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 Si può fare di più? 
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Mito
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Bazzico da un po' su questo forum e l'impressione che ho dell'ambiente nudo-naturista è abbastanza deprimente.

Mi è venuta la sindrome del prosciutto nel sandwich, o se preferite del vaso di coccio, o, ancora, dell'acciuga sfigata (avete presenti quei pesci che per salvarsi dagli squali salgono in superficie dove li aspettano i gabbiani?).
Da un lato i divieti e le sentenze che ci cacciano dalla quasi totalità delle spiagge, dall'altro esibizionisti e guardoni che ci aspettano nei posti più nascosti.

Risultato: lamentele e piagnucolii continui ed anche qualche proposta volenterosa ma difficilmento risolutiva.
-Possiamo dichiararci ad amici e conoscenti che difficilmente però potranno aiutarci a meno che non siano giudici di
Cassazione.
-Possiamo tirare la sabbia negli occhi al maniaco di turno sperando che lui non ci restituisca un macigno di 20 chili ma
anche questo non mi sembra risolutivo (intendo la sabbia perchè il macigno invece purtroppo potrebbe anche
esserlo :lol: )

Poi però leggevo tempo fa su un altro forum di un rappresentante dell'Anita che si proponeva di chiedere alla regione (io sono Ligure) qualche spazio per i naturisti ma confessava di avere poche speranze perchè la delegazione di naturisti era formata da.....due o tre persone in tutto !
Anche la voce "naturisti unitevi" di questo forum sembra ridotta al "potremmo vederci dietro quello scoglio"
Mi chiedo: non si potrebbe fare di più, dichiarandoci non solo agli amici ma anche alle autorità locali, riunendoci non per vederci di nascosto su qualche caletta, ma per chiedere nuovi spazi, magari con l'aiuto delle associazioni?

O siamo troppo pochi (o troppo "timidi") e anche questa è utopia?
Ciao a tutti
P.S: Qualcuno mi risponderà: "coraggio, datti da fare" ma voi capite bene che mica posso fare tutto io ;) ! Magari qualcuno ha qualche idea......

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nemo


sabato 21 ottobre 2006, 16:43
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Ciao.
Qui trovi la proposta di legge Grillini. http://www.grillini.it/show.php?1458
Purtroppo noi non abbiamo eletto "legislatori" ma scaldapoltrone.

Ugo


sabato 21 ottobre 2006, 18:19
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ok. Ugo, della proposta di legge lo sappiamo e c'è l'apposito topic.
La mia idea però è che siccome è difficile pensare di riuscire ad influenzare la politica nazionale, forse quello che potremmo fare in prima persona è agire direttamente a livello locale anche se in effetti bisognerà vedere l'effetto che l'ultima sentenza della Cassazione potrà avere su iniziative di questo tipo che in qualche caso fino ad oggi avevano avuto successo. Il presidente dell'Anita sul suo sito sostiene che la sentenza non cambia niente, io non ne sono tanto sicuro ma speriamo che abbia ragione lui. Sta di fatto che nella maggior parte delle realtà locali noi naturisti ci siamo sempre nascosti mentre varrebbe la pena di cercare di esercitare delle pressioni anche se confesso di non sapere come fare per organizzarsi.
Forse su questo forum potremmo trovare una soluzione......
ciao

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nemo


sabato 21 ottobre 2006, 18:38
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Se una soluzione non la riescono a dare le associazioni nazionali naturiste, vuole dire che di soluzioni ce ne sono poche.
Il problema è che, a differenza di altri stati europei dove le associazioni vantano svariate migliaia di persone, i soci di una associazione italiana sono poche centinaia, e, purtroppo, questi numeri non smuovono come dovrebbero.

I naturisti in italia non sono pochissimi (le stime dicono 50-200 mila persone), ma su 60.000.000 di italiani, non raggiungendo lo 0,5%, non siamo certo una potenza.

Cosa posso dire ? Che come te ed altri vorrei poter fare di più, ma vedo e sento che gli scogli alla diffusione del giusto rapporto con la nudità sono sempre ciclopici. Io consiglio sempre di associarsi a qualche organo riconosciuto (ANITA, UNI, ANEI, LIBURNIA, ANER ....) e di darci dentro con i conoscenti a parlare bene del naturismo.
Nascondere il naturismo non fa altro che continuare a relegarlo allo status di nicchia nel quale oggi, in italia, è ben saldo.


domenica 22 ottobre 2006, 10:27
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carlo ha scritto:
........ forse quello che potremmo fare in prima persona è agire direttamente a livello locale ..........
Forse su questo forum potremmo trovare una soluzione......
ciao

Forse direi meglio a 'livello mentale'.
Prova a chiedere a chi conosce benissimo la costiera triestina se sono mai successi casi di denuncia eclatanti?
Eppure la Guardia Costiera, i Carabinieri, la Polizia e la Guardia di Finanza la pattuglia continuamente...ma solo peer far rispettare le regole della
navigazione.
Telemaco73 difendi la costiera!!!!!

Ciao Ugo


domenica 22 ottobre 2006, 12:08
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Neoz ha scritto:
Se una soluzione non la riescono a dare le associazioni nazionali naturiste, vuole dire che di soluzioni ce ne sono poche.
Il problema è che, a differenza di altri stati europei dove le associazioni vantano svariate migliaia di persone, i soci di una associazione italiana sono poche centinaia, e, purtroppo, questi numeri non smuovono come dovrebbero.

I naturisti in italia non sono pochissimi (le stime dicono 50-200 mila persone), ma su 60.000.000 di italiani, non raggiungendo lo 0,5%, non siamo certo una potenza.

Cosa posso dire ? Che come te ed altri vorrei poter fare di più, ma vedo e sento che gli scogli alla diffusione del giusto rapporto con la nudità sono sempre ciclopici. Io consiglio sempre di associarsi a qualche organo riconosciuto (ANITA, UNI, ANEI, LIBURNIA, ANER ....) e di darci dentro con i conoscenti a parlare bene del naturismo.
Nascondere il naturismo non fa altro che continuare a relegarlo allo status di nicchia nel quale oggi, in italia, è ben saldo.


Sulle stime mi sembra che tu sia pessimista(oppure un po' indietro nel tempo):io ho letto da più parti che siamo più di mezzo milione,però la cosa eclatante è che sul mezzo milione,la fenait non arriva ai diecimila iscritti:non credo che sia colpa di 490000 avidi che non possono tirar fuori trenta euro l'anno per sostenere il naturismo,ma dell'atteggiamento eccessivamente prudente per cui fino a poco tempo fa era più semplice iscriversi alla FFN invece che alla Fenait.
Pare che adesso alcune associazioni l'abbiano capito,per cui mi aggrego all'invito ad iscriversi e possibilmente alle associazioni un po' più aperte a tutti.


domenica 22 ottobre 2006, 12:30
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Sì, è vero. Lamentarsi che la mentalità degli italiani non cambia, ma nello stesso tempo non fare nulla per farla cambiare, è anche questo molto italiano...

Però, c'è da ammettere che la mentalità degli italiani è veramente dura a cambiare.

L'italia è troppo schiava delle mode e della maggioranza. Se una pratica non diventa moda, o 'trendy', con la benedizione dei mass media e dei vari Vippaioli di turno, allora la massa non si adegua.

Ma vi ricordate una quindicina di anni fa, quando in Italia scoppiò la moda del topless, importata chiaramente dall'estero ed adottata in primis dalle stelle e stelline dello spettacolo che, con le loro tette abbronzate, invasero i rotocalchi?

Allora anche la famosa 'casalinga di Voghera' si levò il pezzo di sopra in spiaggia, in quanto comportamento sì all'avanguardia, ma socialmente accettato, facendo sembrare quelle che non si scoprivano il seno come delle irrecuperabili retrograde.

Oggi che la moda, almeno in Italia, è cambiata, anche i topless sono spariti.

In Spagna invece le cose sono progredite. A Menorca, la scorsa estate, le donne spagnole che non facevano naturismo erano comunque in topless, con al massimo un mini perizoma. In Francia, pure. Le tedesche, non parliamone.

Come fare a parlare di naturismo in una Italia schiava delle mode e delle tendenze 'maggioritarie', dove la gente non fa nulla che non sia un fenomeno di massa e quindi 'maggioritario'?

Ci sono alcuni 'opinion leader' che hanno in mano le tendenze delle masse. Se loro decidessero che il naturismo fa tendenza, allora il gioco sarebbe fatto.

Ma il naturismo, non fa vendere capi di abbigliamento. Accidenti! La grande industria della moda non fattura se la gente va nuda!

Ho paura che il naturismo, in Italia, non sarà mai di moda....

8)


lunedì 23 ottobre 2006, 9:00
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Mi piace questa analisi solemare. Concordo con te.

Purtroppo non è un buon segnale che in italia si seguano molto le mode, ma è così.

Andrea vi : può darsi che io sappia dati un po' "datati" ( e scusate il bisticcio ) :). In ogni caso il problema sono le associazioni, come ricordi tu, a non essere sufficientemente supportate.


lunedì 23 ottobre 2006, 10:43
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Per solemare e neoz
non sono molto d'accordo.
non sono sicuro che le mode abbiano molto a che fare con il naturismo come lo intendo io, anzi ho l'impressione che il problema sia proprio questo: il naturismo è interpretato tutt'al più come una moda e di conseguenza non si vede perchè lasciargli appositi spazi. Come non bastasse ho l'impressione che in certi ambienti, sia pure ristretti, stia diventando di moda fare sesso in pubblico, per cui, anche per le persone più "aperte" sulle spiagge "nudiste", riservate scontatamente agli adulti, non è di moda essere nudi ma essere liberi: di fare ciò che si ha voglia di fare, sesso compreso, volendo. Secondo me quello che non si riesce a far capire alla gente (compresi parecchi nudisti che pure si spogliano senza secondi fini sessuali) è proprio che il naturismo non ha nulla a che fare con la moda, o almeno non dovrebbe. ma siamo fuori tema
ciao

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nemo


lunedì 23 ottobre 2006, 19:17
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Carlo ci hai fraintesi.
Siamo d'accordo che il naturismo non DOVREBBE aver nulla a che fare con la moda.

Il nostro punto di vista è che, INVECE, purtroppo in italia molte cose che non sono di moda non vengono seguite, e quindi il naturismo viene snobbato perché non è pratica modaiola.

Ma concordo perfettamente che questa sia una visione distorta :)


lunedì 23 ottobre 2006, 20:01
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E se un giorno dovesse diventare di moda, vista la velocità con cui si cambia, l'hanno successivo si tornerebbe al punto di partenza.
credo che contribuisca l'associazione: italiano-playboy, e quindi se mi spoglio sono disponibile (una vecchia storia).
neanch'io so cosa fare. Nel mio piccolo appena posso mi dichiaro naturista e la cosa non mi sembra suscitare reazioni negative, anzi ultimamente formiamo gruppi sempre più numerosi per frequentare centri benessere.
Pensando alle spiaggie, preferisco il tipo di libertà di quelle di Formentera e Minorca piuttosto che una spiaggia, magari delimitata da un cartello, ma che riserva una parte di una spiaggia tessile. O dove più ti allontani dal punto di accesso alla spiaggia e meno tessili trovi.
:?


lunedì 23 ottobre 2006, 20:32
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Ho capito che la pensate come me ma mi riferivo in particolere alle frasi di solemare:

"Ci sono alcuni 'opinion leader' che hanno in mano le tendenze delle masse. Se loro decidessero che il naturismo fa tendenza, allora il gioco sarebbe fatto. "

"Ho paura che il naturismo, in Italia, non sarà mai di moda.... "

Credo che molti danni per il naturismo in Italia siano nati proprio dal fatto che qualche decennio fa era diventato una moda, una moda un po' "trasgressiva"!
finita la moda, finito il naturismo.

Oggi forse è nuovamente di moda in certi ambienti (diversi da quelli di allora) e si trasgredisce anche di più.

Per questo mi sembra indispensabile trovare il modo di trovare spazi dedicati, magari non troppo in vista, d'accordo, ma nemmeno troppo isolati e dove le regole siano chiare....
ciao

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nemo


lunedì 23 ottobre 2006, 21:24
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Tornando alla domanda iniziale: si può fare di più?

Le considerazioni amare che ho fatto, volevano dire che non credo che in Italia il naturismo sarà mai diffuso come in Francia, Spagna o il resto dell'Europa.

Tant'è che neanche il topless, come dicevo, è rimasto in uso se non finché è stato di moda.

La tradizionalissima Italia, per certi aspetti, non cambierà mai. Alle volte si lascia influenzare da qualche fenomeno di massa, ma prima o poi ritorna sempre uguale a sé stessa.

D'altra parte, la mentalità dominante italiana è distante anni luce dalla civiltà mitteleuropea. L'abitudine al rispetto reciproco, al senso civico, il sentimento di appartenenza ad una collettività, non fanno parte del patrimonio culturale italiota.

Queste ed altre caratteristiche non ci appartengono. Perché dovremmo invece pensare che il naturismo sì, in Italia prima o poi lo adotteremo come consuetudine?

Affinché il naturismo in Italia venisse accettato, bisognerebbe che gli italiani diventassero un po' più europei anche sotto altri aspetti. Cosa che finora non è avvenuta, e non sembra abbia intenzione di avvenire.

Per noi l'Europa continua ad essere un'entità lontana. Non la abbiamo ancora assimilata, metabolizzata.

Parlavo con una amica londinese. Gli italiani a Londra sono quelli che vengono ancora oggi riconosciuti perché alla fermata dell'autobus non fanno la coda ma si avventano non appena apre le porte. E' un solo un esempio. La burocrazia ci soffoca, la furbizia impera. Insomma, siamo i soliti italiani.

Dall'estero, alle volte, prendiamo alcune mode - normalmente le più idiote. Ma il senso civico no, quello proprio non siamo predisposti ad assimilarlo nel profondo del nostro DNA.

Io ho la fortuna di abitare a un'ora dalla Francia. Ci andiamo sovente, più volte l'anno per brevi o brevissimi soggiorni.

Là il naturismo è riconosciuto dal ministero del turismo. Ma credetemi. E' solo una conseguenza della grande civiltà e del rispetto che c'è in quel paese per tutti i cittadini.

Inoculare il naturismo nella società italiana è un'opera di ingegneria genetica destinata al fallimento, per incompatibilità fondamentali.

I naturisti in Italia esistono. Ma saranno sempre un'eccezione. Come i cittadini rispettosi delle istituzioni e delle leggi.

Saluti (amari) Naturisti 8)


martedì 24 ottobre 2006, 11:41
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solemare ha scritto:
(....)

I naturisti in Italia esistono. Ma saranno sempre un'eccezione. Come i cittadini rispettosi delle istituzioni e delle leggi.

Saluti (amari) Naturisti 8)


Concordo pienamente.
Sottolineo però l'enorme valore dell'eccezione, della minoranza, dell'anticonformismo, della sovversione, dell'intelligenza paragonate alla povertà del pensiero unico della massa, del conformismo, del "pecorismo".
L'eccezione può sempre tentare di sovvertire le regole del gioco e, anche se non ci riesce, vivere secondo la sua volontà.
Un saluto.
Simona


martedì 24 ottobre 2006, 12:20
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Iscritto il: lunedì 13 febbraio 2006, 22:33
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Infatti, cara Simona.

L'alternativa al pensiero unico della massa, in Italia, non ha avuto mai grande successo.

Per questo sono pessimista.

Un abbraccio.


8)


martedì 24 ottobre 2006, 13:33
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