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 Lezioni di anatomia da Youporn & C. 
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L’abbondanza di siti porno ha reso tutto più facile, una volta si favoleggia del sesso e i giornaletti non davano tutte quelle infos necessarie a capire l’anatomia, per fortuna, nella società di oggi c’è Youporn che fa capire in abbondanza come si fa e come si dovrebbe essere fatti. Ma con un limite i siti porno offrono un numero incredibile di superdotati e di supermaggiorate e le misure standard sono diventate piccole …. Durante una riunione familiare di Natale sentivo i miei nipoti adolescenti che avevano dei dubbi sulle dimensioni “ma sono tutti così?” ma i miei figli, che mi sono sempre portato dietro in ferie li rassicuravano, a loro modo ovviamente. Almeno non potranno accusarmi di non averli fatto lezioni di anatomia :rotfl:

Ma una domanda il futuro sarà per gli psicologi e i chirurghi plastici ?


sabato 24 gennaio 2015, 18:34
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Barbagianni ha scritto:
...
Ma una domanda il futuro sarà per gli psicologi e i chirurghi plastici ?

No basterà creare dei profilattici gonfiabili che le misure aumentano a piacere :ghgh:


sabato 24 gennaio 2015, 19:13
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Da notizie Ansa di questi giorni sono in aumento esponenziale gli interventi di allungamento del pene e i maschi nella fascia 18-35 anni e laureati ad essere diventati i primi clienti. Per alcuni dottori le sale d’attesa delle cliniche sono diventati delle filiali dei licei cosa mai vista fino ad ora.
Proprio quelli che più stanno su internet e che sono pudichi sono i migliori clienti dei chirurghi ! è un caso? Non credo proprio
Alle ansie dell’età si aggiungono la totale mancanza di paragone in famiglia e con gli amici, su internet gli attori porno non aiutano a capire cosa è normale e cosa è fuori misura, dopo la partita di calcetto o la palestra sono sempre di più i ragazzi che vanno a casa a farsi la doccia! Ai miei tempi faceva sorridere il timidone figlio di papà che andava a casetta tutto sudato.
Il laureato farà poi un lavoro che non lo obbligherà a farsi la doccia in comune o a dividere le toilette, che saranno sempre personali e chiuse, e da classe dirigente penserà che tutto il suo timore sia giusto e che anche chi non è al suo livello deve adeguarsi
Invece che perdere i tabù ne stiamo prendendo di nuovi


sabato 9 maggio 2015, 6:47
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Ahahah, questo post casca a fagiolo!

Dieci minuti fa sono andato in farmacia a comprare delle medicine e mentre ero in coda ho buttato l'occhio sugli scaffali dietro di me, quando vedo quello dei profilattici.

Una volta ne trovavamo 3 tipi, oggi saranno almeno 20, assieme ad oli, profumi, giocattolini (e qui penso che 50 sfumature ci abbia messo del suo).

Tutte le file erano piene meno una...leggo la marca..."XL"...

Il farmacista mi vede e ride, dicendo..."in effetti quelli vanno a ruba..."

Non so se fa più un complesso o l'Ego, ma rende bene la situazione...

Non credo che si abbiano più tabù...
...semplicemente non si hanno più le "palle" per il confronto e anche ignoranza in materia.

Ogni volta penso ad una stupenda battuta sentita in un ristorante durante un "confronto di capacità sessuali" in cui un tizio, agli amici che la sparavano più grossa, disse:
"Io ce l'ho piccolissimo..."
...e di fronte allo sconcerto generale aggiunse...
"...ma lo parcheggio ovunque!"

Onore a chi ancora sa distinguere ciò che conta veramente rispetto alle caxxate propinate dalla società.


Luca

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Io ne ho viste cose che voi tessili non potreste immaginarvi.


"Gardanatour ... l'importante non è dove vai, ma con chi ci
vai"


sabato 9 maggio 2015, 10:35
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voglio una maglietta con

"Io ce l'ho piccolissimo...
...ma lo parcheggio ovunque!"


sabato 16 maggio 2015, 0:03
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http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/palpegg ... 5341.shtml

Baby maniaci a 10 anni: chiudono le amichette
nei bagni e le palpeggiano. "Colpa di YouPorn"


sabato 16 maggio 2015, 8:53
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da Il Sun
Il ‘Sun’ britannico ha commissionato una ricerca a “One Poll” e scoperto che gli adolescenti che guardano porno on line sono spesso affetti da depressione. Metà dei britannici consuma porno, il 54% ha visto il suo primo porno, foto o video, prima dei 16 anni, uno su cinque ammette che il porno ha ridotto la fiducia nel proprio corpo e aumentato le aspettative sessuali, davvero poco realistiche.

Due terzi degli intervistati erano ragazzini, e metà di loro si lamenta che nessuno parla di sesso in casa. Non è mai troppo presto per parlare di porno. I minori devono sapere cosa è normale e cosa non lo è . Devono sapere che le donne normali non necessariamente ricorrono alla depilazione totale e che non gridano come le pornostar. I bambini ormai hanno accesso al porno da quando sono alle elementari. Sono esposti e non prepararli mentalmente può creare una catastrofe. E’ un lavoro che spetta ai genitori.

“One Poll” ha intervistato oltre 2000 persone in Gran Bretagna ed è stato da subito chiaro che il gruppo più influenzato negativamente dal porno è quello di età compresa fra i 18 e i 24 anni. I ricercatori hanno trovato connessioni fra il consumo di porno e comportamenti aggressivi, depressione, addirittura suicidio. Dieci anni è l’età in cui i bambini sono sessualmente più curiosi. Le donne hanno accesso al porno generalmente tra i 13 e i 17 anni, tutti dati che ci mostrano quanto i contenuti espliciti siamo parte integrante dell’adolescenza.

Secondo la rivista “Journal of Communication”, gli uomini che guardano porno hanno più probabilità di sviluppare comportamenti sessisti.

Molti giovani uomini non avrebbero erezioni perché il sesso ‘normale’ non è abbastanza eccitante per loro. Molte giovani donne si comportano come pornostar già dalle loro prime esperienze, il che danneggia fortemente la loro autostima. Un quinto delle donne guarda porno una volta a settimana, il 13% almeno una volta al giorno. L’80% di loro sceglie porno soft eterosessuale.

Il porno diffonde l’idea che il sesso sia esclusivamente gratificazione maschile, umiliazione femminile, e quindi può distorcere i comportamenti dei più giovani, se non hanno gli strumenti per combattere questi stereotipi. Ecco un paio di testimonianze.

Holly, 23 anni: «Da ragazzina guardavo porno, mi sembrava un gioco innocente. Due fidanzati, a 18 e a 19 anni, vollero che guardassimo porno insieme e, paragonandomi alle donne del video, mi sentii insicura: le mie tette non erano abbastanza grandi, il mio culo invece era eccessivo, la mia pancia non era piatta. Perciò il sesso non mi piaceva, il mio corpo non mi piaceva. Se finivamo a letto, spegnevo le luci. Desideravo finisse il prima possibile».

Des, 29 anni: «Da ragazzino sono stato un consumatore accanito di porno. A 17 anni finalmente feci sesso con la mia ragazza e non fu per niente come me l’aspettavo. Lei non aveva il corpo da pornostar e non osava troppo. Ero deluso e continuai a cercare ciò che non esisteva. Ora so che quei film sono pura fantasia, vorrei rimettere indietro le lancette dell’orologio e godermi il sesso come il resto delle persone».

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giovedì 3 novembre 2016, 17:33
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estratto da Ticinoonline del 20.01.2017

ZURIGO - Come vivono, amano e fanno sesso oggi i giovani svizzeri? 20 minuti e tio.ch glielo hanno chiesto e oggi pubblichiamo tutte le risposte. Le risposte sono all’insegna, diciamo, della liquidità: la voglia di impegnarsi e la monogamia fra i 14-24enni sono minoritari (attorno al 40%). Un dato che, anche considerata la giovane età, stupisce solo fino a un certo punto.

....................................

Guardi mai materiale pornografico? - 88%: la percentuale dei giovani maschi di età compresa fa i 14 e i 24 che guarda filmati pornografici da due a tre volte la settimana. Lo fa anche il 63% delle giovani intervistate mentre il 15% li guarda al massimo una volta alla settimana. Il 17% di entrambi i generi si definisce «un/una pornodipente» e l’1% si trova attualmente in cura da uno specialista per questo motivo.

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venerdì 20 gennaio 2017, 10:20
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Roberta Rossi* per http://www.ilfattoquotidiano.it
*Presidente Federazione italiana di sessuologia scientifica
L’ANSIA DA PISELLO PICCOLO E’ SEMPRE PIU’ DIFFUSA TRA I TEENAGER
Uno sguardo alla storia ci permette di capire quanto l’organo genitale maschile sia sempre stato associato al concetto di potere. Una grande enfasi sulle dimensioni del pene ha segnato sia la cultura greco-latina sia quella romana.

Per i Greci, le misure dovevano essere simili a quelle di un atleta adolescente, in quanto la lunghezza del pene indicava la prossimità alla divina intelligenza, quindi più era piccola e più si era vicini al potere divino; non a caso, schiavi e forestieri venivano rappresentati con peni particolarmente grandi, in segno di disprezzo.

Tra i Romani, viceversa, divenne oggetto di venerazione la divinità Priapo, un piccolo uomo barbuto dotato di un fallo enorme con il quale poteva penetrare uomini e donne, simbolo di forza, istinto sessuale e fertilità maschile.

Tornando ai giorni nostri, sembra che nel percorso evolutivo di un maschio “sano”, l’idea di non avere una dimensione del proprio organo genitale adeguata, conforme agli standard sociali, sia un passaggio obbligato. Si calcola che almeno due terzi degli uomini abbiano pensato di avere un membro non all’altezza; per qualcuno è un’idea passeggera, per altri diventa una preoccupazione continua o addirittura un’ossessione.

Numerosi adolescenti si approcciano alla sessualità con poche informazioni, spesso scorrette e imprecise, apprese soprattutto tramite siti internet, da coetanei con esperienza e ritenuti più esperti, e confrontandosi con ciò che vedono spesso nei video pornografici. E’ frequente la richiesta di rassicurazione sulle dimensioni del proprio pene e alcune ricerche hanno rilevato un’ansia correlata alle dimensioni del pene per circa cinque o sei adolescenti su 10.

L’ansia da pene piccolo, abbastanza comune, si caratterizza come timore che le dimensioni possano incidere sulla qualità del rapporto con la partner e del giudizio e confronto di questa con altri partner sessuali, magari descritti come maggiormente dotati. Ma esiste anche la fobia, in forma meno frequente, ma più invalidante a livello funzionale, in quanto basata sull’evitamento di attività sessuali, sul rifiuto e paura per il confronto; si può parlare di “dismorfofobia”, che rientra nei disturbi somatoformi. La dismorfofobia peniena è alla base di un disagio costante con tratti sia ansiosi che depressivi.

La sindrome del pene piccolo non è facile da affrontare e da risolvere perché solitamente l’adolescente non riesce a comunicare le emozioni, il senso di inferiorità e inadeguatezza che si trova dietro la misura dei propri genitali. Tuttavia, sono presenti una serie di comportamenti autoreclusivi quali apatia, scarso rendimento scolastico, comportamenti autolesivi, isolamento sociale, alterazione della condotta alimentare e esagerato esercizio fisico.

Al giorno d’oggi, l’esaltazione del corpo e in particolar modo degli organi genitali, introduce inevitabilmente una percezione di inadeguatezza a quelli che sono gli standard proposti socialmente: bisogna avere una vita sessuale attiva precoce e impeccabile, in cui primeggia uno stereotipo del maschio sempre pronto, desideroso, esente da problemi, paure o vergogna.


Cosa si può fare? Le linee dell’intervento clinico sono diverse: l’andrologo e il sessuologo, lavorando in equipe, cercheranno di ricostruire la storia sessuale del paziente, instaurando una buona alleanza e un ascolto attivo che permetta di rispettare le difficoltà.

L’esplorazione non deve essere intrusiva, vanno ascoltati i silenzi, le sensazioni, lo smarrimento, la sofferenza, e fondamentale affinché ciò si verifichi sarà la presenza di empatia dei professionisti. E’ importante porre attenzione agli atteggiamenti verso la propria mascolinità, il confronto con i pari, e gli stereotipi interiorizzati.

Talvolta un approccio esclusivamente medico, costituito da un serie di esami, un’eventuale diagnosi e terapia, non consente di vedere tutto ciò che c’è dietro ad una “semplice” preoccupazione.

Inoltre, è decisamente utile ed importante avvicinare i giovani all’educazione sessuale, che si occupa non solo di informare e di accrescere conoscenze riguardo il mondo della sessualità, di sfatare falsi miti e di divulgare informazioni corrette, ma anche di educare all’affettività, all’ascolto e all’attenzione del proprio corpo, delle proprie emozioni, dei vissuti relazionali, in un’età particolare come quella adolescenziale in cui tutto è in via di definizione e di modellamento.

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giovedì 14 settembre 2017, 19:06
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Pochi sanno che durante la guerra del Vietnam gli americani lanciavano buste di preservativi enormi per impressionare i Vietcong sul "machismo" degli americani......

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venerdì 15 settembre 2017, 10:01
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...quindi i Vietnamiti ,oltre che delle bombe al napalm, si dovevano preoccupare anche dei "missili" Americani. :ghgh: :ghgh:


venerdì 15 settembre 2017, 13:07
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viene citato anche nel film "Air America", con due giovanissimi Mel Gibson e robert Downney Jr. ;) :)

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lunedì 18 settembre 2017, 9:33
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Salve. Io credo che vivere il naturismo può essere utile a comparare le dimensioni ed a rendersi conto che non è solo una questione di grandezze. Penso che a me sia servito per superare pienamente la naturale fase adolescenziale (talvolta anche in età matura) della comparazione e dell'autocritica negativa.
Non credo che sia solo un fatto di maggiori opportunità o meno, rispetto al passato, se vi siano adolescenti "preoccupati" delle proprie dimensioni. Secondo me si tratta di prendere coscienza della realtà vivendola e non esclusivamente conoscendola dai siti porno che sono ora ultra (troppo) disponibili.
Un saluto a tutto il villaggio.


lunedì 18 settembre 2017, 15:12
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Barbagianni ha scritto:
Ma una domanda il futuro sarà per gli psicologi e i chirurghi plastici ?


Il futuro sarà degli informatici che creano ambienti liberi dalla pornografia.

Qui di seguito uno dei sistemi più semplici: DNS Angel
http://www.sordum.org/8127/dns-angel-v1-5/

Se siete più bravi con le impostazioni: DNS Jumper
http://www.sordum.org/7952/dns-jumper-v2-1/

La Norton, la Cisco Systems, insomma grandi aziende della Silicon Valley sono attive nel creare ottimi DNS alternativi già puliti dal porno.

Il porno non è educativo. Crea aspettative falsate, dipinge dinamiche irreali. Rende le persone disadattate a ciò che troveranno nella realtà. Ho imparato molto di più da un singolo incontro reale, che da quei porno che guardavo da ragazzino, per curiosità e mancanza di luoghi dove reperire informazioni sull'educazione sessuale e sentimentale.

Il futuro sarà delle biblioteche comunali che avranno sui propri scaffali testi chiari sull'educazione sessuale, sulla fisiologia umana. Delle scuole che sin dalle medie inferiori affrontano il tema dello sviluppo sessuale.

_________________
Su in alto, nella riga sotto la testata, clicca su "PORTALE di eXtraVillage" e, sulla pagina che si caricherà, in basso a destra trovi i collegamenti alle 10 conversazioni con gli interventi più recenti.


martedì 19 settembre 2017, 12:08
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estratto da

http://www.alleyoop.ilsole24ore.com/201 ... 6_r5NDIIOm

Cita:
Il sesso? Lo imparo da Internet. Adolescenti, sessualità, castelli e draghi

scritto da Barbara Forresi il 26 Ottobre 2017

..........................

Oggi la pornografia è facilmente accessibile in ogni momento della giornata, anche per i più giovani. Gli adolescenti si rivolgono ad internet per domande che non trovano una risposta altrove: non tra gli amici, non a scuola e neppure in famiglia. Usano la rete per scambiarsi foto e video sessualmente espliciti. E per ricercare l’eccitazione.

Come incide tutto questo su tempi e modi del comportamento sessuale, ma anche su ciò che ragazzi e ragazze pensano e vivono a livello emotivo? Cosa comporta una sollecitazione “non stop” della sessualità? Secondo uno studio appena pubblicato sul Journal of Adolescence l’abuso di materiale pornografico in adolescenza sta contribuendo al diffondersi di vissuti di incertezza e preoccupazione per la sessualità, di una tendenza ad “oggettificare” il corpo dell’altro, ad un più difficile raggiungimento della soddisfazione. I ragazzi che fanno un più intenso ricorso alla pornografia non solo sembrano andare incontro ad una pubertà precoce, ma più spesso aderiscono a stereotipi di genere e sperimentano aggressività nei rapporti intimi, sia agita che subita (qui le ricerche in merito).

La pornografia dipinge un’immagine irrealistica della sessualità e della relazione, plasmando aspettative che non saranno soddisfatte. Si è detto che il problema con la pornografia non è che mostri troppo, ma che mostri troppo poco. Non c’è intimità, intesa come la sfera dei sentimenti e degli affetti. Non c’è emozione che non sia eccitazione, non c’è la consueta paura di svelarsi e di svestirsi, non c’è imbarazzo. Non c’è bisogno, né malinconia. Non si vede se uno è innamorato, timido, impacciato. Quanto al piacere, è sempre immediato, scontato, estremo, senza variazioni.

Eppure i ragazzi ci credono. Secondo lo studio commissionato dal Children’s Commissioner e dalla National Society for the Prevention of Cruelty to Children realizzato lo scorso anno dalla Middlesex University, metà degli adolescenti intervistati su questi temi (il 53%) ritiene assolutamente realistico il ritratto della sessualità fornito dalla pornografia. Non sorprende, dunque, che nei maschi cresca la paura di non essere all’altezza delle aspettative e, nelle femmine, il timore di dover aderire a questo modello “prestazionale”, peraltro non sempre consensuale.

In sintesi, l’abitudine ad un uso precoce e massiccio della pornografia rischia di alimentare paure e insicurezze che allontanano dall’incontro con l’altro, .......


ho riportato questa parte dell'articolo che mi pare la piu' interessante, grazie, fambros


martedì 31 ottobre 2017, 9:09
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