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 Naturismo nel Lazio (Rm) - Capocotta (Oasi Fkk) 
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L'INTERVENTO: I NATURISTI SONO NONVIOLENTI

(24/09/2007) -

Alcuni organi di stampa hanno dato notizia di una rissa che si sarebbe svolta venerdì pomeriggio scorso sul tratto di arenile di Capocotta destinato alla pratica naturista dal Comune di Roma. Tutto sarebbe avvenuto quale reazione ad alcune foto che taluni turisti avrebbero scattato alle persone nude presenti sulla spiaggia. La rissa è stata poi sedata grazie all’intervento delle Forze dell’Ordine e della Capitaneria di Porto prontamente intervenute. Successivamente ad un organo di informazione è giunta una richiesta di rettifica da parte della a noi sconosciuta ‘associazione naturista di Capocotta’ secondo la quale la rissa si sarebbe svolta nelle vicinanze dell’arenile naturista. Al riguardo, l’UNI Lazio stigmatizza l’episodio, ovunque lo stesso si sia verificato, in quanto i naturisti stessi sono notoriamente e per Statuto persone non violente. Coloro, fra quelli che nudi avrebbero preso parte alla rissa, non sono naturisti, ma semplicemente persone nude che meglio avrebbero fatto ad avvalersi della legge sulla privacy ricorrendo subito alle Forze dell’Ordine per sequestrare gli apparecchi fotografici. Ora, l’UNI Lazio chiede prima che le autorità rendano più compiutamente noti i fatti e che vengano perseguite le persone coinvolte nella rissa stessa che danneggiano enormemente i naturisti visto che persone nude sono state citate dagli organi di informazione come tra i partecipanti alla rissa stessa.


mercoledì 26 settembre 2007, 10:35
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Wave ha scritto:
L'INTERVENTO: I NATURISTI SONO NONVIOLENTI

(24/09/2007) -

Alcuni organi di stampa hanno dato notizia di una rissa che si sarebbe svolta venerdì pomeriggio scorso sul tratto di arenile di Capocotta destinato alla pratica naturista dal Comune di Roma.


Qualcuno sa qualcosa di più? Quali organi di stampa? Cercando su google non si trova niente, se non lo stesso testo riportato da Wave.
Qualcuno ha idea di che significa la presa di posizione dell'UNI?
Chi commette reati (se è questo che è avvenuto) viene perseguito indipendentemente dalle prese di posizione dell'UNI.
Insomma, non capisco che c'entra l'UNI con la rissa. Non è che l'associazione debba rispondere dei comportamenti altrui solo perché si tratta di persone che stavano nude in spiaggia.


mercoledì 26 settembre 2007, 12:18
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Aspettiamo Simona o Marlin :roll:


mercoledì 26 settembre 2007, 19:37
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L'UNI Lazio è venuta a conoscenza di una rissa, tra nudi e non, avvenuta venerdì pomeriggio a Capocotta da quanto riportato da Il Messaggero di sab. 22 settembre e dalla TV locale di Ostia Canale 10:
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CAPOCOTTA (Il Messaggero di sab 22 settembre 2007)

Rissa per foto ai nudisti

Carabinieri e Capitaneria di porto mobilitati ieri pomeriggio per una rissa presso la spiaggia libera per nudisti ”Oasi Naturista” di Capocotta. Alcuni nudisti si sono accorti che alcuni stranieri stavano fotografando le donne svestite e li hanno aggrediti. Le forze dell’ordine hanno riportato la situazione alla calma.
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La notizia, poi, sarebbe stata smentita (non nell'accaduto ma nel luogo) da 'l'associazione naturista di Capocotta' (?)... L'UNI Lazio, benchè non c'entri nulla nè con il luogo nè con i frequentatori nè con le persone coinvolte nella rissa, purtroppo si trova spesso coinvolta in episodi negativi così come l'immagine stessa dei naturisti descritti come violenti in questo caso o come distruttori dell'ambiente naturale in altri casi. Questo è il motivo per il quale l'UNI Lazio ha deciso di prendere le distanze da comportamenti che, ancora una volta, con il naturismo non c'entrano nulla.
Sulla questione poi aleggiano alcuni misteri circa le esatte circostanze dell'accaduto ed il fatto che si voglia mettere subito tutto a tacere e far finta di nulla.

Vi riporto di seguito anche quanto riportato da Il Tempo (cronaca di roma) martedì 25 settembre 2007

Nudi al mare si scagliano contro fotografo indiscreto
L’UNI: no ai violenti


RISSA a Capocotta per una foto di nudo. È quanto sarebbe accaduto l'altro giorno a Castelporziano, dove alcuni bagnanti senza slip avrebbero aggredito un fotografo un po’ troppo ardito che li avrebbe ripresi mentre prendevano il sole. Al riguardo, l'UNI Lazio (l’associazione dei naturisti) stigmatizza l'episodio, in quanto i naturisti sono notoriamente e per statuto dei non violenti: «Tutti quelli che avrebbero preso parte alla rissa non sono naturisti, ma solo persone nude che meglio avrebbero fatto ad avvalersi della legge sulla privacy ricorrendo subito alle forze dell'ordine chiedendo il sequestro degli apparecchi fotografici». Sulla questione, i naturisti hanno richiesto che le autorità chiariscano i fatti e che vengano perseguite le persone coinvolte nella rissa, in quanto il loro atteggiamento danneggia enormemente i naturisti e la loro immagine di «pacifisti e non violenti». Enz. Bia.


giovedì 27 settembre 2007, 9:12
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APPELLO DI ECOBLU AGLI ALBERGATORI, AI COMMERCIANTI E AI BALNEARI DI OSTIA

(04/10/2007) - Paolo Guerra, portavoce del Comitato Ecologista ECOBLU, formato da ambientalisti e da naturisti, si rivolge a Renato Papagni di recente confermato alla guida dell’Assobalneari della capitale, nonché alle associazioni dei commercianti e degli albergatori del mare di Roma per invitarli ad uno sforzo congiunto che obblighi il Comune di Roma a richiedere, per il prossimo anno, l’assegnazione ad Ostia della prestigiosa Bandiera Blu della FEE (Fondazione Europea per l’Ambiente), escludendo le aree protette di Capocotta e Castelporziano, vera palla di piombo che da anni impedisce l’assegnazione di tale riconoscimento. Infatti – spiega Guerra – la Bandiera Blu non è stata sinora richiesta a causa del degrado ambientale di Capocotta e Castelporziano che vedono chi scarsa tutela dell’area dunale, chi persistenti abusi edilizi, chi, addirittura, parcheggi per auto all’interno delle stesse dune. E’ da rammentare che la pregiata area dunale insieme ai circa 5 km di arenili ricadono interamente in un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) nonché Zona di Protezione Speciale (ZPS). L’area di Capocotta, inoltre, è la zona più tutelata della Riserva Naturale Statale ‘Litorale Romano’. Una richiesta di assegnazione di Bandiera Blu prendendo in esame la sola zona che dal Porto turistico arriva sino all’ex Dazio è del tutto possibile, basti pensare che circa 2 anni fa tale riconoscimento fu assegnato alla sola zona di Lavinio del Comune di Anzio. D’altronde – continua Guerra – i balneari non possono continuare a rinunciare ai benefici derivanti dall’assegnazione della Bandiera Blu a causa dell’incapacità del Comune di Roma e del Municipio di Ostia di riportare alla legalità proprio gli arenili protetti che dovrebbero rappresentare il fiore all’occhiello del mare di Roma. Per fare un esempio, il Campidoglio in questi giorni ha confermato di avere allo studio un nuovo progetto per Capocotta che però avrà tempi necessariamente lunghi in quanto dovrà essere approvato dalla Regione Lazio e dal Ministero dell’Ambiente. Nè lo stesso Campidoglio intende procedere alle demolizioni o al sequestro dei numerosi manufatti abusivi esistenti riportando la legalità nella zona. Riteniamo – conclude Guerra – veramente ingiusto che di tale situazione debbano continuare a farsi carico i commercianti, gli albergatori ed i balneari che rispettano la legge e l’ambiente e che in questo modo sono costretti a rinunciare ad un turismo di qualità che privilegia in Italia ed in Europa le località garantite dalla presenza della Bandiera Blu.

http://www.imgpress.it/notizia.asp?idno ... dsezione=1


venerdì 5 ottobre 2007, 9:59
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(09/10/2007) - Il Comitato Ecologista ECOBLU, formato da ambientalisti e naturisti, ha proposto oggi l’inizio di un processo di beatificazione nei confronti del Sindaco di Roma Walter VELTRONI, prossimo leader del Partito Democratico. Lo spunto parte da quello che oramai appare agli occhi di tutti come un vero e proprio MIRACOLO: il Campidoglio, infatti, resiste dal 1999 dal dare il via alle demolizioni dei tanti ampliamenti abusivi realizzati nei chioschi comunali presenti nei 3 chilometri di arenili di Capocotta, ricadenti in un Sito di Importanza Comunitaria, Zona di Protezione Speciale nonché area di maggior pregio naturalistico della Riserva Naturale Statale “Litorale Romano”. I chioschi stessi – spiega ECOBLU – originariamente approvati per una superficie di circa 64 metri quadrati ciascuno, sono stati negli anni trasformati in grandi ristoranti senza che nessuno in Campidoglio prendesse l’iniziativa di sequestrare le parti abusive, ne’ tantomeno di effettuarne le demolizioni.
Sull’argomento ECOBLU dichiara che moltissimi cittadini sono pronti a dare testimonianza di quello che ritengono un vero e proprio fatto eccezionale, mai verificatosi in altre parti d’Europa. Sempre ECOBLU si dichiara intenzionato e disposto a creare, a proprie spese, numerose edicole votive laiche, da posizionare nei Palazzi comunali e nei Municipi, nelle quali edicole installare statuette del Sindaco di Roma con un pugno di sabbia in mano per tramandare ai posteri il ricordo dell’avvenuto miracolo.

http://www.imgpress.it/notizia.asp?idno ... &idsezione


mercoledì 10 ottobre 2007, 20:25
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Ci sono stato domenica scorsa con una amica.
Beh, non c'è male. Lo spazio per naturisti è minoscolo, ma la spiaggia non è brutta, sebbene l'acqua fa un po` schifo, come peraltro lungo tutta la costa da Roma fino al Circeo a quanto capisco e vedo.
Una ventina di nudisti c'erano, compresi quelli non nudi, e invece tanti guardoni, nonché il solito fastidioso continuo viavai di venditori e massagisti di spiaggia.
Comunque mi è piaciuto il fatto che sia una spiaggia qualunque, accanto a un'altra con le famiglie, al contrario di quei complessi dove in effetti i nudisti si trovano senzaltro più tranquilli e tra di loro ma appunto con questo aspetto un po' di club chiuso e settario.
Se i guardoni guardano e non hanno altro da fare, meglio per loro. Lo spettacolo della natura è bello e va visto anche dagli occhi frustrati.
Invece c'era anche un fotografo e quello sì da fastidio. Io capisco che della gente si possa incazzare dal fatto che uno utilizzi la loro immagine magari anche per lucro e capisco che possa finire che lo menano, eppure non sono proprio per niente violento.
Peccato, basterebbe che quelli che coprono il poco che coprono si scoprissero e scoprissero il piacere di non sentire un panno bagnato sulla pelle, e la nudità, diventando banale in pubblico, perderebbe quel morboso fascino e via col voyeurismo.


sabato 17 maggio 2008, 22:51
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Roma, abusivi, gigolò e spacciatori:
Capocotta all’ultima spiaggia

di Giulio Mancini

ROMA - Per gli studiosi è un sito biologico di interesse comunitario. Per chi, invece, lo sceglie come spiaggia, è una gomorra di parcheggiatori abusivi, di accampamenti di clandestini, di gigolò a buon mercato e di discariche a cielo aperto. Capocotta è all’ultima spiaggia. La patria dei naturisti, primo lido nudista italiano autorizzato da un’amministrazione comunale, è ostaggio della malavita. E’ antico il disagio dei gestori dei chioschi, inquilini volenterosi e regolari che in cambio della ristorazione e del noleggio dei lettini si occupano della pulizia della spiaggia e della vigilanza in acqua. Le denunce e le proteste per una condizione di insicurezza propria oltre che dei frequentatori dell’arenile, si sono materializzate l’altro giorno nel burrascoso arresto di "Zio" Larbi Tubabi. Lo spacciatore marocchino braccato dalla polizia per aver tentato di uccidere un agente e un suo concorrente pusher, aveva una delle sue basi proprio a Capocotta. Dove martedì è stato intercettato mentre consegnava 25 chili di hashish, prima di dare vita al lungo inseguimento sulla Litoranea.

Benchè inclusa nell’elenco delle aree protette nazionali e dei Siti di Importanza Comunitaria, la spiaggia di Capocotta è una specie di enclave, una repubblica nella quale le leggi sembrano lontane. Un viaggio all’interno di questa terra di nessuno mostra il primo conto dell’anarchia già all’ingresso, quella Litoranea ”proprietà” di una schiera di parcheggiatori abusivi. Sono tutti nordafricani, si dividono il territorio metodicamente, ”assistiti” da staffette di collegamento che viaggiano una volta su una vecchia Fiat Tipo e un’altra direttamente sui mezzi pubblici che corrono su e giù tra Ostia e Torvaianica per trasportare bagnanti.

Pretendono, alzano la voce, sono minacciosi i guardiamacchine a Capocotta. «Siamo assolutamente contrari alla loro presenza si accora Claudio Presutti, presidente del consorzio che raggruppa i gestori dei chioschi comunali Maltrattano la clientela e danneggiano la rete che protegge le dune». Gli attraversamenti per raggiungere il mare, infatti, sono autorizzati solo in corrispondenza dei chioschi e consentiti esclusivamente sulle passerelle in legno appositamente sistemate dal Comune di Roma. I parcheggiatori per ”avvicinare” le soste alla spiaggia, tagliano puntualmente le reti moltiplicando i varchi ed il calpestìo delle dune.

Ed è tra quei preziosi cumuli di sabbia e vegetazione spontanea che si consumano altre ferite profonde alla dignità e alla bellezza della zona. Tutte le ”pagine gialle” dell’eros d’Europa vi segnalano la presenza di offerta, non priva di rischi, di sesso a pagamento maschile. I percorsi sabbiosi, le aree cespugliose, i canneti, sono le alcove per scambi uomo-uomo ma anche coppia-uomo. Non è difficile cogliere incontri, trattative, movimenti tra una duna e l’altra. Sono albanesi e nordafricani, tra i venti e i trent’anni, i gigolò che si propongono per rapporti frettolosi e en plein air.
Ed è sempre nella scarpata che sprofonda tra duna e strada che avviene un altro tipo di mercato. Molti stranieri, soprattutto marocchini e tunisini, vi si nascondono passando anche solo la notte con accampamenti di fortuna. Durante il giorno vivono d’espedienti. L’estate scorsa la polizia ha smantellato il "villaggio" dei disperati che è tornato a formarsi. «Appaiono la sera e spariscono al mattino» è l’allarme di Maria Vichi del "Zagaja", ristorante che due settimane fa è stato teatro di una furibonda rissa tra nordafricani armati di colli di bottiglia. «Abbiamo chiesto aiuto alle istituzioni perchè è gente violenta che non vive onestamente».

Eppure Capocotta vuole essere sinonimo di tutela e valorizzazione della natura. Al "Mecs Village" si tengono mostre di opere d’arte all’aperto, con installazioni e performance direttamente tra i bagnanti. La "Oasi naturista" è mèta discreta e apprezzata di capitani d’industria e personaggi del mondo dello spettacolo. Al "Mediterranea" la "Lega Ambiente" con la sua Goletta verde è di casa (quest’anno dal 9 al 12 luglio), come lo sono le serate di beneficenza per Amnesty International (domani) e per i pozzi in africa dell’Amca (sabato). Segno che l’ultima spiaggia per la speranza non abita a Capocotta.

:arrow: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php ... =HOME_ROMA


mercoledì 9 luglio 2008, 21:00
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ciao,
qualcuno puo' darmi informazioni su capocotta,da chi e' frequentata e com'e' l'ambiente?
grazie


sabato 2 agosto 2008, 19:19
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Ehm ... li hai letti i messaggi sopra al tuo? :tic:

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domenica 3 agosto 2008, 0:04
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Appunto... :roll:
Zorro dai un occhio qua :arrow: viewtopic.php?p=77224#p77224


domenica 3 agosto 2008, 13:25
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Su richiesta di Micho, copio un mio intervento sulla storia di Capocotta. Nel copiarlo ho apportato piccole modifiche dal momento che tale intervento proviene da un altro topic ed era la risposta ad interventi di altri utenti.

Capocotta nel dopoguerra era il buco, un tratto di spiaggia demaniale, ricadente nella tenuta presidenziale (ex reale) di cui nulla si sapeva. Non poteva essere del presidente, o si? Doveva restare pubblica in quanto demanio? O no? Non si sapeva, quindi una bella recinzione che venne poi regolarmente bucata, da cui il nome della spiaggia "Er buco".
I primi frequentatori erano poveracci, stremati dalla miseria del dopoguerra, che nulla avevano, persino il costume. Un capo d'abito delle classi ricche, di chi poteva permettersi la villeggiatura. Loro volevano evadere, lasciare la miseria alle spalle, nel grande mostro. Si Roma, un grande mostro, una città uscita miracolosamente intatta dalla guerra, ma con tanta miseria, tanta borsa nera, tanti americani, tanti sciù scià, tanti santoni e fattucchiere, tante prostitutte di lusso, tanto popolo che comunque voleva vivere...vivere alla giornata, ma vivere.
Cosa c'era: c'erano le marrane e per chi voleva muoversi un po' di più il litorale romano.
Nando Moriconi, l'americano a Roma di Alberto Sordi cosa fà? Vede una marrana, si spoglia nudo e si fà il bagno. Un gesto semplice e naturale, non sa che è naturista, ha solo caldo, non ha il costume e si fa un bagno senza vestiti. Una cosa semplice e naturale. Idem accade nella spiaggia di Capocotta, una spiaggia del popolo, una spiaggia dove si sta in tutta tranquillità nel modo più semplice e naturale possibile. Non si hanno i soldi per il costume e non lo si indossa.
La spiaggia dove ci sono i primi incontri fra gay, fino ad allora osteggiati dal recente regime fascista, una spiaggia dove vanno ad amarsi le coppiette, dove le "signorine" romane vanno con i soldati americani, dove vanno gli intellettuali senza il becco di un quattrino. A sera tutti a casa, nella Roma vaticana, in cui il Papa sceglieva il sindaco, in cui parlare di sesso era peccato, in cui si mettevano i veli alle statue, in cui si preparava l'Anno Santo.
Ma ovviamente una spiaggia così libertaria non sfuggiva all'attenzione della nuova classe ricca: politici, magnaccia, ex-borsri neri. Ed ecco che nella vicina Torvajanica nascono ville e villette, dove si fanno feste di ogni tipo, dove circola droga e alcol. Nasce il caso Montesi, giovane ragazza proletaria, finita nella "Roma bene" e poi trovata morta a Capocotta. Un caso che squote l'Italia, e che sancisce definitivamente l'equazione "Capocotta=perdizione". E su questa fama Capocotta continua a vivere fino agli anni 70/80. Passa di tutto: gente normale, pariolini, attori e attrici, politici, intellettuali, gay, etero, bi-sex, famigliole, starnieri, giovani che marinano la scuola. Tutti lì, senza vestiti, tutti uguali.
Poi un bel giorno le associazioni naturiste vengono a distribuire volantini, vogliono iscritti, e dicono: "vi cacceranno via se non diventa un'oasi naturista". Rompono, rompono, rompono.
Ricordo ancora di un tipo della UNI-Lazio, credo. Stavo a prendere il sole e lui bla, bla, bla...mi si era avvicinato e voleva convincermi ad iscrivermi. I sdraiato in santa pace e lui, accovacciato e pene ciondolante, che parlava, parlava, parlava.
Ed ecco che ora è nata la "Oasi naturista di Capocotta", molto più piccola di un tempo.
Questa è la storia di Capocotta, una spiaggia voluta e creata dal sottoproletariato urbano di Roma.
C'è un fatto che vale la pena di ricordare.
Era l'estate del 1973. Io avevo 7 anni, ed era l'estate del colera.
A Roma successe un fatto starno.
Non c'era fontana a laghetto di qualche parco in cui decine e decine di ragazzi facessero il bagno. Una vera mania. Ma come facevano il bagno? Lo facevano in mutande, nessuno lo faceva in costume...terminato il bagno si toglievano le mutande bagnate e si rivestivano. Non si nascondevano da nessuno. Nessuno protestava...una mnifestazione di naturismo spontaneo? Mah forse.


venerdì 19 settembre 2008, 9:55
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Ciao Sirio,
lasciamo da parte un momento le associazioni! facciamo pure finta che non esistano!
Perchè a Capocotta il nudismo dovrebbe essere consentito se ormai è vietato ovunque, altrove?
Certo, in passato i nudisti a Capocotta c'erano ma erano anche altrove, non solo a Roma!
In Liguria ad esempio, c'erano decine di luoghi nudisti, molti dei quali "storici" come ad esempio la spiaggia del Funtanin (in realtà una scogliera) che è stata per decenni la spiaggia nudista Genovese, subito fuori città
C'erano ma non ci sono più!
Tolto il Guvano (presidiato-e secondo me non è un caso- da un' associazione) non ce n'è più neanche uno!
I motivi sono tanti e complessi:
-la sempre maggior pressione demografica ed edilizia sulle spiagge
-la progressiva tessilizzazione spontanea di alcune di esse
-la deriva sempre più trasgressiva di molte spiagge nudiste che alla fine ha prodotto una reazione
repressiva
-la volontà politica, emersa negli ultimi anni, di dare un "giro di vite" ai costumi degli Italiani in
generale
-una più vasta gamma di strumenti repressivi a disposizione delle autorità

Facci caso comunque: ormai le uniche spiagge nudiste rimaste in Italia sono quelle presidiate dalle associazioni!
Incolpare proprio le associazioni di questo stato di cose mi sembra ingiusto oltre che totalmente illogico!
E questo, come dicevo discutendo con paeba, secondo me è un punto cruciale:
star qui a dire "mi sento nudista ma non naturista...." "non voglio essere inquadrato in una categoria..." "le associazioni non mi piacciono..." non è che sia sbagliato ma è totalmente inutile!
Salvo improbabili colpi di scena sul piano giudiziario, oggi come oggi, piaccia o non piaccia, la strada per avere degli spazi passa necessariamente attraverso le spiagge dedicate al naturismo, presidiate dalle associazioni o gestite da privati.
Se poi a qualcuno questa situazione non piace, o rischia una denuncia o si rimette il costume!

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nemo


venerdì 19 settembre 2008, 16:42
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come ho scritto anche nell'altro topic.. vorrei sentire l'altra campana, ossia quella ad esempio di uni-lazio..

la tesi sostenuta da sirio PER ME e' piuttosto grottesca

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Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore... [Friedrich Nietzsche]


venerdì 19 settembre 2008, 17:44
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Ormai mi sto abituando alle tesi più bizzarre....e capisco ogni giorno di più le ragioni del nostro disastro!
Comincio a pensare che quelli delle associazioni siano dei "santi"...

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nemo


venerdì 19 settembre 2008, 20:53
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