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 Fridays for the Future: il clima non aspetta 
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Eroe ha scritto:
Serve intervenire in maniera radicale, ma non credo si possa fare senza che il nostro stile di vita venga intaccato in maniera importante.

Se non partecipiamo alle manifestazioni, non firmiamo le petizioni, non agiamo nei nostri comportamenti migliorandoli, è meglio smetterla di lamentarsi in giro che non serve a nulla. La nostra prima domanda, guardandoci nello specchio, deve essere TU COSA HAI FATTO E COSA FAI?


Ciò non toglie che se ognuno di noi fa qualcosa l'obbiettivo si avvicina e diamo un segnale a chi ci governa.[/quote]

Nel nostro piccolo, io e la mia ragazza qualcosa facciamo.
Pochissima aria condizionata, casa in classe A, al lavoro in bici/treno, poco/nullo ammorbidente in lavatrice, detersivi ecologici (costano di più ma vabbè), raccolta differenziata...cose così.
Tuttavia temo sia solo una goccia nell'oceano.


giovedì 12 settembre 2019, 8:03
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Eymerich ha scritto:
Nel nostro piccolo, io e la mia ragazza qualcosa facciamo.
Pochissima aria condizionata, casa in classe A, al lavoro in bici/treno, poco/nullo ammorbidente in lavatrice, detersivi ecologici (costano di più ma vabbè), raccolta differenziata...cose così.
Tuttavia temo sia solo una goccia nell'oceano.


e' vero, è una goccia.
Ma sette miliardi di gocce fanno un'oceano

Anam


giovedì 12 settembre 2019, 10:00
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Sinceramente io rimango sconvolto dal fatto che molti si dannino per i cambiamenti climatici (sui quali, per quanto mi riguarda, non vi è certezza che la causa sia umana) e pochi si preoccupino per i nostri mari pieni di plastica. Problema VERO e REALE, che tutti possono toccare con mano. Nulla (o pochissimo) viene fatto per raccogliere la plastica abbandonata e, soprattutto, per bandire il commercio degli imballaggi in plastica. Il sospetto che ci siano grossi interessi alla base dell'una e dell'altra cosa non è da escludere.

Così continuando, a breve viaggeremo tutti con auto Euro10, le famiglie si dissangueranno per cambiare l'auto, il clima farà come caxxo vorrà e andremo a nuotare in un mare privo di pesci ma pieno di plastica.

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giovedì 12 settembre 2019, 15:53
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Ciao r100gs.

Non voglio riaprire la diatriba sulle cause del cambiamento climatico, ma voglio risponderti che sono molto preoccupato anche per i mari pieni di plastica. La riduzione dei rifiuti plastici nelle acque è fondamentale. In questa direzione va anche il divieto di piatti e bicchieri di plastica https://www.termometropolitico.it/13727 ... vieto.html (da sostituire con materiali biodegradabili come l'amido di mais).

Dei due allarmi, uno non esclude l'altro.
Anzi spesso sono collegati, in quanto, volendo semplificare al massimo, l'inquinamento peggiora ulteriormente il riscaldamento globale.

Rimando all'altra conversazione: viewtopic.php?f=37&t=19179

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Ultima modifica di ionudista il giovedì 12 settembre 2019, 17:47, modificato 1 volta in totale.



giovedì 12 settembre 2019, 17:20
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Certo che un problema non esclude l'altro, ma cosa è stato fatto finora, oltre a piatti e bicchieri di plastica ed oltre a tante chiacchiere? Il divieto di circolare nei centri alle auto più vecchie?

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giovedì 12 settembre 2019, 17:27
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Dopo aver visto i precedenti post ho riflettuto un po'...
Tutto bello, tutto giusto ma....perché c'è un ma...

Ora sto scrivendo dalla Arabia Saudita, che ha una popolazione più o meno pari a quella Italiana seppure sparsa su un territorio immenso.

Qui la coscienza ecologica è un concetto totalmente inesistente.
- spreco energetico fuori da ogni immaginazione
- automobili Euro -57 e, visto che la benzina la regalano, non esistono posizioni intermedie dell'acceleratore...a tavoletta SEMPRE
- plastica come se piovesse
- spazzatura lanciata dalle auto in corsa
- fabbriche che a parole non inquinano ma nei fatti...
NESSUNA...ripeto nessuna voglia di cambiare

Due mesi fa ero in Egitto...quasi 100 Milioni di persone.
Situazione più o meno analoga.

Mi limito a questi due esempi ma le mie visite lavorative nelle più svariate parti della Terra mi hanno fatto notare questo:

Il mondo occidentale, dopo essersi arricchito e aver innovato, ora chiama alla frenata.
Ma 6 miliardi di persone o non sanno di cosa si sta parlando o semplicemente pensano "cari miei...ora vogliamo anche noi quello che avete voi..."
E quei 6 miliardi di persone sono un magnifico bacino per chi vuole vendere le auto che ora non ci sono, i condizionatori che ora non ci sono, le infrastrutture che ora non ci sono, eccetera eccetera.

E quando queste popolazioni avranno un pochino più di soldi anche queste vorranno andare in ferie alle Baleari o a farsi una vacanzina in aereo.
Chi glielo dice, a quelli, che tutto quello che ci hanno invidiato per decenni a loro non toccherà?

Un po' come incaxxarsi per l'Amazzonia quando tutte le foreste d'Europa ce le siamo fumate negli ultimi 200 anni.

Quello che si scrive qui è tutto bello e valido "in teoria", ma implica che 6 miliardi di persone non potranno accedere a quello che abbiamo noi.

Perché non prendiamoci in giro...
...nessuno farà funzionare TV, lavatrice, lavastoviglie, condizionatore, automobile, aereo eccetera a pedali, come Fred Flinstones degli Antenati...

E nessuno sarà disposto a non vendere i prodotti a chi li richiederà.

E per quanto i materiali si possano riciclare, si può riciclare solo quello che esiste già...non quello che non è stato ancora prodotto.

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vai"


giovedì 12 settembre 2019, 18:03
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ionudista ha scritto:
La riduzione dei rifiuti plastici nelle acque è fondamentale.


permettimi di "inasprire" il concetto: la riduzione dei rifiuti è fondamentale

Anam


giovedì 12 settembre 2019, 19:23
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Duckjibe ha scritto:
Dopo aver visto i precedenti post ho riflettuto un po'...
Tutto bello, tutto giusto ma....perché c'è un ma...

...
Quello che si scrive qui è tutto bello e valido "in teoria", ma implica che 6 miliardi di persone non potranno accedere a quello che abbiamo noi.

Uno sviluppo sostenibile per l'ambiente è possibile se si riescono a baipassare gli interessi delle potenti multinazionali che, per esempio, hanno fatto vietare la coltivazioni della canapa con motivazioni falsissime per favorire il loro maledetto nailon e plastiche varie oltre per poter continuare ad abbattere foreste per fare la carta.
CHI NON L'HA MAI VISTO SI GUARDI QUESTO VIDEO anche se verso la fine c'è forse qualche esagerazione in campo medico:

Perchè Canapa e Marijuana sono state Vietate - La Vera Storia
Nel video, dal terzo minuto circa in poi, si spiegano i motivi per cui ne fu vietata la coltivazione:


Considerate anche che la canapa, avendo un accrescimento rapido, è anche ottima per assorbire grosse quantità di CO2.

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Iscritto ANAB http://www.abruzzonaturista.it/
http://www.facebook.com/pages/Ripuliamo ... 1002200079
Un esempio:
http://www.facebook.com/note.php?note_i ... &ref=share


venerdì 13 settembre 2019, 12:09
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Ciao Duckjibe: tu sei nel cuore produttivo che sostiene una parte consistente dell'economia basata sui combustibili fossili.

Cosa ti aspettavi di trovare?

Per di più sei in un paese musulmano, dove la religione è di stato! Pertanto la libertà del pensiero razionale e scientifico è praticamente impossibile da portare in una tale mentalità.
Un paese schiacciato tra una aristocrazia malata e ignorante, sostenuta dal petrolio, e una massa di sudditi che non pensano neanche di poter rientrare nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

Noi siamo profondamente diversi da loro. L'Europa, con la Grecia, è l'origine del libero pensiero razionale, che per la prima volta ha superato i confini dei dogmi religiosi ed ha creato le basi per la filosofia e l'investigazione scientifica.

Siamo noi Europei, prima di tutti, chiamati a questo compito di essere da capofila del cambiamento.

Sullo stile di vita ti ho già risposto: questo stile dispendioso è il passato. Se devi agganciarti al futuro, devi agganciarti alla sostenibilità, non alla produzione di trent'anni fa.

Comunque abbiamo capito che non sei d'accordo.
Possiamo evitare di portare contributi di segno contrario con gli stessi contenuti? Sembra che diciamo sempre le stesse cose...

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venerdì 13 settembre 2019, 17:49
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@ionudista

Ok, hai ragione tu.

Ovviamente, direi............

Smetterò di scrivere su questi tread ecologisti per il semplice motivo che l'unico punto di vista accettato deve essere il tuo e quello similare.
E allora vado tranquillamente a fare altro, godendomi il pensiero ecologista che ho visto tra i morti di fame dell'Africa, in Asia e in Medio Oriente...

Fra 6 vite, quando scriveremo su Extravillage 3321, sapremo come sarà andata a finire.

PS...se è per quello anche tu ti ripeti come un disco rotto...

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venerdì 13 settembre 2019, 22:02
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Senti Duckjibe,

io non sono nessuno per dire cosa portare come contributo in questa conversazione. Il mio era solo un invito (avendola aperta con un tema) a non ripeterci (invito rivolto anche a me ovviamente).
Tu scrivi molto chiaramente e i tuoi esempi vanno sempre dritti al punto. Io ho capito bene la tua critica, che si fonda su valutazioni condivisibili!
Poi da queste valutazioni partono due differenti approcci: uno (il tuo a quanto mi pare di capire) che dice di adattarsi a questo stato di cose, ed un altro (il mio e non solo) che propone un cambiamento per limitare i danni proponendo un modello di sviluppo migliore di quello maggiormente diffuso oggi.

Sono ritornato in questa conversazione non per ripetere le stesse cose già scritte, ma per condividere un articolo di una testata che mi sembra lavori bene, che riguarda le intenzioni di questo nuovo governo sulle tematiche dell'ambiente e del riscaldamento globale, cosa che mi pare abbastanza "nuova" come notizia, almeno per la dinamica politica che c'è dietro.

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sabato 14 settembre 2019, 4:40
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Ok...allora vado dritto al punto...

Come convinciamo 6 miliardi di persone a cui non frega un tubo dell'ambiente a fare qualcosa per l'ambiente?

Perché, che piaccia o no, a questi qui e a miliardi di altri, interessa solo guadagnare il benessere che noi abbiamo già.

Che facciamo?

Li convinciamo a bastonate?
Li sterminiamo?
Non gli permettiamo di avere nulla di più di quello che NON hanno, perché produrlo distruggerebbe l'ambiente?

Quanta gente conosci che beve acqua dal rubinetto, o che usa bottiglie di vetro, o che stacca la spina alla TV per non avere il consumo del Led acceso, ecc....

Io, personalmente, a parte me stesso e qualche naturista, non ne conosco nessuno.

Ti ricordo che, in passato, c'era un metodo naturale per tenere basso l'inquinamento e salvaguardare l'ambiente...
...tra il 1347 ed il 1352 ne hanno saputo qualcosa...

Ma adesso?
Ricorda che tutti, oggi, vorrebbero vivere in eterno con il xulo nella bambagia.
E chi non lo ha, lo vorrebbe avere.

Che soluzione hai a parte: "tutti dovrebbero fare qualcosa"...o "i governi dovrebbero...", quando è lampante che finora tutte le decisioni sono state prese per favorire i consumi?

Che si dice in TV?
I consumi non ripartono, i mercati sono bassi, la produzione arretra..........

Che si fa, quindi?
Rilanciamo i mercati e facciamo contente le multinazionali o torniamo indietro di 100 anni?

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sabato 14 settembre 2019, 14:31
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Duckjibe ha scritto:
Ok...allora vado dritto al punto...

Come convinciamo 6 miliardi di persone a cui non frega un tubo dell'ambiente a fare qualcosa per l'ambiente?

Moltissimi di questi 6 miliardi stanno assistendo a desertificazioni del territorio, che aumentano di anno in anno, ed altri vivono fenomeni atmosferici, monsoni ed altri, sempre più alterati e disastrosi pensi che se gli si spiegasse che questo dipende dai mutamenti climatici sarebbero disposti ad orientarsi verso uno sviluppo sostenibile o preferirebbero morire annegati con un cellulare costoso in mano?
Gli uragani ed altri fenomeni simili aumenteranno sempre più il loro livello catastrofico e il livello del mare che sale di 1,2 metri entro fine secolo farà sparire ampie superfici terrestri e tantissime isole del Pacifico sotto il mare.

UN ESEMPIO

URAGANO DORIAN > 30 morti e 5000 dispersi alle Bahamas, ora minaccia la East Coast
http://meteo.ansa.it/meteo/news/uragano ... 64808.html


Duckjibe ha scritto:
...
Che si fa, quindi?
Rilanciamo i mercati e facciamo contente le multinazionali o torniamo indietro di 100 anni?

Un altro sviluppo è possibile basti pensare che l'Italia era ai primi posti nell'economia mondiale ma non tanto per FIAT ed altre grosse aziende (visto che con vari contributi pubblici dati negli anni lo stato avrebbe potuto acquistarle) ma per le piccole e medie aziende che una politica disastrosamente favorevole alle multinazionali da oltre un ventennio sta vessando e facendo chiudere con iniziative anche di tipo fiscale come gli studi di settore vessatori che hanno fatto chiudere anche a me una piccola attività e che danneggiano ed hanno danneggiato anche molti piccoli commercianti. Ieri ho avuto un dialogo con un piccolo orefice il quale mi ha detto, scoraggiato, che fra rapine, in una di queste hanno ammazzato il suocero, riduzione della vendita ed il fisco che sui cavilli gli fa sputare il sangue, ha ricevuto una sanzione di 100.000 euro ed ancora non ha capito perché, pensa di cessare l'attività anche se non sa poi cosa fare per sopravvivere. Poi se uno grosso evade 30 milioni di euro fanno una transazione e ne paga, a rate un terzo o meno.

Per uno sviluppo sostenibile la prima cosa da fare è tornare a permettere la coltivazione della canapa. Il perché l'ho già spiegato nel mio ultimo intervento con annesso video che lo spiega perfettamente.


domenica 15 settembre 2019, 12:02
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Altro interessante articolo.

https://www.italiaoggi.it/archivio/clim ... 9Vx70zecI#

Il Washington Post prevedeva, 92 anni fa, che le città costiere sarebbero state allagate
Clima, fine del mondo rinviata
Bbc, sette anni fa: il Mare Artico sciolto entro il 2014
di Alessandra Nucci


Indovinate a quando risale la seguente allerta: «L'Oceano Artico si sta scaldando, gli iceberg stanno scomparendo e in alcuni punti l'acqua è diventata troppo calda per le foche. Le informazioni che arrivano dai pescatori, dai cacciatori di foche e dagli esploratori indicano tutti che è in atto un cambiamento radicale del clima e si stanno raggiungendo temperature mai viste nella zona artica. Le spedizioni esplorative riferiscono che il terreno è quasi privo di ghiaccio fino a 81 gradi a nord. Si prevede che entro pochi anni lo scioglimento dei ghiacci alzerà il livello dei mari rendendo inagibile la maggior parte delle città costiere».
Indovinato? È un allarme di 92 anni fa, pubblicato sul Washington Post del 2 novembre 1922. Come si può notare, siamo ancora qua, le città costiere sono ancora abitate, le isole non si sono dovute attrezzare di palafitte, e chi nonostante tutto continua a fidarsi dei proclami sulla scomparsa del ghiaccio rischia di finire male. Come la ventina di yacht partiti l'estate scorsa alla volta del famoso passaggio a nordovest, convinte di poterlo percorrere come qualunque mare d'estate, dall'Atlantico al Pacifico: sono rimaste tutte incastrate, in attesa di essere liberate dalle navi rompighiaccio della guardia costiera canadese. Non è andata meglio ai quattro giovani rematori partiti dal lato Pacifico, convinti di poterlo risalire da ovest a est. Si sono fermati a metà strada, prima di finire assiderati. Il bello è che il loro sogno era di dare visibilità alla realtà del cambiamento climatico.

Ma come dar loro torto, visto che nel 2007 l'autorevolissima Bbc aveva comunicato che il riscaldamento globale avrebbe sciolto completamente il ghiaccio del Mare Artico nel giro di sei anni? Talmente sballate erano tali previsioni, basate sul famoso rapporto dell'agenzia dell'Onu per il clima, l'Ipcc (il cui capo aveva intimato: «Se non ci saranno dei provvedimenti prima del 2012, sarà troppo tardi»), che nel settembre 2013 la calotta polare risultava cresciuta di un +60% da record, ovvero di un milione di miglia quadrate di ghiaccio in più rispetto all'anno prima.

Il repertorio di previsioni fallite dovrebbe ormai bastare per convincere le autorità, e soprattutto gli esperti di comunicazione, a trattare gli annunci di catastrofi con le molle. Newsweek, nell'aprile 1975, prevedeva un raffreddamento globale, avvisando che «più si attardano i pianificatori, più difficile troveranno il dover fare i conti con il cambiamento climatico una volta che gli effetti saranno diventati una dura realtà». Noel Brown, dell'Unep, United Nations Environment Program, nel luglio 1989 annunciava invece che «se entro il 2000 non si inverte il trend del riscaldamento globale, interi paesi possono essere spazzati via dalla faccia della Terra a causa dell'alzarsi dei livelli del mare».

Non succede ancora niente? Basta continuare a spostare la bandierina avanti di qualche anno. Nel gennaio 2009 l'esperto James Hansen, capo del Goddard Institute of Space Studies della Nasa, oggi in pensione, dichiarava che il presidente Obama aveva «solo quattro anni di tempo per salvare la Terra». Più prudente Al Gore, che nel 2006 aveva dato al mondo ben dieci anni per risolvere questo problema del riscaldamento globale. Coraggio, dunque: per Gore, al diluvio, mancano ancora due anni.

In realtà, trattandosi di clima e non di meteo, i trend si possono studiare solo sui lunghi periodi. Da questi emerge che i livelli del mare stanno aumentando fin dal 1850, l'epoca della fine della Piccola era glaciale, mentre le temperature sono ferme da 17 anni. L'umanità si rilassi e si organizzi, dunque, come ha sempre fatto. Anche perché CO2, temperature e pioggia in aumento beneficiano l'agricoltura e riducono i costi del riscaldamento e dei trasporti, mentre l'allarmismo è indispensabile, sì, ma per l'economia che tassa, regolamenta e mira a consolidare i profitti del mercato delle emissioni, obbligando gli stati e le imprese a indebitarsi per comprare l'aria che tira.

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mercoledì 18 settembre 2019, 8:30
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Ciao r100gs,

come già detto ad Eroe, invito anche te e chiunque a riportare solo delle citazioni degli articoli (oltre ad inserire il link come hai fatto). La direttiva europea sul diritto d'autore nel mercato unico digitale infatti rende responsabili gli "editori" della pubblicazione non autorizzata dei contentuti di cui non si possiedono i diritti. In questo modo favoriamo anche economicamente chi con grande sacrificio cerca di fare buona informazione anche sulla rete, e evitiamo anche di inserire paginate molto lunghe che creano una cesura nel dialogo interno della conversazione. Grazie :inchino:

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mercoledì 18 settembre 2019, 10:37
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