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 Liguria - Persecuzioni e denunce 
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Qualcuno, della Liguria o dintorni, può procurarsi e trascrivere sul forum l'articolo su il Secolo XIX di oggi dal titolo ?Ora i naturisti chiedono ufficialmente Punta Crena?? Grazie.

Di seguito l?articolo pubblicato su ?Savona news?, quotidiano di informazione online della provincia di Savona:

Finale: la Fenait chiede la spiaggia di Punta Crena
(giovedì 17 Maggio 2007 ore 16:33)

La Fenait, Federazione Naturista Italiana, con una lettera inviata oggi al Sindaco di Finale Ligure, Flaminio Richeri, ha chiesto una delibera che destini ufficialmente alla pratica naturista la spiaggia di Punta Crena sita nella frazione di Varigotti.
La richiesta è stata motivata dalla necessità di assicurare in tale arenile, di notevole valore ambientale, una frequentazione anche di tipo familiare che scoraggi i guardoni e gli esibizionisti che talvolta frequentano tale luogo e che nulla hanno a che fare con il naturismo.
"La spiaggia di Punta Crena", ha dichiarato Simona Carletti del Direttivo della Fenait, "ha visto in passato blitz delle forze dell?ordine. Ciò crea una situazione di indeterminatezza che occorre risolvere anche tenuto conto che la Corte di Cassazione stabilisce che il naturismo non può essere considerato reato nei luoghi in cui è consuetudine". "Ho sollecitato un incontro al Sindaco Richeri", continua la Carletti, "e tengo a sottolineare come una sana frequentazione naturista della spiaggia risulti oltretutto una vera e propria garanzia contro eventuali progetti destinati a compromettere l?ambiente naturale".
F.R.

Saluti.
Simona


venerdì 18 maggio 2007, 8:45
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Da "Liguria Notizie"

LA SPIAGGIA DI PUNTA CRENA AI NATURISTI

SAVONA. 18 MAG. La Federazione naturista italiana comunica che «ha inviato una lettera al sindaco di Finale Ligure Flaminio Richeri per chiedere una delibera che destini ufficialmente alla pratica naturista la spiaggia di Punta Crena sita nella frazione di Varigotti. La richiesta è stata motivata dalla necessità di assicurare in tale arenile, di notevole valore ambientale, una frequentazione anche di tipo familiare che scoraggi i guardoni e gli esibizionisti che talvolta frequentano tale luogo e che nulla hanno a che fare con il naturismo. La spiaggia di Punta Crena ha visto in passato blitz delle forze dell’ordine. Ciò crea una situazione d’indeterminatezza che occorre risolvere anche tenuto conto che la corte di cassazione stabilisce che il naturismo non può essere considerato reato nei luoghi in cui è consuetudine. Simona Carletti del direttivo della Fenait sollecitando un incontro al sindaco Richeri, tiene a sottolineare come una sana frequentazione naturista della spiaggia risulti oltretutto una vera e propria garanzia contro eventuali progetti destinati a compromettere l’ambiente naturale».


18/5/2007


venerdì 18 maggio 2007, 9:56
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Mi hanno inviato poco fa l'articolo pubblicato oggi su Il Secolo XIX, eccolo:

Ora i naturisti chiedono "ufficialmente" Punta Crena
LETTERA AL SINDACO RICHERI


FINALE L. Quella Punta Crena deve diventare la spiaggia dei naturisti. E' la richiesta avanzata ieri dalla Federazione naturista italiana di Torino al sindaco di Flaminio Richeri, caldeggiando una proposta già rilanciata qualche settimana fa da Giancarlo Marco, presidente dell'Ascom finalese. Nella lettera la Fenait chiede l'approvazione di una delibera specifica che destini ufficialmente alla pratica naturista la spiaggia di Punta Crena.
«La richiesta è motivata dalla necessità di assicurare in questo tratto di arenile, di notevole valore ambientale, una frequentazione anche di tipo famigliare che scoraggi guardoni ed esibizionisti spesso presenti in quest'oasi ma che nulla hanno a che fare con il naturismo», ha sottolineato Simona Carletti, del direttivo Fenait. «Il naturismo è nato alla fine del XIX secolo in Germania e oggi, solo in Europa sono oltre 30 milioni i naturisti che possono usufruire di oltre 500 strutture turistiche e innumerevoli spiagge, piscina, palestre e saune a loro riservate - si specifica nella lettera - Il naturismo, che utilizza la pratica della nudità integrale, in promiscuità di sessi e di età tra le persone, è una pratica sana, a carattere prevalentemente famigliare».
Secondo Carletti far diventare la spiaggia di Punta Crena un'area per il turismo naturista aiuterebbe anche a porre fine a quelle fastidiose incursioni di guardoni e di esibizionisti che, in passato, hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Un'ipotesi, quella dell'istituzione di una spiaggia per nudisti già rifiutata dall'associazione "Varigotti Insieme". Secondo l'associazione, che rappresenta buona parte dei cittadini di Varigotti, bisognerebbe trovare il modo per tornare a quando la spiaggia era utilizzata dalle famiglie locali e sicuramente l'istituzione di una spiaggia per nudisti non andrebbe in quella direzione.
«Voglio precisare che una sana frequentazione naturista della spiaggia - conclude Carletti che ha chiesto un incontro al sindaco per discutere sulla questione -è anche una vera e propria garanzia contro eventuali progetti destinati a compromettere l'ambiente naturale».
Diverso il progetto di utilizzo della spiaggia di Punta Crena da parte dell'amministrazione comunale. Nei mesi scorsi, il sindaco ha proposto a Costa Crociere di mettere a disposizione dei croceristi la spiaggia, una o due volte la settimana.
S. A.


18/05/2007


venerdì 18 maggio 2007, 10:44
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Vi creo un topic sul Veneto, così potete continuare ... in topic ;)


venerdì 18 maggio 2007, 11:34
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Da La Stampa (Savona) di oggi sabato 19 maggio 2007

Finale Ligure
I NUDISTI CHIEDONO L?USO DI PUNTA CRENA


La Federazione Naturista Italiana ha chiesto al sindaco di Finale di avere destinata la spiaggia di Punta Crena a Varigotti. La richiesta è stata motivata dalla necessità di assicurare in tale arenile, di notevole valore ambientale, «una frequentazione anche di tipo familiare che scoraggi gli esibizionisti che nulla hanno a che fare con il naturismo». Difficile che il Comune possa concedere la spiaggetta.


sabato 19 maggio 2007, 10:03
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Simona ha scritto:
Da La Stampa (Savona) di oggi sabato 19 maggio 2007

Finale Ligure
I NUDISTI CHIEDONO L?USO DI PUNTA CRENA


La Federazione Naturista Italiana ha chiesto al sindaco di Finale di avere destinata la spiaggia di Punta Crena a Varigotti. La richiesta è stata motivata dalla necessità di assicurare in tale arenile, di notevole valore ambientale, «una frequentazione anche di tipo familiare che scoraggi gli esibizionisti che nulla hanno a che fare con il naturismo». Difficile che il Comune possa concedere la spiaggetta.


Faccio un commento.
Sono stato a Varigotti per 13 anni in vacanza dalla prima infanzia alla pubertà :)

Quella spiaggetta era una istituzione. Anche se a 15 anni non mi spogliavo in spiaggia, c'era molta gente che lo faceva.
E' una piccola goletta (per chi non lo sapesse) raggiungibile a nuoto, in barca o per un passaggio collinare dove un trattino va affrontato perfino in "cordata" con una corda predisposta per arrivarci.

Sono tristissimo nel sapere che non si riesca più a frequentarla da parte dei naturisti.
Era un posto idilliaco e dal sapore magico, al quale poi sono legato da anni da affetti e ricordi per un paese splendido qual'è Varigotti.


sabato 19 maggio 2007, 10:26
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Da Il Secolo XIX 05 giugno 2007

La Cassazione contro i nudisti: “Processateli”
Dario Freccero

Mano pesante contro i nudisti. La Corte di Cassazione ha rigettato le due sentenze d’assoluzione che i giudici di pace di Savona avevano “inventato” nel 2006 per non punire troppo chi ama la tintarella integrale. “Inventato” perché si trattava di sentenze anomale: avevano disposto che i nudisti non venissero condannati a patto che si impegnassero a versare una somma in beneficenza (300 euro a un’associazione di ricerca contro il cancro).

Artefice di queste che in gergo si chiamano “condotte riparatorie” era stato il giudice di pace Isabella Cocito nei confronti di una coppia di trentenni di Pinerolo denunciati nell’estate 2005 a Varigotti (punta Crena) e di un’altra coppia savonese denunciata sempre nel 2005 nel Finalese. Per tutti l’accusa era la violazione dell’articolo 726 del codice penale: atti contrari alla pubblica decenza. Poi l’idea della beneficenza aveva estinto il reato senza bisogno del processo. Ma il procuratore generale si è opposto appellandosi in Cassazione. E ora la suprema corte gli ha dato ragione rigettando l’assoluzione e costringendo il tribunale a riprocessare i nudisti. «La condotta riparatoria non comporta un effettivo pentimento», hanno scritto i giudici della Cassazione. Così la trovata del giudice di pace è stata vanificata e i nudisti verranno riprocessati a ottobre sempre assistiti dall’avvocato Simona Perrone.

Ma la scure della Cassazione avrà ripercussioni soprattutto sul futuro. Ogni estate ci sono naturisti denunciati nelle oasi storiche del nudo integrale, a cominciare dalla spiaggia di punta Crena per finirein tante scogliere appartate. Significa che d’ora in poi il dubbio amletico delle forze dell’ordine (mano pesante o leggera contro il fenomeno?) privilegerà la mano pesante vista la difficoltà di ricorrere contro le sanzioni.
«Io mi sono già fatto processare per difendere il sacrosanto diritto di essere naturista e sono stato assolto con formula piena - afferma Gabriele Canale, coordinatore del camping Costalunga di Sassello che da quattro anni è riservato in esclusiva ai gruppi naturisti e ne ospita da tutta Europa - Quando sono stato denunciato insieme ad altri quindici colleghi ho scelto la strada del processo completo, senza scorciatoie né oblazioni (multe), e alla fine sono stato premiato: assolto fino in Cassazione. Lo rifarei e lo consiglio a tutti i naturisti che talvolta si fanno prendere dalla paura della legge: è assurdo che ci sia ancora questo tabù di denunciare chi non fa altro che vivere in modo naturale la propria nudità. Ognuno ha la sua sensibilità, è ovvio, e siamo i primi a cercare ambienti riservati senza mischiarci agli altri, ma non sempre purtroppo si trovano. Il problema della nostra provincia, per esempio, è che è l’unica ad avere un camping per naturisti, il nostro di Sassello, ma neppure una spiaggia naturista. Tanti dei nostri clienti che arrivano dall’Olanda, dalla Francia, dalla Germania oltre che da tutt’Italia ci chiedono dove possono andare al mare e siamo costretti a dirottarli a La Spezia (spiaggia Guvano) o in Toscana perché nel savonese rischiano grosso. La spiaggia di Varigotti, come si vede, è a rischio ed è meglio evitarla».


venerdì 8 giugno 2007, 10:55
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Riporto di seguito l'articolo del dicembre 2005 che parlava appunto del caso in questione ora annullato dalla Corte di Cassazione alla quale il procuratore generale ha fatto ricorso.

"IL SECOLO XIX" del 06/12/2005 - Dario Freccero

Una coppia di nudisti (moglie e marito) denunciati e processati ieri.
Altri due (due amici) denunciati e processati la settimana scorsa.
Altri denunciati e ora in attesa di giudizio.
Davanti al giudice di pace di Savona c'è un piccolo boom di cause che
vedono savonesi e turisti imputati per la violazione dell'articolo 726
del codice penale: "Atti contrari alla pubblica decenza". La loro
colpa è stata spogliarsi completamente per una tintarella senza veli
sulla spiaggia savonese che storicamente accoglie i nudisti (o
naturisti, come si autodefiniscono): punta Crena a Varigotti, tra Noli
e Finale. E il perché di questo boom è presto spiegato: dall'estate
scorsa c'è in azione un vero e proprio cacciatore di nudisti. È un
genovese che risiede tra Arenzano e Varigotti ed evidentemente non
apprezza questa forma di libertà neppure in angoli appartati come la
Baia dei Saraceni. Appena si imbatte in bagnanti senza veli chiama i
carabinieri e li denuncia. Nella sola estate del 2004 lo ha fatto
diverse volte ed il risultato è che in questi mesi in tribunale a
Savona sono pendenti vari ricorsi presentati proprio da naturisti
sanzionati. Perché dopo le segnalazioni del cacciatore i militari sono
costretti ad intervenire e identificare i "responsabili". E poi visto
che si tratta di un reato (quindi penale), ma di competenza del
giudice di pace, i processi nascono davanti al giudice di pace. E
negli ultimi giorni ne sono nati ben quattro.
L'ultima coppia che ha pagato per la segnalazione del cacciatore sono
moglie e marito di Pinerolo, trentenni, sorpresi nel settembre
dell'anno scorso. Ieri il loro ricorso è stato affrontato dal giudice
di pace Isabella Cocito, nella vita avvocato di Genova, che alla fine
ha trovato una soluzione estrosa per chiudere la partita: ha proposto
(e ottenuto) di non emettere una sentenza ma usare una delle condotte
riparatorie che estingono il reato. In sostanza ha disposto che i
coniugi versino una cifra in beneficenza a un ente o associazione di
volontariato savonese. In questo caso hanno optato per 300 euro
all'associazione Airc (nella ricerca contro i tumori). «Mi è sembrata
la soluzione migliore - spiega il giudice Cocito - Quando si possono
usare queste soluzioni riparatorie sono ottime perché hanno una
ricaduta positiva sulla società...».
La coppia piemontese ha accettato di pagare ma davanti al giudice si è
comunque difesa con i denti. Assistiti dall'avvocato Simona Perrone
hanno infatti sostenuto: «Lungi dall'essere un atto contrario alla
pubblica decenza, svestirci è stato un modo per adeguarci al contesto,
visto che tutti erano svestiti». «Tra l'altro si tratta di persone
perbene - aggiunge l'avvocato Perrone - quel giorno avevano persino il
figlioletto con loro».
Però per il cacciatore di nudisti la loro nudità offendeva il decoro e
il buon gusto. Da qui la denuncia ed i guai. Esattamente come accaduto
poche settimane prima a due amici (uomini) scoperti a loro volta senza
veli e denunciati. Anche loro nella spiaggia finalese. Il loro ricorso
la settimana scorsa è stato affrontato da un altro giudice di pace
savonese (in questo caso il coordinatore dei giudici, Giuseppe Franco
Bruno). E alla fine la soluzione è stata la medesima: niente condanna
bensì versamento di una cifra in beneficenza. E presto toccherà ad
altri. Perché il cacciatore, nell'estate 2004, ha fatto caccia grossa.


venerdì 8 giugno 2007, 11:24
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Simona ha scritto:
...................... dall'estate scorsa c'è in azione un vero e proprio cacciatore di nudisti. È un
genovese che risiede tra Arenzano e Varigotti ed evidentemente non
apprezza questa forma di libertà neppure in angoli appartati come la
Baia dei Saraceni. Appena si imbatte in bagnanti senza veli chiama i
carabinieri e li denuncia. Nella sola estate del 2004 lo ha fatto
diverse volte ed il risultato è che in questi mesi in tribunale a
Savona sono pendenti vari ricorsi presentati proprio da naturisti
sanzionati. ..........................

E presto toccherà ad
altri. Perché il cacciatore, nell'estate 2004, ha fatto caccia grossa.


Ma qui ci sono in giro i pazzi: veri e propri malati psichici pericolosi anche socialmente

ma se i denunciati sono cosi' tanti allora la spiaggia non e' "frequentata abitualmente" e quindi la pratica lecita? Bisognerebbe fare entrare in contatto, se non gia' fatto, i diversi procedimenti


venerdì 8 giugno 2007, 11:38
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Neoz ha scritto:

Faccio un commento.
Sono stato a Varigotti per 13 anni in vacanza dalla prima infanzia alla pubertà :)
Quella spiaggetta era una istituzione. Anche se a 15 anni non mi spogliavo in spiaggia, c'era molta gente che lo faceva.
E' una piccola goletta (per chi non lo sapesse) raggiungibile a nuoto, in barca o per un passaggio collinare dove un trattino va affrontato perfino in "cordata" con una corda predisposta per arrivarci.
Sono tristissimo nel sapere che non si riesca più a frequentarla da parte dei naturisti.
Era un posto idilliaco e dal sapore magico, al quale poi sono legato da anni da affetti e ricordi per un paese splendido qual'è Varigotti.


In relazione alla lettera inviata dalla Fenait al Sindaco di Finale Ligure in cui si chiedeva l'ufficializzazione della "spiaggetta" di Punta Crena, lo stesso Sindaco ci ha risposto alcuni giorni fa con una lettera molto cordiale benchè poco sincera. In parole povere, il Sindaco comunica di essere ben felice di incontrar(mi) anche se gli corre l'obbligo di sottolineare le (sue) "molte perplessità" riguardo all'utilizzo della spiaggia di Punta Crena da parte dei naturisti poichè (secondo lui) ciò impedirebbe la fruizione di quel luogo incantevole a quanti non praticano il naturismo che, sottolinea, sono la maggioranza. Si dice certo, invece, che nel corso dell'incontro potremo cercare di individuare altro sito da dedicare a tale utilizzo. (?)


venerdì 8 giugno 2007, 11:40
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Sarebbe interessante sapere come si chiama questo represso che invece di farsi i caz.zi suoi va a rompere i maroni ai nudisti... deve aver avuto un'infanzia moolto difficile... ma il suo nome compare sugli atti del processo? Ha almeno il coraggio di mostrare la sua faccia, o agisce nel compelto anonimato limitandosi a chiamare i carabinieri?
Povera Italia, non tanto per il represso, quanto a chi è poi obbligato a starci dietro... e comunque qui si dà per assodato che il nudismo "è un reato", mantre mi pare che la cosa non sia poi così vera...


venerdì 8 giugno 2007, 11:58
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Francamente non saprei come interpretare la cosa:
In realtà mi sembra di capire che quella del giudice di pace era una via di mezzo "sui generis" tra un'assoluzione ed una condanna e non credo sia questo quello che vogliamo.
Le motivazioni con cui la Cassazione ha annullato la sentenza sembrano però sottintendere che i naturisti andavano, oltre che processati, anche condannati ma non sono esperto in materia: forse la Cassazione voleva solo dire che se si condanna bisogna farlo per bene.
Certo l'episodio è comunque a dir poco inquietante perchè la tesi che vedo sostenuta dalle Associazoni secondo cui il nudismo non sarebbe reato nei luoghi abitualmente frequentati da naturisti non sembra trovare riscontro nei tribunali.
ciao

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venerdì 8 giugno 2007, 12:03
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giulio74 ha scritto:
... e comunque qui si dà per assodato che il nudismo "è un reato", mantre mi pare che la cosa non sia poi così vera...


nudità, nudismo, naturismo.... reato o diritto? Al momento attuale vige l'anarchia.
Noi certo vorremmo che fosse un diritto, il codice penale lo considera un reato, la magistratura dipende, la Corte di Cassazione dipende anche, per non parlare dei vari Sindaci.....
L'articolo 726 del cp punisce gli atti contrari alla pubblica decenza e per la maggior parte degli italiani il rispetto della pubblica decenza significa coprire gli organi genitali. La Corte di Cassazione aveva stabilito che non poteva ritenersi indecente la nudità di un naturista in un luogo riservato ai naturisti o da essi abitualmente frequentato. Sull'onda di questa sentenza molti tribunali hanno assolto naturisti e molte spiagge frequentate hanno visto dissiparsi fino a scomparire gli interventi delle forze dell'ordine. In altri comuni, o regioni, sempre in Italia, invece si è avuta la reazione opposta e cioè le azioni repressive si sono intensificate ed alcuni Sindaci hanno bandito la nudità dai loro Comuni con apposita delibera. Nel frattempo, la scorsa estate, c'è stata un'altra sentenza della Corte di Cassazione che riteneva possibile il nudismo solo nei campi nudisti e in nessun caso in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Ma su questa sentenza i naturisti si sono affrettati a fare muro dicendo che non contava nulla.
Ebbene siamo, come era prevedibile nel caos più assoluto.... Nessuna certezza, totale anarchia... Per non dire poi che il problema posto dall'ultima sentenza era che in nessun caso una persona avrebbe dovuto trovarsi inconsapevolmente difronte a persone nude poichè questo avrebbe potuto turbarlo... E allora a Capocotta è il Sindaco di Roma ad infrangere la legge?

Un saluto con l'invito di aderire tutti dom 10 al minuto di silenzio sulle spiagge italiane frequentate dai naturisti per sollecitare attenzione nei confronti dei nostri diritti.
Simona Carletti


venerdì 8 giugno 2007, 12:24
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Ciao Simona, scusa se mi permetto di darti un suggerimento (sei infinitamente più esperta di me) ma ci provo lo stesso.

Hai scritto

"il Sindaco comunica di essere ben felice di incontrar(mi) anche se gli corre l'obbligo di sottolineare le (sue) "molte perplessità" riguardo all'utilizzo della spiaggia di Punta Crena da parte dei naturisti poichè (secondo lui) ciò impedirebbe la fruizione di quel luogo incantevole a quanti non praticano il naturismo che, sottolinea, sono la maggioranza. Si dice certo, invece, che nel corso dell'incontro potremo cercare di individuare altro sito da dedicare a tale utilizzo. (?)"

Capisco le tue perplessità, probabilmente fondatissime, però ho l'impressione che, volenti o nolenti, il futuro del naturismo passi attraverso spiagge sufficientemete ampie da poter ospitare un'area naturista al loro interno. Trovarle in Liguria non è semplice ma forse con questi sindaci bisognerebbe cercare di scendere a patti (anche se capisco perfettamente il tuo scetticismo!).
Quello che voglio dire è che nel caso non si riuscisse a difendere "Punta Crena" (bella ma di difficile accesso per le famiglie) varrebbe forse la pena di cercare di usarla come "oggetto di scambio".

_________________
nemo


venerdì 8 giugno 2007, 12:27
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carlo ha scritto:
Ciao Simona, scusa se mi permetto di darti un suggerimento (sei infinitamente più esperta di me) ma ci provo lo stesso.

Capisco le tue perplessità, probabilmente fondatissime, però ho l'impressione che, volenti o nolenti, il futuro del naturismo passi attraverso spiagge sufficientemete ampie da poter ospitare un'area naturista al loro interno. Trovarle in Liguria non è semplice ma forse con questi sindaci bisognerebbe cercare di scendere a patti (anche se capisco perfettamente il tuo scetticismo!).
Quello che voglio dire è che nel caso non si riuscisse a difendere "Punta Crena" (bella ma di difficile accesso per le famiglie) varrebbe forse la pena di cercare di usarla come "oggetto di scambio".


Sai Carlo, l'ho detto in principio io non conosco la "spiaggetta" di Punta Crena ma mi sono documentata.. E' stato lanciato un appello perchè c'era (e c'è) il rischio che i naturisti siano fatti scomparire da quel luogo storicamente frequentato per lo più per far posto a qualche progetto deleterio dal punto di vista ambientale. Questo è l'appello che io ho raccolto.
Non ne faccio una questione di principio, se ciò risultasse comunque impossibile ben venga che i naturisti liguri abbiano un posto dove andare... Ma non mollo una battaglia prima ancora di averla cominciata poichè credo che vada difeso sia il diritto dei naturisti che l'ambiente naturale.
Simona


venerdì 8 giugno 2007, 12:40
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