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 Chiarimenti sulla Bassona e 30° Anniversario ANER 
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Habitué
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Avendo letto in giro fra i media informazioni errate sui fatti della Bassona del 2012 e per dare chiare informazioni sostenute con atti pubblici a chi è interessato ad averle pubblico il testo che segue qui sotto.
Ricordo inoltre che quest'anno ricorre il
30° Anniversario della nascita dell'Associazione Nudista Emiliano Romagnola (A.N.E.R.)
Naturisti: rischio estinzione ed un po' di storia della Bassona.

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Nel 2012 i naturisti, che frequentavano la spiaggia detta della Bassona a Lido di Dante (RA),, che a nord è antistante al Camping Classe, hanno rischiato grosso; addirittura l'estinzione.

I naturisti hanno rischiato l'estinzione (secondo la mia interpretazione) perchè dall'inizio della primavera di quell'anno sono iniziate a fioccare molte decine di denunce per violazione all'art. 726 del c.p. sino ad arrivare ad una cifra che si calcola in una sessantina e più sino a metà giugno.

Appena arrivati i primi caldi a metà marzo i naturisti stesi al sole hanno avuto la sorpresa di vedersi apparire davanti gruppi numerosi di guardie forestali (anche sei) che si avvicinavano a chi era nudo in spiaggia e stendevano un verbale di denuncia per “atti osceni in luogo pubblico” (art.527cp) oppure, la maggior parte, “atti contrari alla pubblica decenza”(art.726 cp). Denunce che sono continuate sino quasi a metà giugno.

Veramente una sorpresa questo comportamento della forestale che mai (a parte un caso che dissero dovuto ad una inesperienza da parte di due guardie che fecero una denuncia finita con l'assoluzione del naturista nel 2008) hanno tenuto nella storia naturista della Bassona a partire dal 1977:anno in cui io iniziai a frequentarla. A dare disposizione per intervenire fu il Comandante della Forestale di Ravenna: il primo dirigente Gianpiero Andreatta, che a fine marzo dichiarò “Quest’anno si è già partiti, si sanziona il naturismo. I controlli della Forestale si muoveranno su un doppio binario: la tutela ambientale e la stretta applicazione della legalità”. Il che significava “salvaguardia dell’ambiente e contrasto all’eventuale pratica naturista”

I naturisti hanno rischiato di sparire perchè le denunce verso loro erano continue e le guardie forestali erano sempre presenti in spiaggia in massa (e pensare che in passato la forestale si lamentava per mancanza di uomini) e le reazioni dell'Associazione Naturista Emiliano Romagnola ed altri si limitava solamente a qualche e-mail alle autorità ed una piccola protesta ci fu solo il 16 giugno in piazza del Popolo a Ravenna con 16 persone ed una piccola catena il 17 in spiaggia alla Bassona che era piena di naturisti al sole (oltre un migliaio) perchè era una bellissima giornata dopo tanti giorni di brutto tempo. Quel giorno la forestale era presente in gran numero con a capo il Dr. Nobili responsabile dell'Ufficio della biodiversità di Punta Marina. Stando ad alcune voci, vista la presenza anche di numerosi naturisti chiese, per intervenire, l'aiuto dei Carabinieri e della Polizia che non fu accettato e la forestale si limitò, pare, a fare solo alcune foto e riprese video.

Forse il comandante Andreatta pensava che se continuavano le denunce per tutta l'estate di naturisti ne rimanevano ben pochi perchè sono poco combattivi.

Ma fortuna ha voluto che intervenisse la magistratura in tempi rapidi (non da Italia) risolvendo il problema creatisi: la dr.ssa Monica Gargiulo Procuratore della Repubblica di Ravenna in data 24 aprile 2012 chiese al Giudice di Pace per le indagini preliminari l'archiviazione perchè " trattasi di luogo se pure non più riservato ai naturisti è comunque un luogo normalmente e tradizionalmente frequentato da costoro " a favore di uno dei primi naturisti denunciati a marzo. Il Giudice di Pace dr.ssa Maria De Rosa il 26 maggio dispone l'archiviazione perchè "trattasi di luogo se pure non più riservato ai naturisti è comunque un luogo normalmente e tradizionalmente frequentato da costoro ".

La notizia delle archiviazioni con la pubblicazione degl'atti si è avuta solo un mese dopo: il26 giugno.

A questa archiviazione ne sono seguite altre 4 e la forestale ha smesso di continuare con le denunce prendendo atto che sbagliava, mentre i naturisti hanno tirato un bel respiro di sollievo.

Poi a mettere una certa insicurezza è arrivato dalle ferie il Procuratore capo dr, Roberto Mescolino che attorno al 05 luglio dichiarò ad alcuni media di Ravenna che non è detto che in futuro prendendo in mano i fascicoli delle denunce per atti contrari alla pubblica decenza già fatte dal corpo forestale ai nudisti sulla spiaggia di Lido di Dante i pubblici ministeri chiedano l'archiviazione come accaduto con le prime esaminate. Non esiste alcun «orientamento univoco della procura circa la liceità del naturismo in una zona del litorale ravennate” Ed infatti non ci furono più archiviazioni ma rinvii a giudizio al Giudice di Pace che poi assolse tutti (credo una trentina di processi) negl'anni 2013-e 2014. Anche lo scorso gennaio 2015 si è avuto notizia dalla stampa di due denunciati nel marzo 2012 per “atti osceni” ed uno assolto dal giudice del tribunale di Ravenna perchè non commise alcun atto osceno per il fatto che in realtà i due erano stesi vicini ma ascoltavano solo musica (l'altro non ha accettato il dibattimento ed ha subito l'ammenda condonata d'ufficio così come fecero diversi naturisti denunciati in quella nera primavere del 2012..

Successivamente: il 19 luglio, ci fu il drammatico incendio della Pineta Ramazzotti posta alle spalle della spiaggia naturista che distrusse una vasta area di oltre 60 ha. Il mio sospetto è che qui la forestale del comandante Gianpiero Andreatta abbia avuto molte colpe perchè, se è vero, quello che io sentii da alcune persone che il fumo dell'incendio ben visibile dalla spiaggia si notò attorno alle 10-10.30 del mattino e l'intervento dei pompieri arrivò molto tardi ed avrebbe avuto molti problemi per superare le sbarre ed accedere in pineta sul luogo in cui si sviluppò. Inoltre pare che la sorveglianza diretta della pineta da parte degli guardie forestali per prevenire gli incendi fosse stata praticamente assente al contrario del grande dispiego di uomini per denunciare i naturisti nella passata primavera.

Poi un sollievo da parte di molti arrivò il 17 settembre con la partenza per Forlì del Comandante Gianpiero Andreatta che scambiò la sede di Ravenna con il Comandante di Forlì dr. Giovanni Naccarato che dal 16.03.1997 al 12.05.2002 fu Capo Ufficio Amministrazione Gestione ex-Azienda di Stato per le Foreste Demaniali di Punta Marina Terme (RA) ed accettò nel 1997 la richiesta di porre in pineta Ramazzotti alle spalle dell'area naturista due servizi igienici prefabbricati che invece rifiutò Andreatta nel 2007 dicendo che non si poteva.

Qualche mese in più è invece rimase al suo posto di Capo della Procura di Ravenna Roberto Mescolini che mi pare gradisse rinviare a giudizio i naturisti denunciati dalla forestale: rimase in carica sino al 30 maggio 2013 favorendo così (ritengo) i processi ai naturisti rinviati a giudizio che iniziarono il successivo mese di giugno.

Certamente sbaglierò ma, guardando i fatti accaduti menzionati ed altri, non mi sento di escludere che fra alcune autorità ci fosse stato una piccola manovra concordata antinaturista.

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Riassumo in parte gli anni che dal 1977 hanno visto la mia presenza naturista alla Bassona: -Io e mia moglie eravamo già naturisti e frequentavamo l'Istria; un compagno di lavoro (era l'inizio della primavera) che aveva uno dei circa 100 capanni presenti alla foce del Bevano, mi disse che alcuni avevano notato delle persone nude fra le dune poco a nord della foce del Bevano. Decidemmo, quindi, di andare a vedere se fosse stato possibile fare naturismo in quella zona a noi abbastanza vicina. Camminando sopra la duna principiale più alta e a circa 500 metri a nord della foce (2,5Km dal paese di Lido di Dante) notammo tre coppie di naturisti nascosti in buche fra le dune alle spalle della spiaggia. Io e mia moglie ci aggiungemmo a questi e continuammo a frequentare quelle dune tutti i fine settimana soleggiati. Arrivato il caldo dell'estate stare nascosti dentro alle dune divenne insopportabile e una coppia dopo l'altra ci spostammo subito davanti alla duna principale di fronte al mare che era distante una cinquantina di metri. Anche se all'inizio la passeggiata lungo la battigia era compiuta da pochissime persone col passare del tempo il numero aumentò notevolmente tanto che per alcuni anni si faceva quasi fatica a vedere il mare dalla base della duna..Fra le persone che componevano il corteo settimanale ogni volta alcune lo lasciavano e si convincevano al nudismo. Alla fine degl'anni 70 arrivammo ad essere un bel numero che stimo sulle 500 persone. Le autorità ed i frequentatori della foce hanno sempre accettato i nudisti e la sorveglianza della pineta era sempre ben presente con due guardie forestali e un volontario che si chiamava Nello che alloggiava addirittura in un capanno della forestale in pineta.

I problemi vennero verso il 1983-84 quando la presenza dei giovani che si drogavano facessero in modo che col loro comportamento poco civile e con numerosi furti e con retate della forza pubblica il numero dei naturisti arrivasse a poche decine. Allora io ed altri 6 naturisti il 2 marzo 1985 (fra pochi giorni è il 30° anniversario della nascita dell'Associazione Nudista Emiliano Romagnola) per difendere più adeguatamente i nostri diritti di rispetto civile verso una minoranza fondammo l'A.N.E.R. della quale fui presidente sino al 2001. Pensai che vista la situazione esistente alla foce del Bevano sarebbe stato bene spostarsi di circa 2 chilometri più a nord (subito a sud della parte di spiaggia libera frequentata da alcuni ospiti del Camping Classe) :una. spiaggia che allora era praticamente deserta e molto larga con alle spalle la pineta Ramazzotti . Incontrai alcune autorità locali iniziando dall'assessore comunale di Ravenna Francesco Renda ed ottenni un parere favorevole ( fra l'altro c'era anche l'interesse turistico) alla nostra presenza dal sindaco Giordano Angelini che in futuro diventato deputato firmò la prima proposta di legge sul naturismo presentata da Sauro Turroni nel 1994, poi da Gabelli Mauro presidente a nome del Comitato cittadino di Lido di Dante che ci sostenne tanti anni e convinse l'allora proprietaria del Camping Classe Luisa Montanari, nel 1989, a concederci uno spazio riservato nella sua struttura ed ancora nella primavera del 1986 in seguito ad una interrogazione presentata dell'on. Stefano Servadei (consigliere regionale e più volte eletto a Montecitorio) sull'utilizzo di alcune aree per i naturisti, fu risposto dall'assessore Giorgio Alessi a nome della Giunta regionale emiliano romagnola che erano favorevoli per le aree richieste a Lido di Dante ed a Lido di Spina. A questo punto invitai gli anici iscritti all'ANER e, poco più di una decina di noi, iniziò la frequentazione naturista da quel tratto più a nord della Bassona: ponemmo, per conoscenza, un lungo striscione in spiaggia subito a sud dei frequentatori tessili con una grande scritta “Area Naturista FKK e ad una distanza di circa 50 metri il gruppetto inizio la sua presenza. Anche i media locali ci aiutarono pubblicando la nostre giuste ragioni difendendoci da chi, a torto, riteneva il nudo-naturismo una cosa sporca. La notizia si diffuse e crescemmo tantissimo arrivando ad essere la spiaggia più affollata in Italia dai nudo-naturisti. Anche i carabinieri oltre che rispettarci ci protessero da certi personaggi che non sempre si comportavano bene intervenendo anche in borghese a fare opera di persuasione e denunce. Solo nel1994 successe un fatto certamente a noi ostile dopo che nel giornale della diocesi di Ravenna”Risveglio 2000” furono pubblicate lettere che parlavano male dei naturisti della Bassona con affermazioni che mi risultavano non vere. Nei giorni attorno alla Festa della liberazione del 25aprile due carabinieri (gli stessi che avevo più volte visto controllare la duna e proteggerci) iniziarono a prendere i nomi dei bagnanti sorpresi nudi .Fui informato da conoscenti del fatto che subito ritenni fosse uno scherzo . Ed invece no, successivamente li vidi anch'io ed ovviamente nudo mi recai da loro e chiesi cosa stava accadendo dopo 8 anni di pacifica accettazione della nostra presenza che a mio parere e per decisione di molti Giudici in occasione di pubblici processi ritenevano non reato il nudo integrale se praticato in un certo modo e quando già negl'anni 70 il Pretore di Milano Francesco Dettori (oggi Procuratore capo a Bergamo che si occupa del noto caso di Yara Gambirasio) assolse un turista che girava nudo per Milano?. Mi risposero solo di aver ricevuto l'ordine di identificare i naturisti. Capii che qualcuno voleva darci battaglia e detti subito i miei dati personali per aggiungermi agl'altri. Chiesi chiarimenti ad alcune autorità e mi fu comunicato che certamente non sarebbero più intervenuti sino al processo al quale solo io ed un amico accettammo per difendere i nostri diritti a differenza degl'altri 40 denunciati che accettarono la condanna d'ufficio meno costosa e ritenuta più anonima ma arrendersi.

Il processo a mio carico tenuto assieme a quello del mio amico si svolse il 20 novembre 1995 ed il Pretore di Ravenna Dr.ssa Donatella Di Fiore ci assolse dal reato contestatoci di”Atti contrari alla pubblica decenza”(art...726 C.P.) porche” il fatto non sussiste. Ritornò quindi la normalità in spiaggia sentendoci più tranquilli. Nell'aprile 1997 fu eletto Sindaco di Ravenna Vidmer Mercatali a noi molto vicino: rimase in carica per 2 mandati sino al 2006 quando fu eletto Senatore della Repubblica. Egli accettò subito la mia richiesta in qualità di presidente ANER di porre a carico dell'Amministrazione un servizio igienico ad uso prevalente dei naturisti alle spalle della spiaggia che fu accettato anche (senza problemi) dalla Corpo forestale. L'anno successivo di questo servizio non ne feci più richiesta in particolare perchè c'erano molti costi e l'uso era di pochissimi bagnanti. Comunque sino alla fine del mandato del sindaco Mercatali abbiamo avuto da lui molti aiuti anche partecipando a nostro favore in programmi televisivi. Accettò pure di fare un'ordinanza per riservarci una parte di spiaggia della Bassona che chiesi nel 1999 dopo che il l'amministrazione comunale di Roma del sindaco Francesco Rutelli approvò (primo in Italia) una delibera che concedeva un tratto di spiaggia riservata ai naturisti L'area riservata alla Bassona iniziò nell'estate del 2002 e fu rinnovata sino al 2006 Iniziò solo dopo alcuni anni perché -disse- voleva attendere la fine dell'iter della proposta di legge presentata da Sauro Turroni (da me promossa) che sottoscritta da ben 106 deputati era stata affidata all' esame della commissione Affari Sociali della Camera ed aveva come relatrice la ravennate on. Elsa Signorino. La legislazione, purtroppo terminò nel 2001 senza che la Pdl arrivasse in porto ; così Mercatali nel 2002 firmò l'ordinanza naturista.

Nel 2001 fui sostituito alla presidenza dell'ANER dall'avv. Giovanni Marcacci (tutt'ora, febbraio 2015, in carica) del quale ritengo, a mio giudizio , non abbia fatto la minima attività necessaria per affrontare i problemi dovuti anche con l'arrivo del sindaco di Ravenna eletto nel 2006 Fabrizio Matteucci che inventò la favola che la legge regionale dell' Emilia Romagna intitolata “Valorizzazione del turismo naturista” obbliga la presenza del servizio igienico (il comma 2 dell'art.3 della legge n° 16 del 31 luglio 16 non parla di servizi igienico ma semplicemente di servizi (in generale) senza alcun obbligo di porli e lui,diceva che non poteva porli perchè la forestale del Comandante Andreatta rispondeva che non poteva accettarli all'interno della riserva naturale dove al contrario furono accettati nel 1997. Matteucci,quindi non poteva rinnovare l'ordinanza del suo predecessore ed il naturismo di cui si diceva non contrario non poteva praticarsi alla Bassona.

Ovviamente la parola di un sindaco che non si confrontava mai e pure alle assemblee cittadine (due volte all'anno) raccontava la sua favola e poi scappava perchè diceva che aveva da celebrare un matrimonio,veniva presa per buona da diversi media anche nazionali che riportavano che il naturismo a Lido di Dante era vietato.

A me pare chiaro che In base alla legge nazionale nelle aree pubbliche il nudo è vietato se va contro all'art.726 o all'art.527 del codice penale e non se un comune non rinnova o pone una ordinanza che riserva un tratto a questa minoranza. Se il comune riserva un tratto di proprietà pubblica ad una categoria le altre categorie in base alla Costituzione possono poter usufruisce di altri tratti. Se alla Bassona c'è o non c'è un'area riservata con ordinanza non cambia nulla per la legge nazionale. L'ordinanza, quando fu in vigore,non fu molto osservata:essa vietava pure la circolazione pedonale sulle dune che le avrebbero protette dall'erosione e complicato la vita ai guardoni!

Le leggi regionali e le ordinanze sul naturismo aiutano semplicemente a valorizzare questa forma di turismo che viene creduto ancora vietato da tanti cittadini che vedono la nudità solo legata al sesso e non ad esempio, al benessere psico fisico e sociale essendo Il naturismo un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente.

Ricordo ancora per concludere che se la Magistratura non fosse intervenuta, e celermente, a nostro favore certamente la trojka Matteucci , Andreatta, Mescolini con l'aiuto di Ancisi e Minichini (esponenti di opposizione aderenti alla Lista per Ravenna) avrebbero forse, già festeggiato la vittoria sui naturisti e la sconfitta della convivenza civile nella località.

febbraio 2915 Fidenzio Laghi


lunedì 9 febbraio 2015, 13:56
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bisogna anche considerare le vicende di Jesolo e Torre Salsa per comprendere che ovunque i problemi vengono da cl e i pretesti da nord a sud sono sempre gli stessi quindi è forse inutile puntualizzare la troika andreatta ancisi minichini Matteucci,diciamo persone legate a cl che si fa prima


martedì 10 febbraio 2015, 15:10
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Riporto la risposta, pubblicata in parte, da "il Resto del Carlino" di Ravenna in seguito ad una affermazione di un giornalista che scriveva che il naturismo alla Bassona era tollerato ed altre inesattezze.
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mercoledì 20 gennaio 2016, 13:16
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C'è chi scrive che in Italia, al momento, le uniche spiagge autorizzare alla pratica nudo-naturista sono;
-Lazio : Ostia -Capocotta
- Abruzzo :Torino di Sangro - Le Morge
- Toscana : San Vincenzo - Nido dell'Aquila ed Elba .Acquarilli
- Campania; Marina di Camerota - Troncone
- Lazio: Fiumicino - Focene
- Sicilia: Gela – Bulala.

Io sono dell'avviso che la realtà non sia esattamente questa ma che dette spiagge siano solamente accettate per la pratica nudo-naturista dai rispettivi comuni che in questo modo possono valorizzarle.
Il diritto legale di stare nudi non dipende dalle amministrazioni comunali ma dalle leggi dello stato ed un significativo esempio viene da Lido di Dante dove anche col sindaco contrario al naturismo, dato dall'elezione di Fabrizio Matteucci nel 2006 che ha cercato di allontanarli appoggiato pure dalle numerose denunce nel 2012 inoltrate dalla Forestale, la nudità integrale è stata nuovamente ribadita dalla Magistratura che ha archiviato od assolto dal presunto reato di “Atti contrari alla pubblica decenza”nel dibattimento in tribunale i naturisti coinvolti perchè “il fatto non sussiste”.
Questo a mio parere vuol dire, che se si pratica la nudità in un certo modo ed in zone conosciute e segnalate da cartelli anche privati (come ho sempre fatto io) per dare modo a chi si turba dalla vista di un nudo innocente e salutare possa non accedervi, non c'è un “atto contrario alla pubblica decenza”.


domenica 1 maggio 2016, 20:59
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