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 Nudismo e "burkini": sono compatibili? 
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carlo ha scritto:
io sarei per la libertà del burkini, ma non sono affatto sicuro che chi indossa il burkini sia per la mia, di libertà! E probabilmente neppure quella del topless o del due pezzi!

La domanda è: se a molti signori costumati dà fastidio il nudo, ai "burkinati" non darà fastidio niente?


ai burkinati da fastidio tutto cio' che non e' burkinato, tant'e' che le donne devono mettersi questo fagotto per poter fare il bagno, altrimenti dovrebbero rimanere vestite in spiaggia; anche perche' le donne non burkinate vengono fatte passare come delle donne di facili costumi, sopra tutto se sono musulmane

noi naturisti siamo tolleranti verso tutti, tessili, coppia nuda lei e lui con braghe al ginocchio, quasi anche quelli con il costume in testa,

ma qualcuno crede che i burkinati siano tolleranti nei nostri confronti? anche i tessili passano per degli sporcaccioni, figurarsi noi

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giovedì 10 novembre 2016, 15:37
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Nudismo e "burkini": sono compatibili?

Posta la domanda dico che non ci vedrei niente di male se una signora viene in spiaggia in burkini poi se lo toglie si fa il bagno nuda esce e, dopo essersi asciugata, se lo rimette. Francamente non ci vedo nulla di male se poi si fa il bagno vestita ma perché no?
Sin quanto non limita la mia libertà che faccia quello che gli pare.


giovedì 10 novembre 2016, 18:13
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Chiaro che non è compatibile.
Se ti metti il burkini non sei nuda, e se non ti metti nuda non sei naturista.


lunedì 14 novembre 2016, 23:08
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mentre ci chiediamo se il burkini sia o meno offensivo, nel mondo musulmano vige un'ideologia antitetica al naturismo ...

da la Repubblica con foto delle non nudita' della signora

Riad, arrestata la Rosa Parks saudita per essere uscita senza velo

La polizia religiosa ha arrestato a Riad una giovane donna che ha messo in rete con un tweet una sua foto senza velo e senza "abaya", la lunga veste obbligatoria per le donne in Arabia Saudita. Malak al-Shehri, questo il nome della donna, ha postato la foto su Twitter dopo aver annunciato che sarebbe uscita di casa senza velo e abaya, ma indossando un vestito a fiori coperto da un cappottino scuro. Un modo di vestire simile a quello delle donne in quasi tutto il resto del mondo.
donne arabia saudita


Il tweet ha causato un'ondata di proteste contro la giovane, con moltissimi che hanno chiesto esplicitamente il suo arresto: "Shehri" in arabo significa angelo, per cui molti hanno sottoscritto l'hashtag "chiediamo l'arresto dell'Angelo Ribelle". Un portavoce della polizia ha detto che la ragazza (20 anni) è stata portata in prigione, ed è stata anche accusata di "aver parlato pubblicamente di relazioni proibite con uomini che non sono suoi parenti".
divieti assurdi arabia saudita lasciateci guidare

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mercoledì 14 dicembre 2016, 10:17
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intanto in Algeria, il bikini diventa un'arma contro gli integralismi

http://www.demotivateur.fr/article/alge ... ieux-10710

Algérie : 3 200 jeunes femmes en bikini pour lutter contre l'obscurantisme religieux


par Nathan Weber

Des maillots deux pièces pour défier l'obscurantisme : en réponse aux menaces et à la pression de certains groupes d'activistes islamistes sur les réseaux sociaux, 3 200 algériennes ont décidé de se rassembler afin de se baigner en bikini, pour pouvoir profiter du soleil sans craindre les insultes, les agressions et les regards désapprobateurs.

Sur les plages aux eaux limpides d'Annaba (anciennement Bône), une ville située au nord-est de l'Algérie, de jeunes militantes féministes font souffler un doux vent de liberté et de gaieté pour combattre pacifiquement les discours anti-maillots de bain qui se sont multipliés avec le ramadan et la venue de l'été.

Cette opération consiste à effectuer de grands rassemblements de maillots de bain en réaction à « l'appel à la pudeur » de plusieurs pages conservatrices, qui s'improvisent police des mœurs sur les plages algériennes.

Lors du ramadan, qui s'est achevé le 24 juin dernier, de nombreux messages sur les réseaux sociaux ont appelé les femmes à se vêtir à la plage, et à renoncer au port du bikini au cours de ce mois sacré. Des sollicitations provenant pour la plupart de pages Facebook administrées par des activistes islamistes, qui ont pris une relative ampleur et qui ont pris par endroits des allures de véritable chasse aux sorcières.

Ainsi, certains ont invité les témoins à prendre des photos des récalcitrantes pour mieux les dénoncer publiquement. La presse locale a rapporté plusieurs cas d'agressions physiques sur des jeunes femmes algériennes refusant de se conformer aux attentes des conservateurs religieux... Et puis, toujours, les insultes et autres invectives à leur encontre.

Si le port du bikini est parfaitement autorisé par la loi algérienne, les associations algériennes de défense des droits des femmes, quant à elles, dénoncent un certain mutisme de la part des autorités face aux intimidations. Car dans les faits, si la pratique n'est pas illégale, elle n'est pas encore toujours très bien vue par certaines personnes... Et en plus de ce conservatisme bien ancré, des groupes de traditionalistes n'hésitent pas à faire pression pour forcer les femmes à se couvrir, sans compter les regards désapprobateurs, le harcèlement et les insultes, qui intimident bien des femmes.

« J'ai toujours refusé de restreindre mes libertés à cause de certains hommes, mais beaucoup de femmes n'ont pas ce 'courage' », raconte ainsi Randa, une jeune annabie de 22 ans, dans les colonnes du journal Le Matin d'Algérie. Comme 3 200 autres jeunes femmes de la région, elle a répondu présente à l'appel du bikini. Plusieurs de ces « baignades républicaines » ont déjà eu lieu : le 5, le 8 et le 13 juillet.

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venerdì 21 luglio 2017, 18:33
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I miei complimenti a queste 3200 coraggiose donne in bikini, con l'augurio che per tutte loro il prossimo passo avanti sia quello del naturismo.


venerdì 21 luglio 2017, 22:58
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C'è secondo me un problema di fondo. Mentre per noi occidentali c'è una legge dello stato, e poi se qualcuno vuole ci sono le "REGOLE" dettate dalla religione, da seguire o meno, per i musulmani ci sono solo le LEGGI religiose che prevaricano anche le leggi di uno stato che li obbliga. Quindi, se la religione dice A, lo stato ospitante dice B, no c'è verso, si fa A e si punisce qualsiasi altra cosa.

Per questo, se dei musulmani decidono che vogliono frequentare una spiaggia e che le done devono rimanere coperte, hai poco da far valere la legge italiana che permette il bikini ed addirittura il topless.
Quanti di voi sono al corrente che nelle carceri vengono servite ai musulmani carni musulmane? Cioè di animali morti per dissanguamento e non uccisi secondo le modalità dettate dall'Europa che devono far soffrire il meno possibile l'animale? Il corano dice che l'animale smembrato col sangue impuro. Della legge italiana non frega nulla al Corano.

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sabato 22 luglio 2017, 10:02
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paeba ha scritto:
Quanti di voi sono al corrente che nelle carceri vengono servite ai musulmani carni musulmane? Cioè di animali morti per dissanguamento e non uccisi secondo le modalità dettate dall'Europa che devono far soffrire il meno possibile l'animale? Il corano dice che l'animale smembrato col sangue impuro. Della legge italiana non frega nulla al Corano.


Non lo sapevo in effetti


lunedì 24 luglio 2017, 8:19
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Pare che il burkini sia un invenzione tutte occidentale

tant'e' che cosi' si esprime Sherif El Sabaie, opnionista italo egiziano

Una musulmana statunitense (probabilmente di origine araba) è andata a fare il bagno con il burkini in un Acquapark a Casablanca. Gliel'hanno impedito, e lei ovviamente si meraviglia - in un video denuncia - del fatto che "in un paese musulmano" le venga impedito di fare il bagno con il burkini. "Paradossalmente sono più libera in America". E te credo, non sono mica stati ancora scottati da queste mode. (Riassunto per chi non ha seguito i post precedenti e quindi non capisce a cosa mi riferisco: finché il burkini lo indossa una minoranza, fila tutto liscio. Quando poi quelle che indossano un normale costume da bagno diventano la minoranza, finisce quasi sempre con la cacciata di queste ultime dalla piscina o dalla spiaggia)

https://www.youtube.com/watch?v=PXv_6AT-o28

(sulla fiducia visto che e' in arabo :D )

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venerdì 28 luglio 2017, 14:46
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dal sito di pri.org (una radio del Minnesota)

https://www.pri.org/stories/2017-10-25/ ... st-wont-do

In some affluent circles in Egypt, the hijab and burkini just won't do

in alcuni circoli esclusivi dell'Egitto, hijab e burkini non sono alla moda

articolo di Salma Islam

Nada Kabil thought her friends had checked in advance about whether it was OK to wear a hijab at the ACE Club, a country club for expatriates in Cairo’s upscale Maadi district. So, she was taken aback when she arrived and was told that she needed to either take off her head covering or tie it backward, Spanish-style, to get into the place.

The exclusive club permits Egyptians entry if accompanied by a foreigner — but hijabs are prohibited, an employee told Kabil. That policy was later confirmed over the phone by a manager who gave only his first name, John.

“So, of course, I didn’t, and then I left,” said Kabil, a 30-year-old writer, teacher and artist, referring to her head covering.

Kabil’s group was there for a party for a friend visiting from the US. One of them got in wearing a turban, so they had assumed that Kabil's headscarf wouldn't be a problem. This was back in May, but unfortunately, this kind of thing is all too commonplace these days, Kabil says, adding that she always calls ahead.

Numerous Egyptian bars and restaurants that target an affluent clientele have some sort of veil ban in place — that includes headscarves like the hijab or other forms of Islamic headdress as well as the niqab where only a woman’s eyes can be seen. (Parliament has also proposed legislation banning the niqab.)

In such establishments, where Egyptian and foreign women tend to dress in ways more in line with London or New York, veiled women may be deemed out of sync with the more liberal, Westernized image these places seek to project.

And there’s a similar backlash against the burkini at some upscale resorts and private beach compounds where wealthy middle- and upper-class Egyptians often have holiday homes next to the Mediterranean or the Red Sea.

In September, a woman named Dina Eissa shared her outrage about this on Facebook, and her post was shared nearly 9,000 times. Staff at the La Vista 6 resort in Ain Sokhna, near the Red Sea, tried to remove her from a pool after a male guest complained about her burkini. "Most respected places have these rules now so we don't really have much options," Eissa said in her post.

The man in question seemed concerned that her burkini cheapened the place. She overheard him telling the staff, “Next time, you will let the maids use the pool.” In the end, resort staff asked Eissa to leave, but she stayed put, and eventually, the man left.

For Eissa, it was a victory for the right of Muslim women to dress modestly in Egypt, which she said is under threat. “Whoever covers herself now is being punished and stripped of their freedom,” she said.

Kabil, too, has been outspoken about the discrimination veiled women face in Egypt. In an article two years ago, she wrote that it shows “Islamophobia is not just something in the West, it has invaded our territories and Muslims are becoming Islamophobic towards any visible signs of Islam.”

Since then, little seems to have changed, something that Kabil finds exasperating. “I just don’t get it,” she said. “It’s not like I’m somewhere else where they wouldn’t understand. I’m in Egypt; it’s an Islamic country.”

Indeed, it does seem strange that burkini and veil bans happen in a country where 90 percent of the population is Muslim. Though in the upper echelons of Egyptian society, women have been increasingly taking off the hijab since the 2011 revolution, many still wear some form of Islamic headdress.

It's a contradiction not entirely lost on the government, but it has been slow to respond.

Two years ago, Minister of Tourism Khaled Abbas Rami threatened to close down any restaurants or tourism facilities banning women wearing a headscarf. He never followed through.

Earlier this summer, after complaints arose about women being denied access to pools because of their burkinis, the Ministry of Tourism issued an order prohibiting the burkini ban in resorts. Less than a day later, the ministry canceled the order. The ministry could not be reached for comment on this.

“Before putting any rules, we have to check the health and safety of other clients” using pools, said Karim Mohsen, head of the Egyptian Tourism Federation, which works closely with the ministry. He was referring to the oft-cited concerns of some hotels that burkinis not made in the same fabric as swimsuits are "unhygienic."

Mohsen added that probably only a few establishments banned veils, and he likened it to his experience in the UK of trying to get into certain bars, where he would be turned away if the doorman didn’t like the look of him. It’s not discrimination, he said.

And besides, others argue, as alcohol is forbidden in Islam, veiled women shouldn’t even put themselves in places where it’s served.

The veil bans highlight the confusing and contradictory pressures women in Egypt face.

Just ask Reem Ibrahim, 24, an HSBC customer service executive and a professional basketball player. Ibrahim has seen both sides: She isn’t veiled, but her mom and sister are.

Every day for work, on her three-minute walk to catch the private bus for HSBC employees, which picks her up from Cairo’s Haram district, Ibrahim faces harassment and catcalls relating to the tightness of her clothing. Sometimes, she deliberately wears looser jeans and tops to attract fewer comments. “But guess what? I’m [still] getting comments for how I look,” she said.

Street harassment is a part of everyday life for women here. In fact, Cairo was recently named the worst megacity for women. And across Egypt, 60 percent of women, regardless of class or how they dress, say they've been sexually harassed or assaulted, according to a UN gender equality study published this year — in previous years, the figure was as high as 99 percent.

So, in general, concluded Ibrahim, “We are all facing problems, whether you are veiled or not.”

Please take our survey about sexual harassment in the workplace, below. And for more coverage from Across Women's Lives check out: As a woman in media, sexual harassment was the norm. I was told to keep it to myself. And: Sexual harassment at work is a global problem. Now, the world is finally talking about it. And: So many women are saying 'me too.' Editors weigh in about how to move the conversation forward.

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giovedì 9 novembre 2017, 10:50
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