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 Art. 726 C.P.: "atti contrari alla pubblica decenza" 
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Sentenza del 18/3/2008 emessa dal Giudice di Pace di Salo':

IL GIUDICE DI PACE DI SALO' DOTT. ETTORE SOTGIU
Ha pronunciato la seguente
SENTENZA
Nella causa civile promossa con ricorso proposto da rappresentata e difesa in giudizio dall'avv. Marcacci Giovanni come da mandato difensivo allegalo in atti ed elettivamente domiciliata presso il suo studio in Bologna ricorrente
contro il Comune di Manerba d/G in persona del Sindaco pro-tempore resistente.
Assegnata in decisione all'udienza del 18 marzo 2008 sulle seguenti conclusioni:
per la ricorrente: annullamento, previa sospensione, ai sensi dell'ari. 3, comma 2
della legge 689/1981 dell'ordinanza-ingiunzione n° 124/2007 del 14
dicembre 2007 notificata in data 19 gennaio 2008.
Per il resistente: respingere il ricorso e confermare l'ordinanza di un'ingiunzione in
tutte le sue parti.
FATTO
Con ricorso in data 17 gennaio 2008, si adiva questo Giudice di Pace opponendosi al provvedimento consistente nell'ordinanza n° 124/2007 del 14 dicembre 2007 e notificata in data 19 gennaio 2008 emessa dal Sindaco di Manerba d/G con cui si ingiungeva il pagamento della somma di euro 250,00 più euro 5,60 per spese di notifica per un totale di euro 255,60 avendo contravvenuto all'ordinanza sindacale n° 58 del 12 luglio 2005, in quanto in località spiaggia parco naturale "S.Giorgio" era intenta ad esibire forme di nudismo avendo i genitali scoperti. Violazione accertata dai Carabinieri della Stazione di Manerba d/G.
Deduceva l'opponente:
1. che l'esposizione al sole nuda era avvenuta fuori dall'ambito territoriale di
cui all'ordinanza;
2. che l'ordinanza non era conosciuta e nemmeno conoscibile in quanto la
tabellazione era stata rimossa;
3. che nulla era stato fatto per far conoscere in concreto il divieto
dell'ordinanza;
4. che la zona era notoriamente frequentata da naturisi;
5. che non poteva in alcun modo conoscere un divieto ed una ordinanza se non
passando dall'albo pretorio del Comune di Manerba d/G;
6. che l'ordinanza doveva essere pubblicizzata adeguatamente con cartelli in
tutte le strade di acceso alla spiaggia. Radicatesi il contraddittorio, l'Amministrazione resistente faceva pervenire
memoria scritta con cui contestava il contenuto dell'avverso ricorso.
All'udienza del 18 marzo 2008, questo giudicante decideva la controversia come da
dispositivo letto in tele sede.
DIRITTO
Deve premettersi che l'esposizione del corpo nudo su un di una spiaggia, quando
viene effettuata senza esibizione, senza platealità e senza scopi provocatori, ma con naturalezza e riservatezza, non offende il senso collettivo della costumatezza e del decoro, secondo l'evoluzione raggiunta nell'attuale momento storico dalla coscienza della maggioranza dei cittadini.
L'eventuale offesa che il nudismo, in tale modo praticato, arrechi ad una minoranza
di. persone, il cui rigore di costumi non è adeguato ai modelli di comportamento
della maggioranza, non può costituire efficace parametro cui possa attribuirsi
rilevanza penale, in quanto a tali interessi individuali non corrisponde l'interesse
protetto dalla norma, valutato alla stregua dei criteri sopra esposti.
In assenza, quindi, dei limiti costituiti da atti contrari alla legge ed al buon costume, il diritto di esporre il proprio corpo riacquista la massima espansione di diritto assoluto della personalità.
La motivazione fondamentale sottostante alla decisione di questo giudicante è
rappresentata dall'appurazione dell'elemento psicologico da parte del ricorrente.
L'art. 3 della L.689/1981, al fine dell'applicazione di una sanzione amministrativa, richiede l'esistenza di un elemento soggettivo, alternativamente del dolo o della colpa.
Per l'attribuibilità dell'illecito amministrativo, si ritiene necessario che nella
condotta dell'agente si possano ravvisare almeno gli estremi della colpa.
La giurisprudenza, in proposito, ha rilevato che il dettato del richiamato art. 3 deve essere inteso nel senso della sufficienza della connotazione sia essa dolosa o colposa, senza che occorra la concreta dimostrazione del dolo o della colpa, sul presupposto che la norma in discorso pone una presunzione di colpa in ordine al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso, riservando poi a questi l'onere di provare di aver agito senza colpa.
In relazione al piano delle violazioni amministrative, la regola desumibile dall'impianto trasparente dal comma 2 dell'art. 3 della L.689/1981 limita l'incidenza della rilevanza dell'errore al tipo di errore sul fatto, statuendo, in generale, che l'errore sul fatto costituente illecito amministrativo esclude la
responsabilità dell'agente solo in quanto si accerti che esso non è stato determinato dalla condotta negligente di quest' ultimo.
Quel che rileva, pertanto, ai fini dell'affermazione della responsabilità per l'infrazione amministrativa, è che, nella formazione della volontà, non sia riscontrabile negligenza o imprudenza e che, perciò, la condotta concretamente realizzata non risulti determinata da colpa.
Nel caso di specie, la ricorrente ha esposto motivi di legittimità e di merito.
In particolare ha lamentato l'assenza di cartelli in zona che pubblicizzassero il divieto imposto dall'ordinanza sindacale.
In effetti, la legittimità e l'operatività dell'ordinanza con la quale il Sindaco aveva
fissato in concreto detto divieto erano subordinate, oltre alle normali forme di
pubblicità previste per gli atti amministrativi, anche alla circostanza che il divieto
stesso venisse portato a conoscenza del pubblico con opportuni cartelli,
perfezionandosi in tal modo una fattispecie complessa, costituita da una pubblicizzazione di tale divieto, soprattutto perché nella località m questione era consuetudine che le persone praticassero il nudismo: la consuetudine consentiva ormai di intrattenersi completamente nudi su quella spiaggia, nel rispetto del comune sentire che impone precise condizioni, come quella di evitare di porre in evidenza pose, gesti od atteggiamenti scurrili, plateali od ostentati.
Occorre dunque, verificare soprattutto, a fronte delle allegazioni e delle prove
fomite dall'opponente, se la condotta attribuita alla stessa sia rimproverabile anche sotto l'aspetto psicologico. .
In tema. pare al decidente che nessun elemento certo sia emerso m ordine alla
sussistenza della colpa o del dolo dell'odierna parte ricorrente.
Dall'istruttoria esperita, in effetti, non solo è mancata prova certa o sufficientemente valorizzabile in ordine al fatto che la ricorrente fosse a conoscenza del divieto imposto con l'ordinanza sindacale.
Nella condotta dell'opponente, dunque, non è ravvisabile la struttura dell’illecito
amministrativo.
Sussiste certamente il fatto antigiuridico, ma o da escludere 1 elemento della _
consapevolezza richiesto dall'art. 3 della legge 689/1981, anche perche da anni il nudismo era tollerato in detta spiaggia. Solo se il divieto fosse stato segnalato da avvisi apposti su cartelli in zona, l'errore scusabile non sarebbe stato possibile.
Essendovi quindi ignoranza incolpevole, sussiste la buona fede della che,
scesa sulla spiaggia, si denudava, avendo notato che pressoché lutti i presenti
prendevano il sole nudi.
L'accoglimento del primo motivo di ricorso comporta l'assorbimento degli altri.
Quanto alle spese, in difetto di esplicite istanze, bisogna dichiarare il non luogo a provvedere.
P.Q.M.
II Giudice di pace di Salò definitivamente pronunciando sul ricorso proposto da
contro il Comune di Manerba d/G in persona del Sindaco protempore,
ogni contraria ed ulteriore istanza, deduzione ed eccezione disattesa, cosi
provvede:
accoglie il ricorso e per l'effetto annulla il provvedimento opposto.
Dichiara il non luogo a provvedere sulle spese del giudizio

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giovedì 18 ottobre 2012, 12:44
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Ieri si à svolto un'udienza presso l'aula del Giudice di Pace di Ravenna ad un naturista denunciato nel giugno dello scorso anno ma per lui il PM non ha chiesto l'archiviazione.
I links degli articoli pubblicati nelle pagine locali di alcuni quotididiani li puoi trovare sul sito http://www.amicidellabassona.it/


venerdì 17 maggio 2013, 22:46
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da http://m.anconatoday.it/cronaca/process ... -2013.html

Senigallia: nudisti a processo per atti osceni in pubblico, assolti
Erano finiti a processo per dei fatti risalenti all'estate del 2009, quando i carabinieri fecero un blitz in una spiaggia abitualmente frequentata da naturisti nel senigalliese. Ieri è arrivata la sentenza del tribunale dorico

Stefano Pagliarini 20 dicembre 2013
E' conosciuto come un ritrovo di nudisti ed è una spiaggia che si trova tra Senigallia e Cesano. Nessuno aveva mai pensato che quello fosse un problema fino al giugno del 2009, quando qualcuno si è lamentato del fatto che lungo quel tratto della spiaggia di velluto circolassero persone senza veli. E così ha chiesto l'intervento dei carabinieri che hanno denunciato 3 persone di Bologna e un residente di Pesaro. Tutti a processo per atti osceni in luogo pubblico. Ma ieri il giudice monocratico Antonella Marrone ha sentenziato che la frequentazione di una spiaggia nota per essere meta di naturisti non è reato. Lo ha deciso assolvendo tutti perchè il fatto non costituisce reato.


Ieri è stato infatti il giorno del processo in cui l'avvocato che difendeva i tre naturisti bolognesi nella sua arringa finale, ha fatto valere alcuni punti. Il primo era che se qualcuno si fosse lamentato perchè quello non era uno spettacolo adatto ai bambini, in una spiaggia notoriamente frequentata da naturisti, ci potrebbero essere i figli dei naturisti semmai. Ma soprattutto ha puntato su un fatto prettamente giuridico, cioè che in altre regioni (ad esempio l'Emilia Romagna) non solo il nudismo è praticato e legittimato da regolamentazioni normative, ma “è anche considerato un fenomeno di attrazione turistica e sociale”. Insomma una spiaggia di naturisti attira altri turisti naturisti.


Per quanto riguarda il pesarese, difeso dall'avvocato Federica Guarrella, la sua difesa ha fatto valere una circostanza diversa. Cioè che il ragazzo non è neppure un naturista. Molto semplicemente era in pausa pranzo, aveva caldo, era senza costume, sapeva della spiaggia in questione. Così ha semplicemente pensato di approfittare di una spiaggia dove nessuno si sarebbe accorto che lui il costume lo aveva lasciato a casa.

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lunedì 23 dicembre 2013, 19:37
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Qualche giorno fa a Padova hanno fermato un tizio che si aggirava nudo in zona stadio. Agli agenti ha dichiarato di essere un naturista...
Al di là di tutto, mi piacerebbe comunque sapere come andrà a finire...


venerdì 4 luglio 2014, 10:55
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Avevo letto la notizia...di sicuro non porta acqua al nostro mulino....

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venerdì 4 luglio 2014, 11:22
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giulio74 ha scritto:
Qualche giorno fa a Padova hanno fermato un tizio che si aggirava nudo in zona stadio. Agli agenti ha dichiarato di essere un naturista...
Al di là di tutto, mi piacerebbe comunque sapere come andrà a finire...

Caro Giulio74 dovrebbe essere a noi oramai noto che in questi casi la forza pubblica che conosce normalmente in modo superficiale il codice penale (farebbe pure fatica a conoscerlo bene) procede con una denuncia alla magistratura per violazione all'art.726 (oppure potrebbe accadere per violazione del 727 del c p.).
Successe anche a me qundo ho girato nudo (per protesta) in Piazza Montecitorio a Roma.nel mio caso fui denunciato per violazione all'art 726 del cp ma passarono 3 anni dalla denuncia senza che se ne occupassero ed essa andò in prescrizione.
Subito la denuncia arriva alla Procura della Repubblica dove un PM se ne occupapa e fa le indagini prliminari.Se non trova nulla chiede al giudice l'archiviazione oppure il rinvio a giudizio; successivamente il giudice per le indagini preliminari accetta di archiviare il caso o condannare ad una Ammenda pecuminaria alla quale si può ricorrere in giudizio.


venerdì 4 luglio 2014, 14:56
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Spero bene che il tutto venga archiviato, credo che i nostri tribunali abbiano ben altro di cui occuparsi, certo è che anche in una zona periferica come Via Nereo Rocco le forze dell'ordine sono state chiamate da ben 5 residenti che hanno segnalato la cosa. Probabilmente se avessero visto una rissa, o anche accadimenti più gravi, si sarebbero semplicemente girati dall'altra parte e avrebbero bellamente continuato a farsi i fatti loro... ma questa è l'Italia.


sabato 5 luglio 2014, 12:26
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notizia intera da Comunicalo.it del 22 gennaio 2015:

http://comunicalo.it/2014/01/22/torre-s ... naturisti/

Torre Salsa, il nudismo non è reato: archiviata denuncia per undici naturisti

Questa archiviazione – sostiene il presidente dell’Unione naturisti siciliani Leonardo Rosso– rappresenta un grande vittoria non solo per gli indagati, ma per tutto il naturismo siciliano, nella sentenza infatti si parla “infondatezza della notizia di reato” perché non attribuibile ne all’art. 527 (atti osceni in luogo pubblico) ne all’art 726 (atti contrari alla pubblica decenza). La richiesta di archiviazione – aggiunge Lorenzo Rosso – era stata presentata dal pm nel marzo 2013 e orarna è stata accolta dal giudice Zammuto. Nelle motivazioni che hanno spinto il pm a chiedere l’archiviazione si fa riferimento al modificarsi dei costumi sull’intero territori nazionale e alla notorietà della spiaggia di torre salsa come oasi nudista, tali motivazioni non rendono perseguibile penalmente la pratica del naturismo in quel tratto di spiaggia

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sabato 24 gennaio 2015, 19:18
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Un certo A-Fenice rispondendo alcuni giorni fa ad un naturista che parlava di una nuova legge sui reati di lieve entità e, quindi, anche del 726 del cp, ha così postato " Non credo parli di una nuova legge, dato che questo provvedimento è stato già preso l'anno scorso
Nessuna pena "penale", ma solo amministrativa.
Solo che si passa dai vecchi 26/514€ a 5000/50.000€ (Se non ricordo male).
Stare nudi dove non si deve, non è mai stato così caro. Altro che scegliere tra il panino comprato o portato da casa!!!
".

NON MI RISULTA VERO QUANTO AFFERMATO DA A-FENICE E RITENGO CHE FACCIA SOLO ALLARMISMO
.Per chissà quale motivo?


mercoledì 29 aprile 2015, 22:49
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Fidenzio, e rispondere "di la" direttamente a quel certo A-Fenice?

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giovedì 30 aprile 2015, 9:30
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Ho trovato questo: (camera.it)

Il disegno di legge prevede dunque la trasformazione in illeciti amministrativi:

a)dei reati attualmente sanzionati con la sola pena pecuniaria (multa o ammenda), con l’eccezione di alcune materie che più direttamente si riflettono sulla vita dei cittadini e che, per questo motivo, meritano di essere ancora protette con la sanzione penale;

b)di alcune contravvenzioni punite con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda.

l’articolo 726 c.p., Atti contrari alla pubblica decenza, punisce con l’ammenda da euro 258 a euro 2.582 chiunque «in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza». La contravvenzione è dunque inclusa nelle ipotesi di depenalizzazione di cui alla precedente lettera a).
Il disegno di legge ha verosimilmente inserito questa contravvenzione nelle depenalizzazioni della lettera b) perché il dato testuale dell’art. 726 c.p. non è stato modificato e prevede ancora la pena dell’arresto fino a un mese o dell’ammenda da euro 10 a euro 206. In realtà, l’art. 4 del decreto legislativo n. 274 del 2000 ha attribuito questa contravvenzione alla competenza del giudice di pace e il successivo articolo 52 dello stesso provvedimento ha previsto che per i reati di competenza del giudice di pace puniti con la pena della reclusione o dell'arresto alternativa a quella della multa o dell'ammenda, si applichi la pena pecuniaria della specie corrispondente da euro 258 a euro 2.582 (se la pena detentiva non supera nel massimo i sei mesi).

Il disegno di legge prevede – tanto per le ipotesi della lettera a) quanto per quelle della lettera b) – l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 300 a 15.000 euro.

Si ricorda che le sanzioni amministrative non vengono iscritte nel casellario giudiziario e non incidono sul godimento dei diritti politici;


Questo sempre che si ritenga il nudo un "atto contrario alla pubblica decenza"......

Provo a dire cosa credo di aver capito:in teoria era rimasto il vecchio 'articolo che prevedeva la possibilità di reclusione, ma successive modifiche avevano imposto la sola ammenda da 258 a 2582 euro comminata dal giudice di pace.
Adesso verrebbe stabilita con chiarezza la sola ammenda da 300 a 15.000 euro (non ho capito se con possibili sconti), senza possibile iscrizione nel casellario.

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nemo


giovedì 30 aprile 2015, 14:04
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Un disegno di legge non è una legge ma potrebbe diventare legge così come presentato o modificato o annullato.
Quanto a riferito Carlo è ben altro da quanto ha affermato A Fenice!

Quando si presentano dei disegni di legge che riguardano i naturisti dovrebbero intervenire a loro difesa le associazioni e lefederazioni che dicono di stare dalla parte dei naturisti contattando subito quei parlamentari che dicono di essere dalla nostra parte, o sbaglio?

Dico a Mizioeanto che non scrivo da anni su iNudisti in seguito ad una, da me ritenuta, mancanza di rispetto.


giovedì 30 aprile 2015, 23:00
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Ciao Fidenzio,
naturalmente mi posso sbagliare, ma mi sembra difficile per i naturisti intervenire su questa legge: è vero che il 726 è un problema per i naturisti, ma bisognerebbe modificare il 726 (o la sua interpretazione), non la legge che lo depenalizza insieme a moltissimi altri reati e che del naturismo non si occupa,( né vedo in che modo potrebbe occuparsene.)

Comunque, la mia prima impressione da assoluto profano è che se anche venisse approvato, per noi lascerebbe le cose più o meno come sono adesso, o almeno non le cambierebbe di molto: è vero che la somma massima viene molto alzata, ma il provvedimento riguarda molti reati, alcuni dei quali decisamente meno lievi di altri!

Quanto alla polemica con A Fenice, non sono affari miei, ma anche a me non sembra molto corretto che tu non gli ribatta direttamente nella giusta sede. Se poi tu hai deciso (magari anche con mille buone ragioni) di non intervenire più su quel forum, scusa tanto ma è un problema tuo: se non vuoi rispondergli, non gli rispondere, o almeno rispondigli senza chiamarlo direttamente in causa!

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nemo


venerdì 1 maggio 2015, 18:07
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innanzi tutto grazie a Carlo per aver ricordato una regola di netiquette di internet che il caro Fidenzio non ha mai conosciuto. Purtroppo lui è sempre stato un grande, davvero non scherzo, ma con l'età ha preso sopvravvento la modalità di cercare di sputtanare gli altri in altre sedi. Forse si è scordato di quando battagliava di persona faccia a faccia. Fa nulla, non muoio per questo.

Cmq.... io ho scritto una nota in forma dubitativa, proprio perchè la notizia gira già dall'anno scorso, e si aspettava il decreto attuativo per capire bene come sarebbero state le cose. Di fatto, tutto parte dalla legge numero 67 del 28 aprile 2014, ovvero “delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio, con disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili”. E cioè la legge che si può leggere qua http://www.parlamento.it/parlam/leggi/m ... c0331a.pdf
Trattandosi di una legge delega (e non di un disegno di legge), il CDM ha scritto le sue prime norme in merito nel CDM del 1/12/2014 http://www.governo.it/Governo/Consiglio ... sp?d=77349
Successivamente, e precisamente il 12/5/2015, ha raffinato ed esteso e precisato le norme della depenalizzazione http://www.governo.it/Governo/Consiglio ... sp?d=78051

In soldoni, la legge prevede che per tutti i reati con cui è prevista una pena fino a 5 anni di reclusione, in caso di tenuità del reato commesso (tenuità, cioè la regola non vale per tutti e in ogni caso), la medesima può essere tramutata, a giudizio del giudice, in sanzione amministrativa, sulla cui entità c'è da sentire un esperto in materia, perchè i riferimenti sanzionatori scritti nella medesima variano moltissimo, e con riferimenti che solo un legale forse riesce a capire, ma che di base hanno decuplicato le pur vecchie sanzioni, ove già previste.

In particolare, il 726 viene trasfomato da contravvanzione a illecito amministrativo. Il 527 perde la sua parte "reclusoria".
Sempre tenuto conto che il tutto dovrà essere valutato dal giudice nelle varie entità di azione.
In pratica circa 157 reati saranno interessati dal provvedimento. Ora non so se è già uscito in Gazzetta Ufficiale, ma dal 12 marzo ormai se non c'è manca poco.

Terrorismo? No, realtà dei fatti, come sempre, e non bufale e speranze lanciate con la solita: "a me mi hanno assolto".

Sempre con affetto.
Come tutti, attenderò per capire bene l'entità sanzionatoria, ma non sarà affatto lieve.
Saluti a tutti.

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Ultima modifica di a_fenice il venerdì 1 maggio 2015, 22:37, modificato 1 volta in totale.



venerdì 1 maggio 2015, 22:23
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pensavo di metterci di più, ma visto che l'ho trovato, ecco la mia falsità

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/ ... 5G00044/sg

il decreto è datato 16/3/15
pubblicato sulla GU del 18/3/15
Entrata in vigore dal 2/4/15

Ma io faccio terrorismo. Si, e qualcun altro...... non aggiungo signorilmente altro.

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Buon naturismo a tutti da Max, libero pensatore


venerdì 1 maggio 2015, 22:31
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