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 Se vi sentite a disagio a stare nudi fra altre persone ..... 
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Di certo anche loro preferivano fare la doccia a casa prima di andare a dormire...

...ma siamo usciti tutti prima di mezzogiorno...

(ah, capito...avevano tutti finito il turno alle 6 e quindi dopo la palestra sarebbero andati a dormire...certo...sarà per quello...)

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lunedì 28 dicembre 2015, 17:10
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Da Il Corriere della Sera del 13 febbraio 2016, sezione Tempo libero

Alessandro Cannavò per il “Corriere della Sera”

"Mettersi a nudo"? Il caso spogliatoio

Qualche tempo fa il magazine della casa editrice Taschen pubblicò, come immagine d'apertura di un servizio sui calciatori degli anni 70, una foto di Pelè e Beckenbauer, compagni di squadra nei Cosmos, che chiacchierano spensieratamente nudi sotto la doccia (in mezzo ad altri giocatori nella stessa condizione). Stanzone spartano, erogatori a muro uno accanto all' altro: una scena di ordinaria e naturale promiscuità virile. Nulla da eccepire nel farsi sorprendere da un obiettivo.

Chi frequenta gli spogliatoi di una palestra oggi ha di fronte con molta probabilità uno scenario del tutto diverso: luci soffuse, docce con porte satinate, wc ben protetti, mancanza di orinatoi. Lo raccontava su queste pagine Costanza Rizzacasa d' Orsogna in una testimonianza da New York che descriveva l'insicurezza dei Millennials (la generazione dei ventenni/trentenni) nel denudarsi davanti agli altri al termine delle sedute sportive.

Anche nei club italiani spesso si notano «giovani adulti» avviarsi alle docce in mutande o con il telo ben stretto alla vita; o ancora cimentarsi in acrobazie per rivestirsi velocemente. Un comportamento che spesso contrasta con quello più disinvolto (talvolta ai limiti dell' esibizionismo) dei cinquantenni orgogliosi di tenersi in forma.

Che cosa è diventato lo spogliatoio, il lato fragile della società dell' apparire? Ne è convinto lo psichiatra e sessuologo Marco Rossi: «Quel luogo dovrebbe essere il territorio di un sano confronto tra persone dello stesso sesso. L' ultimo rimasto, visto che ormai uomini e donne convivono in quasi tutti gli ambienti pubblici, esercito compreso. Un confronto giocoso ma anche sofferto che ruota, da che mondo è mondo, attorno alla dimensione del pene. Ma che ha sempre portato a una maturazione. Oggi non è più così. La realtà virtuale con l' ampio accesso al porno presenta modelli irraggiungibili. E allora meglio evitare confronti tra bello e brutto, restare sulle difensive. La nudità in certi posti diventa sconveniente».

Rossi usa un aggettivo che sembra arrivare da un' altra epoca. Ma con una valenza differente. «Se un tempo un atteggiamento era sconveniente per la società, oggi è sconveniente solo per se stessi».

«Bisogna considerare che negli ultimi decenni si è passati dalla palestra dei cultori dei pesi ai luoghi di wellness con un pubblico diversificato», spiega Luca Valotta, presidente di Virgin Active Italia. - Ma in Italia lo spogliatoio resta un punto di incontro, all' estero nei nostri club una buona parte dei clienti va a farsi la doccia a casa». C' è anche un calcolo in questa prudenza. Spiega Rossi: «É la consapevolezza di frequentare un ambiente in cui convivono eterosessuali e omosessuali: meglio non rischiare».

Senza arrivare agli esempi parossistici, l'ossessione estetica che si alimenta nella realtà virtuale non aiuta la nudità. Ne è convinto Diego Martone, presidente e fondatore di Demia, società di consulenze di mercato, che ha scritto il libro «I nuovi Dei dell' Olimpo dei Consumi: alla conquista dei Millennials».

Partendo da un'analisi economica, Martone è arrivato al corpo e alla sessualità, «perché per i ventenni la realtà virtuale è un' estensione della vita reale. Hanno sempre con sé un device, e possono ritoccare in ogni momento ogni immagine: quella di se stessi, innanzitutto. Ecco che la nudità di uno spogliatoio li trova disarmati».

«Questa manipolazione digitale continua può portare a non vedere la propria bellezza, a essere insoddisfatti, spesso senza ragione, del proprio corpo - spiega la docente di semiotica Giovanna Cosenza , che pure non vuole drammatizzare l' uso delle rete in un paese tecnologicamente ancora arretrato come l'Italia. - Penso agli ultimi libri di Sherry Turkle, paladina negli anni 90 del digitale. Ora lancia l' allarme su come si stia modificando il nostro sviluppo cognitivo e relazionale».

Lo scrittore Walter Siti individua una chiave socio-economica per il corto circuito nel linguaggio del corpo: «Una certa enfasi nell'esibire i propri muscoli era parente stretta del benessere economico; oggi in tempi di crisi il consumismo resta, ma dalla merce si è spostato alla comunicazione virtuale. Dove si chiede e si cerca di essere un altro».

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lunedì 15 febbraio 2016, 13:44
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Bah..alcune delle cose che leggo possono anche avere un senso, ma l'articolo in sé mi sembra parecchio confuso (ed anche molto "tessile" ;) ):

si parla tanto di estetica, ma alla fine si pensa solo alle dimensioni del pene! :roll:

Se si parlasse di estetica in generale infatti, i giovani al mare sarebbero tutti vestiti con la tunica come in certe zone nel Nord Africa!

Ora, io non conosco le abitudini giovanili, ma mi sembra strano che ci sia un massiccio scambio di foto con peni tutti abilmente "digitalizzati"! :lol:

L'accenno all'omosessualità mi sembra invece molto interessante (ed anche molto "tessile".... :? )
Finché l'omosessualità veniva infatti nascosta e ghettizzata, la nudità tra persone dello stesso sesso era tranquillamente accettata in quanto considerata priva di implicazioni sessuali (anche se poi non era sempre così.. :ghgh: ),

ora che invece è accettata (beh... almeno più di un tempo... :) ) ,
la differenza tra la nudità tra persone dello stesso sesso e quella tra persone di sesso diverso, praticamente scompare!

Il risultato però è che i tabù verso il nudo, anziché scomparire, a quanto pare aumentano...

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nemo


giovedì 18 febbraio 2016, 18:49
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Bel punto, Carlo.

Libertà per tutto e tutti ma il tabù verso il nudo aumenta...è vero...

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giovedì 18 febbraio 2016, 20:26
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A titolo consolatorio e rimanendo più terra-terra,

posso dire che pochi anni fa (poco prima di arrendermi definitivamente alla caducità del corpo umano.. :lol: ) mi è capitato di frequentare un paio di piccole palestre vicine a casa (di quelle ancora un po' spartane, senza tante porte e paratie negli spogliatoi) e non ho mai visto imbarazzi!

Per contro anche quand'ero molto più giovane e mi capitava più spesso di frequentare palestre nei vari sport subito abbandonati :roll: ,
capitava spesso di vedere gente che faceva acrobazie negli asciugamani, solo che la frequente assenza di porte nelle docce rendeva l'operazione piuttosto problematica!

Oggi nelle grandi palestre o comunque in quelle più nuove, quelle più "fighette" (si dice ancora o denuncia la mia età? :ghgh: ) ci sono ambienti molto più accoglienti...porte e paratie ovunque e.... quando ci sono, la gente le usa!

Ciao

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nemo


venerdì 19 febbraio 2016, 13:04
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Se vedo che le altre persone non hanno problemi a vedermi nudo nessun problema se invece vedo che loro sono in imbarazzo allora preferisco coprirmi in quanto non mi va di infastidire nessuno.

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domenica 21 febbraio 2016, 20:56
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Già Eroe,...ma..come ti accorgi che gli altri sono in imbarazzo?
Certo, in molti casi te lo fanno capire, volontariamente o involontariamente, educatamente o no, ma altre volte come fai a sapere? Tra l'altro mica puoi tenerli costantemente d'occhio per vedere se arrossiscono o abbassano gli occhi!
D'altra parte, se loro non si mostrano nudi, è evidente che una qualche forma di disagio verso il nudo devono avercela...
Ciao

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nemo


lunedì 22 febbraio 2016, 8:44
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carlo ha scritto:
Già Eroe,...ma..come ti accorgi che gli altri sono in imbarazzo?
...

Ogni situazione è a se stante ovvero se sto nella spiaggia autorizzata di Torino Di Sangro, che è ben segnalata, non sento alcun dovere di dovermi coprire; in altri luoghi se chi sta arrivando prima di arrivare a me deve passare davanti ad altri nudisti idem ovvero se la cosa li infastidiva sarebbero già tornati indietro ma se sono il solo o uno dei primi mi copro con un asciugamano il tempo necessario che si allontanino e se invece si vengono a mettere vicino a me, senza spogliarsi, o mi sposto altrove o vado a chiedergli se a loro da fastidio se sto nudo e, le poche volte che mi è capitato, mi hanno risposto che non davo fastidio.

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mercoledì 24 febbraio 2016, 19:46
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Quello che dici, Eroe, è quello che fanno quasi tutti nella realtà Italiana, ma mi sembra più difficile da attuare in realtà diverse come ad esempio quella Spagnola, dove, non essendoci divieti, il mix di nudisti e tessili anche su spiagge affollate è piuttosto frequente:

in questo caso su una spiaggia trovi sia Spagnoli, che evidentemente non ritengono che il nudo possa infastidire, insieme a gente di altre nazionalità, come ad esempio Inglesi ma anche moltissimi Italiani, che invece spesso pensano, come te, che invece il nudo possa infastidire....e non è che puoi intervistarli uno per uno, né puoi pensare che i contrari al nudo possano andare su un'altra spiaggia, visto che qualche nudo c'è quasi dappertutto!

Ad ogni modo mi pare che questo topic poco abbia a che fare col nudo-naturismo e sia sostanzialmente un doppione di quello sugli spogliatoi (si vede che un topic solo non bastava.... :roll: ), dove in sostanza si parla di nudità molto momentanea tra persone dello stesso sesso in ambienti chiusi: pare che già questo possa mettere in imbarazzo molte persone....

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venerdì 26 febbraio 2016, 20:53
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Il brutto vizio di usare il costume sembra aumentare nel mese di agosto ed è molto accentuato tra i gay


lunedì 15 agosto 2016, 0:17
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