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 Art. 726 C.P.: "atti contrari alla pubblica decenza" 
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Riprendo qui un argomento nato nel topic sul Lido di Dante.

Scusatemi, ma non riesco ancora a capire perchè si continui a discutrere continuamente sulla possibilità o meno di rendere legale il naturismo, sul destinare un tratto di spiaggia o sui divieti posti dopo un lungo periodo di utilizzo "ufficioso" ecc....

Il naturismo è assolutamente legale, come lo è lo scambismo, l'esibizionismo, le corse con le moto, le auto, i cavalli ecc..., purchè effettuati in aree ed ambienti destinati a tali pratiche. Dobbiamo allora concentrarci non tanto su una legge che legalizzi il naturismo, inutile e per questo improbabile, ma su una chiara definizione di nudo e conseguentemente oltraggio dello stesso, se in luogo pubblico.

Art. 726 del Codice Penale
Atti contrari alla pubblica decenza. Turpiloquio:
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da euro 10 a euro 206.


Primo, quest'articolo parla di "atti". L'essere nudo non è un atto ma una condizione (cavillo).
Secondo, bisogna a questo punto cercare di definire il nudo. E' o non è contrario alla pubblica decenza?
Terzo, cosa si intende per nudo?

Il seno femminile in spiaggia non è più considerato "nudo" da anni ormai, però se si gira a seno nudo in cttà o al supermercato si ricorre all'art. 726. Quindi, dipende dal contesto e non dalla parte esposta.

A questo punto, si potrebbe cercare di definire quando l'esposizione degli organi sessuali (dato che è sufficiente coprire quelli per non delinquere) è considerata oltraggiosa o meno.

Il nudo integrale sui giornali o in TV non è più considerato oltraggioso. Nei quadri e nelle statue non lo è più da molti anni.
Ecco allora tornare il problema del contesto, e non del nudo.

Potrebbe essere riconducibile all'art. 726 anche se io entrassi in parlamento in slip e canottiera. Eppure, non sarei nudo. La stessa tenuta è autorizzata in spiaggia od in piscina.
Conferma che la violazione alla legge non è causata dalla parte esposta, ma dal contesto.

Ora, perchè un nudo esposto in un giornale qualsiasi od in un cartellone pubblicitario non costituisce reato ed in spiaggia si?

Questa secondo me, è la questione da analizzare. Questo è quello su cui le associazioni, troppo sparpagliate, troppo scollegate e troppo prese a raccogliere tessere, non stanno facendo.

I Radicali si battono da anni per la legalizzazione degli spinelli. Possibile che i naturisti non riescano a battersi uniti per una definizione di nudo?

Esiste una misura minima legale del costume? No.
Secondo voi, in una retata al Lido di Dante, prenderebbero anche una ragazza che prende il sole in topless e perizoma micro? Io credo di no.
Per assurdo, sarebbe allora sufficiente che noi maschietti indossassimo semplicemente una specie di preservativo della Speedo per essere "a norma".

Si parla di associazioni e di cosa e quanto facciano. Però ognuna coltiva il suo orticello, e lo fa bene con dedizione ed entusiasmo, ma non fa nulla per cercare di chiarire definitivamente cosa sia il nudo in spiaggia.
Si cerca un'agognata legge....ma che legge?
Non serve una legge. Se guardiamo, quelle che ci sono vanno già bene. Ci proteggono dagli esibizionisti, dagli smanettoni, dagli importunatori, ci consentono di creare dei villaggi/campeggi/club in cui praticare il naturismo.

Per noi è solamente importante definire la differenza tra nudo e atto contrario alla decenza. Il nudo non lo è. Aprire un giornale scandalistico e trovare il Vip di turno nudo al sole, non è illegale, il giornale lo può pubblicare. Quindi non è contrario alla decenza, giusto?

Forse sono io ad essere testone, ma vedo uno spreco di tempo ed energie assurdo per la ricerca di qualcosa che non serve a discapito della questione chiave.

Forse....

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Alex Zanardi



venerdì 17 aprile 2009, 9:21
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:great: ecco che si inizia a ragionare!

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potrebbe essere un idea.. pero' paeba rimane comunque in sospeso cio' che cercano le associazioni, e' cioe' di definire proprio quali sono i "contesti" in cui il nudo non e' atto contrario alla pubblica decenza..

le associazioni non sono entita' evanescenti, sono gruppi di persone che cercano di perseguire obiettivi comuni.. ogni proposta e aiuto e' sicuramente gradito ;)

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venerdì 17 aprile 2009, 9:54
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Certo, che è questa la questione chiave... ma se la cosa non viene messa nero su bianco, specificando i "contesti", siamo sempre nel libero arbitrio del vigile o del carabiniere di turno...


venerdì 17 aprile 2009, 9:56
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Scusate paeba e limbogiallo,
ma di questo si è già parlato fino alla nausea in altre sezioni.
A decidere cosa è reato e cosa no sono i giudici e quelli della Cassazione, che è l'organo supremo di giudizio l'anno fatto!
Andatevi a leggere la sentenza del 2000 e quella del 2006 (che ho copia-incollato fino alla nausea) e vedrete cosa hanno concluso!
(inutile dire che gli avvocati della difesa hanno cercato di sostenere tesi diverse ma non è la difesa a decidere!)
ciao

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venerdì 17 aprile 2009, 9:56
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Le associazioni sono troppe. Tutte meritevoli di plauso per quanto si danno da fare con i pochi mezzi e le poche risorse a disposizione, ma sono troppe e scollegate.
Poi ci sono i semplici appassionati, che non si associano perchè non sanno in quale associazione possona avere interessi.

Ecco che tutti gli sforzi, se non sono unitari, diventano inutili e solo bisbigliati. Invece c'è bisogno di un coro che possa produrre decibel a sufficienza per essere ascoltato (o perlomeno sentito).

I giudici si trovano ora a definire se il nudo e quanto nudo sia reato. Ma lo fanno in base alle prove ed agli argomenti espressi dagli avvocati. Quello più bravo o più preparato indirizzerà la sentenza.
Ma è sbagliato aspettare ogni volta un processo. Sarebbe ora di cercare una definizione certa.

La soluzione sarebbe così semplice. Una raccolta di firme unitaria, una proposta popolare, un'interessamento politico (credo che i Radicali ci andrebbero a nozze)....ma dovrebbe essere intrapreso in modo unitario e non dalla singola associazione.

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Alex Zanardi



venerdì 17 aprile 2009, 10:12
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Eccovi la sentenza del 2000 (quella più "favorevole" a noi!)
Per quanto concerne il "nudo integrale", oggetto del presente procedimento, ovviamente non accompagnato da atteggiamenti erotici o pruriginosi di cui lo esibisce, si osserva che esso - con riferimento al sentimento medio della comunità, ai valori correnti della coscienza sociale ed alle reazioni dell'uomo medio normale - si presta a differenti valutazioni proprio a seconda del contesto in cui si pone.
E' evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello o di un artista in un'opera teatrale o cinematografica, ovvero in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata, mentre invece suscita certamente disagio, fastidio, riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, in un tram, in strada, in un locale pubblico, o anche in una spiaggia frequentata da persone normalmente abbigliate.

In particolare, l'esibizione su una spiaggia non appartata degli organi genitali, benché in stato di "quiete", secondo la colorita definizione del giudicante, diversamente da quella del seno nudo femminile, che ormai da vari lustri è comportamento comunemente accettato ed entrato nel costume sociale, costituisce sicuramente, secondo questa Corte, un atto lesivo dell'attuale comune sentimento di riserbo e costumatezza. Tant'è vero che, nella fattispecie in esame, furono proprio gli altri bagnanti a sollecitare l'intervento della polizia, certamente disturbati dalla visione che ad essi si presentava.



E quella del 2006:

Ne d’altra parte può sostenersi che la nudità
integrale, a causa dell’evolversi del comune sentimento, non è più idonea a
provocare turbamento nella comunità attuale, giacché essa può essere tollerata
solo nella particolare situazione di campi nudisti, riservata a soggetti
consenzienti, ma non in luoghi pubblici o aperti o esposti al pubblico, dov’è
percepibile da tutti, anche da bambini e da adulti non consenzienti.


Ora mi volete spiegare cosa c'è da discutere? cosa c'è da decidere? Ma davvero pensate che una raccolta di firme (peraltro fallita miseramente un paio di anni fa: non firmava nessuno!!!!) influenzerebbe i giudici della Cassazione? O che dipenda dalla bravura dei difensori?
O che un progetto di Legge basti presentarlo perchè te l'approvino? O che nessuno abbia mai cercato di presentarlo?
Non c'è dubbio: alcuni di voi vengono da Marte!

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venerdì 17 aprile 2009, 10:26
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Carlo....senza offesa, ma mi ricordi tantio quelle persone che si siedono in strada per guardare le code dei rientri domenicali (li avete mai notati?).
Che ci siano risultati ecclatanti o poco nulla, se si prova si può sperare, se si aspetta, difficilmente succede qualcosa.

Come dice la sentenza del 2000, il nudo in situazioni consone non può essere oltraggioso. (chiaramente lo è in spiaggia a Jesolo)

Quella del 2006 dice che la nudità integrale è oltraggiosa se non in ambiti definiti e non pubblici.
Quindi, per assurdo (cavillo) basterebbe un cappellino perchè non sia integrale.

Ci comperiamo il preservativo della Speedo o Arena?????? :lol: :lol:

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Alex Zanardi



venerdì 17 aprile 2009, 10:48
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paeba ha scritto:
...è solamente importante definire la differenza tra nudo e atto contrario alla decenza...


Il marziano intede che è qui che si deve mirare per risolvere la situazione... Non è quello che tanto desideriamo?

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venerdì 17 aprile 2009, 11:06
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Paeba:
quello che sembrate non capire (per questo sembrate arrivati da Marte! ;) ) è' che sono quarant'anni (molti di voi probabilmente non erano ancora nati...) che le Associazioni cercano in tutti i modi di fare approvare una legge: senza successo.
Sono sempre quarant'anni che le associazioni sperano di strappare alla Cassazione delle sentenze favorevoli appigliandosi con stuoli di avvocati alle varie definizini di nudo: si è fatto un passo avanti e due indietro!
Si sono orgnizzate raccolte di firme: non ha firmato quasi nessuno ed il numero degli associati è in continua diminuzione!
Chiaro che bisogna insistere, non dico mica che bisogna arrendersi!
Però non è che arrivate voi a dire cosa bisognerebbe fare! Quello che bisognerebbe fare lo si sa benissimo da quarant'anni, solo che finora non ci si è riusciti!
ciao

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Cita:
Limbogiallo scrive.
Il marziano intede che è qui che si deve mirare per risolvere la situazione... Non è quello che tanto desideriamo?


Limbogiallo: non è che si può fare la trapanazione del cranio ai giudici (e nemmeno possiamo sceglierli noi.......più facile che li scelga qualche alto prelato..)!

A quello che dici si mira da sempre: purtroppo il bersaglio, da sempre, ci schiva!
ciao

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venerdì 17 aprile 2009, 11:20
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carlo ha scritto:
........sono quarant'anni (molti di voi probabilmente non erano ancora nati...) che le Associazioni cercano in tutti i modi di fare approvare una legge: senza successo.
Sono sempre quarant'anni che le associazioni sperano di strappare alla Cassazione delle sentenze favorevoli appigliandosi con stuoli di avvocati alle varie definizini di nudo: si è fatto un passo avanti e due indietro!
Si sono orgnizzate raccolte di firme: non ha firmato quasi nessuno ed il numero degli associati è in continua diminuzione!
Chiaro che bisogna insistere, non dico mica che bisogna arrendersi!
Però non è che arrivate voi a dire cosa bisognerebbe fare! Quello che bisognerebbe fare lo si sa benissimo da quarant'anni, solo che finora non ci si è riusciti!
ciao


Faccio un esempio personale (lo so, sono pesante ma io sono più "ruspante" che flosofo.

Ho una piccola impresa che lavora in un ambito piuttosto circoscritto. I bisogni, i desideri e le aspettative mie e dei miei dipendenti, interessano poco agli altri.

L'europa sta mandando soldi a secchiate per la riconversione di Portomarghera. Per la miriade di piccole e medie imprese sarebbe una possibilità di lavoro e di occupazione immensa, se solo riuscissero a farsi largo tra i giganti dell'industria.

Allora, anzichè combattere da soli (artigianato, commercio, piccola industria ecc...) ci siamo consorziati. Un minimo investimento ed abbiamo dato vita ad un consorzio che ora si siede a Bruxelles con le grandi imprese, batte i pugni, detta delle clausole, porta a casa enormi risultati.

L'unione fa la forza, si dice, no? Se le varie associazioni si consorziassero in un'unica entità, capace di coordinare le varie realtà, arrivando al tavolo delle trattative con una forte voce in capitolo, sarebbe ben diverso dal provarci con una cinquantina di tesserati.

Inltre, ancora una volta scrivi: ....che le Associazioni cercano in tutti i modi di fare approvare una legge: senza successo....

Ma quale legge? Di che legge c'è bisogno? Forse una legge che permetta il nudo in pubblico? Chi pretende una legge simile è il vero marziano! Sarebbe l'anarchia. Non verrà mai approvata una legge in proposito.

Le leggi ci sono già e sono sufficienti. Baserebbe una circolare ministeriale che chiarisca cosa si intende per "nudo oltraggioso".

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Alex Zanardi



venerdì 17 aprile 2009, 12:36
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Ripropongo l'esempio dei cani.

Ci sono persone, moltissime, che hanno paura dei cani, che ritengono possano portare malattie, che non sopportano il loro corre o abbaiare.

Non esiste nessuna legge che permetta di portare i cani in spiaggia. Esistono dei divieti in molte spiagge a portare cani. Ci sono spiagge attrezzate apposta e spiagge senza divieto in cui si possono portare. E' stato definito il pericolo dell'animale e le misure da adottare per non infastidire il prossimo. Rispettando queste semplici regole, scegliendo le spiagge adatte, si possono passare splendide giornate con i propri amici a quattro zampe.

Lo stesso dovrebbe essere per il nudismo. Vietarlo dove non è accettato, piuttosto che cercare di legalizzarlo con delle complicate ed inattuabili clausole.

Una volta appurato che il nudo "balneare"non è oltraggioso come non lo è la mutanda "balneare" (al contrario di quella intima. Provate ad andare in piscina in slip intimi e vedere se vi fanno uscire), basterà apporre dei cartelli di divieto dove non lo si vuole, come accade normalmente per i cani, per il fumo, per gli stessi nudisti in alcune aree dei villaggi.

Si corre il rischio altrimenti di cercare una legge che permetta il naturismo (ma il nudismo?) in alcune circostanze, a tot metri da... a meno di tot metri da... se ci sono meno di tot persone, se ci sono gli ombrelloni gialli o se non ci sono quelli verdi...
sarebbe chiaramente impossibile.

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venerdì 17 aprile 2009, 12:48
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carlo ha scritto:
Cita:
Limbogiallo scrive.
Il marziano intede che è qui che si deve mirare per risolvere la situazione... Non è quello che tanto desideriamo?


Limbogiallo: non è che si può fare la trapanazione del cranio ai giudici (e nemmeno possiamo sceglierli noi.......più facile che li scelga qualche alto prelato..)!

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ciao


:violent: è la legge che andrebbe corretta, non chi la interpreta. Capitoo?

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venerdì 17 aprile 2009, 13:19
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Caro Paeba, questa volta la tua tesi mi sembra un po' semplicistica, mi spiego.
L'art. 726 è una norma del nostro ordinamento, è inserita nel codice penale, è fonte primaria del diritto.
Pensi veramente che la modifica di un articolo sia cosa semplice? No, non lo è, a maggior ragione è una norma che de-scrive un reato a "largo spettro" non si riferisce esclusivamente al nudo!
E' utopia pensare che detta norma sparisca dal codice (e tra le altre cose la cancellazione di detto articolo ha lo stesso iter dell'approvazione della legge sul naturismo, per dire).
Cavilli (come li chiami tu), tipo essere nudo non è un atto (ma il denudarsi si lo è), oppure indossare il capellino e la bandana per dire di indossare il due pezzi, in aula di tribunale servono a ben poco (a farsi prendere per il c...), quindi direi che a mio parere questa non è la strada buona da percorrere.
Non esiste una definizione di nudo (per il diritto) e tanto meno di "nudo oltraggioso".
Non è nemmeno pensabile che le norme di legge scendano a tanto, ci si lamenta troppo di come sono fatte le leggi, che ce ne sono migliaia, figuriamoci se dobbiamo avere leggi che definiscano cosa è oltraggioso (che come abbiamo detto varia con il variare delle epoche) e quindi poi via a cambiare legge quando cambiano gli usi e costumi. A questo scopo ci sono appunto i giudici di cassazione che non vengono da marte e nemmeno con la macchina del tempo quindi espri-mono quello che è il sentir comune.
Il paragone del giornale non calza. Se tu vuoi vedere il nudo nel giornale te lo compri cioè compi un atto necessario per vedere quel nudo, altrimenti le riviste pornografiche come le giustifichi!!
Se sei in spiaggia (bene demaniale) e io ti passeggio difronte con il mio pisellino in vista, o sono disteso a terra con il mio pisellino in vista e tu passeggi di fronte la cosa è diversa, non hai pagato per vedermi io sono lì, a disposizione.
Dici poi che è ormai pacifico che il nudo balneare è ormai assodato che non è "oltraggioso". Se fosse così non saremmo qui a parlarne giusto?
Anche la soluzione della circolare ministeriale potrebbe portare poco alla nostra causa: il Ministro difronte ad un Magi-strato conta poco (gli stessi termini lo chiariscono MINIStro/MAGISTrato, non è una battuta, le circolari non hanno rango di legge).
Infine porti l'esempio del vostro consorzio paragonandolo alle associazioni fkk. Ma secondo te, gli interessi che girano attorno al vostro consorzio (sia economici che filosofici) sono gli stessi? Il tuo lavoro, la tua impresa, penso che per te e la tua famiglia, come per gli altri consorziati e per le loro famiglie, contino di più che non il potere andare in spiaggia nudi no?
Il lavoro serve per vivere il nudismo, purtroppo no, non ho mai sentito di nessuno morto perchè vestito!
Ancora e poi chiudo, IO difendo le associazioni per quello che hanno fatto finora! Proprio in questo forum in cui le di-scussioni sul naturismo sono molto accese, vorrei sapere primo: quanti sono regolarmente iscritti alle associazioni (le varie scusanti per me non valgono se uno vuole si iscrive e basta!); secondo: quanti degli iscritti dedicano tempo e soldi alle associazioni, escluse le cene che sono i momenti più affollati (non vanno avanti da sole per grazia di Dio, se una associazione vuole funzionare bisogna trovare il tempo per organizzarla, incontri con le autorità, impegno per organiz-zare raduni, propaganda,..... è comunque volontariato ed un volontariato dedicato a una parte della vita che possiamo catalogare tra gli hobby (non sono associazioni umanitarie, sostegno ecc., sono associazione per lo svago e tempo libe-ro-culturali).
Su quello che fanno e perché lo fanno a livello locale poi ne possiamo parlare.
La legge sul naturismo, con il nostro impianto giuridico, serve.

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Alberto.
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venerdì 17 aprile 2009, 16:16
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