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 Naturismo e nudismo. Cosa Sono? 
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Habitué
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Quoto in toto :) Ugo e cito:

"Perche' in italia dobbiamo nasconderci dietro la scusa della "natura" (in tedesco si chiama FKK- Arte del corpo libero) e abbiamo paura a chiamarlo con un termine che indichi il nudo... infondo e' quello che faccio di diverso a trieste dagli altri bagnanti distesi nella spiaggia a fianco: io sono nudo, loro no! "

xkè mi piace molto di più "fkk" (ke pensavo volesse dire "cultura" del corpo libero anzikè arte, ma x il mio discorso è pressappoco lo stesso) xkè mette l'accento sul fatto ke stare nudi è una pratica culturale dell'uomo, ke già nel periodo romantico si era accorto ke un'unione con la natura era ormai impossibile, sebbene essa potesse essere ancora fonte di emozioni "cosmiche", o usata come simbolo per riflessioni tutte umane...
Della natura bisogna avere rispetto, e rispetto per se'stessi e gli altri, questi sono i miei valori guida, ma li ho sempre perseguiti da prima ke iniziassi a starmene nudo al mare o altrove, quando ho scoperto cioè il piacere della libertà del mio corpo in ambienti naturali, che nudo si spoglia di tanti simboli e si apre al piacere del vento dell'acqua e del sole sulla pelle... e ho scoperto anke l'affinità con altre persone ke amano questa pratica, a partire dalla mia compagna di allora, di amici e amiche, e di gentilissime e carinissime persone dell'UNI Lazio... ma ho scoperto anke, frequentando vari forum e facendo tante kiakkiere, ke nn mi basta essere nudo x essere automaticamente in sintonia con tutti quelli ke stanno nudi come me: senza parlare di guardoni, falegnami e affini, sento da parte di alcuni certi accenti razzisti nei confronti dei gay, degli immigrati o in genere del "diverso" ke mi fanno venire i brividi; ho visto come anke in taluni posti "naturisti" nn tutti hanno l'abitudine di lasciare il posto pulito come l'hanno trovato; alcuni praticano nudismo xkè "fa chic"; altri sono maledettamente maschilisti; altri ancora giudicano giudicano giudicano dall'alto del loro essere naturista da anni e esaminano ogni movimento ke fai in base a date definizioni di naturismo, mostrandosi integralisti....
Insomma sento ke le definizioni mi stanno sempre strette... va bene ke il naturismo ponga l'accento sul rispetto della natura, ma per me il corpo nudo dovrebbe significare di più, lo ripeto sempre, cioè libertà, ke senza rispetto non ha senso, e uguaglianza nella diversità.
Scusate il pippotto, prometto ke nn lo faccio più :oops:

E quoto anke pizza e vino :D

Ciao
:o
Mauk


lunedì 26 marzo 2007, 14:56
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Naturismo: nuova definizione?
di Jean Pascal Marcacci


Negli articoli che seguono Jean-Luc Bouland sulle pagine della prestigiosa rivista La Vie au soleil -Le nouveau naturisme n°1008/109-2006 - si pone il problema del cambiamento della definizione del naturismo in considerazione del fatto che il naturismo dagli anni 70, dallo scorso secolo ad oggi è cambiato,
mentre la sua definizione rimane quella adottata ufficialmente nel 1974 ed è rimasta tale. Il dibattito è di estrema importanza per una rivista quale Neonaturismo che si pregia di essere un punto di riferimento per il naturista consapevole del nuovo millennio. Invito i lettori a fare pervenire in redazione le nuove definizioni di naturismo che ritengono più attuali o aggiornate in modo da aprire un dibattito .
Il naturismo ha veramente bisogno di una nuova definizione come suggerivamo nelle nostre precedenti edizioni? Il suo autore non è d’accordo (Francis Schelstraete, ndt) e può il lettore non preoccuparsene? Ma il dibattito è appena cominciato…
“Essendo stato io l’autore (improvvisato) della definizione di naturismo adottata nel 1974 non mi sono dispiaciuto fin dall’inizio che di un solo termine, lo scopo del naturismo. Lo avrei volentieri sostituito, ma il gioco non valeva la pena, e poiché la definizione era stata adottata come tale è così che quella ha resistito 30 anni … “ così ci ha scritto Francis Schelstraete, militante naturista convinto e noto fondatore del Domaine de Belezy. “Nella misura in cui fu giusta (la definizione di naturismo , ndr) qual‘è l’interresse di cambiarla? Due più due non fanno sempre quattro?” s’interroga Francis ricordandosi il testo di Adge del 1974 che non è ne il testo autentico votato ad Adge e neppure quello riportato dal dizionario Larousse. Perché sia chiaro il testo originale era: il naturismo è una maniera di vivere in armonia con la natura, caratterizzato per la pratica della nudità in comune, che ha per scopo il favorire il rispetto di se
se stessi, degli altri, e quello dell’ambiente.” Perché modernizzare? Per Francis Schelstraete ancora oggi “Se questa definizione si è imposta per così tanto tempo è perché era così larga da essere accogliente, evitando tutti i settarismi del genere: voi non siete naturisti se preferite una casa ad una roulotte, una roulotte alla tenda, una tenda alle stelle! Molto larga ma allo stesso tempo sufficientemente precisa per evitare certe definizioni trasversali nelle quali il naturismo rischia di perdersi, per esempio il naturismo è tolleranza, lassismo, ecc…”.
Mettendo la pratica della nudità al centro questa definizione di naturismo, ricorda l’autore, “permette di imporre che la scelta operata non sarà fatta che per rispettare gli altri …“ E conclude Francis : ”rimescolare la definizione rischia di aggiungere un po’ più di confusione a questa definizione generale” – “confusione percettibile dal crescente uso di pantaloncini, bermuda e pareo che fanno si che non si sa più bene dove è il naturismo“. Questa visione non è però condivisa da tutti. Anzi, Roland P. (lettore della Vie Au soleil, ndt) considera che con “la ricerca di una nuova definizione del naturismo, o piuttosto la riscrittura della sua definizione, possa essere l’occasione per introdurre le acquisizioni sociali del dopo 1974, che esprimono la volontà di marcare la nostra scelta di naturisti al fine di tendere sempre al meglio”. Ma tutti e due sono d’accordo nel dire che ad esempio il termine “campo“ non è più sufficiente nel designare i luoghi che permettono di praticare il naturismo; dichiara Francis: “quanto al vocabolo, eliminando la parola campo naturista oggi ancora usata non si può che variarla secondo la natura del luogo . Il più semplice è chiamare spiaggia le spiagge naturiste, terreni i domini o residenze naturisti, l’aggettivo che è loro attribuito diviene esplicito per se stesso…“. Roland P. da parte sua suggerisce semplicemente il termine “area“ naturista per l’insieme di questi luoghi, mentre il lettore belga Alain –Michel suggerisce “luoghi vitali“ o “luoghi di vita “. Fuori da ogni dubbio la questione merita di essere lanciata, la riflessione su una semplice definizione permette, in generale, di riflettere sulla propria visione del naturismo. Non esitate dunque a scriverci . Il dibattito ha inizio … Nel successivo numero della Vie au soleil –Le nouveau naturisme aprile-marzo 2006 n° 109 Jean-Luc BOULAND nel suo : Definizione del naturismo, cambiare o non cambiare, il dibattito continua, il giornale ospita diversi interventi che l’autore ha raccolto contenenti nuove definizioni del naturismo ricche ed argomentate, concernenti tutte una modernizzazione della definizione ufficiale di naturismo che non danno però soluzione definitiva …Il dibattito continua …la parola a voi lettori.

Traduzione di Jean Pascal MARCACCI
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venerdì 25 maggio 2007, 11:00
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Cambiare o non cambiare il significato recondito che emerge nel contesto reale, aggiornato al luogo ed al tempo, all'interno della mediazione ineccepibile ed inevitabile fra le parti seppur pronti a rivisitare ed a riconcepire la nudità nelle zone, arree, campi arati o meno ed essi stessi racchiusi da bariere naturali od artificiali, in cui esprimere la propria massima libertà, in un luogo che può apparire una gabbia in cui razzolare felici o, guardandosi di sbieco, in cui ammirare i corpi nudi, come sculture naturali, rischiando fraintendimenti sessuali che inibiscono il rapporto naturale fra noi non sapendo più se l'altro è un noi o da considerarsi un lui.
OK OK ma io domani dove vado nella mia regione per poter praticare in pace il mio bisogno di naturalità?

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sabato 26 maggio 2007, 0:29
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Se a me piace e mi rilassa un determinato ambiente e ci vado per ricampare me stesso (centro benessere, spiaggetta), e li mi pare naturale il costume adamitico e ci sto bene, ma comunque mi rendo conto che il mio ormone comunque procede imperterrito per la sua strada dentro la mia testa, non producendo però effetti sgradevoli all'esterno ne fisici ne sociali, secondo voi sono un naturista o no?
UN po ci scherzo, ma dalle mie sperienze:
SI da un senso di libertà stare nudi specie in certi ambienti
SI aiuta a mettersi veramente sullo stesso piano degli altri, una sorta di ritorno alla primordialità
SI un po di gioco ormonale c'è, ma come sempre se è gestito con classe è uno dei maggiori fornitori di benessere del nostro cervello
Cerco di essere sincero e non nascondermi dietro a paraventi: il nudismo monocromatico (un centro benessere per soli uomini) per me è deprimente. Preferisco sempre la convivenza mista, al costo di lasciare all'altra parte della luna umana la copertura tessile.
Buttata li senza tanto elaborarla. Spero di essermi espresso chiaramente e con rispetto.

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venerdì 22 giugno 2007, 19:06
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wow_m_it ha scritto:
...... SI un po di gioco ormonale c'è, ma come sempre se è gestito con classe è uno dei maggiori fornitori di benessere del nostro cervello
.....

Ti sembrerà strano ma a me il gioco ormonale va in quarta più nelle situazioni tessili ... più con una gonna sul ginocchio che una ragazza in costume ... ecc. In situazioni naturiste mi appare più la bellezza scultorea e naturale del corpo che pruriti vari. Ma non faccio testo ... so strano.

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mercoledì 27 giugno 2007, 1:57
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MENS SANA IN CORPORE SANO CON IL NATURISMO: TRA NATURA, SALUTE FISICA E SALUTE MENTALE

E' dimostrato che togliersi i vestiti aiuta il corpo a mantenersi sano e ad annullare alcuni disturbi, tra cui anche la cellulite.

13/1/2008

http://www.7magazine.it/new.asp?id=1652

Intervista a Marcello Festeggiante, Presidente di Sicilia Naturista, e moglie. (Parte II) (precedente articolo)

Abbiamo già analizzato con Marcello Festeggiante, Presidente di Sicilia Naturista, e sua moglie i concetti fondamentali per conoscere e saper giudicare con correttezza un naturista. Ma il naturismo non è solo un modo di vivere la natura e la famiglia, da esso, infatti, si possono ottenere degli ottimi benefici sia dal punto di vista della saluta fisica e sia da quella psichica. È dimostrato che cure come l’aeroterapia, la talassoterapia e la fototerapia hanno risultati influenti su molte patologie, e per i naturisti non c’è cosa migliore che praticarle in natura. Ma adesso continuiamo ad approfondire l’argomento con i nostri due intervistati.

E’ vero che lo stare nudi provoca dei benefici per la salute?

Assolutamente si. Indubbi effetti benefici per corpo e psiche.

In che senso e in che modo la pratica nudista fa bene alla salute?

Innanzitutto perché spogliare il corpo degli abiti - in un ambiente aperto e naturale, sia ben chiaro - significa automaticamente predisporlo a ben tre diversi "bagni" negli elementi atmosferici: il bagno d'aria, il bagno di luce e di sole, il bagno d'acqua dolce o marina.

In pratica non si pratica il nudismo senza praticare anche la cura dell'aria, dell'acqua, della luce e del sole. La aeroterapia, o cura dell'aria, era conosciutissima nell'antichità ed è stata ripresa e diffusa a partire dall'800, dai primi medici naturisti. L'idroterapia, nelle sue varie forme, è tanto indicata per il nudista che è rarissimo imbattersi in campo che non abbia nelle vicinanze una spiaggia marina, un lago, un fiume o perlomeno una piscina. La cura dell'acqua di mare, o talassoterapia, è indicata per tutti e ad ogni età, lattanti compresi.

La fototerapia per eccellenza è la cura del sole o elioterapia, I benefici? Basti pensare che la vitamina D, rara in natura, è sintetizzata quasi esclusivamente ad opera del sole, modificando i grassi della pelle. La vitamina D serve per fissare il calcio nell'organismo; è utile perciò per i giovanissimi, le donne e gli anziani.

Il corpo nudo, meglio se abitualmente nudo per lunghi periodi (almeno uno-due mesi e più all'anno), preserva il complicato sistema della regolazione caldo-freddo, che risiede in alcuni centri nervosi posti sotto la pelle. Questo sistema termo-regolatore è messo in crisi, e spesso è addirittura fuori uso dal nostro sovrabbondante abbigliamento e dai vestiti molto stretti. proprio a causa del cattivo funzionamento del delicato sistema termo-regolatore del corpo, l'uomo e la donna sono preda di numerosissimi malanni agli organi della respirazione e della digestione, dai raffreddori alle influenze a ripetizione, dalle sinusiti ai mal di testa, alle bronchiti, ai reumatismi di vario tipo, ai disturbi digestivi.

La condizione della nudità, invece, è il migliore presupposto per la auto-produzione del calore di dispersione.

Il vestito è dannoso alla salute non soltanto perché produce una copertura eccessiva, sempre più pesante del dovuto, ma soprattutto perché - paradossalmente - la sua copertura è irregolare, in altre parole, non è mai totale e bilanciata. Sempre alcune zone del corpo sono troppo coperte, mentre altre zone sono nude o quasi. Mentre il viso, il collo, talvolta la parte superiore del petto, le mani e le gambe (se si porta una gonna corta) sono nudi, il resto del nostro corpo è super vestito.

Con quale logica?

Come sanno bene i campeggiatori e i pescatori, è più facile prendersi un malanno se si è mezzo vestiti ( ad esempio, con i soli pantaloni o con la sola camicia) che se si è totalmente nudi. nei casi di nudismo prolungato e ininterrotto, è bene saperlo, aumenta in modo considerevole il nostro metabolismo. Tutte le funzioni del corpo sono ravvivate e stimolate, comprese quelle del ricambio. L'aumento della spesa energetica che serve a produrre calore, si tradurrà, perciò, in una benefica eliminazione del peso superfluo. Il nudismo, quindi, fa indirettamente ma sicuramente dimagrire, fa riacquistare una forma snella ed elegante. I raggi solari sulla pelle nuda hanno effetti straordinariamente salubri. Inoltre, chiunque abbia osservato bambini svestiti correre all'aria aperta deve essere stato colpito dal fatto che il loro modo di comportarsi è migliore e che essi si muovono più liberamente e con maggiore grazia di quando sono vestiti. La stessa cosa accade per i grandi. Il luogo più adatto per la nudità è l'aria aperta, al sole e nell'acqua.

Abbiamo detto che il nudista, allargando la sua attenzione all'intera persona, perde interesse per questo o quel trucco estetico, per la bellezza artificiale, per la decorazione seducente, per gli atteggiamenti narcisisti. E' vero. E' vero, ma il contatto corporeo, visivo o tattile, aiuta anche a tenerci su, a non lasciarsi andare, a non deprimerci. Chi l'ha provato può confermarlo: il nudismo aiuta ad alzare il tono psicologico generale, a sentirsi sempre pronti al contatto sociale. Quante persone esternamente depresse e malinconiche dovrebbero scoprire la nudità come tonico della psiche.

Ma anche altri piccoli disturbi vengono affievoliti. La Cellulite, oggi molto diffusa anche tra le giovani, con nudismo può essere eliminata o ridotta enormemente. Questo perchè stando in nudità per un certo periodo di tempo viene ristabilita la normale circolazione del sangue che, troppo spesso, se ostacolata da slip, jeans, collants e reggiseni troppo stretti od attillati, ne è la causa principale.

Non dimentichiamoci dell'aspetto psicologico: spogliarsi (metaforicamente e fisicamente) significa rimettersi in gioco, riattivare altri e più profondi meccanismi di confronto sociale che esulano dai classici status symbol per riscoprire la cultura e le virtù dell'anima. Paradossalmente, lo stare nudi devia l'attenzione da corpo per riportarla sull'anima. E' questo, in fin dei conti, vuol dire salute: del corpo e dello spirito.

I sessuologi ritengono che la vista di tanti corpi nudi col tempo tolga spazio alla fantasia provocando una sorta di abitudine che abbassa il livello di erotismo e di eccitazione nella coppia. Lei è d’accordo?

Anche qui non posso che dissentire. L'errore è quello di ridurre la sessualità e l'erotismo nel nudo e viceversa. Le cose non stanno affatto così. L'erotismo, come insegnano bene i maestri di letteratura erotica, passa principalmente per il cervello. L'erotismo è un esercizio di alta cultura e raffinata consapevolezza; esso non può e non deve ridursi al mostrare o al vedere corpi nudi. Siffatto pensiero riduce il corpo a merce e la sessualità ad attività meccanica e nient'affatto spirituale. La sessualità si esprime attraverso lo sguardo, le movenze, la voce il tatto. Ecco il motivo per cui la sessualità femminile, da sempre più attenta ad un sincretismo sensoriale, è più ricca e più variegata di quella maschile che, nella maggior parte dei casi passa per buna parte attraverso il senso della vista.


martedì 15 gennaio 2008, 21:16
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Faccio un po' l'avvocato del diavolo:
molti degli effetti benefici della nudità sono magari ipotizzabili ma non così dimostrati: dimostrati da chi? In che modo? Esistono studi controllati in merito? Se sì, quali?
Per altri non è certo necessaria la nudità integrale: per la cellulite non bastano abiti comodi? E per la vitamina D è forse necessario essere completamente nudi?
La maggior parte delle ragioni esposte dai rappresentanti di Sicilia Naturista non spiega comunque perchè mai ci si debbano togliere anche le mutande!
Dico questo perchè credo che dobbiamo stare attenti a quello che diciamo, senza farci troppo prendere dalla foga della propaganda.
Se diciamo cose inesatte o comunque imprecise finiamo per essere facile bersaglio delle critiche!
Non me ne vogliano comunque quelli di Sicilia Naturista: in questo caso, nel contesto complessivo del discorso, certe affermazioni ci potevano anche stare. Dico solo che più in generale dobbiamo stare attenti!
Ciao

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nemo


giovedì 24 gennaio 2008, 8:33
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non c'è nulla di falso,quindi non vedo come queste dichiarazioni possano far perdere credibilità.
gli studi ci sono al contrario:vergognarsi per quello che si è non è considerata una situazione normale :lol:


sabato 26 gennaio 2008, 22:52
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Come ho detto, molti dei benefici elencati sono in realtà ottenibili anche stando in costume o con vestiti leggeri: in questo senso, attribuirli al naturismo è perlomeno una forzatura.
Del resto il mio intervento era dettato da un ricordo in merito; tempo fa un parlamentare (francamente non ricordo quale) in televisione fece proprio questa obiezione: "Cari naturisti, voi chiedete spazi dove praticare perchè secondo voi il naturismo ha effetti benefici sulla salute, ma chi l'ha detto? fatemi vedere dove sta scritto!"
Con questo, lo ripeto, non voglio dire che dobbiamo rinunciare all'uso di questi argomenti ma è bene che siamo consapevoli dei loro limiti!
Ciao

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nemo


domenica 27 gennaio 2008, 0:57
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