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in che modo una struttura privata aperta al pubblico possa rifiutare l'accesso a terzi, iscritti a una federazione cui gli stessi campeggi appartengono, non lo so (e anche a me la cosa suona strano)

ipotizzo che forse cio' avviene perche' tutte le strutture sono strutturate come associazioni e quindi possono rifiutare l'accesso a terzi a loro insindacabile giudizio?

pero' che una struttura privata possa obbligare chi accede a pagare un tot fra cui anche la tessera alla INF FNI non lo vedo come una cosa legale

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giovedì 8 ottobre 2015, 10:45
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La tessera FNI neile strutture in possesso di licenza pubblica come, ad esempio ritengoo il Camping Classe o Le Betulle, non è obbligatoria averla ma solo facoltativa per i clienti che lo desiderano.
Se la Direzione andasse oltre o la chiedesse obbligatoriamente si potrebbe chiamare la forza pubblica per evitare l'abuso. Però da noi il cittadino naturista, ad ogni livello si trovi ha questo comportamento di difesa assente e così nulla cambierà.


giovedì 8 ottobre 2015, 23:20
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dal sito del ministero dell'interno:
articolo n. 187 del T.U.L.P.S. (Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza) “Salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo“.

credo che questo chiuda il discorso :)

Ricordo comunque quello che disse Groucho Marx : "non entrerei mai a far parte di un club che accettasse tra i suoi membri gente come me" :yeah:

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venerdì 9 ottobre 2015, 10:40
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ma i campeggi INF FNI sono strutture private aperte pubbliche o circoli privati?

il TULPS si applica solo ai primi mentre per i secondi le tessere di iscrizione sono obbligatorie

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venerdì 9 ottobre 2015, 11:49
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Le attività possono essere di due tipi: avere scopo di lucro (occorre licenza pubblica) o senza scopo di lucro (club). Solo se la struttura è privata (club) è obbligatorioo che sia frequentata solo da soci iscritti ad una associazione a cui appartiene od è affliliato il club se vuole essere in regola con le leggi.
Tante volte dietro al club c'è una vera attività commerciale abusiva che per alcuni il lucro è fondamentale ma illegale.


venerdì 9 ottobre 2015, 14:55
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Quindi, se uno apre una struttura naturista aperta al pubblico non gratuita, anche volendo non può impedire che, ad esempio, diventi un luogo di incontro per scambisti?
Chiedo questo perché forse la cosa spiegherebbe la scarsa volontà di aprire strutture aperte al nudismo....
Voglio dire: in attesa di una legge "Spagnola" che stabilisca che il nudo è lecito ovunque (arriverà mai? Io ne dubito assai!) vogliamo che qualcuno apra strutture naturiste (ammesso e non concesso che glielo lascino fare...), ma che lo faccia gratis!
In linea di principio non fa una piega, però non sono sicuro che funzioni, anzi, guardandomi in giro direi proprio di no....

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venerdì 9 ottobre 2015, 15:27
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fidenzio ha scritto:
Ho più volte letto da altre parti che le strutture ricettive naturiste italiane obbligherebbero l'iscrizione ad una associazione naturista affilliata Fenait ed aderente alla FNI per poter accedere nella struttura.
Io non frequento da molti anni le strutture italiane ed a Lido di Dante mi reco da pendolare (da mattina a sera) perciò non conosco neppure con esattezza la situazione locale. Però secondo le mie conoscenze ritengo di non sbagliare se affermo che va contro la legge obbligare un cliente a fare una certa tessera per poter accedere ad una struttura e dovrebbe essere reato perchè, per legge, nelle strutture con licenza pubblica tutti possono accedere senza subire discriminazioni. Se la struttura è naturista il cliente si deve solo attenere a questa regola.
Altra cosa se la struttura è un club che , essendo in questo caso privato vi devono accedere solo i soci privati per essere in regola.
Se una struttura pubblica rifiuta di far accedere una persona mettendo in atto una discriminazione occorre chiamare la forza pubblica per difendere i nostri diritti civili.

In Italia, sono state presentate varie volte a livello nazionale e in varie legislature, alcune proposte di Legge in merito (ma tutte senza esito). La legge 383/2000 lo riconosce e lo tutela genericamente, sia quando attuato da un individuo, e sia in forma associativa. Quindi come tali queste associazioni sono riconosciute e tutelate, ma in quanto strutture private, possono richiedere l'iscrizione ai propri membri. Negli ultimi due anni diverse regioni italiane hanno comunque approvato leggi in materia. Lo scorso mese ad esempio la Regione Piemonte ha approvato una legge regionale in materia, dove parla sia di strutture private che pubbliche. Per essere sicuri che il posto dove ci si reca sia un luogo pubblico, autorizzato alla pratica naturista, bisogna informarsi presso le Amministrazioni locali. Le federazioni e associazioni possono richiedere l'iscrizione con tessera. Ad esempio al club ricreativo di cui faccio parte abbiamo da poco realizzato con un sito delle tessere plastificate, proprio per permettere una migliore gestione. Il Fenait essendo una federazione può richiedere alle persone che si recano nelle proprie strutture ricettive di avere una tessera associativa. La speranza è, che in Italia si sviluppino anche numerosi luoghi pubblici.


venerdì 16 ottobre 2015, 21:21
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Fra poco inizierà la nuova stagione turistica naturista ed in tanti andranno anche nei campeggi italiani che concedono spazi al nostro modo di vivere.
Alcuni campeggi sono club e per essi, per legge, è obbligatorio che l'accesso sia riservato ai soli soci mentre per i campeggi che hanno licenza pubblica possono accedere tutti.

Se qualche campeggio volesse limitare l'accesso all'area naturista solo a chi ha una determinata tessera va contro la legge e sarebbe il caso di difendere il diritto di accesso chiamando la forza pubblica ed eventualmente denunciare il gestore perchè vuole limitare un diritto riconosciuto dalla legge.

Le associazioni naturiste dovrebbero non essere complici e vigilare per quanto detto sopra ed intervenire per far rispettare i diritti dei naturisti anche senza tessera o singoli e la legge italiana.


lunedì 6 marzo 2017, 14:27
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Secondo me è anche per questo che le strutture aperte al naturismo, da noi sono quasi inesistenti!
Pensateci: ma chi glielo fa fare?
Se non vengono denunciati dai tessili, rischiano una bella denuncia perfino dai naturisti!

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nemo


lunedì 6 marzo 2017, 14:54
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