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 E VAIIIIIII ora anche in Veneto. 
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Intanto nel Veneto è passata

Ci giunge proprio ora la notizia che il Consiglio Regionale Veneto in data odierna ha approvato la legge "Riconoscimento e valorizzazione del turismo naturista". Di seguito un primo commento del Presidente ANAA SFKK VENETO:

CARISSIMI AMICI NATURISTI,
sono felicissimo e al contempo emozionato nel darvi l’eccezionale conferma che la Regione Veneto ha varato oggi la legge sul naturismo in Veneto.
Bravi tutti coloro che hanno lavorato a questo obiettivo, bravi tutti coloro che hanno sostenuto l’iniziativa, bravi tutti coloro che ci hanno creduto fino in fondo!
E’ una vittoria civile, e da questo momento alcuno più ci impedirà di andare avanti per affermare ulteriormente i diritti di noi naturisti.
Come anticipavo nella mia di fine anno 2013, il 2014 sarà l’anno della svolta, dalle parole si passerà ai fatti! Ecco raggiunto il primo grande obiettivo. Ma è solo una delle prime tappe, perché molti e ancor più grandi saranno i prossimi. Quindi “macchine avanti tutta”, i naturisti del Veneto non si fermano mai!

Allego il comunicato stampa della Regione Veneto

Un abbraccio a tutti
Daniele Bertapelle

Ed ecco il comunicato stampa: http://www.andyice2.it/anab/comunicato_stampa.doc

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Un esempio:
http://www.facebook.com/note.php?note_i ... &ref=share


mercoledì 29 gennaio 2014, 23:01
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Mi fa piacere che la regione Veneto abbia finalmente approvato un testo di legge sulla valorizzazione del turismo naturista.
Spero che questo permetta di lanciare ampiamente, a vantaggio di tutti, la pratica ed il turismo naturista anche in Italia e se eventualmente nascessero degli ostacoli con la nuova legge questi dovranno subito essere rimossi con una immediata modifica del testo in Consiglio regionale.
Io che fui il promotore della prima legge regionale sul naturismo in Emilia Romagna, approvata nel 2006 e sostenuta dall'ANER, mi auguro che, in particolare, l'ANAA SFKK VENETO non abbandoni il necessario lavoro che va fatto dopo il risultato ottenuto con l'approvazione e che non faccia come in Emilia Romagna dove occorreva poi fare informazione a tutti i comuni regionali su questa opportunità turistica e di rispetto civile per una minoranza ad iniziare dalle località maggiormente adatte e neppure si è reagito adeguatamente alla strumentale interpretazione antinaturista del sindaco Matteucci di Ravenna che diceva che la legge obbligava i servizi igienici mentre nel testo si parlava solo di servizi in generale senza alcun obbligo essendo scritto solo la parola “servizi”.
E perchè poi non ha interpretato il termine “servizi” con “servizi di ristoro”?


giovedì 30 gennaio 2014, 12:03
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giovedì 30 gennaio 2014, 17:35
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:inchino: ottima notizia e complimenti a tutti coloro i quali ci hanno lavorato! :great: :great: :great:


giovedì 30 gennaio 2014, 18:40
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Tra il dire e il fare....

http://www.larena.it/stories/dalla_home ... lla_carta/

Spiagge per nudisti,
un «sì» solo sulla carta


Sindaci d'accordo con il voto in Consiglio regionale che valorizza il turismo naturista, ma nessuno individua sul proprio territorio un litorale adatto
Località Brancolino a Torri, l'unica sul lago a tradizione naturista Località Brancolino a Torri, l'unica sul lago a tradizione naturista


«Non è che sia contrario al nudismo, però nel mio comune non lo vorrei…». Fanno i liberali ma non a casa loro, i sindaci del Garda. Prendono le distanze dal progetto di legge approvato mercoledì in consiglio regionale e che prevede il «riconoscimento e la valorizzazione del turismo naturista». Una proposta che parte dal giugno 2011, quando l'associazione di naturisti veneta Anaa-Sfkk ottenne dal comune di Jesolo l'utilizzo di una parte della spiaggia del Mort, battezzando così ufficialmente la prima spiaggia naturista nel Veneto.
Da allora furono numerose le richieste di spazi e strutture da parte di associazioni naturiste e agenzie turistiche di tutto il mondo. E delle loro istanze si è fatto portavoce il consigliere veronese Andrea Bassi, promotore del progetto di legge perché «pur non essendo naturista», spiega, «ritengo valida questa causa per due motivi: primo per una tutela della libertà delle persone che intendono praticare questo tipo di turismo, secondo per una questione di ordine economico, considerato che questo settore turistico è in continua crescita e vede una forte percentuale di praticanti nel nord Europa». E ora che succederà? Privati, associazioni e organizzazioni una volta individuata un'area potranno proporla all'amministrazione comunale affinché venga destinata al naturismo. O potrà essere lo stesso Comune a indire un bando per dare in gestione una spiaggia. A delle condizioni: che sia delimitata, ben segnalata e accessibile solo a chi lo pratica. A gestirla saranno gli stessi propositori, privati o associazioni, che ne garantiranno il funzionamento.
E come ogni notizia pruriginosa, anche questa fa parlare. E divide. Così da una parte c'è Stefano Valdegamberi di Futuro Popolare, unico detrattore in Regione del provvedimento, che parla di «un'ulteriore banalizzazione del corpo umano, che contribuisce a degenerare gli usi e i costumi di una popolazione che sta vivendo da decenni un progressivo decadimento di valori». Dall'altra parte c'è l'entusiasmo dei nudisti: «Il 2014 sarà l'anno della svolta, dalle parole si passerà ai fatti! Ecco raggiunto il primo grande obiettivo», commenta il presidente di Anaa-Sfkk, Daniele Bertapelle.
E in mezzo ci sono loro, i sindaci del Garda, che ad eventuali richieste dovranno dare una risposta. In realtà sul lago esiste già un'area da anni destinata ai nudisti: si trova in località Brancolino, molto defilata, di difficile accesso. «E recentemente è un po' degenerata come tipo di frequentazioni», sottolinea Davide Bendinelli, consigliere regionale gardesano. Di fatto però non esiste alcuna ordinanza sindacale che riconosca quell'area come naturista. E la questione sta tutta in questa concessione.
«Abbiamo fatto diverse ordinanze contro l'uso di quella spiaggia da parte di nudisti», sottolinea Giorgio Passionelli, sindaco di Torri, «e sono state emesse sanzioni. Personalmente non sono per nulla d'accordo». Categorico Rinaldo Sartori, sindaco di Brenzone: «Con i problemi che abbiamo, dobbiamo risolvere anche quelli dei naturisti? Io sono mentalmente aperto, ma vedo delle difficoltà. Il nostro turismo è costituito principalmente da famiglie, le cui esigenze sono difficilmente conciliabili con quelle dei nudisti».
Ivan De Beni, primo cittadino di Bardolino, si dice favorevole, «ma è una decisione che va ponderata, per mettere d'accordo esigenze diverse. A Bardolino», spiega, «le spiagge si trovano a ridosso delle strutture ricettive, mentre servirebbero aree riservate per evitare il disturbo reciproco». Sulla stessa linea Antonio Pasotti, sindaco di Garda: «Non sono contrario, ma bisognerebbe chiudere un tratto di spiaggia e destinarlo ai naturisti. E nel mio comune non si può. La trovo una proposta difficilmente realizzabile».

Francesca Lorandi

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venerdì 31 gennaio 2014, 10:46
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Secondo me queste leggi regionali sono importanti conquiste perchè riconoscono ufficialmente il diritto ai naturisti di avere degli spazi, riconoscono che il nudismo non è una pratica illegale, e soprattutto riconoscono il principio che, volendo, delle aree adatte allo scopo possono essere individuate.
Detto questo, secondo me non bisogna farsi troppe illusioni:
ci si preoccupa tanto delle leggi, ma secondo me il problema è prevalentemente di mentalità che da noi è quella che è!
La speranza è di cambiare gradualmente le cose anche grazie a leggi come questa ma temo ci vorrà molto tempo!
Non credo che la legge Veneto produrrà molti più spazi di quanti ne abbia prodotti la legge dell'Emilia-Romagna (cioè 0,00...) Però, ne producesse anche uno solo, sarebbe un piccolo passo avanti..
Come ho detto i veri cambiamenti, se ci saranno, li vedranno forse i nostri nipoti!
Per quel che mi riguarda sono da decenni rassegnato a dover andare all'estero!

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venerdì 31 gennaio 2014, 12:48
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Questa volta sono d'accordo (sulla prima parte) con Carlo, che saluto. Ciao.


venerdì 31 gennaio 2014, 13:19
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A volte cado vittima di una piccola vena di pessimismo, tuttavia staremo a vedere... :lol:
Ciao

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venerdì 31 gennaio 2014, 15:34
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carlo ha scritto:
A volte cado vittima di una piccola vena di pessimismo, tuttavia staremo a vedere... :lol:


non necessariamente l'obbiettivo realismo deve definirsi pessimismo.
come ottimismo non deve significare nascondersi oggettive difficoltà.
è comunque un passo avanti


venerdì 31 gennaio 2014, 16:57
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Ho letto che è uscito iquesto testo della nuova legge approvata in Veneto "
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
IX LEGISLATURA

187ª Seduta pubblica – Mercoledì 29 gennaio 2014 Deliberazione legislativa n. 7

OGGETTO: PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI BASSI, BOND, BOZZA, POSSAMAI, MAROTTA, PETTENÒ E TONIOLO RELATIVA A “RICONOSCIMENTO E VALORIZZAZIONE DEL TURISMO NATURISTA”.
(Progetto di legge n. 351)

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

VISTA la proposta di legge d’iniziativa dei consiglierei Bassi, Bond, Bozza, Possamai, Marotta, Pettenò e Toniolo relativa a “Riconoscimento e valorizzazione del turismo naturista”;

UDITA la relazione della Sesta Commissione consiliare, relatore il consigliere Andrea BASSI, nel testo che segue:

“Signor Presidente, colleghi consiglieri,
il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente (Definizione dell’International Naturist Federation, presentata al 14º Congresso Naturista Mondial, 1974).
A livello nazionale ancora manca una specifica normativa mentre, per quanto riguarda le altre regioni, l’Emilia Romagna si è dotata di una legge regionale in tal senso già dal 2006 e, negli ultimi anni, sia in Lazio che in Piemonte, sono stati presentati progetti di legge volti al riconoscimento e alla valorizzazione turistica della pratica naturista.
Il naturismo è un movimento che si propone di favorire un contatto diretto e libero dell’uomo con l’ambiente naturale, ad di fuori di ogni convenzione sociale, un movimento che partendo dal rispetto per le persone fa propri i valori di tutela e protezione della natura, degli animali, dell’ambiente più in generale attraverso uno stile di vita che vede la nudità come logica conseguenza di tale approccio culturale.
Si tratta di una pratica antica, largamente diffusa in Europa dove il numero di naturisti è in continua, costante ascesa e si attesta oggi, secondo i dati della Fenait (Federazione naturista italiana), sui 20 milioni circa di persone. Negli ultimi 30 anni il naturismo si è diffuso anche in Italia dove sono presenti numerose associazioni che reclamano spazi adeguati per una pratica considerata come una vera e propria filosofia di vita.
Nel Veneto esiste l’Associazione Naturista ANAA-SFKK VENETO che, nel giugno 2011, ha ottenuto dal comune di Jesolo l’utilizzo di una parte della spiaggia del Mort (morfologicamente in territorio di Eraclea, ma amministrativamente in comune di Jesolo), varando così ufficialmente la prima spiaggia naturista nel Veneto. Questa associazione fa ora presente che sono numerose le richieste di spazi e strutture ricettive provenienti da associazioni naturiste e agenzie turistiche di tutto il mondo (fra le prime: Russia, Usa, Canada, Olanda, Spagna, Francia, Germania e Austria) e chiede alla Regione di riconoscere e regolamentare lo svolgimento di tale pratica, promuovendo al contempo una nuova forma di turismo.
Da un punto di vista economico, infatti, il turismo naturista è una voce importante. Il suo fatturato in Europa è stimato in circa 700 milioni di euro con circa 600 strutture. Il Ministero per il turismo francese ha un distaccamento che si occupa di promuovere e coadiuvare lo sviluppo del Turismo Naturista in Francia, turismo che vanta un’offerta molto ricca; in tal modo la Francia si posiziona come la prima destinazione al mondo per il naturismo, registrando ogni anno oltre 5 milioni di pernottamenti, l’impiego di 3.000 persone e generando oltre 250 milioni di euro di fatturato. La Croazia ha molti villaggi turistici naturisti, alcuni fra i più belli d’Europa e oltre 100 spiagge che contribuiscono sensibilmente alla bilancia del turismo croato. In tutti i paesi nordici, Svezia, Germania, Olanda, Benelux, Danimarca, la pratica naturista è riconosciuta e la relativa quota di turismo è significativa. In Spagna, la nazione che più di recente si è aperta al naturismo, oltre a villaggi turistici e campeggi naturisti, esistono alcuni villaggi rurali che sono interi borghi ristrutturati appositamente per il turismo naturista.
Il presente progetto di legge è, pertanto, finalizzato a riconoscere e valorizzare turisticamente la pratica del naturismo anche in Veneto. A tal fine si prevede:
- il riconoscimento da parte della Regione delle finalità turistico-ricreative del naturismo (articolo 1);
- che il naturismo sia consentito liberamente purché in aree appositamente destinate e accessibili soltanto a coloro che condividono tale pratica (articolo 2);
- tutte le aree, pubbliche o private destinate al naturismo dovranno essere opportunamente delimitate al fine di evitare ogni promiscuità di spazi con chi non condivide tale pratica e, per lo stesso motivo, dovranno essere riconoscibili dall’esterno e adeguatamente segnalate (articolo 2);
- i comuni possono destinare al naturismo, spiagge, boschi, parchi ed altri ambienti naturali di proprietà demaniale o di enti pubblici. La gestione di tali aree potrà essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni riconosciute che ne garantiscano il buon funzionamento e la fruizione (articolo 3).
La Sesta Commissione Consiliare, nella seduta del 17 ottobre 2013, acquisito il parere favorevole della Prima Commissione in data 15 ottobre 2013, ha licenziato, a maggioranza, con modifiche, l’unito testo del progetto di legge, che ora viene rimesso all’esame per l’approvazione dell’Aula.
Nel dettaglio, in sede di discussione, si è provveduto:
- a precisare che la gestione delle aree pubbliche destinate al turismo naturista può essere concesso a privati, ad associazioni o ad organizzazioni che ne garantiscano il buon funzionamento e la corretta fruizione purché ciò avvenga in conformità alla vigente normativa in materia di concessioni - articolo 3 comma 3;
- ad introdurre la disciplina dei controlli ponendo in capo ai comuni e agli altri enti pubblici, secondo le rispettive competenze, l’esercizio dell’attività di controllo sul buon funzionamento e sulla corretta fruizione delle aree destinate al turismo naturista - articolo 5;
- a prevedere la disciplina delle sanzioni - articolo 6;
- a demandare alla Giunta regionale la definizione, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge regionale, di criteri per il rilascio delle concessioni ed anche per l’individuazione delle aree destinate al turismo naturista.
Hanno votato a favore per il Gruppo consiliare Liga Veneta-Lega Nord-Padania i Consiglieri Cenci con delega del Consigliere Possamai e Toscani, per il Gruppo consiliare Popolo della Libertà il Consigliere Tesserin; si sono astenuti per il Gruppo consiliare Futuro Popolare il Consigliere Franchetto, per il Gruppo consiliare Partito Democratico Veneto i Consiglieri Berlato Sella, Fasoli e Marchese, per il Gruppo consiliare Federazione della Sinistra Veneta-PRC Sinistra europea il Consigliere Pettenò e per il Gruppo consiliare Popolo della Libertà il Consigliere Laroni.”;

UDITA la relazione di minoranza della Sesta Commissione consiliare, relatore il consigliere Giampietro MARCHESE, nel testo che segue:

“Signor Presidente, colleghi consiglieri,
non ho molto da aggiungere, se non che con questo provvedimento noi completiamo l’ultimo pezzo di nicchia, se così vogliamo definirlo, di un’offerta turistica che nel nostro territorio mancava come regolamentazione e che ormai, da più anni, le associazioni, che afferiscono al naturalismo, ai naturisti stanno chiedendo. Per cui io credo che il provvedimento debba essere licenziato. L’emendamento, che ho presentato, tenta di stringere anche i tempi con i quali la Giunta debba emanare il regolamento perché i Comuni possano definitivamente dare le autorizzazioni, visto che ormai le aree sono nei fatti già individuate, non è che ci siano grandi necessità. Per cui queste sono le ragioni che ci dicono anche di approvare rapidamente questo progetto di legge.”;

ESAMINA e VOTA, articolo per articolo, compreso il relativo emendamento, la proposta di legge composta di n. 7 articoli;

PRESO ATTO che la votazione dei singoli articoli ha dato il seguente risultato:

Art. 1

Assegnati n. 60
Presenti-votanti n. 47
Voti favorevoli n. 41
Voti contrari n. 2
Astenuti n. 4

Art. 2

Assegnati n. 60
Presenti-votanti n. 45
Voti favorevoli n. 39
Voti contrari n. 2
Astenuti n. 4


Art. 3

Assegnati n. 60
Presenti-votanti n. 47
Voti favorevoli n. 40
Voti contrari n. 2
Astenuti n. 5

Art. 4 e 5

Assegnati n. 60
Presenti-votanti n. 48
Voti favorevoli n. 40
Voti contrari n. 3
Astenuti n. 5

Art. 6

Assegnati n. 60
Presenti-votanti n. 47
Voti favorevoli n. 40
Voti contrari n. 2
Astenuti n. 5

Art. 7

Assegnati n. 60
Presenti-votanti n. 49
Voti favorevoli n. 43
Voti contrari n. 2
Astenuti n. 4

IL CONSIGLIO REGIONALE

APPROVA quindi la legge nel suo complesso nel testo che segue:

RICONOSCIMENTO E VALORIZZAZIONE DEL TURISMO NATURISTA



Art. 1 - Finalità.
1. La Regione del Veneto, nell’ambito delle proprie competenze, ai sensi dell’articolo 117, quarto comma della Costituzione, promuove le condizioni necessarie a garantire la possibilità di praticare il turismo naturista, nel rispetto delle persone, della natura e dell’ambiente circostante.

Art. 2 - Delimitazione e segnalazione delle aree destinate al turismo naturista.
1. Il turismo naturista è consentito liberamente, purché in aree, spazi e infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati.
2. Tutte le aree pubbliche o private destinate al turismo naturista, al fine di evitare ogni promiscuità di spazi con chi non lo pratica, devono essere riconoscibili all’esterno e adeguatamente segnalate con appositi cartelli o con altri efficaci mezzi di segnalazione.
3. Nel caso in cui l’area dedicata al turismo naturista non sia situata in luoghi idoneamente appartati o non disponga di una naturale barriera visiva, deve essere collocata un’ulteriore segnalazione e delimitazione che ne attesti la presenza, a idonea distanza e comunque a non meno di 50 metri dall’inizio della stessa.

Art. 3 - Aree pubbliche destinate al turismo naturista.
1. I comuni e gli altri enti pubblici locali secondo e nei limiti delle rispettive competenze, possono destinare spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi, parchi ed altri ambienti naturali di proprietà demaniale o di enti pubblici locali, alla pratica del turismo naturista.
2. I comuni contermini individuano le aree per la pratica del turismo naturista possibilmente in aree tra loro confinanti.
3. La gestione di aree pubbliche destinate al turismo naturista può essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni che ne garantiscano il buon funzionamento e la corretta fruizione, in conformità alla vigente normativa in materia di concessioni.

Art. 4 - Aree private destinate al turismo naturista.
1. Per l’esercizio del turismo naturista in aree private quali campeggi, alberghi, piscine, o altro, si osservano le disposizioni della presente legge e quelle in materia urbanistica e di turismo.

Art. 5 - Controlli sulle aree destinate al turismo naturista.
1. I comuni e gli altri enti pubblici secondo le rispettive competenze, esercitano l’attività di controllo sul buon funzionamento e corretta fruizione delle aree destinate al turismo naturista.

Art. 6 - Sanzioni.
1. Il comune applica la sanzione amministrativa da euro 500,00 ad euro 2.000,00 a carico del gestore dell’area destinata al turismo naturista ed ordina la sospensione dell’attività nell’area sanzionata per un periodo da dieci a novanta giorni qualora l’area risulti priva di uno o più dei requisiti definiti dal provvedimento di Giunta regionale di cui all’articolo 7.
2. Il comune ordina la immediata cessazione dell’attività dell’area destinata al turismo naturista nei seguenti casi:
a) mancato pagamento della sanzione pecuniaria di cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni;
b) mancato adeguamento dell’area ai requisiti di cui al comma 1 nel termine stabilito dal comune;
c) gestione dell’area svolta nel periodo di sospensione di cui al comma 1.

Art. 7 - Criteri per il rilascio delle concessioni e per l’individuazione delle aree destinate al turismo naturista.
1. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, individua:
a) i criteri per il rilascio delle concessioni, in conformità alla disciplina delle concessioni demaniali, prevedendo in particolare che le aree destinate al turismo naturista:
1) siano localizzate in modo da non causare, di norma, interruzioni alla continuità delle aree fruibili dal turismo non naturista, qualora, per la conformazione naturale dei luoghi, non siano separate e appartate rispetto a quelle del turismo non naturista;
2) abbiano accesso alla risorsa naturale marina, lacustre o fluviale, di interesse turistico;
3) siano concesse con preferenza, a parità di condizioni, alle associazioni o organizzazioni affiliate ad una delle federazioni o confederazioni naturiste nazionali o internazionali;
b) i criteri urbanistici per la destinazione, estensione, delimitazione, segnalazione e localizzazione delle aree naturiste anche nel rispetto dell’interesse alla tutela del paesaggio, e in particolare le caratteristiche tecniche delle recinzioni di tali aree in modo da garantire i terzi non naturisti rispetto alla visibilità dall’esterno dei luoghi di pratica naturista.

Assegnati n. 60
Presenti-votanti n. 48
Voti favorevoli n. 43
Voti contrari n. 2
Astenuti n. 3

IL CONSIGLIERE-SEGRETARIO
f.to Raffaele Grazia IL PRESIDENTE
f.to Matteo Toscani


INDICE

Art. 1 - Finalità. 5
Art. 2 - Delimitazione e segnalazione delle aree destinate al turismo naturista. 5
Art. 3 - Aree pubbliche destinate al turismo naturista. 5
Art. 4 - Aree private destinate al turismo naturista. 5
Art. 5 - Controlli sulle aree destinate al turismo naturista. 5
Art. 6 - Sanzioni. 5
Art. 7 - Criteri per il rilascio delle concessioni e per l’individuazione delle aree destinate al turismo naturista. 6
----------------------------------------------------------------------------------
Non mi pare una bella legge visto che avrebbe dovuto anche tener conto delle due precedenti approvate in Emilia Romagna ed Abruzzo.
Cosa ne pensate ?
Sarà utile al movimento naturista?


sabato 15 febbraio 2014, 16:13
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A me sembra comunque positiva per i motivi che ho già detto altrove e cioè che, sintetizzando molto, riconosce esplicitamente l'esistenza della pratica naturista come lecita!
Poi naturalmente difetti se ne possono sempre trovare a volontà:
In particolare mi sembra un po' papocchioso e ambiguo il paragrafo a del punto 1 dell'articolo 7 che non ho ben capito cosa voglia dire e sembrerebbe quasi messo apposta per rendere difficile l'individuazione di aree idonee.
(come si fa, se l'area non è molto appartata, a "non non causare, di norma, interruzioni alla continuità delle aree fruibili dal turismo non naturista" quando in precedenza si è detto che le aree devono essere ben separate? Meno male che c'è quel "di norma", altrimenti tanto valeva dire che le aree naturiste possono essere realizzate solo in luoghi molto appartati punto e basta!)

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Questo è uno dei due che si è opposto alla legge sul naturismo in Veneto, evidentemente una persona dai sani principi.... :sbattitesta:

http://corrieredelveneto.corriere.it/ve ... 4699.shtml

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evidentemente un pivello,vuoi mettere quanta strada hanno fatto galan e la sartori prima che li beccassero,lui l'hanno beccato che era solo un assessore regionale


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https://emanuelecinelli.wordpress.com/2 ... a-e-legge/

mi viene per le mani solo ora quest'analisi-critica sulla legge e devo dirvi la verità... la condivido appieno!


mercoledì 26 novembre 2014, 16:16
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Ho dato un'occhiata all'analisi (molto dettagliata ma un tantinello lunga..) che condivido almeno nella parte fondamentale e cioè che questa legge servirà a poco o niente, proprio come tutte le altre! :roll:

Il fatto è che secondo me queste leggi si scontrano contro un ostacolo fondamentale e cioè che in Italia, se da un lato le persone contrarie al nudismo sono relativamente poche, quelle interessate a questa pratica, sia per seguirla che per sfruttarla turisticamente, sono ancora di meno! :(

In realtà se c'è la volontà di istituire delle spiagge naturiste non serve una legge, mentre se manca è molto difficile imporla!

L'esempio più lampante è la Toscana, che non ha nessuna legge e dove c'è probabilmente l'unica spiaggia naturista Italiana degna di questo nome, (anche se secondo me non raggiunge comunque gli standard stranieri)

E' poi difficile fare una legge priva di ambiguità, perchè se si parte dal principio che il nudo-naturismo possa essere praticato ovunque, non serve ovviamente una legge per regolamentarlo, mentre se si decide di regolamentarlo, appare ovvio che non possa essere praticato ovunque!

Queste leggi hanno comunque il merito, secondo me, di riconoscere formalmente il diritto ad una pratica che a livello nazionale non è riconosciuta!
Sarebbe fondamentale che fossero elaborate da veri esperti, cosa che non sembra essere...mi chiedo se dipenda dal fatto che le Associazioni hanno poche risorse per reclutare degli esperti, o se si tratta di una materia così "scivolosa" (stanti anche le limitazioni delle leggi nazionali...) che in realtà di veri esperti non ce ne sono!

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giovedì 27 novembre 2014, 23:15
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