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 [Report] - Italia naturista '07 - by Wave 
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Dopo tanti anni di vacanze naturiste all'estero, con qualche veloce ed episodica "puntata" in Italia, quest'anno ho deciso, con la mia adorata compagna di sempre, di dedicare due settimane delle mie ferie ad un tour che, dal Lazio al Piemonte, dall'Emilia-Romagna alla Calabria, mi consentisse di entrare in contatto con le diverse realtà del naturismo italiano, non quello praticato in calette difficilmente accessibili o in spiagge remote, bensì quello ufficiale, rappresentato dai pochi luoghi autorizzati e dai non molti resort fkk. Avevo già visitato alcuni di questi siti, avrei potuto farmi "guidare" da qualche utente locale del forum, ma - come uno straniero che, dopo una ricerca su Internet, decide di organizzare un viaggio in una terra che non conosce - ho preferito partire così, basandomi solo sulle informazioni presenti sul forum, per cercare di comprendere cos'è il naturismo in Italia e chi sono i naturisti italiani, senza intermediazioni di sorta. Ho qui raccolto i report dei luoghi visitati nel corso di questo viaggio: spero possano esservi utili. Essendo ripubblicati anche in ciascuno dei topic di riferimento potete fare commenti e domande lì. Grazie e buon forum!

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Nota: le (previste) tappe di Marina di Alberese e del Guvano sono state cancellate per le cattive condizioni meteo.

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Ultima modifica di Wave il domenica 2 settembre 2007, 13:00, modificato 3 volte in totale.



giovedì 19 luglio 2007, 11:50
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Wave Italian Naturist Tour 2007 - Report n.1: "Arenauta"

L'Arenauta è - da quando io e la mia compagna abbiamo deciso di praticare naturismo anche in Italia (era il 2004) - la mia "home beach": l'includerla in questo mio tour era di fatto inutile, dato che ormai di questo posto credo di sapere (quasi) tutto, ma - per così dire - mi sembrava una sorta di "atto dovuto" nei confronti di un luogo che, oltre ad essere bellissimo, mi è particolarmente caro.
E devo dire che - ancora oggi - dopo averne visitati tanti di luoghi naturisti in Italia, credo che questa spiaggia del litorale meridionale del Lazio sia forse la più bella (anche se alcune foto di Piscinas mi fanno ipotizzare un ex-aequo...) dove si possa incontrare un numero congruo di persone nude.
La storia del posto è nota: si tratta di una spiaggia dove si pratica da tantissimo tempo (secondo alcuni dalla fine degli anni '60) ed anche se l'"epoca d'oro" è terminata nei primi anni '90, ultimamente, grazie alle iniziative del Comitato per la salvaguardia dell'Arenauta, dell'Uni-Lazio, dell'Arcigay e, più recentemente, con una più decisa presa di posizione da parte dei gestori dello snack-bar - noleggio sedie/lettini noto come "Ultima Spiaggia" a favore del naturismo e dei naturisti, il numero dei frequentanti è tornato a salire, grazie anche ad una costante diminuzione, invece, dei tessili (specialmente nei giorni infrasettimanali), "migrati" verso siti più facili da raggiungere e, soprattutto, con maggiori disponibilità di parcheggio.

Accessibilità

Ribadendo la validità, a proposito di ogni sezione, di quanto già scritto qui, va ricordato che la spiaggia dell'Arenauta non è proprio il top in quanto ad accessibilità, non tanto perchè difficile da individuare (anzi, recentemente è stato innalzato un nuovo cartello con l'indicazione "Ultima Spiaggia" proprio all'altezza del parcheggio più vicino alla discesa pedonale), quanto per i circa trecento gradini che si devono scendere (e soprattutto salire...) per raggiungere l'arenile. Quest'anno la discesa "ufficiale", cioè quella nota appunto come "Ultima Spiaggia", è stata pulita, illuminata ed - in alcuni tratti - allargata, ma è comunque quanto meno faticoso scendere giù con molta roba al seguito e difficilmente ipotizzabile portare in spiaggia bambini piccoli con carrozzini e simili. Nè, tenendo conto il problema della marea, è consigliabile scendere dalla assai più agevole discesa del "Lido Le Scissure" - dove, comunque, faranno di tutto per trattenervi sulla loro spiaggia, e procedere da lì verso la zona fkk. A ciò si aggiunge il grave problema dei parcheggi, che quest'anno non ha conosciuto novità rispetto alla passata stagione: i posti nelle piazzole sono troppo pochi (è praticamente impossibile parcheggiare ad agosto e nei weekend, almeno di non avere una gran fortuna, tra le 10 e le 18 ), i vigili di Gaeta sono come al solito assai zelanti ed i piazzali spontaneamente sorti nelle campagne circostanti costosi (specie in alta stagione), talvolta scomodi da raggiungere ed, inoltre, con orari di chiusura troppo anticipati per una spiaggia che dà il meglio di sè nel pomeriggio.

Il luogo

Indicata da alcuni - erroneamente - come uno dei siti dove sbarcarono Enea e compagni in fuga da Troia, la spiaggia - di sabbia gialla di media consistenza, sul "modello" tirrenico - è in realtà lunghissima, almeno 3 km, compresi tra due promontori. La zona naturista è lunga - escludendo le calette (non sempre accessibili quando la marea è alta ed il mare è grosso) - 250 m circa ed è chiaramente delimitata da quest'anno da cartelli. Il mare è generalmente assai pulito, forse in quanto a limpidezza dell'acqua ed a vivacità in termini di fauna ittica, il migliore del litorale compreso tra la zona di Salerno e la Versilia (incluse): è inoltre particolarmente adatto a chi non sa nuotare bene, dato che sotto costa è l'acqua è poco profonda. Alle spalle, dopo una fascia di dune, una muraglia di rocce bianche mantiene particolarmente alta la temperatura sull'arenile, anche in mesi non propriamente estivi quali aprile ed ottobre, dato che i raggi del sole - il quale tramonta dal lato del mare e quindi riscalda la spiaggia fino a quando s'inabissa nell'acqua - finiscono per riflettersi dalle rocce sulla sabbia. Nelle giornate in cui l'aria è limpida è facile avvistare Ventotene, Ponza e le altre isole dell'Arcipelago Laziale, mentre a destra è il Circeo ed a sinistra (più raramente visibile) Ischia. Va positivamente registrato che - grazie all'opera dei gestori - la spiaggia da quest'anno è sensibilmente più pulita, anche nel suo retroterra.

Servizi, attività & prezzi

I gestori dello snack-bar "Ultima Spiaggia" chiedono 2 euro a testa per l'uso della discesa (ma è l'unica cosa che vi verrà chiesta). Poi per il resto sono disponibili noleggio lettini ed ombrelloni, panini, piatti pronti caldi e freddi, gelati, bibite, docce - solo fredde, servizi igienici. In alta stagione (da giugno a settembre) gli stessi servizi vengono offerti presso il chiosco sito proprio alle spalle della zona naturista. I prezzi sono piuttosto buoni (relativamente alla media nazionale - ce la si cava con 15 euro per 2 lettini ed un ombrellone...ma, ripeto, potete portarvi anche il vostro) e la qualità del cibo discreta (specie in medio-bassa stagione). Saltuariamente un unico venditore di cocco ed uno di granite percorrono l'intero arenile, ma sono piuttosto discreti. Dati i trecento gradini da scendere, di fatto i venditori ambulanti sono rarissimi (non più di uno al giorno e non sempre). Va detto che la bella ma pericolosa (non ci sono possibilità di far accedere mezzi di soccorso) usanza del campeggio in spiaggia - tornata nuovamente di moda da quest'anno dopo un paio di anni di interruzione a causa di continui interventi delle Forze dell'Ordine - è duramente repressa dal locale comando dei Carabinieri su ordine del Comune di Gaeta.

Frequentazione

Tolte le famiglie con bambini (rarissime, per evidenti ragioni di praticità), all'Arenauta c'è un po' di tutto, specialmente durante la settimana e nel periodo di media bassa stagione (da inizio aprile a fine luglio; dalla seconda settimana di settembre ad inizio novembre). L'area naturista è alquanto frequentata da gay (ed, in misura minore, anche da lesbiche, generalmente in coppia), dato che l'Arcigay ha un presidio quasi permanente sulla spiaggia. Anche se, specialmente dopo le 17, qualche gay va alla ricerca di compagnia o di emozioni forti nella zona delle calette, la comunità omosessuale dell'Arenauta è assai discreta, priva di tendenze esibizioniste e rappresenta un valido e prezioso baluardo contro i continui tentativi di "normalizzazione" del luogo. Da un paio d'anni - oltre a numerosi uomini soli (che non sono mai mancati) - anche le coppie eterosessuali hanno ricominciato a frequentare l'Arenauta con una certa costanza, non nascondendosi più nelle calette o sulle dune, bensì "colonizzando" direi stabilmente l'estremità sinistra (guardando verso il mare) della zona naturista. L'età media è piuttosto alta (ma dove, in Italia, non lo è?), forse ancora un po' più alta di altre spiagge simili (il sabato e la domenica un po' meno), ma ciò rappresenta anche una garanzia di sicurezza, dato che alcune coppie sono lì quasi ogni giorno e fungono quasi da "ufficio informazioni". In ogni modo, specialmente dall'estate 2006, quando un'improvvida ed assurda iniziativa del Comune di Gaeta ha avuto un effetto "boomerang" coalizzando e rafforzando la comunità naturista locale, sempre nuove coppie fanno la loro apparizione all'Arenauta, tanto che le presenze naturiste possono essere ormai stimate attorno alla cinquantina di persone (durante la settimana) e forse al centinaio (nel week end), di cui il 70% uomini ed il 30% donne.

Indice di tranquillità naturista
Come “indice di tranquillità naturista” intendiamo la possibilità, valutata da 1 a 100, di trascorrere una giornata di sano naturismo, senza essere infastiditi da guardoni, esibizionisti, maniaci, venditori di bibite, cibarie, tappeti, dvd pirata, collane e chincaglierie varie ed assortite, rumorose comitive, passeggiatori tessili, guardie municipali, vigilantes o altri tutori dell’ordine dediti alla persecuzione del naturismo e di chi lo pratica.

I guardoni (quanto agli esibizionisti, intesi come uomini soli, rappresentano un'esigua minoranza) hanno sempre costituito un problema all'Arenauta, anche se - grazie ad una maggiore decisione nel difendere il proprio spazio da parte dei naturisti - il fenomeno sembrerebbe in regressione. Così, almeno fino all'anno scorso, permaneva un certo timore nei confronti di improvvisi "blitz" (peraltro poi assai rari, diciamo non più di un paio in 3/4 anni) delle Forze dell'Ordine, ora pare definitivamente scongiurati grazie agli interventi dell'Uni Lazio, alla presa di posizione dei gestori del lido ed ad una maggiore disponibiliutà del Comune di Gaeta. Se i venditori abusivi non rappresentano alcun problema (all'Arenauta praticamente non esistono...), i tessili sono soliti compiere qualche "passeggiata", specialmente ad agosto, nei weekend e quando il mare è calmo. In ogni caso si mantengono generalmente sulla riva e passano di fronte ai naturisti guardando un po' ma senza commentare (anzi sono tante le coppie di signore e ragazze che vengono a curiosare...). Tenendo conto di alcune variabili (la spiaggia è un paradiso ad aprile, maggio, settembre ed ottobre - anche nei weekend; un bel posto a giugno e luglio, specialmente negli infrasettimanali; è così così ad agosto e nei weekend di giugno e luglio), possiamo stimare mediamente l'indice di tranquillità naturista a 50, segnalando che da un paio d'anni esso è in costante ascesa.

Indice di nudità integrale
Come "indice di nudità integrale" intendiamo la percentuale, indicata da 1 a 100, di persone integralmente nude all'interno del resort o del luogo in questione. E' operata una distinzione per sessi ed è talvolta indicato un valore a parte quando è presente una quota sensibile di bambini e/o adolescenti.

Non troverete molta gente nuda all'Arenauta, almeno fin quando - si spera - la spiaggia verrà ufficialmente riconosciuta come naturista e quindi molti (tanti) abbandoneranno le ultime remore e finalmente si spoglieranno. E' un luogo "clothing-optional", simile più alle spiagge spagnole che a Capocotta, dove nudisti e tessili convivono piuttosto pacificamente, anche grazie all'ormai antica consuetudine. Possiamo dire, comunque, che un 50% degli uomini ed un 20% delle donne si spoglia integralmente: tasso bassino, ma, fino a pochi anni fa, se si escludevano alcune habitues, trovare una donna integralmente nuda all'Arenauta - specialmente in alta stagione - era quasi impossibile.

Giudizio complessivo

Discreto :|

I punti di "forza":
- la bellezza del luogo: spiaggia, mare, panorama sono ineguagliabili;
- l'assenza di disturbatori di tipo "commerciale";
- la lunghezza della stagione (grazie alle rocce bianche);
- il trend - molto positivo - da un paio d'anni a questa parte;
- i prezzi dei servizi, molto più bassi rispetto alla media nazionale.
Quello che dovrebbe migliorare:
- l'indice di nudità integrale, ora molto basso, specialmente per le donne;
- la disponibilità di parcheggi;
- l'accessibilità - non fisica, ma effettiva - delle calette, ora zona ancora troppo "borderline".

Alcune foto

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Ultima modifica di Wave il mercoledì 12 settembre 2007, 12:14, modificato 2 volte in totale.



giovedì 19 luglio 2007, 11:53
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Wave Italian Naturist Tour 2007 - Report n.2 - "Capocotta"

Ero già stato altre volte a Capocotta: non tanto spesso, però. Il traffico, la difficoltà di parcheggio (specialmente nei fine settimana), il mare che non è proprio un granchè, uniti alla maggiore vicinanza, dalla mia abituale residenza, dell'Arenauta, mi hanno fatto sempre un po' trascurare quella che è poi una delle sole tre spiagge autorizzate in Italia. Questa visita ha sostanzialmente confermato le impressioni dei miei precedenti soggiorni: Capocotta non è male, come posto e, di fatto, i romani possono ritenersi fortunati di poter avere a disposizione questa possibilità, ma...potrebbe essere meglio, molto meglio. Se ci fosse più gente nuda, se il tratto di spiaggia autorizzato fosse più ampio, se il personale che gestisce i chioschi, il ristorante, il bar fosse naturista o, almeno, agisse in tale ottica. Non nutro però molte speranze che la situazioni cambi, almeno nel prossimo futuro, in meglio: le associazioni sembrano avere abbandonato la spiaggia un po' a sè stessa ed il lato "commerciale" sembra ormai definitivamente prevalso su quei "fattori" che, nel bene e nel male, animavano una delle più antiche realtà naturiste e nudiste italiane.

Accessibilità

Capocotta è facile da raggiungere: si può arrivare da Ostia, da Pomezia, da Torvaianica, da Roma con la via del Mare o la Cristoforo Colombo. Il problema è però quello del traffico, specialmente lungo i grandi assi di scorrimento, nonchè - specialmente nei fine settimana ed in alta stagione - è molto ma molto difficile trovare parcheggio (attenzione: chiudere bene la macchina e non lasciare oggetti in vista!). Ciò rende non tanto peregrina l'idea di servirsi del trenino che da Roma Piramide porta al Lido di Ostia e poi dell'autobus ATAC (per info clicca qui)

Il luogo

Quella di Capocotta è una spiaggia di tipo sabbioso, abbastanza fine, come molte altre nel litorale tirrenico dalla Campania alla Toscana. La zona dell'Oasi Naturista è tenuta abbastanza bene, è pulita e scende dolcemente verso il mare, le cui acque non sono proprio caraibiche, ma - per essere a pochi km di distanza dalla più grande città italiana - si possono considerare di qualità generalmente accettabile. Nel giorno della nostra visita l'arenile si presentava pulito, ma il mare - complici le non ottime condizioni metereologiche - assai meno, a causa di una certa risacca sotto costa.

Servizi, attività & prezzi

In quanto a servizi Capocotta - con i suoi immediati dintorni - non ha nulla da temere rispetto alle altre "concorrenti" italiche, anzi per essere una spiaggia naturista risulta fin troppo "dotata" e comoda: c'è tutto quello di cui si può avere bisogno, dal ristorante, allo snack bar, al noleggio ombrelloni/lettini/sdraio/pedalò: il problema è che se non vi serve niente e volete solo starvene sulla spiaggia - che è e resta di fatto "libera" - con la roba vostra vi può essere fatto "pesare" un po'. Quanto ai prezzi sono "medio-alti".

Frequentazione

Il giorno della nostra visita - che era infrasettimanale e non ottimale come condizioni climatiche - l'Oasi Naturista risultava non particolarmente frequentata: qualche coppia etero, moltissimi uomini soli, due donne sole. Va comunque detto che, insieme a Lido di Dante (anzi, forse anche un po' di più), Capocotta vanta - come abbiamo potuto constatare anche in occasione delle nostre altre visite - i frequentanti con l'età media più bassa. In ogni modo è stato possibile stimare la presenza di una sessantina di persone, complessivamente nell'arco della giornata, di cui l'80% uomini ed il 20% donne.

Indice di tranquillità naturista
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Se si esclude il fastidio provocato da qualche "massaggiatrice per la cervicale" in tour, qualche singolo che butta un po' troppo lo sguardo, si può dire che a Capocotta, almeno nella zona ufficialmente riconosciuta, l'indice di tranquillità naturista può essere considerato discreto, almeno per la media nazionale, diciamo 60. Ciò anche grazie ai "bagnini" (che naturisti comunque non sono) i quali prontamente allontanano chi disturba (o almeno chi pensano disturbi, dato che in un'occasione - non questa, dato che non c'è stato nell'occasione alcun episodio spiacevole - m'è sembrato che venisse cacciata una persona che in realtà non stava facendo alcunchè di male, almeno in apparenza. Se poi si decide di avventurarsi oltre l'Oasi lungo la battigia o, ancor di più, sulle dune (che non andrebbero attraversate, dato che si tratta di una zona protetta dove depositano le uova molti uccelli) allora la situazione cambia e non è raro imbattersi in qualche disturbatore o assistere ad episodi di esibizionismo (di natura quasi esclusivamente omosessuale). Certo se si tiene conto che un tempo era possibile camminare nudi per diverse centinaia di metri, mentre ora ci si deve limitare all'area autorizzata (al di fuori della quale sono stati messi dei cartelli con scritto "il nudo integrale da questo punto in poi non è gradito") certo non c'è da esserne contenti. Quello che fa diminuire il nostro indice è piuttosto la notevole presenza di tessili, sia di passaggio che - purtroppo - all'interno dell'Oasi.

Indice di nudità integrale
Come "indice di nudità integrale" intendiamo la percentuale, indicata da 1 a 100, di persone integralmente nude all'interno del resort o del luogo in questione. E' operata una distinzione per sessi ed è talvolta indicato un valore a parte quando è presente una quota sensibile di bambini e/o adolescenti.

E' il punto dolente di Capocotta: quella che dovrebbe essere una spiaggia ufficialmente e solo fkk è in realtà nient'altro che un luogo "clothing-optional", fra l'altro dalle verve un po' modaiola. Di fatto - come abbiamo potuto constatare in occasione delle nostre visite - non più del 70% degli uomini e del 20% delle donne è integralmente nudo, il che potrebbe anche rappresentare un dato positivo se si trattasse di un sito "ufficioso" o a "naturismo tollerato" e non di una spiaggia ufficiale. Va detto che ciò che colpisce di più è l'impressione che il 100% dei presenti altrove (in Spagna, in Grecia) starebbe tranquillamente nudo, ma lì, nella sua "home beach", non lo è, perchè prova timidezza, teme di essere visto dal vicino, dal collega di lavoro o dal parente, o vuole mostrare il suo pareo ultimo modello....

Giudizio complessivo

Discreto :|

I punti di "forza":
- la vicinanza di Roma;
- il controllo nei confronti dei "disturbatori";
- la disponibilità di servizi.
Quello che dovrebbe migliorare:
- l'indice di nudità integrale;
- l'estensione ridotta dell'Oasi, ora sovraffollata in alta stagione e nel weekend.

Una foto aerea dell'Oasi

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giovedì 19 luglio 2007, 11:54
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Wave Italian Naturist Tour 2007 - Report n.3: "Nido dell'Aquila"

Nota: la prevista tappa di Marina di Alberese è saltata causa condizioni atmosferiche avverse.

Quella di Rimigliano è, forse, la novità - relativa, comunque - più interessante degli ultimi anni per quanto riguarda il panorama naturista nazionale. Partita quasi "in sordina", la spiaggia del Nido dell'Aquila, grazie alla comoda accessibilità, alla posizione dopo tutto isolata e non prossima ad alcun grande o medio centro urbano, alla disponibilità delle locali autorità comunali, agli sforzi dell'A.N.ITA., sta diventando una realtà consolidata, cui mancano - per essere al pari di Capocotta, Pizzo Greco o Lido di Dante, solo una vera ufficializzazione, nonchè l'apertura di una qualche struttura fkk nelle vicinanze dove poter soggiornare. Affollata particolarmente nei fine settimana (in cui, a differenza di tutti gli altri luoghi, dà forse il meglio di sè), ha ormai sostituito la non lontanissima spiaggia di Marina di Alberese (forse più bella ma molto più scomoda da raggiungere) nelle preferenze dei naturisti toscani e non solo. Una condizione assai positiva, quella della Toscana, dove nell'attesa dell'approvazione di una legge regionale sul naturismo che sembra ormai prossima, sono in qualche modo disponibili per la pratica naturista numerosi tratti di costa, fra i quali, oltre ai due precedenti, vanno ricordati Marina di Bibbona, la Buca delle Fate, il Tombolo di Feniglia, nonchè il Sassoscritto ed alcune calette dell'Elba. Una situazione che, in Italia, non ha pari.

Accessibilità

La spiaggia naturista è facilissima da raggiungere, trovandosi lungo la provinciale (Strada della Principessa) che da San Vincenzo porta al bivio per Populonia e quindi a Piombino. Esistono inoltre diversi cartelli (non sempre molto leggibili) con scritto "fkk", anche a qualche km di distanza. Il punto di riferimento è il Podere Tuscania, da dove è molto ma molto agevole (anche per persone a mobilità ridotta) raggiungere la spiaggia. Ribadisco comunque quanto già scritto qui. Negli infrasettimanali è consigliabile cercare di parcheggiare presso il Podere Tuscania (nessuno vi chiederà niente) o immediatamente a ridosso di esso, perchè - in caso contrario - occorre o una lunga passeggiata sulla spiaggia (dove, per la consistenza dell'arenile, si affonda e può risultare quindi stancante, soprattutto se si ha roba con sè) oppure nella pineta - lungo il sentiero n. 9 del Parco Naturale (assai piacevole come ambiente ma - come leggerete dopo - non consigliabile nel tardo pomeriggio). Esiste un servizio di bus che collega San Vincenzo ai grandi campeggi della litoranea e quindi eventualmente ci si può servire anche di esso (Info ATM).

Il luogo

Il sito è molto bello: non bellissimo al pari dell'Arenauta o del Guvano, ma assai gradevole. Quella naturista e' una lunga porzione (credo quasi un km o poco meno: ci sono cartelli che indicano la fine e l'inizio della zona fkk) della spiaggia, che è una tipica spiaggia tirrenica, più simile come composizione dell'arenile (ghiaietta molto fine, talvolta un po' fastidiosa specie quando scotta...) a quelle della Calabria che ad altre della Toscana o del Lazio. Alle spalle c'è una bellissima pineta (che può dare frescura in caso di molto caldo), mentre la spiaggia digrada in modo abbastanza dolce verso il mare. L'acqua è subito profonda (attenzione: come mi ha spiegato la gente del posto, in caso di mare agitato può essere molto pericolosa per la formazione di mulinelli e buche), generalmente molto pulita, anche se "soffre" di un po' di risacca costituita da piccoli legni, alghe e materiale di risulta (non di provenienza umana, comunque) probabilmente buttato a mare dai molti fiumi della zona. La zona è molto ventosa e, complice la consistenza della ghiaietta, può risultare difficile piantare l'ombrellone così come, dato che camminando si "affonda", non è l'ideale per chi ama le lunghe passeggiate. Va amaramente registrato che la spiaggia non è molto pulita e la retrostante pineta è in uno stato - in quanto a pulizia - di totale abbandono. Ed è veramente un peccato, perchè è (sarebbe...) molto bella.

Servizi, attività & prezzi

La spiaggia è una spiaggia "libera" e quindi ha tutti i (molti) vantaggi e (pochi) svantaggi del caso. Va detto che, comunque, a differenza di Lido di Dante, dove se non ci si rivolge ai petulanti venditori abusivi con frigo portatile non c'è praticamente alternativa, o del Mort, dove si può anche morire di sete, è alquanto agevole procurarsi da bere o da mangiare, nonchè farsi una doccia (purtroppo - vedi foto a fine report - con il costume) o avere accesso ad un wc. Basta recarsi al suo principio (verso destra guardando il mare) dove un po' arretrato rispetto all'arenile c'è un piccolo chiosco (non naturista - come ribadito da molti cartelli), che offre piatti pronti, gelati, bibite (qualità così così). Alle sue spalle c'è il blocco dei servizi (docce, spogliatoio & wc), a pagamento: occorre rivolgersi proprio al chiosco. Se poi si vuole qualcosa di più, in 5 minuti si arriva al Podere Tuscania, dove sono altri servizi (non docce) presso il bar ed un servizio di ristorazione (praticamente disponibile da ora di pranzo fino a sera) sicuramente migliore. C'è anche un piccolo negozio di prodotti del commercio equo e solidale. Prezzi generalmente medi. Inoltre a luglio ed agosto un venditore con carrello mobile offre snack e bibite: forse è un po' troppo rumoroso e passa un po' troppo spesso, ma il servizio è comunque utile.

Frequentazione

Non essendo particolarmente vicina a qualche centro urbano di grandi dimensioni, la spiaggia del Nido dell'Aquila ha una stagionalità particolarmente accentuata, di gran lunga superiore a quella di Lido di Dante. Nel senso che se è molto affollata nel fine settimana e ad agosto, è quasi vuota nel resto dei giorni, limitandosi la sua frequentazione a qualche villeggiante che alloggia nei molti camping vicini. Paradossalmente, come ho potuto constatare nel corso di due visite in due differenti periodi, dà il meglio di sè - caso unico - nel fine settimana, quando i naturisti sono di più, c'è una maggiore "consapevolezza" del carattere naturista e basta del luogo ed abbondano le famiglie con bambini. Nel resto della settimana (tranne ad agosto), invece, la spiaggia si presenta un po' vuota, dato che i naturisti non sono moltissimi e l'arenile piuttosto lungo. Così se nel weekend un buon 70% dei presenti è costituito da coppie con o senza figli, la percentuale s'inverte durante la settimana, quando la stragrande maggioranza è costituita da uomini soli, mentre solo il 30% sono coppie etero. Va detto che, come ho potuto personalmente constatare, nel corso della settimana l'arenile tende ad essere diviso in tre zone: una più tranquilla (quella più prossima al chiosco), frequentata da famiglie italiane e straniere, ma anche con il maggior numero di tessili; una dove s'insediano (poche) coppie senza figli; infine una terza, assai frequentata, a chiara connotazione gay, il cui affollamento aumenta considerevolmente dopo le 17.

Indice di tranquillità naturista
Come “indice di tranquillità naturista” intendiamo la possibilità, valutata da 1 a 100, di trascorrere una giornata di sano naturismo, senza essere infastiditi da guardoni, esibizionisti, maniaci, venditori di bibite, cibarie, tappeti, dvd pirata, collane e chincaglierie varie ed assortite, rumorose comitive, passeggiatori tessili, guardie municipali, vigilantes o altri tutori dell’ordine dediti alla persecuzione del naturismo e di chi lo pratica.

Tenendo conto che si tratta di una spiaggia dove - ad eccezione del primo tratto, in cui si piazza il sabato e la domenica un presidio dell'A.N.ITA. - non c'è alcun tipo di controllo, l'indice di tranquillità naturista non è basso, ma bisogna certamente operare una distinzione rispetto al posto dove ci si mette ed al giorno della settimana. Diciamo che se si staziona nella prima zona, è sabato o domenica e c'è il presidio, possiamo dire esso sia 70 - dato alquanto positivo, se ci si sposta più in là e, soprattutto, è giorno infrasettimanale, allora scende fino a 50 - comunque nella media nazionale o poco più. Guardoni ce ne sono, non pochi, anche se raramente assumono (come capita invece a Lido di Dante o all'Arenauta) comportamenti molesti. Tessili in passeggio non mancano, ma non sono comunque molti, così come i vari venditori abusivi (situazione comunque migliore rispetto alla Bassona). Un discorso a parte merita la pineta: dopo le 17 (ma anche prima), negli infrasettimanali, può essere un'esperienza spiacevole incamminarsi dentro di essa. M'è capitato ogni volta d'essere seguito, con insistenza, ed ero solo (anzi credo proprio perchè ero solo e senza compagnia femminile): non sono tipo che si spaventa facilmente, ma una sera verso le 19 ho dovuto anche correre per seminare un tipo che mi tampinava con molta insistenza. Fra l'altro, a differenza di Capocotta o dell'Arenauta, dove i gay non sono pochi, quella pineta dà un'impressione di omosessualità repressa e quindi vissuta male.

Indice di nudità integrale
Come "indice di nudità integrale" intendiamo la percentuale, indicata da 1 a 100, di persone integralmente nude all'interno del resort o del luogo in questione. E' operata una distinzione per sessi ed è talvolta indicato un valore a parte quando è presente una quota sensibile di bambini e/o adolescenti.

Anche qui il Nido dell'Aquila dà il meglio di sè nel fine settimana, quando c'è una presenza naturista più matura e convinta. Nella fattispecie possiamo dire che l'indice di nudità integrale è quindi variabile: per gli uomini oscilla tra il 60 e l'80%, mentre per le donne è compreso tra il 40 ed il 60%, a seconda se infrasettimanale o no. Possiamo anche scrivere che, nel weekend, le famiglie con bambini sono molte (forse è questa la spiaggia italiana più frequentata dalle famiglie), molte delle quali integralmente nude dal papà fino ai babies. In ogni caso, per la media italiana, si tratta di percentuali molto alte.

Giudizio complessivo

Buono :)

I punti di "forza":
- è un luogo straordinariamente accessibile, per la media delle spiagge naturiste italiane;
- il posto è naturalisticamente bello, come panorama e spiaggia (un po' meno il mare, spesso di difficile accessibilità);
- c'è una certa tranquillità, specie nei weekend, ed un accettabile indice di nudità integrale.
Quello che dovrebbe migliorare:
- la pulizia della spiaggia e, soprattutto, della pineta;
- la frequentazione della pineta, zona di fatto off limits dopo le 17 e durante la settimana;
- la disponibilità di un luogo naturista dove poter dormire nelle vicinanze.

Alcune foto

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Wave Italian Naturist Tour 2007 - Report n.4 - "Villaggio del Sole"

Nota: la prevista tappa del Guvano è saltata causa condizioni atmosferiche avverse.

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Era diverso tempo che avevo l’intenzione di trascorrere dei giorni al Villaggio del Sole: forse più di un anno. Seguivo le loro iniziative per il forum, avevo anche avuto con lo staff qualche scambio “epistolare” – per questioni di servizio – che m’era servito per capirci un po’ di più, ma, sia la lontananza del luogo rispetto alle zone che solitamente frequento, molto per il resto il timore di sobbarcarmi un viaggio lungo e costoso per poi trovare qualcosa di diverso da quello che pensavo fosse, m’avevano fatto sempre rimandare. Diciamolo: la paura di restare delusi c’era e come capita per quei viaggi che uno ha sempre sognato di fare ma rimanda sempre perché teme di ritornare privo di un sogno e con la triste compagnia di una realtà diversa avevo alla fine rimandato ogni volta. Quando ha progettato questo “Italian Naturist Tour” ho però pensato che non potevo non fare quella tappa: un po’ come per il resto del viaggio volevo rendere un servizio al forum e, visto che quei pochi che c’erano stati ne avevano riferito positivamente, m’è sembrato il caso di andare a dare un’occhiata (anche due, va…). Il sogno è restato tale: il dolore è solo quello di non poterci tornare che, al massimo, un paio di volte all’anno…

Accessibilità

Arrivare al Villaggio è facile, a patto di avere un proprio mezzo di locomozione. In merito le indicazioni riportate qui sono semplici e precise: noi le abbiamo seguite arrivando alla meta senza alcun problema. Dall’autostrada ci si impiega una ventina di minuti, di strada buona, leggermente trafficata solo nel primo tratto, poi è tutto un lambire bei borghi di collina, vigneti, campi coltivati, boschetti: quando sullo sfondo appare – alto - il borgo murato con la splendida chiesa di Cortazzone si è praticamente arrivati.
Ho visto delle fermate di bus lungo la strada provinciale, ma sinceramente non sono in grado di fornire il tipo e la frequenza dei servizi: sono comunque sicuro che chi non ha né auto né moto potrà essere “preso” – soprattutto per soggiorni di più giorni – da qualcuno dello staff anche alla non lontana stazione di Asti.

Il luogo

Dalle pagine del sito di Assonatura (clicca qui) dedicate al Villaggio del Sole non si riesce facilmente a comprendere cosa esso sia: piuttosto c’è tutto un elenco di quello che il Villaggio non è. E devo dire che c’ho messo anch’io un po’ di tempo a capire cosa esattamente sia il Villaggio, giungendo alla conclusione che è un po’ di tutta una serie di cose messe insieme, che talvolta si collocano su piani diversi ma non per questo contrastanti.
Innanzitutto è un luogo naturista, dove – come leggerete in seguito – la nudità è rispettata al 100 %. E’ un agriturismo con possibilità di ristorazione e di alloggio, nel vero senso della parola, dato che potrete entrare in contatto con una terra che è coltivata da chi ci vive e mangiarne i prodotti, che cambiano a seconda dei mesi. E’ un piccolo campeggio, senza alcuna attrezzatura non necessaria. E’ un insediamento eco-compatibile, dato che si cerca di non utilizzare in alcun senso prodotti industriali potenzialmente tossici: dal cibo, ai saponi, ai repellenti per gli insetti, ai combustibili per il riscaldamento. E’ un bosco, esteso sulle pendici di una collina, dove potrete camminare nudi in totale libertà, tra lepri, scoiattoli e tanti volatili. E’ un piccolo centro benessere, naturista com’è giusto che sia, ancora sprovvisto di sauna, ma con possibilità di massaggi, idromassaggio, trattamenti vari, sempre senza utilizzare prodotti industriali. E’ un luogo dove potersi recare sia per rilassarsi che per divertirsi un po’, in totale libertà: leggendo un libro, facendo jogging, nuotando in piscina, prendendo il sole, ballando al suono di un’ottima selezione “eighties”, giocando a minivolley, scambiando semplicemente quattro chiacchiere. E’ un centro di studio e di pratica per quanto concerne le discipline finalizzate al raggiungimento del benessere del corpo e dello spirito: dallo yoga, alla biodanza, al tantra (e l’elenco potrebbe continuare a lungo...). Infine, last but not least, è la casa di una famiglia (ma, pare, presto se ne aggiungeranno delle altre) – Davide, Olga - la sua sposa russa - e la piccola Valentina - che ha scelto di vivere in modo diverso, lontano dalle ansie, dai ritmi, dalle “schiavitù”, dai pericoli ma anche da qualche comodità di chi conduce una normale esistenza urbana o metropolitana.

Strutture

Il Villaggio è nient’altro che un casale rurale di medie dimensioni che è stato reso quanto più possibile funzionale – i lavori sono comunque ancora in corso – per fungere da agriturismo naturista.
Giunti al cancello (che è aperto da mattina a sera nel senso che non ci sono né citofoni, né serrature) si percorre un vialetto sterrato e si arriva ad uno slargo adibito a parcheggio (in caso di grande affluenza viene anche riservata alle auto una porzione del terreno più in alto), che si apre alla sinistra dell’edificio principale. Questo ospita al piano terra la cucina, la sala massaggi, una delle stanze dell’agriturismo, la biblioteca/discoteca, ripostigli, office e dispense; al primo sono invece l’abitazione dei proprietari, altre tre stanze da letto, l’idromassaggio, un altro bagno. Va detto, in proposito, che una parte del primo piano deve essere ancora ultimata.
Di fronte il casale è uno spiazzo attrezzato sia come area conviviale che – con una lunga tavolata – per pranzi e cene (la colazione è invece servita al grande tavolo in cucina); c’è inoltre una piccola zona giochi per i bimbi. A sinistra una rampa, sterrata, conduce al campo di mini volley, mentre a destra c’è un grande blocco con la reception (con distributore automatico di bibite calde e fredde) ed i servizi (docce, wc, lavabi, lavatoi per stoviglie ed indumenti) rigorosamente – com’è giusto che sia – unisex. Procedendo poco più avanti s’incontrano una zona per le grigliate, nonché le prime piazzole riservate alle tende.
Tra queste c’è una scala in legno, divisa in due rampe, che porta all’area sopraelevata, dove c’è un grande prato, circondato da alberi, che funge da solarium, la piscina (di quelle in plastica), altre docce, infine dei gazebo utili sia per consumare colazioni al sacco che per intrattenersi o celebrare momenti sociali (come i matrimoni naturisti).
Il bosco, in cui la prima zona è divisa in piazzole per tende (alcune – abbastanza grandi - sono già montate e disponibili per gli ospiti), occupa tutta la parte inferiore del rilievo su cui sorge il Villaggio: diversi sono i percorsi per trekking. Al suo interno sorge anche il “tempietto”, una tenda trasparente dove spesso vengono effettuati i massaggi o altri trattamenti con una sensazione di grande condivisione con la natura circostante. Attenzione alle zanzare e similari: il Villaggio, data la sua natura ecocompatibile, non usa sistemi industriali/tossici e quindi o provvedete da soli o...poveri voi!

Servizi, attività & prezzi

Al Villaggio si può fare molto o quasi nulla: è una scelta personale ed una delle cose più apprezzabili è che nessuno insisterà per farvi fare qualche attività. Dovrete, infatti, essere voi a chiederlo, seguendo un vostro personale percorso di condivisione rispetto a quella che è l’idea che sovrintende alla struttura.
Se semplicemente vi va di prendere un po’ di sole ed, al limite fare un bagno in piscina, basta tesserarsi ad Assonatura (è prevista una giornata di “ambientamento") e pagare l’ingresso. Nessuno vi chiederà altro e potrete trascorrere la giornata anche in completa solitudine (anche se la socializzazione resta sempre un elemento portante della pratica naturista…).
Volete usufruire dei numerosi servizi messi a disposizione da Davide, Olga e da altri habituè del luogo (sinceramente non crediamo sia il caso di parlare di staff e certamente non di “dipendenti”: al Villaggio c’è semplicemente un gruppo di persone che ci vive ed ha più a cuore la “cosa”…) come Giorgia per i massaggi o Nadia per la cucina? Non avrete che da chiedere: la scelta è vasta anche se è sempre meglio prenotare o comunque avvisare prima (specialmente nei weekend).
Noi abbiamo optato per la formula “Natura e coccole” che comprendeva, oltre al pernottamento nel Bed & Breakfast, anche la pensione completa (ma sarebbe meglio dire mangiare insieme agli altri “abitanti” del Villaggio perché si mangia – bene [anche se, dato che veniamo da una città di mare, avremmo preferito la carne al pesce per la grigliata di domenica!!!] – tutti insieme e tutti le stesse cose), due massaggi ed un idromassaggio a testa, un trattamento reiki per lui ed uno di bellezza per lei: dobbiamo dire eseguiti, oltre che con competenza, con notevole partecipazione da parte di chi li ha fatti (Davide per mia moglie; Olga e Giorgia per me), il che è la cosa più apprezzabile perché dà al tutto un carattere “emozionale” (com’è specifico di tutto quanto ha luogo al Villaggio, dove – lo ripetiamo – l’aspetto “situazionale” – può piacere o no - è sempre ricercato, particolarmente da Davide) e non freddamente “professionale”.
Logicamente si può scegliere anche una sola attività delle numerose proposte (le potete trovare qui) (i prezzi – un po’ più bassi, ma non tanto, della media - sono sempre chiaramente indicati, così come c’è una spiegazione abbastanza adeguata del tipo di trattamento), o semplicemente ci si può limitare al solo pernottamento.
Ripeto: il Villaggio è fatto per “regalare” benessere a chi lo cerca e quindi se il vostro benessere è starvene da soli nel bosco tutti rispetteranno la vostra scelta. Certo la socializzazione e – per quanto non necessaria – la scelta di uno o più dei servizi offerti dal Villaggio vi consentiranno di sentirvi più partecipi dell’idea e di entrare più rapidamente e profondamente in sintonia con chi vi abita. Poi per il resto, è il caso di ricordare che al Villaggio non c’è la tv - almeno per uso pubblico, non ci sono radio, c’è un solo pc ma è per uso personale di Davide e funge anche da sintoamplificatore per la discoteca, il telefono è di servizio ed i telefonini prendono poco e male (anzi è auspicabile vengano spenti per la tranquillità di tutti – ehm mia moglie chiede ancora scusa…), i quotidiani non arrivano, non c’è il supermercato e vi dovrete accontentare di quello che passa la casa per la pappa. Anzi va detto (e questo è un limite, ahimè, lo dobbiamo registrare) che si paga solo in contanti: bancomat e carte di credito non sono accettate (il bancomat più vicino è a Monale, nella piazza)!

Frequentazione

Ci è stato spiegato che il Villaggio (il Bed & Breakfast è sempre aperto anche se la maggiorparte delle attività si concentrano da inizio aprile a fine settembre, nonché nel mese di dicembre, mentre è possibile campeggiare – per una questione di autorizzazioni comunali – solo a luglio ed agosto) è molto frequentato nei mesi immediatamente precedenti e successivi quelli prettamente estivi (luglio ed agosto per l’appunto), specialmente nei fine settimana.
Nonostante ciò, nei giorni della nostra visita (primo weekend di luglio), il numero dei presenti (per la quasi totalità piemontesi e lombardi) ha oscillato da un minimo di quindici (la sera di sabato) ad un massimo di cinquanta (domenica ad ora di pranzo). In grandissima prevalenza coppie etero tra i 40 ed i 50, qualcuna con bambini al seguito, la maggior parte no; qualche coppia oltre i cinquanta; qualcuna in più tra i 30 ed i 40 (noi, che siamo a metà dei trenta, siamo stati sicuramente i più giovani per gran parte della permanenza); credo nessuna sotto i 30 (e m’è stato confermato da qualche habituè che – come d’altra parte ovunque nei luoghi naturisti – i ventenni sono pochi e rari). C’era poi qualche singolo, più domenica che sabato: qualcuno è habituè della struttura, altri non lo erano. Abbiamo visto qualche famiglia straniera (olandese e francese) nella zona camping e c’è stato confermato che ciò capita spesso, ma nessuno dei suoi componenti ha partecipato alle attività del Villaggio (c’hanno detto che è quasi sempre così: gli stranieri socializzano poco e preferiscono riposarsi nel bosco).

Indice di tranquillità naturista
Come “indice di tranquillità naturista” intendiamo la possibilità, valutata da 1 a 100, di trascorrere una giornata di sano naturismo, senza essere infastiditi da guardoni, esibizionisti, maniaci, venditori di bibite, cibarie, tappeti, dvd pirata, collane e chincaglierie varie ed assortite, rumorose comitive, passeggiatori tessili, guardie municipali, vigilantes o altri tutori dell’ordine dediti alla persecuzione del naturismo e di chi lo pratica.

Anche se non viene effettuata a priori alcuna "selezione" all'ingresso, il controllo esercitato dagli abitanti del Villaggio e dagli habituè, nonchè il "tono" generale della struttura consentono di godere di un indice di tranquillità naturista altissimo, quasi massimo, diciamo pari a 90, cosa che rende il Villaggio del tutto consigliabile sia a famiglie con bambini che a chi ha il desiderio di passare qualche ora in totale nudità senza contrattempi.

Indice di nudità integrale
Come "indice di nudità integrale" intendiamo la percentuale, indicata da 1 a 100, di persone integralmente nude all'interno del resort o del luogo in questione. E' operata una distinzione per sessi ed è talvolta indicato un valore a parte quando è presente una quota sensibile di bambini e/o adolescenti.

Al Villaggio si sta - ospiti e staff, sempre ed ovunque - nudi, totalmente, com'è giusto che sia: in piscina, nel solarium, nel bosco, nei bagni, in cucina, a tavola, durante i massaggi e gli altri trattamenti. E così è stato nel corso della nostra visita [con l'unica eccezione di sabato sera sul tardi causa "freschetto"]. L'indice di nudità integrale è quindi (caso direi unico in Italia) pari al 100%, sia per gli uomini, che per le donne, che per i bambini. Anche se è prevista una giornata d'ambientazione per le donne (non ripetibile) mi sentirei di SCONSIGLIARE un soggiorno al Villaggio a chi si è avvicinato da poco al naturismo, ha ancora dei problemi e delle remore, ha una partner poco convinta: non è - diciamo - da novizi, anche se i "villeggianti" faranno di tutto per mettervi a vostro agio.

Giudizio complessivo

Ottimo :D

I punti di "forza":
- il sito, veramente bello paesaggisticamente;
- la disponibilità e la discrezione dello staff;
- l'aspetto "emozionale" dei servizi;
- il rispetto della nudità;
- il clima di grande tranquillità.
Quello che dovrebbe migliorare:
- la possibilità di pagare con bancomat e/o carte di credito;
- predisporre delle aree coperte per la socializzazione;
- rendere disponibili per gli uomini alcuni trattamenti ora riservati solo alle donne.

Addendum: una nuova visita

Nuova visita al Villaggio del Sole, questo agosto, nient'altro che - oltre il piacere di tornarvi - per valutare la struttura in un periodo differente a quello in cui l'avevamo vista la prima volta. Il giudizio permane del tutto positivo, anzi se possibile ancora di più.
Abbiamo infatti trovato un ambiente - composto per la quasi totalità di coppie etero italiane intorno alla quarantina, qualcuna con bambini, più qualche singolo (a margine: sinceramente devo dire che mi restano ancora oscure le regole relative all'accesso degli uomini soli) - molto gradevole, il che ha creato occasioni di socializzazione maggiori rispetto al nostro primo soggiorno, quando il Villaggio era prevalentemente abitato dai soli habituè (anche loro alquanto simpatici ma, per forza di cose, tendenti a darsi più "confidenza" fra loro...).
Complessivamente nel periodo della nostra visita (4 notti) la punta massima di frequentazione si è raggiunta questa volta il sabato, quando i "villeggianti" saranno stati una trentina circa. Spiace comunque constatare - ed i motivi ce ne restano ancora oscuri, se non forse la localizzazione geografica del Villaggio, decentrata rispetto al resto del Norditalia, nonchè la concorrenza de Le Betulle - che questa meravigliosa struttura, gestita così bene, sia così poco frequentata...
Alcune novità: il catering è ora non più "prodotto" in loco ma fornito dal ristorante la "Locanda del Pittore" di Cortazzone: sarà meno "biologico", ma il risultato è comunque ottimo, come abbiamo potuto constatare in occasione della cena a tema del sabato; è stata arricchita l'offerta di massaggi disponibili (soprattutto per le donne) ora molto più dettagliatamente illustrati rispetto a prima.

Alcune foto

Indicazioni sulla via per Viale ed il cancello d'ingresso:
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Il casale, dall'esterno:
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La reception:
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La zona "ristoro" inferiore:
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L'area dove sono previsti i bungalow:
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Uno angolo del campeggio ed uno dei "carrelli tenda" disponibili:
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La zona "solarium" antistante la piscina con sullo sfondo la "zona ristoro" superiore:
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Ultima modifica di Wave il martedì 18 settembre 2007, 11:05, modificato 4 volte in totale.



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Wave Italian Naturist Tour 2007 - Report n.5 "Oasi di Zello"

La nostra visita all'"Oasi di Zello", la (remota) area naturista del noto "Villaggio della Salute più" di Monterenzio, ha avuto caratteri che - se non avessimo a cuore le sorti del naturismo italiano - oseremo definire a dir poco "comici", come leggerete nelle righe qui sotto. Ma, nonostante momenti certamente simpatici (a noi piace godere della vita e siamo soliti non prendercela, specie se siamo in vacanza...), c'è rimasto dentro un sentimento misto di amarezza e disillusione. E ci stupisce dato che di questo posto avevamo letto bene sul forum e l'abbiamo preferito, nell'organizzazione del tour, a Cà le Scope, proprio perchè "nuovo" a differenza di quest'ultimo. Ma se il "nuovo" in Italia è questo, allora meglio lasciar perdere, e farsi una bella risata sopra, ma per non piangere...

nota: questa volta - per rendere meglio l'idea di quanto successo - sarò meno schematico e più "discorsivo".

Accessibilità

E' lunedì mattina: tempo bellissimo, neppure una nuvola in cielo, nonostante le previsioni. Lasciamo l'autostrada a Castel San Pietro Terme, contenti perchè oggi c'aspetta finalmente un posto nuovo, di cui molti parlano bene. Noto, con piacere, che nel centro cittadino - anzi fin dalla via Emilia - numerose indicazioni segnalano la strada per il Villaggio della Salute. Tutto lascia presagire che passeremo delle belle ore...
Pochi km e siamo sulla provinciale in direzione di Monterenzio: un po' tortuosa, ma il traffico è poco ed il paesaggio interessante, con bianche colline calcaree piuttosto spoglie, molto simili a quelle del sud senese. Ed ecco che finalmente appare, nella sua effettiva bellezza, il grande complesso del "Villaggio della Salute". A noi che l'avevamo visto solo su internet fa un certo effetto: costruzioni linde e colorate, piscine, ristoranti. Sappiamo che l'Oasi non è lì, ma almeno immaginiamo che - essendo la gestione la stessa (pensavamo, ma abbiamo capito che così non è...) - la cura dei luoghi sia uguale in tutto e per tutto.
Alla nostra destra s'apre un grande parcheggio: sono le 11 e 30 ed è quasi tutto pieno. Con un po' di difficoltà troviamo posto e parcheggiamo. "Bisognerà fare un biglietto! - mi chiedo - e dove?". Complice mia moglie che voleva dare un'occhiata al complesso ci muoviamo verso l'ingresso ed un bel cartello dipana ogni nostro dubbio:

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"Ah, ecco, la biglietteria per l'oasi è di qua!". Entriamo nel complesso: bello, quant'è bello! E come sarebbe bello se l'area naturisti fosse al suo interno: un vero paradiso, sarebbe. Ma, noi lo sappiamo, non è così.
Troviamo la reception - biglietteria. C'è un po' di gente, ma mica tanta. Gli addetti sono due: uno, più anziano, è intento a fare calcoli con una calcolatrice portatile e, ad ogni tentativo da parte nostra di ricevere un po' d'attenzione, abbasserà repentinamente lo sguardo; l'altro, un giovane dall'aria efficiente, sta incassando degli euro da una coppia in partenza.
E' il caso - qui - di fare una precisazione, per chi non ci conosce (anche se sul forum ormai ci hanno conosciuti in molti...). Siamo due persone dall'aspetto normalissimo, come lo può essere una coppia a metà dei trenta, vestiamo in maniera più che dignitosa, certamente non andiamo nudi al di fuori delle zone fkk, nè andiamo in giro come se ci dovessimo sposare di lì a pochi minuti. Viaggiamo tanto: non siamo due sprovveduti. Parliamo inoltre un italiano più che fluente, senza alcuna inflessione dialettale e, soprattutto davanti a persone che stanno facendo il loro lavoro, assumiamo solitamente (specie chi scrive) un atteggiamento fin troppo gentile e disponibile.
Aspetto il mio turno, con grande pazienza, anche perchè dopo aver finito di servire la coppia che ci precedeva, il giovane dall'area efficiente si volta e si mette a fare altro.
Dopo un po' di attesa, s'avvicina finalmente al banco: "''Giorno - io - vorremmo due biglietti per l'Oasi naturista"; "Non è qui" - lui, con fare piuttosto risoluto e scocciato, e si volta riprendendo a fare altro. "Mah!" - penso fra me e me - "eppure c'è il cartello fuori...", ma decido di non farglielo notare: sto in vacanza e non alla guerra. "E quindi, dove?" - m'azzardo a chiedere. "Duemila - biascica l'individuo, facendo un vago gesto con la mano in direzione di un qualcosa non facilmente identificabile - duemila, signore".
"Duemila che?" - penso - "duemila euro (!), duemila gradini, duemila ... metri? Ma d'altezza? O cosa?".
Non so se incavolarmi o prendermela con filosofia: nel frattempo mi giro e noto che, alla parete di fronte, è appesa una mappa del complesso: l'"oasi naturista ed ecologista" appare in un riquadro in alto a sinistra, come in un'altra dimensione, lontana, irraggiungibile - esterna, come non degna di figurare in cotanto splendore, a differenza di siti pittoreschi quali "i 7 chakra", il "mandala della meditazione" o il "rifugio dell'urlo liberatorio" (sic). Mah!

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Dato che non voglio cominciare la visita mandando a quel paese chi - come quest'individuo - sta facendo male il proprio lavoro, mi limito a chiedere, in maniera volutamente retorica "Quindi si fanno sul posto, i biglietti?", ricevendo come risposta un "E' certo [e io che ne so...]: è un'altra gestione!".
Usciamo. Sono molto tentato dall'andarmene, altrove, ma poi penso che sono arrivato fin là, che la colpa di uno non deve ricadere su tutti e quindi, raggiunta la macchina, muovo in direzione di Monterenzio, sulla provinciale, nient'altro che per intuito rispetto alla carta di cui sopra.
Proseguo lungo la strada, nella speranza di trovare un segno, un'indicazione chiara, grande, visibile anche dall'abitacolo della vettura, ma sinceramente vedo solo dei piccoli cartelli assolutamente insignificanti: dopo tre km e mezzo intuisco che o ho sbagliato direzione o ho saltato la stradina: ma sono tutte supposizioni, dato che nessuno m'ha spiegato alcunchè.
Torno indietro e con notevole sforzo comincio a dare un'occhiata a tutti i cartelli lungo la strada, soprattutto in corrispondenza di strade sterrate. Perchè so dal forum che la strada è sterrata e non un granchè: mica alla reception me l'hanno detto. Quando, finalmente, un cartello semi-pericolante, sito ben oltre la provinciale, ai margini di un bosco, attira la mia attenzione.

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E' accompagnato da un altro ancora più piccolo e meno visibile, con un divieto d'ingresso - questo:

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quasi si trattasse di qualcosa di semi-clandestino.
Contenti per aver finalmente trovato almeno un segno dell'esistenza di questa nota "Oasi" cominciamo lo sterrato: una stradaccia, piena di pietre, con una certa pendenza, che è stata la gioia della mia macchina, nuova e perdipiù dal "fondo basso"...meno male che non sono un guidatore in erba. "A pensare che questi li dobbiamo pure pagare ed hanno il coraggio di proporre questa strada indecente". Altri tristi pensieri m'affollano la mente "Sei tessile? Prego, qui c'è ogni comodità. Naturista? Allora inerpicati e se ti si sfascia la macchina sono fatti tuoi". Mi sembra quella nota pubblicità "Turista no Alpitour? Ahi, Ahi".

Il luogo

Il peggio sembra (?) ormai passato. Siamo ormai sulla cima della collina. Bello, panoramico, ma comincio a chiedermi: "Non c'è una casa giù in valle, un paese, che senso ha doversi inerpicare quassù? L'area naturista non potevano farla altrove?". Dopo tutto lì l'aria è buona ovunque...
Arriviamo ad uno spiazzo erboso con un segnale "parcheggio": ormai sono quasi le 13. C'è solo un'altra auto parcheggiata. Scendiamo. Silenzio. Direi quasi desolazione.
Finalmente vediamo il casale: rustico, non c'è che dire. Me l'aspettavo più grande e, soprattutto, messo meglio. Davanti numerose sdraio in plastica verde messe un po' qui, un po' là, alla rinfusa. Molte sono sporchine. Su di una un asciugamano (ma il suo proprietario non si materializzerà mai davanti ai nostri occhi: sarà stata abbandonata il giorno precedente?). Un gazebo, una mini-mini piscina con poca acqua. Segni di "lavori in corso" un po' ovunque, dei wc chimici di colore rosso, cumuli di calce, tanta polvere. Mi sembra più un cantiere che un'oasi...
Ma, cosa che mi colpisce più di tutto: non c'è anima viva...
Ci guardiamo pensando di essere su "Scherzi a parte". Ma non credo: non siamo due celebrità.
Vaghiamo per almeno venti minuti per lo "spiazzo erboso in collina" pomposamente chiamato "oasi naturista ed ecologista". Vediamo che ci sono dei sentieri che conducono nel bosco ma non ci sembra il caso d'avventurarci. Non sappiamo se trattenerci o no, ci viene anche il dubbio che sia giorno di chiusura e non ce l'abbiano comunicato (possibile, vista la loquacità del personale della reception).
Ci accomodiamo - seduti - su due lettini, senza spogliarci: non ci sembra il caso, anche se il tempo è buono.
Sentiamo il rumore di un auto: uelà non saremo più soli.
C'alziamo in piedi e vediamo sbucare dalla rampa erbosa un ragazzino, forse neanche vent'anni, in maglietta e tuta: fa come se ci volesse passare davanti per dirigersi altrove, ma, al nostro cenno di saluto, si volta, ci viene incontro e con aria solenne, greve, ci comunica: "Il padrone [sì - "padrone": comincio a pensare di essere in un autolavaggio o nella Londra di Dickens] è malato, sta molto male". "Ah" - rispondiamo. La vicenda da comica sta assumendo dei contorni tragici: io non so che fare. Mi guardo intorno imbarazzato - come mi capita in queste occasioni - e sto per esprimergli i miei sentimenti; mia moglie - mi dirà poi - pensava ci chiedesse di recitare con lui qualche preghiera.
In ogni caso ci pensa il baldo giovane a toglierci dall'imbarazzo: ci fa segno di risederci ed aggiunge "Potete tranquillamente restare, eh: è aperto come sempre!". La cosa positiva è che non c'ha chiesto soldi...

Strutture

Nel frattempo, mentre mia moglie cerca di stendersi (ma non lo farà) faccio un giro del complesso. Non entro però nel casale: non vorrei pensassero che io voglia farmi una sauna (fa già molto caldo e con la piscina vuota non c'è altra soluzione che l'ombra degli alberi). Il ragazzino è scomparso. Il posto - finiti i lavori e restituita al tutto un'apparenza normale - potrebbe anche essere carino, ma, mi chiedo, ha un senso spendere 20 euro per stare quassù? Con Cà le Scope e soprattutto Lido di Dante ad una mezz'ora? Mah. E se... [a pensar male si fa peccato, ma spesso s'azzecca...]
Passa un altro quarto d'ora: siamo sul punto di andarcene. Sinceramente un po' non abbiamo ancora capito cosa ci stiamo a fare lì, per il resto c'è venuta l'idea di essere se non indesiderati quanto meno "fuori luogo".
Ci muoviamo verso il parcheggio, soli come eravamo arrivati, quando...arriva un'altra auto!!!!
Sbuca un sorridente signore romagnolo, dall'aria simpatica, direi gioviale.
"Oh, salve!". Rispondiamo cortesemente al saluto. "Andate via?". "Beh, sì...abbiamo visto che oggi è giorno di lavori. Ma lei è...?". "Io? Sono il proprietario!"
Non so se ridere, se inginocchiarmi e gridare al miracolo o che altro...
"Eravamo molto preoccupati per le sue condizioni di salute" - fa timidamente mia moglie. "Ah, sì?" - sorpreso, lui. Ci chiede se il posto c'è piaciuto. Siamo troppo educati per dirgli che è uno sfacelo: mi limito solo ad avanzare dubbi sulla praticabilità della strada. Ma il primo a rendersi conto del "disastro" è proprio lui: e va giù pesante contro gli operai che non finiscono i lavori, contro le aziende che non gli mandano la roba acquistata, contro le ditte che non rispettano i tempi, contro il "Villaggio della Salute" che non se ne importa (ma no?!?), contro il Comune che non aggiusta la strada: mi sembra una di quelle trasmissioni di Rai Tre dove tutti si lamentano. Poi è un tutto "qui faremo, là costruiremo, lì prevediamo, sopra progettiamo...". Ma, conclude, lui è entusiasta e noi, ai quali non va di rovinare altre giornate dopo la nostra, ci congediamo con un "in bocca la lupo, allora..."

Servizi, attività & prezzi

Non ne abbiamo provato alcuno: tranne le sdraio! In ogni modo il casale dovrebbe ospitare una sauna e qualcos'altro. La piscina era chiusa; l'idromassaggio (piccolo in 4) spento. In compenso non abbiamo speso niente (e meno male, dato che se i prezzi sono quelli pubblicizzati sono fuori di ogni logica).

Frequentazione (o, meglio, "i personaggi")

Noi, un giovane operaio, il "padrone" (simpatico!)

Indice di tranquillità naturista
Come “indice di tranquillità naturista” intendiamo la possibilità, valutata da 1 a 100, di trascorrere una giornata di sano naturismo, senza essere infastiditi da guardoni, esibizionisti, maniaci, venditori di bibite, cibarie, tappeti, dvd pirata, collane e chincaglierie varie ed assortite, rumorose comitive, passeggiatori tessili, guardie municipali, vigilantes o altri tutori dell’ordine dediti alla persecuzione del naturismo e di chi lo pratica.

Totale...come a casa nostra.

Indice di nudità integrale
Come "indice di nudità integrale" intendiamo la percentuale, indicata da 1 a 100, di persone integralmente nude all'interno del resort o del luogo in questione. E' operata una distinzione per sessi ed è talvolta indicato un valore a parte quando è presente una quota sensibile di bambini e/o adolescenti.

Il personale era vestito ed anche noi ci siamo adeguati, quindi 0% (per entrambi i sessi...)

Giudizio complessivo

Ora, al di là degli aspetti comici della vicenda e del fatto che una giornata "storta" può capitare a tutti (anche se ce lo potevano dire giù alla reception - avremmo fatto altro - ma, ripeto, ho l'impressione che non ne sappiano niente nè se ne importino...), quest'avventura porta anche ad amare considerazioni: se la legge non va avanti in Parlamento, i tratti di costa a disposizione dei naturisti sono pochissimi e quasi sempre clandestini, e, quindi, l'unica speranza è che i privati investano nel naturismo, se il livello (e la qualità) dell'investimento deve essere questo, beh, allora mettiamoci su la parola "fine". E, se il pressapochismo addolora, la sensazione di essere dei "fessi" pronti per essere spennati mentre i tessili sono trattati da signori ci fa arrabbiare. E non poco.

Scadente in occasione della nostra visita, forse mediocre in condizioni normali :cry: / :(

I punti di "forza":
- il panorama dei dintorni, il bosco, l'aria buona;
- l'entusiasmo e la buona volontà del "padrone".
Quello che dovrebbe migliorare:
- tutto il resto.

Alcune foto

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giovedì 19 luglio 2007, 14:36
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Wave Italian Naturist Tour 2007 - Report n.6: "Lido di Dante"

La spiaggia di Lido di Dante è una specie di "quintessenza" di quello che è, nel bene e nel male, il naturismo italiano, nel senso che è - al tempo stesso - sia "tutto" che "niente", sia il "buono" che il "cattivo", sia il "futuro" che il "passato": oltre tutto è senza ombra di dubbio la più grande realtà naturista del Paese. C'ero già stato due anni fa, nell'ambito di un piccolo tour che - in marcia di avvicinamento verso l'Istria - comprese anche alcune spiagge venete e friulane che questa volta non ho potuto raggiungere, ma sia perchè volevo darle uno sguardo più approfondito, per più giorni (è il posto cui ho dedicato il maggior tempo, nel tour di quest'anno, proprio per cercare di comprenderlo meglio), sfruttando anche il vicino camping Classe (che non avevo visitato precedentemente), che perchè un discorso sul naturismo italiano non può prescindere da Lido di Dante, ho deciso di tornarvi. Devo dire che ho trovato una situazione leggermente migliorata, rispetto a quelli che sono i noti problemi della spiaggia. Pur in assenza del presidio A.N.E.R. (che non è stato attivo per tutto il periodo della mia permanenza), l'indice di tranquillità naturista è cresciuto, specialmente nella prima parte della spiaggia, direi "normalizzata". E questo mi sembra l'elemento più importante. Per il resto, quando scriviamo e parliamo di Lido di Dante, non si può prescindere da una considerazione: il problema non è quella spiaggia, che forse paga molto la collocazione in un'area abbastanza problematica, ma l'Italia e gli italiani, dato che la Bassona c'è sembrata una sorta di paradigma della realtà nazionale.

Accessibilità

La spiaggia di Lido di Dante, nota anche come Bassona, è molto facile da raggiungere, sia dalla SS16 "Adriatica" che dalla SS309 "Romea", nonchè dalle autostrade A14 ed E55, attraverso la (trafficata) tangenziale di Ravenna: basta seguire le numerose indicazioni. Giunti al Lido (che è un villaggio molto piccolo), è possibile parcheggiare sia al principio del paese che verso il mare, in corrispondenza dei lidi tessili. Generalmente, considerando anche le stradine del villaggio, si riesce a trovare posto con facilità (almeno rispetto a Capocotta), anche se poi bisogna mettere in conto (a differenza del Nido dell'Aquila, che ha la migliore accessibilità in Italia) una più o meno lunga camminata sulla spiaggia o nella pineta per raggiungere l'area naturista.

Il luogo

Si tratta di una spiaggia tipicamente adriatica, con sabbia generalmente fine (anche se in alcuni tratti lascia il posto ad una specie di sottile terriccio), recentemente ampliata con un intervento ad hoc, alquanto e positivamente visibile (i tratti "rifatti" sono ora i migliori, con una sabbia molto chiara, assai gradevole). E' lunghissima, dato che l'area naturista, che comincia a circa un centinaio di metri alla destra dei lidi tessili (guardando il mare), comprende di fatto tutto il resto della spiaggia, per complessivi (almeno) 2 km, fino alla foce del fiume Bevano. In alcuni tratti è sormontata da dune, che hanno alle spalle una grande pineta (parco naturale), meno bella di quella di Nido dell'Aquila ma meglio tenuta, lambita da un sentiero costiero, parallelo ad un altro (più veloce ma senza ombra) che è immediatamente a ridosso delle dune.

Servizi, attività & prezzi

Nella zona naturista della spiaggia non c'è assolutamente nulla. A meno che non ci si voglia rivolgere ai (piuttosto) noiosi venditori abusivi d'importazione che, con i loro frigo portatili blu e rossi, sono onnipresenti (praticamente ce n'è uno ogni 100 metri ed anche meno), bisogna mettere in conto una camminata piuttosto lunga per raggiungere i primi lidi tessili, la cui bouvette, per prezzi, servizio e soprattutto qualità dell'offerta, è piuttosto scadente. Meglio quindi rifornirsi di quanto può servire presso qualche fornito bar del villaggio, in quantità sufficiente per il tempo cui si desidera trattenersi. Non ci sono servizi igienici nella zona, e se si ha bisogno di un wc (o di una doccia) non c'è altra soluzione che recarsi ai suddetti lidi tessili. Pare che il Comune di Ravenna abbia acquistato dei wc chimici, ma non sarebbero stati ancora installati per il parere contrario delle autorità che sovraintendono alla riserva naturale. Il mare è più pulito e "vivo" di quanto sarebbe lecito attendersi: certo siamo sempre nell'Alto Adriatico e non c'è da sperare in acque caraibiche, ma - nonostante l'inquietante presenza al largo delle piattaforme petrolifere - non ci si può lamentare. Fra l'altro è molto bello assistere allo spettacolo dei tuffi in mare degli uccelli predatori alla ricerca di prede ittiche. Attenzione ai granchi, piuttosto intraprendenti.

Frequentazione

La Bassona è, sotto il profilo meramente quantitativo, la più grande spiaggia naturista italiana, nel senso che nessuna delle principali altre (Capocotta, Nido dell'Aquila, Pizzo Greco) si avvicina neanche lontanamente ai numeri che è possibile riscontrare qui. Quanto alla fattispecie dei naturisti presenti si ha qui una suprema sintesi della "fauna" che è possibile incontrare nei luoghi naturisti italiani: famigliole con bambini, coppie tranquille (anche qualcuna nei vent'anni, ma molte di più dai quaranta in su) e coppie in cerca d'amicizie, stranieri ospitati nei vicini campeggi, stranieri che lavorano in zona e trovano il posto particolarmente attraente per mostrare alcune loro (nascoste) doti, uomini soli d'ogni specie, età e tipo - dai veri naturisti ai maniaci (pochi però i gay), transessuali nazionali e d'importazione, individui appena usciti da un club sadomaso (uno, al tempo della nostra visita, aveva appeso al suo pene l'assortimento di un ferramenta...), venditori abusivi d'ogni cosa e d'ogni Paese, epigoni della generazione dei "figli dei fiori". Più o meno (eccettuando i venditori abusivi che sono ovunque...), ognuna di queste specie umane ha alla Bassona la sua "zona", sia pure in maniera molto meno netta di quanto apparentemente potrebbe sembrare. Diciamo che la prima parte della spiaggia (per almeno due-trecento metri) è senza ombra di dubbio la più tranquilla ed è un posto consigliabile anche a famiglie con bambini (donne sole non saprei: la mia lasciata da sola per non più di 15 minuti ha ricevuto almeno 5 proposte più o meno esplicite...); poi è tutto un crescendo...

Indice di tranquillità naturista
Come “indice di tranquillità naturista” intendiamo la possibilità, valutata da 1 a 100, di trascorrere una giornata di sano naturismo, senza essere infastiditi da guardoni, esibizionisti, maniaci, venditori di bibite, cibarie, tappeti, dvd pirata, collane e chincaglierie varie ed assortite, rumorose comitive, passeggiatori tessili, guardie municipali, vigilantes o altri tutori dell’ordine dediti alla persecuzione del naturismo e di chi lo pratica.

Difficilissimo da valutare. E' soggetto a troppe variabili: la posizione sulla spiaggia, l'orario (abbiamo notato che la mattina la spiaggia è molto, ma molto, più tranquilla), il giorno della settimana (il lunedì, ad esempio, è da sconsigliare), la propria apparenza fisica. Possiamo dire che, se ci si limita alla prima parte della spiaggia (e per uno che vuole trascorrere una giornata di mare va più che bene) l'indice di tranquillità naturista può essere anche abbastanza alto, diciamo pari a 60, poi man mano che ci si allontana da lì scende ed anche considerevolmente (in alcuni tratti mi sentirei di dire che si attesta sui 10). Ma non perchè si possa assistere a chissà quali esibizioni (in 4 giorni ho battuto tutto l'arenile circa 2 volte al giorno - mi fa bene camminare - e sinceramente oltre qualche coppia etero che si scambiava "leggere" effusioni e qualche uomo solo la cui mano stazionava troppo spesso in mezzo alle cosce - non m'è capitato di vedere niente di particolarmente hard), ma piuttosto per il gran numero di singoli (nazionali e d'importazione) in cerca di compagnia. Alcuni si limitano a guardare silenziosamente (e questo in Italia avviene ovunque), altri cercano di "fare amicizia" con qualsiasi pretesto, altri ancora si propongono direttamente: e se ci si mette oltre i primi 2/300 metri la cosa può diventare fastidiosa.

Indice di nudità integrale
Come "indice di nudità integrale" intendiamo la percentuale, indicata da 1 a 100, di persone integralmente nude all'interno del resort o del luogo in questione. E' operata una distinzione per sessi ed è talvolta indicato un valore a parte quando è presente una quota sensibile di bambini e/o adolescenti.

Tasto dolente. Forse - a parere di chi scrive - il problema più grande della Bassona. Non che gente nuda non ce ne sia: figuriamoci. Siamo sempre su tassi più alti di quelli di Capocotta o di altri luoghi, ma dalla più grande spiaggia naturista italiana ci si aspetterebbe di più. Ed è paradossale (caso unico) che alla Bassona l'indice di nudità integrale sia più alto fra le donne che fra gli uomini. Ciò a causa dei numerosissimi passeggiatori solitari e, soprattutto, venditori abusivi d'ogni tipo di merce (compreso il proprio corpo) - logicamente uomini - che girano rigorosamente vestiti di tutto punto e che, ma guarda, sono soliti stazionare, per "riposarsi", davanti alle coppie etero, in attesa di chissà cosa. Non si comprende poi cosa cerchino tanti, ma veramente tanti, passeggiatori tessili dall'aria innocua che allungano la loro camminata fino quasi alla foce del fiume, sperando di assistere a qualche "spettacolino" da ricordare semmai in "momenti solitari". Perciò possiamo dire - con amarezza - che l'indice di nudità integrale è pari al 60% per gli uomini ed al 70% per le donne, almeno nella zona naturista propriamente detta.

Giudizio complessivo

Discreto :|

I punti di "forza":
- l'accessibilità del sito e della spiaggia;
- una certa bellezza del luogo;
- i "numeri" nel senso della quantità di naturisti presenti.
Quello che dovrebbe migliorare:
- la mancanza di servizi in prossimità della zona fkk;
- il tasso di nudità integrale, basso per essere la più grande realtà naturista del Paese;
- i "noti" problemi relativi a disturbatori e venditori abusivi.

Alcune foto (tra cui una aerea)

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Ultima modifica di Wave il sabato 11 agosto 2007, 10:19, modificato 1 volta in totale.



sabato 21 luglio 2007, 11:46
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Wave Italian Naturist Tour 2007 - Report n.7 - "Camping Classe"

Il Camping Classe è una delle pochissime strutture italiane site nei pressi del mare dotata di una zona fkk: anche se a differenza di Pizzo Greco (che è ancora un caso unico, nel nostro Paese) è necessario indossare "qualcosa" per percorrere il breve sentiero che, dopo aver attraversato la pineta, raggiunge la spiaggia autorizzata di Lido di Dante, di fatto questo piccolo (almeno per quanto riguarda l'area naturista) campeggio è una risorsa preziosa per chi vuole trascorrere qualche giorno alla Bassona. Noi l'abbiamo visitato nel corso di questo giro e, dobbiamo dire (complice, forse, lo scarso affollamento) di esserci trovati complessivamente bene, anche se - vale sempre la pena di ricordarlo - un'ideale paragone con analoghe strutture spagnole, francesi ed anche croate si rivelerebbe impietoso...

Accessibilità

Il Camping Classe si trova nella parte meridionale del villaggio, ed è facilmente raggiungibile. Dopo aver seguito sulla tangenziale di Ravenna le indicazioni per "Lidi Sud", si procede per "Lido di Dante": arrivati al Lido si deve svoltare immediatamente a destra, quindi seguire la strada che, dopo una curva a 90°, si dirige verso il mare. L'entrata del campeggio apparirà poche decine di metri dopo sulla destra. Una volta parcheggiato nell'ampio piazzale (che di notte è vigilato ed illuminato), ci si può recare alla reception, che è alla vostra sinistra (rispetto all'entrata). Per maggiori informazioni ecco, qui di seguito, due mappe.

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Il luogo

Il campeggio occupa una superficie di circa 100.000 mq ed è compreso tra la pineta a monte della spiaggia (Parco naturale della Foce del Bevano) e via Catone, che chiude il Lido di Dante rispetto alla circostante campagna. Circa un terzo della superficie complessiva del camping è riservato ai naturisti. L'area è quasi tutta coperta da alberi ed è quindi abbastanza ombreggiata, se si eccettua un ampliamento della zona fkk che, al contrario, è completamente spoglio. Non si tratta comunque di un sito panoramico o particolarmente bello, dato che è completamente pianeggiante ed è chiuso tutt'intorno da una palizzata. Va detto, comunque, che l'area naturista - generalmente meno affollata - è meglio curata e di conseguenza notevolmente più gradevole rispetto al resto.

Strutture

Appena entrati si è invitati a lasciare la propria auto - sia pur temporaneamente - nel parcheggio [rif.6] ed a recarsi nella vicina reception [rif.1], dove occorre consegnare i documenti ed indicare il tipo di sistemazione scelta (vale a dire posto tenda, posto roulotte/caravan, bungalow, mobilhome). A chi è interessato alla zona naturista del campeggio [nella foto/mappa è circondata da una linea rossa], è rigorosamente richiesta la tessera INF/FNI. Generalmente è accettata anche quella della Conait. Com'è noto dall'anno scorso (e con maggiore decisione da quest'anno), il Camping Classe NON fa accedere uomini soli nella zona fkk: come ribadito dalla direzione si è inteso riservare il campeggio alle famiglie eterosessuali, meglio ancora se con figli. A noi - che figli non ne abbiamo e che non eravamo ospiti conosciuti, perchè mai stati lì - è stato fatto (devo dire esperienza non proprio piacevolissima...) un mezzo "terzo grado", che si è positivamente concluso solo dopo esposizione di tessera sia Fenait che Conait, nonchè al termine di lunghi conciliaboli all'interno della reception tra il personale predisposto. C'hanno comunque spiegato - altri ospiti - che il trattamento varia un po' a seconda di chi si incontra, ma comunque il possesso delle tessere è una discriminante fondamentale.
Viene quindi consegnato un braccialetto (NON toglietevelo, primo perchè poi è quasi impossibile rimetterselo senza danneggiarlo, quindi perchè i controlli sono molto frequenti, specialmente all'ingresso) che è di colore diverso per l'area tessile e quella naturista. Va da sè che i naturisti possono sempre entrare nell'area tessile (ma vestiti, per l'appunto), mentre i tessili NON possono entrare nell'area naturista (anche se nudi).
Nei pressi della reception sono anche un piccolo market [rif.1] (prezzi discreti, assortimento limitato ma comunque sufficiente); un ristorante-pizzeria [rif.2] - che non abbiamo provato; un campo di calcetto [rif.3]; un'ampia zona giochi per bambini [rif.4]. Non lontane sono le piscine della zona tessile [rif.5sx].
Un vialetto - con dissuasori di velocità - conduce ad un cancello verde con la scritta "FKK" (si apre elettricamente premendo un tasto), il quale separa le due zone del campeggio, che hanno comunque un bar in comune [rif.5dx], nel senso che questo si apre su entrambe le aree.
Entrati nella zona FKK [il cancello è sito dov'è la freccia blu], si sorpassano a sinistra il suddetto bar [rif.C], con la piscina naturista [rif.B] - c'è una certa dotazione di lettini, sinceramente non s'è capito se a pagamento o no; a destra il blocco dei servizi [rif.A], divisi per sessi. La zona fkk comprende al centro l'area per tende, roulotte e caravan; ai lati i bungalow e le mobilhome. Un'estensione - per nulla ombreggiata - [rif.D] è al suo termine e serve a fronteggiare momenti di grande affollamento.
Per raggiungere il mare è necessario uscire dalla zona naturista, girare a destra lambendo la parte tessile del bar ed aprire un cancelletto pedonale che sbuca su di un sentiero [rif.E] che porta diritto alla spiaggia, dopo aver attraversato sia il sentiero interno alla pineta che quello che attraversa le dune.

:arrow: l'indicazione dei riferimenti è rispetto alle foto satellitari qui sotto

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:arrow: foto aerea con in primo piano il sentiero che conduce alla spiaggia, qui sotto

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Servizi, attività & prezzi

Il Camping Classe è piuttosto spartano nelle sue strutture e nella dotazione di servizi disponibili, anche se la parte naturista appare meglio curata e complessivamente più nuova. Sarebbe ufficialmente un *** stelle, ma - a nostro avviso - ne vale sostanzialmente **, di stelle, e la terza probabilmente se l'è guadagnata grazie alla piscina. Non abbiamo provato il ristorante - pizzeria, mentre il bar - aperto sia sulla parte tessile che su quella naturista - è fornito di quanto generalmente si chiede a questo tipo di negozio. Il market - ne scrivevamo sopra - è anch'esso essenziale, nel senso che non c'è moltissima scelta ma la qualità complessiva è buona (un po' meno i prezzi...ma comunque niente di scandaloso). La piscina della zona fkk è più piccola di quella dell'area tessile: c'è sembrata pulita ed abbastanza funzionale, anche se - ripeto - al momento della nostra visita non c'era moltissima gente. I servizi igienici, invece, lasciano un po' perplessi e non sono certamente quelli di un campeggio a tre stelle: pulizia così così; manutenzione mediocre; nessuna disponibilità di salviette, asciugatori o carta igienica. Inoltre anche la divisione per sessi (come non è a Pizzo Greco) lascia perplessi (va detto che quasi nessuno la rispettava...). I prezzi (che trovate qui) non sono esagerati. I bungalow e le mobilhome della zona naturista sono - almeno da fuori, dato che noi siamo stati in tenda - abbastanza ben tenuti ed, in alcuni casi, piuttosto nuovi. Quanto infine al personale, non è molto presente ma complessivamente disponibile, anche se alla reception hanno modi un po' troppo interrogativi nei confronti di chi non conoscono.

Frequentazione

Al momento della nostra visita l'area naturista del Camping Classe era piena non più del 30% della sua capacità (quella tessile c'è sembrata invece al 70%), ed era frequentata per un 70% da famiglie (quasi tutte straniere, con una prevalenza di belgi, olandesi e tedeschi), per il rimanente 30% da coppie etero, un po' di tutte le età, nella loro quasi totalità italiane. Nella zona tessile c'erano anche uomini soli (che poi in alcuni casi abbiamo ritrovato nella spiaggia naturista).

Indice di tranquillità naturista
Come “indice di tranquillità naturista” intendiamo la possibilità, valutata da 1 a 100, di trascorrere una giornata di sano naturismo, senza essere infastiditi da guardoni, esibizionisti, maniaci, venditori di bibite, cibarie, tappeti, dvd pirata, collane e chincaglierie varie ed assortite, rumorose comitive, passeggiatori tessili, guardie municipali, vigilantes o altri tutori dell’ordine dediti alla persecuzione del naturismo e di chi lo pratica.

Dobbiamo dire molto alto: 95 all'interno del campeggio. Non ci sono "disturbatori" e l'atmosfera è molto tranquilla, anche grazie ai tanti bambini presenti. Un paio di membri dello staff, che stazionano all'ingresso della zona naturista e presso il bar, esercitano anche un certo controllo, impedendo soprattutto l'accesso a chi non soggiorna presso il camping.

Indice di nudità integrale
Come "indice di nudità integrale" intendiamo la percentuale, indicata da 1 a 100, di persone integralmente nude all'interno del resort o del luogo in questione. E' operata una distinzione per sessi ed è talvolta indicato un valore a parte quando è presente una quota sensibile di bambini e/o adolescenti.

Per essere in Italia non c'è da lamentarsi troppo: la nudità integrale - richiesta dal regolamento del resort e ribadita in diversi cartelli siti un po' qua un po' là - è abbastanza rispettata. Almeno l'80% degli uomini, il 60% delle donne ed il 70% dei bambini era integralmente nudo al momento della nostra visita. Dati inferiori in Italia - come resort - solo al Villaggio del Sole ed, ad esempio, di gran lunga superiori rispetto a quelli riscontrabili a Pizzo Greco.

Giudizio complessivo

Buono :)

I punti di "forza":
- l'indice di tranquillità naturista, veramente molto alto;
- la vicinanza rispetto alla spiaggia;
- un soddisfacente indice di nudità integrale;
Quello che dovrebbe migliorare:
- i servizi igienici, che non valgono assolutamente un *** stelle;
- l'estensione della zona naturista, assolutamente sprovvista di ombra;
- i toni un po' troppo interrogativi alla reception nei confronti di chi non è conosciuto.

Alcune foto, di cui una aerea complessiva dell'intera zona naturista

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lunedì 23 luglio 2007, 19:22
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Wave Italian Naturist Tour 2007 - Report n.8 - "Terra del Nomade"

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Questo posto - che conoscevamo di nome grazie ad alcune ricerche su internet, nonchè per la presenza negli indici del forum - c'è stato molto consigliato dai responsabili di Assonatura, che lo indicano come una sorta di struttura "gemellata" con il Villaggio del Sole, in primo luogo perchè talvolta ospita gli stessi tipi di corsi dedicati al benessere ed alla conoscenza del proprio corpo e del proprio io, poi perchè strutturalmente simile. Un po' per curiosità, molto per convenienza - dato che cercavamo un posto naturista dove pernottare nella lunga discesa da Ravenna al Gargano - siamo andati a dare un'occhiata. Anche se non è stato possibile trattenerci (non si tratta - come avevamo inteso - di un agriturismo, bensì di una casa per vacanze di più giorni), l'impressione è stata abbastanza positiva, almeno per quanto concerne le potenzialità della struttura, che sono enormi. Non c'è quindi che da sperare che il suo carattere "naturista", ora purtroppo labile, si rafforzi.

Accessibilità

Non è facilissimo raggiungere la Terra del Nomade, almeno per chi non è pratico di quelle zone. Non ci sono segnalazioni (tranne una, molto piccola ed un po' malridotta, al principio della stradina sterrata che conduce al casale) e la cartina pubblicata sul sito (vedi qui) non è di molto aiuto, dato che non indica i riferimenti delle strade e suggerisce, seppure implicitamente, di raggiungere il luogo procedendo da Umbertide (che è più complicato), invece che da Magione (molto più semplice e soprattutto veloce). In effetti le possibilità sono due: vale a dire la prima dal Raccordo che collega la A1 Milano-Napoli a Perugia (più indicato per chi viene dal Nordovest) o dalla E45 Orte-Ravenna (scelta più logica ma forse non migliore per chi arriva da Roma o dal Nordest): nel primo caso occorre uscire a Magione, nel secondo ad Umbertide Sud. Nella mappa sottostante trovate un quadro generale della posizione della Terra del Nomade rispetto ai due grandi assi viari.

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Da Umbertide Sud:
Lasciata la E45 ad Umbertide Sud bisogna procedere in direzione di Umbertide centro (in realtà è l'uscita per la zona industriale del paese), oltrepassando la superstrada lungo la SS Tiberina. Si giunge ad un bivio, dov'è indicata l'Abbazia di Monte Corona, nonchè altri luoghi come San Giovanni del Pantano. Bisogna abbandonare la Statale qui, per la SP170 "di Maestrello", che inizia sottopassando la ferrovia e procede, dopo aver lasciato a sinistra la deviazione per l'abbazia, tra boschi, con una certa pendenza. Superate, dopo qualche km (saranno 7-8, circa), le indicazioni per Galera e L'Olivello, prima di arrivare a San Giovanni del Pantano, si procede verso Pian di Nese (sostanzialmente, se vi perdete, occorre chiedere per questa località, dato che quasi nessuno in zona conosce La Terra del Nomade...). Quando attraverserete una bella piana coltivata (di fatto quello è Piano di Nese), facendo attenzione a tutte le strade sterrate alla vostra destra, ne troverete una in salita con una piccola freccia in legno con su scritto (si legge poco) "Nomade". Svoltate lì - procedete con cautela con marcia bassa: c'è una certa pendenza, al principio - e salite per qualche centinaio di metri: troverete l'ingresso del casale sulla sinistra.
Qui sotto la mappa per quest'opzione:

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Da Magione:
Raggiungere la Terra del Nomade dall'uscita di Magione del raccordo autostradale A1-Perugia non è particolarmente più facile, quanto piuttosto più rapido dato che la strada è senza dubbio migliore e meno tortuosa. In ogni modo, secondo me, quest'opzione è quella da preferire, anche per chi proviene dalla E45 (basta svoltare per Perugia/A1 prima di superare il capoluogo umbro). Infatti, una volta lasciata l'autostrada, occorre semplicemente prendere la SP172 "di Corciano" nella direzione di Umbertide e, poco prima di giungere alla piccola località di San Giovanni del Pantano, si deve svoltare a sinistra per Pian di Nese per la SP170: a differenza di quanto sopra la stradina sterrata che conduce al casale si troverà sulla sinistra, non più di un km dall'inizio di questa provinciale.
Qui sotto la mappa per quest'opzione:

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Il luogo

Il posto è veramente molto bello, anche più del Villaggio del Sole se ci si limita al panorama circostante ed al casale in sè per stesso. E' una tipica casa colonica umbra che si affaccia su di una piccola piana circondata da colline piuttosto alte (si potrebbe dire dei monti bassi) interamente ricoperte da boschi. E' un luogo isolato (sostanzialmente non ci sono altre abitazioni nelle vicinanze, se non una fattoria un po' più in alto), lontano da centri urbani (almeno visivamente, dato che poi il paese più vicino dista poi non più di quindici minuti d'auto), immerso nella natura. Il panorama - come potete notare dalle foto - è assai gradevole e lo scenario idilliaco, particolarmente riposante.

Strutture

La casa colonica è stata meravigliosamente e perfettamente restaurata e si compone di un blocco di tre piani di cui due alti. E' una costruzione con un corpo complesso, che ha alle spalle, oltre ad un piccolo giardino, una bellissima piscina - non particolarmente grande ma gradevole - che, circondata da una leggera staccionata in legno, si apre verso una dependance ad un piano solo che ospita un altro appartamento.

Servizi, attività & prezzi

Non abbiamo soggiornato presso la Terra del Nomade perchè - avendo frainteso il carattere della struttura e dei servizi che offre (pensavamo fosse un agriturismo dove poter pernottare una sola sera, quanto invece si tratta di un casale con appartamenti in fitto per vacanze di più giorni) - la nostra tabella di marcia c'impediva di soggiornare lì più di una notte. Gli appartamenti, che tra la casa principale e la dependance (cosiddetto "essiccatoio") sono sei, li potete vedere qui, ampiamente descritti con dovizia di particolari. Per i prezzi occorre rivolgersi a Federico, il cui numero trovate sempre sul sito. Oltre come casa per vacanze, la Terra del Nomade ospita anche, specialmente in primavera ed in autunno, seminari e corsi dei più vari, sull'esempio - in scala assai più piccola - del Villaggio del Sole.

Frequentazione

Tasto dolente, purtroppo. Al momento della nostra visita non c'era anima viva e c'è stato detto dai vicini - cui in origine c'eravamo rivolti per reperire informazioni, prima di ottenere il numero di telefono del proprietario - che la struttura non è molto frequentata. Ed è un peccato, perchè si tratta di un posto veramente bello.

Indice di tranquillità naturista
Come “indice di tranquillità naturista” intendiamo la possibilità, valutata da 1 a 100, di trascorrere una giornata di sano naturismo, senza essere infastiditi da guardoni, esibizionisti, maniaci, venditori di bibite, cibarie, tappeti, dvd pirata, collane e chincaglierie varie ed assortite, rumorose comitive, passeggiatori tessili, guardie municipali, vigilantes o altri tutori dell’ordine dediti alla persecuzione del naturismo e di chi lo pratica.

La Terra del Nomade ospita clienti naturisti ma, almeno al momento, non è una struttura dove la nudità è richiesta in quanto obbligatoria, nel senso che il suo carattere fkk dipende per l'appunto dalla maggioranza dei frequentanti della casa. Nel senso che se essi sono naturisti, non c'è alcun problema a girare nudi, in primis nella zona solarium-piscina. Purtroppo - per questioni commerciali pienamente comprensibili, data la necessità di rientrare nell'investimento fatto - essa non si limita ad ospitare solo clienti naturisti.

Indice di nudità integrale
Come "indice di nudità integrale" intendiamo la percentuale, indicata da 1 a 100, di persone integralmente nude all'interno del resort o del luogo in questione. E' operata una distinzione per sessi ed è talvolta indicato un valore a parte quando è presente una quota sensibile di bambini e/o adolescenti.

Non valutabile.

Giudizio complessivo

Non valutabile per quanto concerne il carattere naturista; buono per la struttura in sè :?: / :) .

I punti di "forza":
- Il luogo, veramente molto ma molto bello;
- la casa colonica: meravigliosamente ristrutturata ed arredata.
Quello che dovrebbe migliorare:
- più che un miglioramento è un auspicio: che la struttura diventi esclusivamente naturista.

Alcune foto

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lunedì 13 agosto 2007, 13:14
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aggiornato il report "Villaggio del Sole" :arrow: viewtopic.php?p=163734#163734


martedì 18 settembre 2007, 11:08
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