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 Naturismo e nudismo. Cosa Sono? 
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Questo messaggio venne originariamente postato da Adriaticamente il 3 settembre del 2004 e, nella sostanza, rappresentava il punto di partenza per chi si avvicinava per la prima volta ai canali naturismo di Meow.it. Da là veniamo, da quei tre grandiosi canali che erano un patrimonio inestimabile per il naturismo italiano. E che hanno cessato di esistere alla mezzanotte del 31 gennaio 2006.
Buon proseguimento! ( ;) )


Naturismo e Nudismo: Chi sono i naturisti? E perchè lo praticano?

Cos'è il Naturismo?

Il Naturismo e' uno stile di vita in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità integrale al fine di promuovere il rispetto di ciascuno nei confronti di se stesso, degli altri e dell'ambiente.

Perché praticare il Nudismo?

In tempi in cui sempre più si parla di ecologia, ritorno alla natura, rispetto dell'ambiente, molte persone, alla riscoperta della consapevolezza del proprio corpo, prendono in seria considerazione l'opportunità di attuare la pratica del naturismo.


lunedì 6 febbraio 2006, 15:50
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NUDISMO
UNA FILOSOFIA DI VITA


Servizio di Laura de Laurentiis.
Con la consulenza di Massimo Guiggiani, presidente dell?Anita (Associazione naturista italiana).

?Giornata nazionale della serenità naturista in Italia?: così è stata chiamata la manifestazione che si è svolta nel mese di giugno, allo scopo di richiamare l?attenzione su un desiderio che in Italia è poco compreso e spesso osteggiato: vivere la scelta di stare completamente nudi in tutte le zone in cui farlo è oggettivamente possibile, senza dover fare continuamente i conti con i pregiudizi, le critiche e il dissenso altrui.
Gli ostacoli che i naturisti trovano sulla loro strada nascono tutti dalla scarsa conoscenza delle ragioni su cui si basa il loro stile di vita e dalla diffusa convinzione che la nudità sia qualcosa di osceno e, quindi, di condannabile, in quanto inscindibile dal concetto di trasgressione, intesa come nemica della morale comune.
Ed è proprio dalla disinformazione sull?argomento che a ogni nuovo ritorno dell?estate ricominciano a circolare i commenti stizziti sui nudisti e le denunce a loro carico, insieme a tutte le credenze, rigorosamente errate, sulle loro intenzioni e sul loro modo di essere.

Che cos'è il naturismo?
Il naturismo è una filosofia di vita che si basa su un concetto generale di rispetto della natura, di cui sono parte integrante sia l?accettazione della nudità, come qualcosa di buono e giusto, sia il desiderio di potersi spogliare integralmente nei luoghi dove è possibile stabilire uno stretto contatto con il sole, la terra, il mare, i monti e la vegetazione.
Nulla a che vedere dunque con la pornografia o con l?esibizionismo, di cui spesso i naturisti sono accusati.
Si tratta, piuttosto, di una diversa valutazione del proprio corpo, che i naturisti giudicano privo di parti che debbano essere nascoste.
Nel camminare, nuotare, prendere il sole senza nulla addosso non c?è traccia del compiacimento che si può provare quando si è certi di attirare l?attenzione ma, nello stesso tempo, neppure un velo di imbarazzo.

Perché piace
I naturisti non hanno per obiettivo ?mostrarsi? o ?dimostrare?: il loro obiettivo è, invece, incrementare, attraverso questa pratica, il loro benessere personale, a tutto vantaggio anche dei rapporti interpersonali.
Quello che conta per loro è l?inebriante sensazione di libertà e, nello stesso tempo, di appartenenza alla natura concessa dall?assenza dei vestiti.
Ma spiegarlo è difficile: secondo i cultori non c?è alcun modo efficace per descrivere quello che si prova a stare nudi, nei luoghi dove farlo ha una sua precisa logica, esattamente come non si riesce a trovare le parole per raccontare le emozioni legate all?ascolto di una musica d?autore o alla vista di un?opera d?arte.

E'vietato?
In Italia non esiste una legge che regolamenti esplicitamente la pratica del naturismo.
Di certo si sa solo che non è considerato un reato, dal momento che nessuna sentenza a tutt?oggi ha mai affermato il contrario.
Nell?articolo 726 del codice penale si legge infatti che ?Chiunque in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compia atti contrari alla pubblica decenza è punito con un?ammenda? (fino a 2.500 euro). L?articolo non vieta, quindi, espressamente la pratica del nudismo e, addirittura, in due recenti sentenze della Corte di Cassazione si afferma che il naturismo, se praticato in luoghi adatti, non è assolutamente da considerare indecente.
Ne consegue che chi lo attua nelle zone dove è possibile, per ordinanza comunale o per consuetudine, non commette reato.
Ma c?è di più: ogni denuncia della pratica effettuata nei luoghi considerati idonei va considerata illegittima.

Dove lo si può praticare?
La pratica del nudismo non è certo una novità di questo secolo, ma ha alle spalle migliaia di anni. Fin dai tempi antichi, sia a Roma sia in Grecia sia in Giappone contava dei cultori.
Galileo Galilei fu un antesignano del nudismo, come dimostra un suo scritto, dall?eloquente titolo: ?Contro il portar la toga?.
Attualmente le zone più estese in cui è possibile praticarlo si trovano in Australia, Austria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Nuova Zelanda, Olanda, Spagna, Svezia, Svizzera, Norvegia.
Negli Stati Uniti ci sono, invece, pochi posti pubblici riservati ai nudisti, mentre sono molti i club privati dove si può praticare il nudismo.
In Italia sono diversi i luoghi in cui la consuetudine concede ai naturisti di praticare il nudismo, mentre di zone espressamente destinate ai nudisti in forma ufficiale, cioè attraverso un?ordinanza del Comune, ce ne sono solo due: la spiaggia di Capocotta, nel comune di Roma, e un tratto di spiaggia al Lido di Dante, in provincia di Ravenna.
In Italia gli iscritti alle organizzazioni naturiste sono circa seimila, ma si stima che a praticare il nudismo siano almeno in 400 mila.

Che fare in caso di contestazioni?
Ecco quali sono i consigli che le associazioni dei naturisti raccomandano di seguire a chi pratica il nudismo in luoghi idonei, nel caso in cui le forze dell?ordine, magari chiamate da gente di passaggio, arrivassero per intimare di rivestirsi.
State calmi e composti e non siate arroganti né aggressivi nell?esporre le vostre ragioni.
Anche se venite invitati a rimettervi i vestiti, rimanete nudi: è il modo migliore per ribadire che non state commettendo un reato.
Fate presente, in modo gentile ma fermo, che siete naturisti e che in quella spiaggia la pratica del nudismo è consuetudine e, quindi, è del tutto lecita.
Fornite senza reticenze le vostre generalità, se vi vengono richieste.
Fate mettere a verbale che siete rimasti nudi perché, sulla base di sentenze dei tribunali ordinari e della Suprema Corte, il nudismo è legale nelle zone in cui è riconosciuto come una pratica consolidata.

Le regole da rispettare
Essere naturisti non consente di imporre la propria nudità a chi non desidera vederla.
Il nudismo va praticato, sia per legge sia per buon senso, solo in luoghi opportuni, nella certezza di non ledere il pudore altrui. Questo in generale.
Ci sono, poi, altre regole che è senz?altro opportuno rispettare, se davvero si crede nella filosofia che sta alla base del naturismo e se realmente si pratica il nudismo al solo scopo di ricavarne benefici psicofisici. Vediamole nel dettaglio.
State pure nudi ogni volta che la temperatura esterna lo permette, a patto di trovarvi in luoghi dove farlo è consentito.
Non spingetevi mai nei luoghi dove la presenza dell?uomo potrebbe danneggiare la natura o l?ambiente o anche solo portarvi squilibrio.
Osservate sempre e comunque le norme che tutelano e controllano gli spazi in cui stazionate al momento.
Non lasciate mai rifiuti nei luoghi in cui stazionate per un minuto o per vari giorni.
Non spingetevi in nessun caso oltre l?area in cui si pratica il nudismo.
Non praticate l?attività sessuale davanti a tutti, neppure con il vostro partner abituale. Il nudo combinato con il sesso getterebbe una comprensibile ombra nera sui naturisti.
Chiedete sempre il permesso prima di scattare fotografie, perché molti naturisti non desiderano essere immortalati nelle pellicole altrui.
Non disturbate le persone sole, soprattutto se donne. Alcuni credono che una donna sola in una spiaggia nudista sia una facile preda, ma le cose non stanno affatto così.
Usate sempre l?asciugamano, quando utilizzate sdraio e sedie che altri utilizzeranno o hanno già utilizzato.
Non fate nulla per convincere a spogliarsi chi non condivide o non comprende la vostra scelta. Il vostro obiettivo non deve essere quello di fare proseliti, ma di affermare il vostro diritto a essere naturisti, nel pieno rispetto del pudore altrui.

I pregiudizi più comuni

Nudismo equivale a esibizionismo
Chi pratica il nudismo è fermamente convinto che i veri esibizionisti siano quelli che indossano il costume, sopratutto se griffato: un'ennesima prova di come cambiare punto di vista sia sufficiente per interpretare in modo opposto una stessa situazione.
Secondo i naturisti, mostrando il proprio corpo nudo ci si espone allo sguardo altrui esattamente per quello che si è, senza fare nulla per mascherare le proprie imperfezioni, né per far sapere al mondo che si è nella condizione di poter spendere una cifra anche molto alta per l'acquisto di un pantaloncino da bagno o di un bikini.
Di fatto, i nudisti si dimenticano del loro corpo, paradossalmente perché ne hanno maggiore consapevolezza e rispetto.
Lo lasciano completamente libero e in questa privilegiata condizione possono assaporare appieno tutte le sensazioni raccolte dai cinque sensi.

È una pratica riservata solo a chi ha un bel fisico
I nudisti sono persone che non hanno vergogna del proprio corpo, perché in esso non vedono un'entità da esibire al giudizio altrui, ma il più naturale e semplice mezzo attraverso cui unirsi alla natura.
Per un nudista il corpo è bello comunque sia, nonostante le imperfezioni, i cuscinetti di grasso e la rilassatezza dei tessuti dovuta al passare del tempo.
Nei luoghi da loro frequentati si incontrano persone di tutte le età, per le quali l'ultimo problema al mondo è superare brillantemente "la prova bikini" (e non solo perché il bikini non ce l'hanno).

Tenere scoperti i genitali è pericoloso per la salute
Uno dei più forti pregiudizi relativi al nudismo riguarda l'igiene. È comune, infatti, l'idea che ogni genere di germe e di fungo possano raggiungere e aggredire i genitali lasciati allo scoperto.
In realtà, invece, le probabilità di contrarre un'infezione al mare sono più alte quando si indossa un costume.
L'?effetto serra? prodotto dal tessuto, che oltretutto molto spesso è bagnato o almeno umido, crea un habitat ideale per la proliferazione di eventuali microrganismi presenti sulla sabbia.
L'esposizione diretta ai raggi del sole consente, invece, di poter contare su un'azione blandamente disinfettante che riduce il rischio di andare incontro a problemi della pelle.
Va sottolineato, inoltre, che anche i nudisti sono attenti all'igiene: è raro che si siedano o si sdraino senza il riparo di un asciugamano.

Nelle spiagge nudiste è facile eccitarsi
Chi frequenta da decenni i luoghi in cui si pratica il nudismo è pronto a giurare che l?eccitazione sessuale, che nei maschi non può passare inosservata, è una reazione che in nessun caso si verifica.
Non è difficile crederlo, perché l?atteggiamento di assoluta spontaneità assunto dai nudisti non risulta affatto stuzzicante sotto il profilo erotico.
In loro non c?è mai ammiccamento, desiderio di sedurre, voglia di risultare attraenti sotto il profilo sessuale, utilizzando come mezzo l?assenza del costume da bagno.
Per l?area del cervello che traduce gli stimoli in impulso sessuale può risultare ben più d?impatto un pareo sapientemente drappeggiato lungo i fianchi, oppure un costume intero che lascia spazio all?eccitante dinamica del vedo-non vedo.
Genitali esposti con lo stesso spirito e le stesse intenzioni con cui si mostrano le spalle, le mani o i piedi, nelle spiagge nudiste assumono la stessa connotazione di tutte le altre parti del corpo.
In questi luoghi si guarda molto più al viso, agli occhi, al sorriso di chi si incontra che non al suo seno o ai suoi glutei.

I naturisti hanno una vita ?strana?
I naturisti nella vita quotidiana non fanno nulla di diverso da tutte le altre persone: hanno un lavoro, una famiglia, coltivano hobby, fanno sport.
Non c'è tra loro la prevalenza di una particolare idea politica, né di un credo (alcuni sono atei, altri religiosi): di fatto costituiscono una comunità eterogenea, unita dal piacere di fare il bagno o di passeggiare in un bosco nudi e dalla convinzione che nella nudità non ci sia nulla di sbagliato.
Una differenza tra loro e gli altri villeggianti comunque c'è: nessun nudista lascerà mai la spiaggia sporca o butterà mozziconi e cartacce in un prato.
Il rispetto per la natura e per l'ambiente è per i nudisti forte quanto il desiderio di essere accettati.

La vista delle nudità non è adatta per i bambini
Omnia munda mundis: tutto è puro per i puri. Così dicevano i saggi nell'antichità e oggi quest'idea vale come ieri.
Sui bambini, in assenza dei condizionamenti degli adulti, la vista della nudità non produce alcun particolare effetto.
È vero, però, che i piccoli sono dotati di antenne speciali con cui riescono nitidamente a captare ogni eventuale disagio dei genitori: se mamma e papà provano un forte imbarazzo in prossimità di una spiaggia di nudisti e lo sottolineano con commenti a sfondo morale, nel bambino certamente nascerà l'idea che quelle persone nude stanno commettendo qualcosa che non è da imitare.
Per contro, se i genitori giudicano dentro di sé lecita la pratica del nudismo, i bambini in un'identica circostanza non mostreranno alcuno stupore né tanto meno rimarranno turbati dalla vista di persone senza veli addosso.

DA RICORDARE

Il naturismo è libertà di espressione e si basa sul rispetto della natura.

tratto dal sito italianaturista


lunedì 6 febbraio 2006, 15:57
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è interessante la filosofia su cui si basa il principio del naturismo :D


martedì 7 febbraio 2006, 16:44
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Sì Azazel (ma in 'sto forum ci sono dei nick tutti bellissimi ma così complicati da scrivere...) ma questa è la pura purissima teoria, che quasi nessuno realizza nella sua totalità.
La realtà è poi pressochè totalmente differente e, soprattutto, va ad avvicinarsi di più all'idea che il naturismo sia essenzialmente libertà.


martedì 7 febbraio 2006, 17:10
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Wave ha scritto:
...ma questa è la pura purissima teoria, che quasi nessuno realizza nella sua totalità...


Già :roll:

Cmq, molto esauriente la spiegazione :fonzie:


martedì 7 febbraio 2006, 20:30
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Nudismo e naturismo: la storia

Nato in Germania sul finire del XIX secolo con il nome di Freikörperkultur (FKK=cultura del corpo libero), il nudismo si proponeva come uno stile di vita alternativo a quello ormai imposto a tutti i livelli sociali dalla civiltà industriale, che stava allontanando l'uomo dal contatto con la natura e dalle cose semplici. Tramite la nudità, la danza, la ginnastica e il vegetarianismo, gli intellettuali della classe media tedesca cercavano di recuperare l'armonia con il mondo che ci ha generato. Dunque non si trattava semplicemente di "andare in giro" nudi.

Il termine nudismo fu coniato da Heinrich Pudor agli inizi del 1900, mentre nel 1903 venne aperto nei pressi di Amburgo il primo club nudista, chiamato Freilichtpark. In quegli anni il movimento ebbe in Germania un primo periodo di successo, con la nascita di numerose associazioni che differivano tra loro per l'ideologia (dai borghesi ai socialisti) e pubblicavano riviste dai titoli come "Terra della Luce" o "La Nuova Era", cui seguì un momentaneo ridimensionamento durante la dittatuta nazista e la definitiva affermazione dopo la Seconda Guerra Mondiale. Oggi la Germania è considerata da tutti la Mecca del nudismo, a dispetto del clima non certo mite. In terra tedesca esistono ben 150 campeggi e numerosi spazi pubblici dove è consentito stare nudi, come nei parchi cittadini di Monaco, Berlino, Francoforte eccetera.

In Francia l'idea nudista comincia a diffondersi intorno al 1920. Non si tratta di una semplice copia della Nacktkultur tedesca, bensì di una scoperta autonoma solo in parte influenzata da ciò era già in auge in Germania; non a caso la Francia è considerata la seconda patria del nudismo. Il primo centro nudista francese fu creato da Marcel Kienné de Mongeot nel 1928. Il nudismo fu lungamente osteggiato della borghesia e della chiesa, e non poche furono le lotte che i nudisti dovettero sostenere per difendersi da tali attacchi. Dopo il 1950, grazie all'opera di Albert Lecocq, il nudismo diventa poco a poco un fenomeno di massa, tanto che oggi la Francia è la nazione con il maggior numero di centri vacanza nudisti, complice un clima migliore di quello tedesco. Tra club e campeggi, ce ne sono oltre 180.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il nudismo si estende lentamente in Europa, nel nord America e in Australia. Nel giro di pochi anni nascono numerose associazioni e spiagge in Olanda, in Danimarca, in Svezia, in Finlandia, in Inghilterra, in Grecia e in Istria (Croazia). Negli Stati Uniti il nudismo subisce una forte repressione da parte della classe politica, in alcuni stati talmente bigotta da sfiorare l'integralismo cristiano, tanto che di spiagge nudiste, a dispetto dei chilometri di costa balneabili, ce ne sono poche; in compenso nascono un'infinità di club con terreno privato ben protetto da sguardi indiscreti. Al giorno d'oggi negli U.S.A. la pratica nudista è ancora minacciata della repressione (ci sono governanti che nel loro programma elettorale prevedono di bandire il nudismo dalle spiagge e persino di proibire la nudità dentro casa! Ah, questi americani...), tuttavia il movimento ha un numero abbastanza elevato di seguaci, quindi c'è da sperare che presto le cose volgano al meglio.
In Spagna il nudismo ha trovato per anni un grave ostacolo nella situazione politica interna del paese; solo dopo la caduta del regime di Franco, nel 1978, sono cominciati a sorgere i primi campeggi. In meno di venti anni la Spagna ha fatto passi da gigante: oggi il nudismo è riconosciuto dallo stato, le spiagge ufficialmente nudiste sono numerose (se ne contano 260), così come i campeggi (15).

In Italia il nudismo, che aveva già avuto dei pionieri agli inizi del 1900, è stato prima affossato dal regime fascista, e poi letteralmente affondato dalla classe dirigente del dopoguerra; basti dire che le prime due associazioni nudiste italiane furono costrette ad avere sede legale all'estero per diversi anni! Le cose sono leggermente migliorate solo dopo il 1968: sospinto dall'onda della rivoluzione sessuale, il nudismo cominciò ad essere praticato in alcune spiagge isolate; tuttavia in Italia manca ancora oggi una cultura di fondo che sostenga il nudismo, così come manca una legge che ne riconosca la pratica.
Esattamente l'opposto di paesi quali la Finlandia, la Svezia o la Danimarca, dove la nudità non è considerato atto osceno, e si può fare a meno del costume su quasi tutte le spiagge e i laghi; inoltre è pratica comune quella di stare nudi nelle saune e in alcune piscine. Il nudismo era molto comune anche nella ex Germania dell'Est, poi, per incentivare il turismo dopo la riunificazione, moltissime spiagge, rive di fiume e campeggi sono stati convertiti per accogliere i tessili.

Con il termine tessile i nudisti indicano i non-nudisti, cioè le persone che sono sempre vestite (anche il costume da bagno è un vestito). Con spiaggia tessile si intende invece una spiaggia in cui è obbligatorio l'uso del costume da bagno. Per i luoghi in cui la nudità è facoltativa, o anche solo tollerata, i paesi di lingua inglese hanno coniato il termine clothing-optional, letteralmente vestiario-facoltativo, che in italiano potremmo meglio tradurre come nudismo facoltativo. Si stima che in tutta l'Europa, tra coloro che lo praticano assiduamente e saltuariamente, ci siano più di dieci milioni di nudisti; gli italiani potrebbero essere forse 100mila.

Al termine nudismo è sempre stato affiancato quello di naturismo: vediamo quale è la differenza tra i due:

Nudismo: il nudismo propone la nudità come fattore di benessere personale e sociale.
Si dice nudista colui che pratica il nudismo. Il nudista sta nudo quando la temperatura lo permette e dove lo consente il buonsenso, quindi a casa, in giardino, in spiaggia, nei centri vacanza, in barca, in montagna, in palestra... sempre che gli altri lo accettino. Nel suo stile di vita hanno importanza fondamentale il rispetto per il prossimo, la tolleranza, le buone maniere e la conoscenza di sé.

Naturismo: Il naturismo integra il nudismo con una concezione di benessere più ampia che comprende, tra le molte cose, il movimento fisico, un'alimentazione sana e la difesa della natura.
Si dice naturista colui che pratica il naturismo. Il naturista quindi, oltre a stare nudo come il nudista, fa attenzione a quello che mangia, cura assiduamente la propria salute, rispetta la natura e predilige uno stile di vita che sia in armonia con l'ambiente che lo circonda. Il naturista è l'opposto del consumista e dell'uomo massificato.

Questa è la definizione di naturismo secondo la International Naturist Federation:

Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura,
caratterizzato dalla pratica della nudità in comune,
allo scopo di favorire il rispetto di se stessi,
degli altri e dell'ambiente.
(Agde - Francia, 1974)

:)

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sabato 18 febbraio 2006, 21:31
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Micho come al solito sei completissimo.

Comunque in effetti - a proposito della storia del naturismo - mi sono ricordato di alcune cose che appresi nel corso di uno dei miei numerosi soggiorni nell'ex Germania est (ci sono stato 4/5 volte più una a Berlino esclusivamente, purtroppo sempre dopo il 1989).

Una volta in effetti capitai in un parco nei pressi di un lago (ora non ricordo esattamente dove fosse - forse verso Schwerin) e vidi che un'area rinomata come FKK era stata appena riconvertita al tessile. Chiesi e cercai di capire il perchè e mi risposero che - dopo la riunificazione - i wessie (cioè i tedeschi dell'ovest) non gradivano tutta quella nudità e sinceramente per i gestori del luogo non era proprio possibile fare a meno dei loro marchi...
Mi raccontarono anche che nei primi tempi si era giunti quasi allo scontro fisico tra nudisti dell'est (che continuavano tranquillamente e senza alcun doppio fine, sia inteso, a spogliarsi in presenza di famigliose tessili dell'ovest) ed appunto tessili occidentali, infastiditi da questi (innocenti) comportamenti.
Ricordo anche - anni fa - di aver visto una serie di documentari (su di un'emittente satellitare che allora trasmetteva veramente belle cose - Planet) provenienti dagli archivi della Germania Est in cui si parlava del nudismo con una disarmante semplicità. Erano mostrate - tenete presente che i documentari dovevano essere penso della prima metà dei '70 - famiglie (inclusi bambini, adolescenti), uomini soli, donne tutti intenti a godersi la natura in questo modo. E si parlava chiaramente di liberazione dalle sovrastutture. D'altronde era anche quella una manifestazione di uguaglianza...

Per poi non dimenticare che cos'era l'Isola Margherita a Budapest, con le sue terme e le sue piscine negli anni ante '89 (lì c'ero capitato), la Jugoslavia degli anni '60 e '70, che con i suoi resort FKK è stata la scuola per tanti italiani che si sono avvicinati al nudismo, le spiagge del Mar Nero in Romania, Bulgaria ed Ucraina, gli stessi parchi di Mosca e San Pietroburgo.

Amara e conclusiva considerazione: forse, al di là del Muro, non tutto era da buttare, a partire da una certa purezza nei comportamenti


domenica 19 febbraio 2006, 13:11
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L'estate scorsa ero in vacanza a Berlino e presso una delle principali stazioni della metro c'era una bellissima mostra sulle vacanze dei tedeschi dell'est. Avevano ricostruito delle "scenette" con materiali originali (tende, roulotte, canotti, ecc) a partire dal dopoguerra fino alla fine degli anni '80. Sono rimasto colpito dalle bacheche con i cataloghi dei campeggi FKK, alcuni degli anni '60, con le persone tranquillamente nude in copertina. Gli adulti si fermavano a guardare e commentavano con nostalgia: mi è rimasta impresso una signora anziana che si è commossa davanti ad un tavolino da picnic con la piantina di un campeggio naturista degli anni '70 ... sono stati bei tempi credo!
Purtroppo è tutto cambiato anche là, però mediamente la mentalità è più aperta rispetto all'Italia ...

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domenica 19 febbraio 2006, 13:29
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Ultimamente ho rivisto, l'argomento naturismo e "d'intorni" in 1 sito brasiliano sul vegetarianismo.

L'idea di contatto con la natura e simbiose con essa, la trovo appunto, naturale.

Purtroppo la società, inquinatà dal consumismo sfrenato, idee raziali, mente chiusa, sta praticamente "tornando indietro" rispetti a molti argomenti, movimenti e pensieri, che stavano rivoluzionando (oltre che conquistando) la crescita (socio-fisio-psicologica) del uomo nel pianeta.

Tutto ciò aiuta soltanto la "cattiva" globalizzazione, che ha l'intento di creare persone autome, senza personalità e potere di analisi di quello che ha intorno, cosa è meglio veramente per noi, cosa ci può servire nel migliorare il confort e la qualità di vita.


lunedì 6 marzo 2006, 5:11
Turista
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Salve a tutti ho scoperto da poco questo forum e ho letto qualche thread intelligente e interessante e quindi ho deciso di iscrivermi.

Da anni pratico... (ditemelo voi cosa pratico...) ...vado nudo in spiagge dove c'e' gente nuda. Essendo friulano ho frequentao le varie spiaggie di trieste e vicine slovenia e croazia. Sono stato in crociera in barca a vela con altri amici e amiche tutti nudi al 90% del tempo. Quando posso in casa d'estate giro nudo e la mia fidanzata idem. D'inverno frequento volentieri le saune "all'austriaca"

Il mio dubbio e' sempre stato questo: ma io sono un nudista o un naturista? chi e' un naturista? che ha a che fare con la natura un "naturista" che un "tessile" che frequenta posti simili non ha?

Due esempi:

Uno che va in vacanza sul litorale croato con un motoscafo fermandosi a fare il bagno nudo nelle baiette e' piu' naturista di uno che va nella stessa baietta con una barca a vela ma fa il bagno con il costume?

Una famiglia che va in vacanza al villaggio "naturista" di Valalta in croazia e' piu' vicino alla natura di una famiglia che va al villaggio "non naturista" dall'altra parte della baia? Tutti e due mangiano al ristorante, sono arrivati li in macchina, fanno la cacca in un cesso... e inquinano allo stesso modo.

Perche' in italia dobbiamo nasconderci dietro la scusa della "natura" (in tedesco si chiama FKK- Arte del corpo libero) e abbiamo paura a chiamarlo con un termine che indichi il nudo... infondo e' quello che faccio di diverso a trieste dagli altri bagnanti distesi nella spiaggia a fianco: io sono nudo, loro no!

Forse il problema del nudismo italiano e che abbiamo cominciato a nasconderlo dietro un nome sbagliato.

Cita:
Micho:Naturismo: Il naturismo integra il nudismo con una concezione di benessere più ampia che comprende, tra le molte cose, il movimento fisico, un'alimentazione sana e la difesa della natura.
Si dice naturista colui che pratica il naturismo. Il naturista quindi, oltre a stare nudo come il nudista, fa attenzione a quello che mangia, cura assiduamente la propria salute, rispetta la natura e predilige uno stile di vita che sia in armonia con l'ambiente che lo circonda. Il naturista è l'opposto del consumista e dell'uomo massificato.


Ultima domanda:
se io ho una
Cita:
"concezione di benessere più ampia che comprende, tra le molte cose, il movimento fisico, un'alimentazione sana e la difesa della natura."
e faccio
Cita:
" attenzione a quello che mangia, cura assiduamente la propria salute, rispetta la natura e predilige uno stile di vita che sia in armonia con l'ambiente che lo circonda."
e mi tengo il costume in spiaggia non sono forse un naturista lo stesso solo che non sono un nudista? Cioe' la differenza tra chi piace stare con le palle al vento e chi no non puo' essere risolta con la parola "natura"! O no!?


giovedì 13 luglio 2006, 18:32
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[quote="ugo"]

Ugo...scusa se mi permetto....posso darti un suggerimento?

STAI NUDO E FREGATENE

con simpatia
Gonzo


giovedì 13 luglio 2006, 22:31
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Credo che il discorso sia questo: il nudismo nel nostro paese è considerato una specie di " trasgressione per soli adulti"
E' sostanzialmente vietato, al massimo "tollerato" in poche piccole aree nascoste e di difficile accesso, non adatte alle famiglie, dove si può praticare proprio grazie all'assenza di ogni controllo e che quindi spesso hanno finito per avere davvero una frequentazione prevalentemente a fini esibizionistico-sessuali. Il termine nudismo di conseguenza è spesso usato dai "media" in senso un po' deteriore. Chi, pur non aderendo totalmente alla filosofia naturista vera e propria , si spoglia per il solo piacere della nudità a contattto con la natura, senza secondi fini, preferisce di solito definirsi "naturista" nel tentativo di prendere le distanze dal nudismo "esibizionista". Tentativo secondo me quasi sempre vano in quanto la maggior parte delle persone, non avendo mai provato a spogliarsi in condizioni adatte, continua a credere che chi si spoglia possa farlo unicamente per mettersi in mostra e di conseguenza tende a pensare che i "naturisti" siano solo dei nudisti (esibizionisti) ipocriti.
Ciao

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nemo


domenica 16 luglio 2006, 15:44
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Non voglio assolutamente fare polemica, a dare una definizione a naturismo posso essere anche daccordo, ma pensare che uno si definisce naturista lo fa con quella filosofia penso sia un insulto all'intelligenza.
Secondo me è come dire si beve la birra perchè accompagna bene la pizza. si!! nessuno lo nega ma la birra la si beve anche semplicemente perchè è buona perchè disseta o per altre mille ragioni.
Infatti secondo me le spiagge dovrebbero essere definite nudiste e non naturiste perchè il nudo è la sola cosa che accomuna tutti, poi c'è chi va per seguire la filosofia naturista, chi per vedere gli altri nudi, chi per farsi vedere dagli altri nudo, chi per non avere i segni del costume e chi più ne ha più ne metta :)

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sabato 19 agosto 2006, 13:31
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Lucente ha scritto:
Non voglio assolutamente fare polemica, a dare una definizione a naturismo posso essere anche daccordo, ma pensare che uno si definisce naturista lo fa con quella filosofia penso sia un insulto all'intelligenza.
Secondo me è come dire si beve la birra perchè accompagna bene la pizza. si!! nessuno lo nega ma la birra la si beve anche semplicemente perchè è buona perchè disseta o per altre mille ragioni.
Infatti secondo me le spiagge dovrebbero essere definite nudiste e non naturiste perchè il nudo è la sola cosa che accomuna tutti, poi c'è chi va per seguire la filosofia naturista, chi per vedere gli altri nudi, chi per farsi vedere dagli altri nudo, chi per non avere i segni del costume e chi più ne ha più ne metta :)


abbastanza d'accordo.
tranne sul fatto della birra: la birra, al di là delle abitudini non accompagna bene la pizza (o almeno non tanto bene quanto lo faccia il vino)

8)


sabato 19 agosto 2006, 15:09
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ma allora... io che applico l'architettura bioecologica, quando il cliente può permetterselo perchè in Italia è business puro quello, sono naturismo che cammina!
e chissenefregaseiomimettoduemaglionidilanaelebabbucceperstareincasadinvernoondeevitareditenereilriscaldamentoa28gradiperpoterstarenudaincasa
inquinandoilmondointero!!!! :)

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da qualche tempo a questa parte mi trovo a pensare sempre più spesso alle sogliole.


sabato 24 marzo 2007, 11:29
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