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 PdL S.478 "Massidda": testo e commenti 
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DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa del senatore MASSIDDA

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 12 MAGGIO 2008

Norme per il riconoscimento del diritto alla pratica del naturismo


Onorevoli Senatori. – L’Italia è l’unica nazione in Europa a non avere una normativa sulla pratica del naturismo. Il riconoscimento e la libertà di tanti nostri cittadini o turisti stranieri che intendano trascorrere periodi di vacanza nel nostro Paese secondo la pratica dell’attività naturista sono affidati al presente disegno di legge.

Nato nel secolo scorso come movimento che intendeva opporsi all’inurbamento caotico delle città, il naturismo implica una tendenza al ritorno a modi di vita conformi il più possibile alla natura, rispetto al quale la pratica del nudismo ha in comune lo scopo di favorire il rispetto proprio, degli altri e dell’ambiente, e non, come viene inteso da troppa parte dell’opinione pubblica, una mera ribellione verso le normative che vietano atteggiamenti osceni in luogo pubblico, peraltro rispettate e condivise appieno da chi frequentemente pratica e partecipa alle attività dei gruppi e delle organizzazioni naturistici.
Il naturismo, inoltre, si propone la difesa della salute psicofisica e sociale attraverso l’utilizzo di alimenti e medicine naturali e la pratica di attività fisica.
Le strutture allestite per il naturismo potranno dotarsi di ambiti da adibire alle cure termali, una pratica prediletta e complementare all’interesse storico e culturale per le città d’arte o per i parchi nazionali e le oasi ambientaliste.
Pressante è, tutt’oggi, la richiesta, da parte di organizzazioni naturistiche, di realizzare o gestire strutture per tale genere di pratica; il numero dei naturisti in Europa è infatti calcolato intorno ai 20 milioni di cittadini.
Altre organizzazioni, inoltre, attraverso società di gestione, hanno iniziato i lavori per realizzare aree naturistiche, alcune delle quali in grado di ospitare anche duemila persone, ma i lavori sono stati sospesi proprio per la mancanza di una normativa in materia.
Per lo stesso motivo, diverse amministrazioni comunali si troverebbero in forte imbarazzo di fronte a pressanti richieste di allestire in loco un campo naturista.
Occorre considerare che il naturismo, anche in Italia, è in forte espansione, e, di conseguenza, consentirne la pratica nel territorio nazionale significherebbe creare occupazione ed accogliere numerosissimi turisti stranieri che, al momento, frequentano i campi allestiti in altre nazioni.
L’articolo 1 del presente disegno di legge riconosce e garantisce il diritto dei cittadini alla pratica naturista in maniera libera, non discriminatoria e in esclusive aree ben riconoscibili e delimitate.
Con l’articolo 2, comma 1, si prevede che le amministrazioni comunali possano individuare le aree da destinare ai campi naturisti attraverso un monitoraggio, al fine di verificare possibili richieste e darne immediata informazione pubblica.
Il comma 2 prevede la denominazione delle aree prescelte quali aree turistiche produttive. Il comma 3 consente alle amministrazioni contermini di individuare territori confinanti da destinare alla realizzazione di un’unica struttura. Il comma 4 prevede l’applicazione della normativa vigente sulle concessioni, per le aree costiere ed interne, di proprietà del demanio dello Stato.
L’articolo 3, comma 1, impone che la realizzazione della struttura sia a carico dell’organizzazione che si è aggiudicata la gestione del campo naturista. Il comma 2 impone che le attrezzature siano realizzate in conformità con gli strumenti urbanistici vigenti nel comune ospitante. Il comma 3 impone ai proprietari delle aree individuate per la realizzazione di un campo naturista, di farne richiesta al comune anche se lo stesso non abbia deliberato in merito, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, fornendo il nominativo di eventuali usufruttuari o gestori della struttura. L’amministrazione deve dare risposta scritta, affermativa o negativa, comunque, motivata, entro tre mesi.
L’articolo 4, comma 1, prevede la delimitazione dell’area individuata, in accordo fra i comuni e i proprietari o gestori. Il comma 2 impone ai comuni di provvedere, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, ad emanare specifici regolamenti per stabilire le modalità di assegnazione, i requisiti per la richiesta di autorizzazione, i tempi di concessione e i criteri di segnalazione degli spazi destinati alla pratica naturista, quando si tratti di terreni comunali o di proprietà del demanio dello Stato. Il comma 3 impone ai comuni di emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, specifici regolamenti recanti la disciplina relativa alla segnalazione degli spazi destinati alla pratica naturista qualora le uniche aree disponibili siano ubicate in terreni privati e i cui proprietari o usufruttuari intendano allestire un campo. Il comma 4 affida ai comuni il compito di operare i dovuti controlli relativamente all’attività svolta, al regolare allestimento della struttura sulla base delle leggi vigenti che regolamentano le strutture turistiche (camping e altro) e, nel caso, di revocare la concessione o licenza.
L’articolo 5 stabilisce il libero accesso ai campi naturisti, nell’ambito di modalità determinate dai gestori della struttura stessa.


DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Naturismo)

1. La Repubblica italiana riconosce e garantisce il diritto dei cittadini alla pratica del naturismo.

2. Per naturismo si intende l’insieme delle pratiche di vita che, all’aria aperta e a contatto diretto con la natura e con l’ambiente incontaminato, utilizzano il nudismo quale fonte di sviluppo della salute, fisica e mentale.
3. La pratica del naturismo è consentita in maniera libera e non discriminatoria, esclusivamente in ambienti e spazi delimitati, non visibili dall’esterno, accessibili a coloro che ne condividono la pratica e la filosofia di vita, riconoscibili e segnalati sulla base delle modalità previste dalla presente legge.

Art. 2.

(Identificazione delle aree)

1. I comuni, attraverso gli strumenti in loro possesso, quali i piani urbanistici e le relative varianti, identificano all’interno del proprio territorio le aree da destinare a campi naturisti, sulla base di un monitoraggio da effettuare al fine di verificare possibili richieste da parte di organizzazioni, associazioni o società interessate a progettare e a gestire la struttura. Dopo aver identificato lo spazio, il comune rende pubblica l’informazione relativa alla sua disponibilità.

2. Le aree destinate alla pratica naturistica sono definite aree turistiche produttive.
3. È consentito che amministrazioni locali contermini, di comune accordo, individuino territori confinanti, da destinare alla realizzazione di un’unica struttura per la pratica del naturismo.
4. Ai fini della realizzazione di strutture per la pratica del naturismo, alle aree costiere ed interne, di proprietà del demanio dello Stato, si applica la normativa vigente sulle concessioni.

Art. 3.

(Attrezzature delle aree)

1. La realizzazione delle strutture di cui all’articolo 2 è a carico dell’organizzazione che si è aggiudicata la gestione del campo naturista e che può usufruire dei finanziamenti o contributi previsti dalla normativa vigente.

2. La realizzazione delle attrezzature di servizio, previste nel progetto, deve essere conforme agli strumenti urbanistici vigenti.
3. I proprietari di aree possono chiedere all’amministrazione comunale competente l’autorizzazione per la realizzazione degli spazi da adibire a campo naturista anche nel caso che il comune non abbia previsto tale realizzazione nella pianificazione territoriale, indicando gli eventuali usufruttuari della struttura o i gestori e fornendo copia del regolamento sulle modalità di accesso e sulle attività da praticare all’interno della struttura. L’amministrazione, entro tre mesi dal ricevimento della richiesta, invia risposta scritta e motivata, sia in caso di accoglimento sia in caso di diniego della stessa.

Art. 4.

(Delimitazione delle aree)

1. I proprietari o i gestori delle aree, di intesa con i comuni, provvedono alla delimitazione delle aree in cui realizzare il campo per la pratica naturista, mediante idonee tabelle.

2. Nel caso si tratti di terreni comunali o demaniali, l’amministrazione comunale provvede, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad emanare specifici regolamenti per stabilire le modalità di assegnazione, i requisiti necessari per inoltrare la richiesta di autorizzazione, i tempi di concessione e i criteri di segnalazione degli spazi destinati alla pratica naturista.
3. Entro il medesimo termine di cui al comma 2, l’amministrazione comunale emana un regolamento recante la disciplina relativa alla segnalazione degli spazi destinati alla pratica naturista qualora le aree disponibili siano ubicate in terreni privati i cui proprietari o usufruttuari intendano allestire una struttura adibita a tale pratica.
4. Le amministrazioni comunali controllano l’attività svolta, il regolare allestimento della struttura in base alle leggi vigenti che regolamentano le strutture turistiche e, in caso di riscontro negativo, revocano la concessione o la licenza.

Art. 5.

(Accesso ai campi naturisti)

1. L’accesso ai campi naturisti è libero, nell’ambito di modalità determinate dai gestori della struttura stessa.


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venerdì 10 ottobre 2008, 10:39
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Non per buttarla in politica, ma sarebbe veramente il colmo se ad approvare una legge sul naturismo fosse una maggioranza di centrodx... :badgrin:

Non mi sembra male, ad ogni modo.


lunedì 13 ottobre 2008, 12:15
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concordo giulio, sarebbe veramente il colmo :lol:

il punto fondamentale per cui (secondo me) non potra' essere piu' associato il nudismo all'atto contrario alla pubblica decenza e' questo:
Cita:
1. La Repubblica italiana riconosce e garantisce il diritto dei cittadini alla pratica del naturismo.

pero' c'e' questo punto dello stesso articolo che mi lascia perplesso:
Cita:
3. La pratica del naturismo è consentita in maniera libera e non discriminatoria, esclusivamente in ambienti e spazi delimitati, non visibili dall’esterno, accessibili a coloro che ne condividono la pratica e la filosofia di vita, riconoscibili e segnalati sulla base delle modalità previste dalla presente legge.

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lunedì 13 ottobre 2008, 12:28
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Non mi sembra per nulla male.
Diciamo che è assolutamente incompleta e (per fortuna) ancora vaga, ma proprio per questo potrebbe essere un ottimo inizio.

E, proprio quell'articolo 3 che Arturo ha quotato, trovo invece che sia perfetto.
il fatto che la pratica non sia discriminatoria significa che può andar bene sia a chi adora la tintarella integrale sia a chi si spoglia per ritrovare se stesso ed il contatto con la natura e del sole non gliene frega nulla.

Cita:
accessibili a coloro che ne condividono la pratica e la filosofia di vita, riconoscibili e segnalati sulla base delle modalità previste dalla presente legge.


Significa una netta separazione da chi, volontariamente o meno, accomuni esibizionismo, erotismo e altro con tali luoghi.

Il mio parere è che se passasse una tale legge, sarebbe assolutamente un ottimo inizio per poi affinare e precisare tutto quanto necessario.

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lunedì 13 ottobre 2008, 15:04
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Bisogna vedere Paeba
Quello che mi preoccupa è quello che sottolinea Arturo:

La pratica del naturismo è consentita in maniera libera e non discriminatoria, esclusivamente in ambienti e spazi delimitati, non visibili dall’esterno,

Non rischia un articolo così di vietare esplicitamente per legge il nudismo al di fuori delle aree cintate precludendo anche la possibilità (che abbiamo oggi) che il nudo in futuro non venga più considerato "atto contrario...."

Francamente sono stupefatto: prima mi date tutti addosso in nome dell'abolizione di ogni vincolo e adesso mi venite a dire che vi piace una legge così?
Una legge che dice esplicitamente che il nudismo può essere praticato solo dentro recinti che più recinti di così non si può?

Voi dite: è solo un abbozzo! Mazza che abbozzo! e se non la modificano radicalmente?

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lunedì 13 ottobre 2008, 17:44
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Giulio ha scritto
Non per buttarla in politica, ma sarebbe veramente il colmo se ad approvare una legge sul naturismo fosse una maggioranza di centrodx...

Non mi sembra male, ad ogni modo.


Timeo Danaos et dona ferentes....

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lunedì 13 ottobre 2008, 19:59
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carlo ha scritto:
Francamente sono stupefatto: prima mi date tutti addosso in nome dell'abolizione di ogni vincolo e adesso mi venite a dire che vi piace una legge così?
Una legge che dice esplicitamente che il nudismo può essere praticato solo dentro recinti che più recinti di così non si può?

Voi dite: è solo un abbozzo! Mazza che abbozzo! e se non la modificano radicalmente?

Carlo, io credo che nessun naturista/nudista "normale" speri in una legge che permetta il nudo ovunque e comunque.

Si parla di luoghi chiusi, ma poi si specifica che son chiusi da cartelli più che da recinzioni. Si dice che non devono essere visibili dall'esterno, ma non si dice che devono essere inaccessibili.

Una spiaggia un po' isolata, una baietta naturalmente circoscritta, un'ansa di un torrente con una sola stradina d'accesso.
Questi son già luoghi chiusi.

Io non voglio partire da casa e prendere il vaporetto per Lido già nudo. Finirebbe la bellezza della nudità.
Io vorrei arrivare e sapere che c'è una zona in cui mi posso spogliare.

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martedì 14 ottobre 2008, 7:39
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c'e' una cosa molto importante in questa legge per me.. ed e' il comma 1 del primo articolo.

oggi (si fa per dire, vedremo se e quando verra' discussa e con che risultato.. ) ci assicurano solo gli angoletti isolati, ma per lo meno riconoscono che esistiamo..

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martedì 14 ottobre 2008, 9:17
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Può darsi benissimo che abbiate ragione perchè non ho la competenza necessaria per dare un giudizio!
Le mie preoccupazioni nascono dal fatto che, se non ricordo male, anche la" Grillini" aveva un articolo simile a quello incriminato ma era stato modificato prima di presentarla!
Poi mi preoccupa il fatto che questo governo, (i cui componenti non hanno mai mostrato molta simpatia per i naturisti) abbia dimostrato di avere sia la forza che l'intenzione di approvare le leggi senza tante discussioni...

Messa così sembrerebbe di capire che venga esplicitamente vietato il nudismo anche su spiagge molto isolate se al di fuori delle aree ufficiali! Se così fosse, a me potrebbe anche andar bene, solo mi meraviglia che vada bene anche a molti di voi!

Poi (questo è fondamentele) bisognerebbe esser sicuri che l'obbligo di rendere le aree naturiste non visibili dall'esterno non rischi di rendere quasi impossibile la realizzazione delle aree stesse!
Comunque non so: mentre sulla Grillini c'erano molti commenti delle associazioni (che di solito hanno avvocati per interpretarle....)
sulla Massidda sembra esserci silenzio assoluto!
ciao

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martedì 14 ottobre 2008, 9:49
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C'è una delle tante lacune della legislazione italiana che gioca a ns, favore.
Quello che non è esplicitamente vietato, è concesso.

Per questo credo che già una legge semplice, che non necessiti di grandi dibattiti in parlamento e che possa essere approvata aprendo di fatto le porte al riconoscimento del nudo non più contrario alla decenza e non più oltraggioso per il comune senso del pudore se praticato in circostanze e luoghi adatti.

Per la prima volta viene riconosciuto il diritto a praticare il nudo al di fuori della proprietà privata. E tantissimo seppur non esaustivo.
Così com'è, basterebbe che la giunta di Eraclea piuttosto che quella di Capocotta o di Bibione destinasse al naturismo quelle spiagge in cui già si pratica semplicemente apponendo dei cartelli che le rendano riconoscibili a tutti. Chi oltrepassa quei cartelli saprà che troverà della gente nuda e quindi non ci sarà più l'atto osceno.
Rimane però (e qui si fa la vera differenza) atto osceno la masturbazione, il rapporto sessuale ecc....

Cita:
3. La pratica del naturismo è consentita in maniera libera e non discriminatoria, esclusivamente in ambienti e spazi delimitati, non visibili dall’esterno, accessibili a coloro che ne condividono la pratica e la filosofia di vita, riconoscibili e segnalati sulla base delle modalità previste dalla presente legge.


Non si parla di strutture specifiche o di villaggi, ma di ambienti e spazi.
Ma non ci sono articoli che lo vietino altrove, semplicemente non lo autorizzano.
Non può che essere assolutamente migliorativa rispetto alla situazione attuale.

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martedì 14 ottobre 2008, 15:09
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Paeba
te l'ho detto: ci vorrebbero dei pareri "esperti"!
Altrimenti il tuo ragionamento può essere giusto ma può anche essere rovesciato come un guanto!

Se l'Italiano è ancora Italiano infatti, la frase:

Cita:
è consentita in maniera libera e non discriminatoria, esclusivamente in ambienti e spazi delimitati, non visibili dall’esterno,


lascia poco spazio alle interpretazioni: se si può fare esclusivamente lì, vuol dire che altrove è vietato!

E poi cosa si intende per "spazi non visibili dall'esterno"? cosa sarebbe l"esterno"?
Perchè se vogliamo tutte le spiagge naturiste attuali sono visibili dall'esterno e cintarle sarebbe non solo molto costoso ma nella maggior parte dei casi impossibile!

E non credere che sia un aspetto secondario: ad esempio nel caso del Nido dell'Aquila che è una delle spiagge naturiste di maggior successo, gli oppositori alla sua ufficializzazione si appellano proprio al fatto che, essendo nel parco di Rimigliano, non può essere recintata e che così com'è, (anche se si tratta di poche centinaia di metri su una spiaggia semideserta di una decina di chilometri) è visibile dall'esterno, cioè dal resto della spiaggia! (tra l'altro, se anche fosse permesso, per recintare sulla sabbia andrebbero fatti dei moli in cemento in grado di resistere alle mareggiate)!
Ciao

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martedì 14 ottobre 2008, 15:35
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io quoto paeba, intanto si inizia (sempre che la discutano e la facciano passare) a dare un nome alle cose..

il non visibile all'esterno fa paura anche a me carlo ma leggendo le varie spiegazioni e andando a logica si parla di
Cita:
insieme delle pratiche di vita che, all’aria aperta e a contatto diretto con la natura e con l’ambiente incontaminato, utilizzano il nudismo quale fonte di sviluppo della salute, fisica e mentale.

non credo che ci vogliano costruire delle serre :lol: :lol: :lol: :oops:

rimane il fatto che siamo in italia :? e per questo un po' mi preoccupa..

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martedì 14 ottobre 2008, 15:54
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Carlo....io capisco che la cocacola sia più buona dell'acqua...ma se sei nel deserto non puoi pretendere anche il ghiaccio perchè quell'acqua è calda. O la bevi così o ti tieni la sete.

Stiamo già criticando una legge che ancora nemmeno c'è.
Vale davvero la pena di rischiare il nulla per timore d'avere troppo poco?

Cita:
Se l'Italiano è ancora Italiano infatti, la frase:

E' consentita in maniera libera e non discriminatoria, esclusivamente in ambienti e spazi delimitati, non visibili dall’esterno

lascia poco spazio alle interpretazioni: se si può fare esclusivamente lì, vuol dire che altrove è vietato!,

...ne più ne meno di come e quanto sia vietato ora, con l'unica differenza che se una qualsiasi legge "riconosce" il nudismo, sarebbe ufficiosamente "meno vietato"...

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martedì 14 ottobre 2008, 16:16
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Secondo me non è proprio così Paeba,
perchè se(e sottolineo il se) la legge avesse il significato che le attribuisco io (spero sbagliando!),
tutte ma proprio tutte le spiagge naturiste che ci sono attualmente, belle o brutte che siano, sarebbero fuori legge mentre le nuove strutture sarebbero ancora tutte da inventare, autorizzare e costruire. a patto di trovare luoghi adatti e qualcuno che si prenda la responsabilità e l'onere di gestirle!
Può darsi che non sia così ma ripeto ci vorrebbero pareri qualificati: non è affatto detto che una cattiva legge sia per forza meglio di nessuna legge!
Una legge che afferma un principio senza poi dare modo di metterlo in pratica è peggio che niente!
Ciao

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martedì 14 ottobre 2008, 19:40
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Intanto sarebbe il caso che il PdL venga almeno discusso, esaminato.
In questa pagina :arrow: http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/ ... -00001.htm trovate la composizione della 1a commissione del Senato - Affari Costituzionali, con l'email di tutti i suoi componenti, a partire dal presidente, il senatore palermitano Vizzini (del PdL). Per averla basta cliccare su ciascun nome.
Mandare qualche email non sarebbe una cattiva idea...


martedì 14 ottobre 2008, 20:11
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