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 Fridays for the Future: il clima non aspetta 
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Più caldo fa e più nudo al sole me ne sto :)


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Vai pure avanti alla grande, Ionudista...

Io intanto continuerò con la mia professione, che affronta questi temi in modo decisamente più scientifico che su questo forum.

Buona serata.

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giovedì 14 marzo 2019, 22:44
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In ogni caso, sono curioso di vedere in che stato saranno le strade dopo la manifestazione di domani. Sarà il termometro per misurare l'attenzione all'ambiente dei manifestanti.

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giovedì 14 marzo 2019, 22:53
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Duckjibe ha scritto:
Vai pure avanti alla grande, Ionudista...

Io intanto continuerò con la mia professione, che affronta questi temi in modo decisamente più scientifico che su questo forum.

Buona serata.

Visto che mi dici di andare avanti (credo in modo ironico :p ), ti posto una paginetta del National Geographic, divulgazione semplice, per tutti, anche per un cretino come me. Parla delle cause del riscaldamento globale.

http://www.nationalgeographic.it/incomi ... refresh_ce

Qui riporto una porzione:

Una delle prime cose che gli scienziati sono venuti a sapere è che esistono diversi gas serra responsabili del riscaldamento del pianeta e gli esseri umani li emettono in una varietà di modi. La maggior parte proviene dai combustibili fossili delle automobili, dalle fabbriche e dalla produzione di energia elettrica. Il gas maggiormente responsabile per il surriscaldamento è l'anidride carbonica, nota anche come CO2.

Tra gli altri fattori ci sono: il metano, liberato dalle discariche e in agricoltura (in particolare dal sistema digestivo degli animali da pascolo), il protossido di azoto, proveniente dai fertilizzanti, i gas utilizzati per la refrigerazione e per i processi industriali, e la scomparsa di foreste che altrimenti sarebbero in grado si assorbire la CO2. Diversi gas a effetto serra hanno capacità molto diverse di catturare il calore. Alcuni di essi sono più efficaci dell'anidride carbonica. Una molecola di metano produce un riscaldamento 20 volte maggiore rispetto a quello prodotto da una molecola di CO2. Il protossido di azoto è 300 volte più potente nel trattenere il calore rispetto all’anidride carbonica. Altri gas, come i clorofluorocarburi (che sono proibiti in gran parte del mondo anche perché riducono la fascia di ozono), hanno una capacità di intrappolare il calore migliaia di volte maggiore rispetto a quella della CO2. Poiché la concentrazione di questi gas è molto inferiore, nessuno di essi contribuisce al riscaldamento atmosferico tanto quanto l'anidride carbonica. Per comprendere gli effetti dell'insieme di questi gas, gli scienziati tendono a parlare di gas serra in termini di quantità di CO2 equivalente. Dal 1990, le emissioni annuali nel mondo sono aumentate di circa 6 miliardi di tonnellate del "equivalente dell'anidride carbonica", un aumento di più del 20%.

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giovedì 14 marzo 2019, 23:44
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Ionudista...

TUTTO quello che hai scritto è vero...
MA...
per evitarlo TUTTI dovrebbero rinunciare a quasi TUTTO.

Voglio vedere come spieghi a 6 miliardi di indiani, africani e cinesi che quando si svilupperanno NON dovranno fare quello che abbiamo già fatto noi (che siamo meno di 1 miliardo).

Già non si riesce a convincere i condomini in una riunione......

Fai un giro (posto a caso) in Arabia Saudita e scoprirai che hai 33 Milioni di persone che non hanno la benché minima idea di cosa sia una fonte rinnovabile o il risparmio energetico o l'ecologia.
E non gli importa assolutamente nulla dell'ambiente, tra l'altro...

E di nazioni così ne ho viste a bizzeffe.

Capisco l'impeto e l'impegno, ma tecnicamente (e lo dico da tecnico) metà delle cose sono balle perché non sono fisicamente affrontabili.

E in ogni caso, volendo, la CO2 la catturi...
...ad esempio piantando alberi o usano filtri appositi...
(ma questo, chissà perché, non lo dice nessuno...)

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venerdì 15 marzo 2019, 8:12
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Ma i ragazzi che hanno protestato per il clima sono quelli che vanno a scuola accompagnati sennò muoiono?sono quelli che cambiano il cellulare ogni anno?


venerdì 15 marzo 2019, 20:14
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Duckjibe ha scritto:
Ionudista...
TUTTO quello che hai scritto è vero...

Eh eh. La fisica la conosco un po' anch'io forse... :lol: O almeno è quello che mi dicevano i miei insegnanti superiori ed universitari. Ma si sa, di questi tempi le scienze non sono tenute in gran conto. Vabbe', magari mi snobberete.

Ci sono condomini che non si mettono d'accordo, e persone che condividono spazi. Housing sociale, condivisione.

L'Arabia Saudita. E che lo diciamo a fare? Gli sceicchi sono persone il cui metro di giudizio è quanto costa una cosa, quanto è da ricchi. E sono loro che comandano nei loro paesi senza democrazia. Che interesse possono avere per le scelte condivise del futuro comune? Li hai mai visti nei ristoranti? Sono tristissimi, non sanno dare valore alle cose, prendono quello che costa di più.

Ma ancora una volta siamo noi europei, che siamo chiamati sulla base delle nostre capacità culturali, le nostre università, la nostra ricerca, la nostra industria, a sviluppare e mettere in pratica modelli replicabili.

Perché francamente i paesi in via di sviluppo, non andranno a prendere le tecnologie di 150 anni fa, ma cercheranno di prendere quelle sviluppate oggi. E io glielo voglio andare a dire che fortunatamente oggi non devono bruciare il carbone come facevano nella Londra dell'Ottocento. Ci siamo già passati per fortuna.

Guardiamo alla bella Danimarca: Copenhagen si candida ad essere città ad emissioni zero entro il 2025. Io ci sono stato, ed è una bellissima città, con un clima culturale ed economico florido.

Poi ovviamente siamo in grande ritardo. La sfida è dura. Ma francamente la critica distruttiva finisce per fare la ragione di chi non vuole cambiare. Io sono il primo a dire che quanto fatto finora non basta. C'è una agenda mondiale, l'accordo di Parigi sul clima del 2015. Cerchiamo per prima cosa di rispettare quello e, se possibile, cercare di fare anche di più.

Catturare CO2 dici? Assolutamente d'accordo. Non mi pare che si faccia mistero che alberi e piante in genere assorbano anidride carbonica e restituiscano ossigeno. Anche evitare la deforestazione è di fondamentale importanza. Una intervista che ho visto in TV ad alcuni ragazzi che partecipavano alla manifestazione, metteva proprio in evidenza che appartenevano ad un gruppo che si occupava di piantare alberi.
Le risposte non sono univoche, ma complesse, fatte di tanti tasselli. Gli stessi modelli scientifici non sono la realtà, ma dei modelli che cercano quanto più possibile di avvicinarsi alla realtà. C'è un dibattito alle spalle.
Capisco che tu mi vuoi dire che non abbiamo verità sul cambiamento climatico in sè. Cioè non possiamo essere sicuri che riusciremo a contenere l'innalzamento delle temperature. In ogni caso, il deterioramento ambientale che è ad esso associato è forse anche più grave, e in ogni caso necessita di un nostro intervento.

Sugli studenti: sono felice come non mai di rivedere scendere i giovanissimi nel mondo reale, tra la gente, a piedi nelle città. Fa una felicità immensa.

Magari riguadagnano una dimensione di relazione meno virtuale (che è il mondo che le generazioni precedenti hanno costruito per loro, mettendoli davanti a uno smartphone sin da piccoli).

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venerdì 15 marzo 2019, 23:47
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Ecco come la pensa Rubbia:

https://www.nicolaporro.it/la-bufala-de ... mQ955_135w

La bufala dei cambiamenti climatici spiegata dal Nobel Carlo Rubbia

Cambiamenti climatici: l’intervento del premio Nobel per la fisica e senatore a vita Carlo Rubbia, dinanzi alle commissioni riunite Affari esteri e Ambiente-territorio di Camera e Senato il 26 novembre 2014.

Sono una persona che ha lavorato almeno un quarto di secolo sulla questione dell’energia nei vari aspetti e, quindi, conosco le cose con grande chiarezza. Vorrei esprimere alcuni concetti rapidamente anche perché i tempi sono brevi. La prima osservazione è che il clima della Terra è sempre cambiato. Oggi noi pensiamo (in un certo senso, probabilmente, in maniera falsa) che se non facciamo nulla e se teniamo la CO2 sotto controllo, il clima della Terra resterebbe invariato. Questo non è assolutamente vero.

Vorrei ricordare che durante l’ultimo milione di anni la Terra era dominata da periodi di glaciazione in cui la temperatura era di meno 10 gradi, tranne brevissimi periodi in cui c’ è stata la temperatura che è quella di oggi. L’ ultimo è stato 10.000 anni fa, quando è cominciato il cambiamento climatico che conosciamo con l’agricoltura, lo sviluppo, che è la base di tutta la nostra civilizzazione di oggi. Negli ultimi 2.000 anni, ad esempio, la temperatura della Terra è cambiata profondamente. Ai tempi dei Romani, ad esempio, Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti per venire in Italia. Oggi non ci potrebbe venire, perché la temperatura della Terra è inferiore a quella che era ai tempi dei Romani. Quindi, oggi gli elefanti non potrebbero attraversare la zona dove sono passati. C’è stato un periodo, nel Medioevo, in cui si è verificata una piccola glaciazione; intorno all’ anno 1000 c’ è stato un aumento di temperatura simile a quello dei tempi dei Romani (ricordiamo che ai tempi dei Romani la temperatura era un grado e mezzo più alta di quella di oggi). Poi c’è stata una mini-glaciazione durante il periodo 1500-1600 che riguardo il Nord con i vichinghi hanno avuto degli enormi problemi di sopravvivenza a causa di questa mini-glaciazione, che si è sviluppata con cambiamenti di temperatura sostanziali.

Se restiamo nel periodo degli ultimi 100 anni, ci sono stati dei cambiamenti climatici sostanziali, che sono avvenuti ben prima dell’effetto antropogenico, dell’effetto serra e così via. Per esempio, negli anni Quaranta c’è stato un cambiamento sostanziale. Poi c’è stato un cambiamento di temperatura che si collega all’uomo (non dimentichiamo che quando sono nato io, la popolazione della Terra era 3,7 volte inferiore a quella di oggi e che il consumo energetico primario è aumentato 11 volte). Questi cambiamenti hanno avuto effetti molto strani e contraddittori sul comportamento del pianeta. Vorrei ricordare che dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra non è aumentata: essa è diminuita di 0,2 gradi e noi non abbiamo osservato negli ultimi 15 anni alcun cambiamento climatico di una certa dimensione. Questo è un fatto di cui tutti voi dovete rendervi conto, perché non siamo di fronte ad un’esplosione della temperatura.

La temperatura è aumentata fino al 2000: da quel momento siamo rimasti costanti, anzi siamo scesi di 0,2 gradi. Io guardo i fatti. Il fatto è che la temperatura media della Terra, negli ultimi 15 anni, non è aumentata ma diminuita.


Nonostante questo, ci troviamo di fronte ad una situazione assolutamente drammatica: le emissioni di CO2 stanno aumentando in maniera esponenziale. Tra le varie soluzioni dell’IPCC prevale la soluzione del business as usual. Essa è la soluzione più alta di tutte: indica che, effettivamente, anche grazie allo sviluppo della Cina e degli altri Paesi in via di sviluppo, l’aumento delle emissioni di CO2 sta avvenendo con estrema rapidità. Le emissioni stanno aumentando in maniera tale che, a mio parere, tutte le speranze che abbiamo di ridurre il consumo energetico facendo azioni politiche ed altro, sono contraddette dal fatto che oggi il cambiamento climatico del CO2 ha un aumento esponenziale senza mostrare una inversione di tendenza; sta crescendo liberamente.

Vorrei ricordare che l’unico Paese nel mondo riuscito a mantenere e ridurre le emissioni di CO2 sono gli Stati Uniti: non l’Europa, non la Cina, ma gli Stati Uniti. Per quale motivo? C’è stato lo sviluppo del gas naturale, che adesso sta rimpiazzando fondamentalmente le emissioni di CO2 dovute al carbone. Ricordiamo anche che il costo dell’energia elettrica in America è due volte il costo dell’Europa. Perché? Il consumo della chimica fine in Europa è deficitario e in crollo fisso, perché fondamentalmente in America si stanno sviluppando delle tecnologie grazie ad uno sviluppo tecnologico ambientale importantissimo, che ha permesso veramente di cambiare le cose. Questo dà un messaggio chiaro: soltanto attraverso lo sviluppo tecnologico possiamo cercare di entrare in competizione con gli altri Paesi e non attraverso misure come quelle dell’Unione europea, che sono sempre state misure di coercizione e di impegno politico formale, senza una soluzione.

Guardiamo la situazione americana (dove c’ è un progresso effettivo nel vantaggio tecnologico che crea business, posti di lavoro) e guardiamo la situazione europea. Secondo me, c’ è una grandissima differenza: anche le soluzioni provenienti dalle energie rinnovabili con gli sviluppi tecnologici nel campo del gas naturale si trovano in situazione estremamente difficile perché oggi il costo del gas naturale in America è un quinto di quello in Europa. In Europa il costo delle energie rinnovabili è superiore a quello del gas naturale. Pertanto, dobbiamo renderci conto che la soluzione tecnologica dipende da quello che vogliamo fare.

Sto portando avanti un programma che, a mio parere, potrebbe essere studiato con molta più attenzione anche dal nostro Paese: trasformare il gas naturale ed emetterlo senza emissioni di CO2. Il gas naturale è fatto di CH4, cioè quattro idrogeni e un carbonio. È possibile trasformare questo gas naturale, spontaneamente, in black carbon (grafite) ed idrogeno. Questa grafite, essendo un materiale solido, non rappresenta produzione di CO2. Quindi è oggi possibile utilizzare il gas naturale, di cui ci sono risorse assolutamente incredibili. Non mi riferisco tanto allo shale gas che, a mio parere, è una soluzione discutibile, ma soprattutto a quelli che si chiamano clatrati. Onorevoli, vorrei chiedere quanti di voi sanno cosa è un clatrato. Nessuno? Questo è il problema. È un problema molto serio.

Il mio parere personale è che si può portare avanti il programma attraverso l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di idee nuove. Il programma è quello di evitare le CO2 emission utilizzando il gas naturale senza emissioni di CO2. Stiamo facendo degli esperimenti che dimostrano che effettivamente la cosa si può fare. Perché nessuno se ne occupa ancora? Mi piacerebbe saperlo.

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lunedì 18 marzo 2019, 23:34
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a r100gs, e soprattutto a Nicola Porro (!), ma l'articolo almeno l'avete letto?!?

Nicola Porro! Ahi, Nicola Porro giornalista. Vabbe'.
Chiama quest'articolo "la bufala" del cambiamento climatico, perché, poveretto, o non è capace di capire neanche quello che riporta (o meglio fa finta di non capire, facendo leva sulla scarsa comprensione del testo che è cosa acclarata presso la popolazione italiana cfr. Comprensione di un testo scritto. L'Italia si colloca lievemente, ma significativamente, sotto la media OCSE).


Vediamo insieme cosa scrive Carlo Rubbia (originariamente un video di un intervento ad una apposita commissione del Senato).

Cita:
Se restiamo nel periodo degli ultimi 100 anni, ci sono stati dei cambiamenti climatici sostanziali, che sono avvenuti ben prima dell’effetto antropogenico, dell’effetto serra e così via. Per esempio, negli anni Quaranta c’è stato un cambiamento sostanziale. Poi c’è stato un cambiamento di temperatura che si collega all’uomo (non dimentichiamo che quando sono nato io, la popolazione della Terra era 3,7 volte inferiore a quella di oggi e che il consumo energetico primario è aumentato 11 volte).


Cioè Carlo Rubbia non sta affatto negando l'effetto antropogenico (cioè generato dall'uomo) dei cambiamenti climatici. Sta soltanto dicendo che la temperatura della terra è spesso cambiata, in maniera anche indipendente dalle attività umane. Ma per quanto riguarda l'effetto antropogenico, che noi uomini quindi possiamo controllare, esso è dipendente dalle emissioni di CO2. Tantevvero che Rubbia poi scrive:

Cita:
Nonostante questo (cioè che il clima sia spesso cambiato nel tempo, n. d. r.), ci troviamo di fronte ad una situazione assolutamente drammatica: le emissioni di CO2 stanno aumentando in maniera esponenziale. Tra le varie soluzioni dell’IPCC prevale la soluzione del business as usual. Essa è la soluzione più alta di tutte: indica che, effettivamente, anche grazie allo sviluppo della Cina e degli altri Paesi in via di sviluppo, l’aumento delle emissioni di CO2 sta avvenendo con estrema rapidità. Le emissioni stanno aumentando in maniera tale che, a mio parere, tutte le speranze che abbiamo di ridurre il consumo energetico facendo azioni politiche ed altro, sono contraddette dal fatto che oggi il cambiamento climatico del CO2 ha un aumento esponenziale senza mostrare una inversione di tendenza; sta crescendo liberamente.
cfr. IPCC: http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/ ... pcc-report

E ancora:
Cita:
Il mio parere personale è che si può portare avanti il programma attraverso l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di idee nuove. Il programma è quello di evitare le CO2 emission utilizzando il gas naturale senza emissioni di CO2. Stiamo facendo degli esperimenti che dimostrano che effettivamente la cosa si può fare.


Il che conferma l'esistenza di una pluralità di risposte, che si sta cercando di mettere in piedi, ma sempre per diminuire la emissione di CO2. Quale che sia la modalità tecnologica, l'importante è tenere fermo l'obiettivo della diminuzione dei gas serra.

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Ultima modifica di ionudista il martedì 19 marzo 2019, 8:49, modificato 1 volta in totale.



martedì 19 marzo 2019, 8:30
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ionudista ha scritto:
a r100gs, ma l'articolo almeno l'avete letto?!?


Caro Ionudista, ma li leggi i post?

Per immediata memoria ho scritto: "Ecco come la pensa Rubbia:" . Non ho scritto che condivido il titolo dell'articolo di Porro e nemmeno ho interpretato quanto detto da Rubbia. Ho aggiunto un contributo fuori dal "coro", sul quale ognuno può trarre le determinazioni che crede.

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martedì 19 marzo 2019, 8:43
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Tornando alla ragazzina (che reputo assolutamente in buona fede), rilevo che oltre che ad andare a scuola tutti i giorni (tranne il venerdì), andare in giro a convegni, rilasciare interviste e partecipare a manifestazioni, ha trovato il tempo di scrivere anche un libro...
https://www.librimondadori.it/news/gret ... asYs_p_Df8

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martedì 19 marzo 2019, 8:47
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Ok :lol: C'ho avuto il dente un po' avvelenato, dici? Può essere... Comunque mi riferivo a Porro, eh! A volte ha la tendenza a ingigantire, un po' caciarone.

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martedì 19 marzo 2019, 8:48
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Beh, scrivere un libro può naturalmente venire dal desiderio di comunicare tramite un testo scritto, per raggiungere più facilmente le persone lontane e approfondire quello che non può essere scritto su un cartello di protesta. ll libro va letto, e va capito se è ben scritto, se fa effettivamente il servizio di una buona divulgazione. Credo vada giudicato sulla base di questi criteri, sulla sua qualità.

Si cerca da più parti di scovare qualche scomodo marionettista, dietro questa ragazzina. Qualche multinazionale delle rinnovabili, qualche genitore in cerca di visibilità... Ma niente.

Temo che il libro andrà giudicato semplicemente sul fatto che sia o meno un buon libro.

P.S. Leggo adesso che il libro, che uscirà a Maggio, non è un libro di natura (principalmente) divulgativa, ma dovrebbe incentrarsi sulla storia della sedicenne svedese. Vedremo se i co-autori riusciranno a tenere insieme il racconto biografico con la divulgazione. Se fosse un libro solo biografico, lo troverei noioso ed auto-celebrativo, e in quel caso non mi interesserebbe per nulla. Ma credo (spero) non sarà così.

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Ultima modifica di ionudista il martedì 19 marzo 2019, 9:05, modificato 1 volta in totale.



martedì 19 marzo 2019, 8:56
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ionudista ha scritto:
Si cerca da più parti di scovare qualche scomodo tessitore di fili, dietro questa ragazzina. Qualche multinazionale delle rinnovabili, qualche genitore in cerca di visibilità... Ma niente.


Sembra che sia proprio così. C'è una relazione di un giornalista investigativo che dettaglia tutta l'operazione di "marketing". La relazione è lunga ed è in inglese. Voglio prima leggerla e poi casomai la posto.

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Ultima modifica di r100gs il martedì 19 marzo 2019, 9:09, modificato 1 volta in totale.



martedì 19 marzo 2019, 9:04
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Barbagianni ha scritto:
Ma i ragazzi che hanno protestato per il clima sono quelli che vanno a scuola accompagnati sennò muoiono?sono quelli che cambiano il cellulare ogni anno?


Ovviamente sì :D


martedì 19 marzo 2019, 9:09
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