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 RACCONTO # Una vacanza indimenticabile 
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Su invito di @giulio74, vi riporto il link di un'antologia dov'è presente un mio racconto sul nudismo. Il libro è scaricabile gratuitamente in formato Kindle.

https://www.amazon.it/Mai-Pi%C3%B9-AA-V ... op?ie=UTF8

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A me Amazon chiede 5.99 euro per scaricarlo.

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UNA VACANZA INDIMENTICABILE

Roberto e Gloria sono una coppia milanese non ancora trentenne. Lui moro e scuro di carnagione per le sue origini calabresi e lei bionda e chiara di pelle per le origini tedesche della madre. Ambedue amanti del sole e del mare, qualche anno fa erano partiti, con la loro tenda, per una vacanza itinerante in Croazia, paese nel quale non erano mai stati. Alla fine del primo giorno trascorso nella ex Jugoslavia, dopo l’alzataccia della mattina, il lungo viaggio ed il pomeriggio trascorso al mare, si misero alla ricerca di un campeggio dove poter passare la notte. Dopo varie ricerche ne trovarono uno, seguendo alcune indicazioni stradali. Il nome del campeggio riportato nel cartello era accompagnato dalla scritta FKK. Non conoscevano il significato di tale sigla, ma non se ne preoccuparono più di tanto: erano stanchi e non vedevano l’ora di fermarsi a riposare. Arrivati alla reception, dando uno sguardo all’interno del campeggio, intuirono che significato potesse avere il misterioso acronimo: gli ospiti del villaggio erano tutti nudi! Non avevano mai pensato al nudismo e Gloria si era sempre mostrata molto pudica, tant’è che, all’inizio delle loro esperienze sessuali, pretendeva che i rapporti si svolgessero a luci spente. I loro sguardi s’incrociarono con evidente imbarazzo. Ma l’ora era tarda, erano stanchi e non avevano alcuna voglia di rimettersi in viaggio alla ricerca di un altro campeggio. Dopo aver brevemente confabulato tra di loro, decisero di fermarsi. Al limite sarebbero rimasti una sola notte e la mattina successiva sarebbero ripartiti. Montata la tenda, si recarono a cena nel ristorante interno. Quella sera spirava un venticello fresco che aveva fatto scendere la temperatura, per cui tutti erano vestiti e la situazione sembrava quella classica di un qualsiasi villaggio turistico. Dopo cena, fecero una breve passeggiata ed andarono a dormire. La mattina successiva furono svegliati dal vociare di alcuni bimbi. Aprirono la tenda e videro che nella piazzola a fianco alla loro c’era una famiglia tedesca. I bimbi si rincorrevano nudi, la madre preparava la colazione nuda e il padre, anch’egli nudo, chiacchierava con altri vicini di tenda, nudi anche loro. Nella stradina transitavano altre persone. C’era chi passeggiava, chi correva, chi si recava ai servizi igienici, chi a far la spesa, ma tutti con un’unica caratteristica comune: erano nudi. Roberto, senza proferire verbo, si tolse maglietta e mutande ed uscì dalla tenda. Dopo la “pivo” della sera prima gli stava scoppiando la vescica e non aveva tempo per le chiacchiere. Andò in bagno ad espletare l’impellenza, assaporando per la prima volta il piacere di sentire l’aria frizzantina del mattino accarezzare ogni punto della sua pelle, anche quelli che l’aria l’avevano sentita raramente. Abituato a nascondere le sue nudità, gli sembrava anche strano che nessuno lo guardasse con particolare interesse. Anzi, i tedeschi che incrociava lo salutavano con un sorriso che strideva con la perentorietà del “guten morgen”. Ma il pensiero che gli rovinava questa sensazione di piacere mai provato prima, era quello di tornare nella tenda e di dover affrontare Gloria che, probabilmente, stava già raccogliendo le proprie cose per andarsene. Rientrato alla tenda dopo l’alleggerimento, la vide aperta e vuota. Chiamò Gloria che gli rispose dal retro. Stava amichevolmente parlando con una coppia di italiani attendata nella piazzola dietro la loro. La sorpresa fu quella di vedere che non solo la coppia, ma anche Gloria era completamente nuda. Roberto si avvicinò per le presentazioni fingendo una certa familiarità con la propria nudità, anche se i segni del costume raccontavano tutta un’altra storia. Gloria, invece, pareva completamente a suo agio: le donne riescono a nascondere l’imbarazzo molto più degli uomini. Trovarsi così vicino ad altre persone nude non gli era mai capitato, ma la naturalezza della conversazione gli fece presto dimenticare di essere senza mutande e non gli venne nemmeno in mente di squadrare il corpo della ragazza appena conosciuta, ancorché meritasse apprezzamenti da stadio.
La vacanza, da itinerante diventò stanziale. La mattina, in compagnia della coppia italiana vicina di tenda, andavano a correre a piedi, con maglietta, pantaloncini e scarpe da ginnastica. Finita la corsa arrivavano in uno scoglio sul mare, si spogliavano completamente e si concedevano un bagno. Tuffarsi nell’acqua fresca dopo una sudata era rigenerante. Riemersi dall’acqua, si facevano una doccia con l’acqua dolce e rientravano nudi alla propria tenda, pronti a far colazione. Le giornate successive le trascorsero all’insegna del sole, del mare, delle passeggiate e delle serate spensierate in compagnia. Gloria sembrava aver dimenticato la propria pudicizia ed andava a passeggiare anche da sola, completamente nuda, quando Roberto si concedeva qualche pennichella all’ombra della pineta. Rimasero in quel campeggio fino alla fine della vacanza, consapevoli che, spostandosi in un altro villaggio, avrebbero rischiato di non trovare un altro contesto così gratificante. Tra di loro parlarono di questa imprevista e piacevolissima esperienza e si resero conto che tra l’essere tutti vestiti e l’essere tutti nudi non c’è una grande differenza, se non per il fatto che da nudi si apprezza una sensazione di libertà difficilmente assaporabile con un pezzo di stoffa addosso. L’idea comune sul nudismo, da parte di chi non l’ha mai praticato, è quello di associarlo immediatamente al sesso. Ed è quello che pensavano anche Roberto e Gloria, prima di aver scoperto il significato del misterioso “FKK”. Ma quella esperienza fece loro cambiare idea. Nei villaggi nudisti c’è gente normale come in tutti gli altri villaggi, con l’unica differenza che i nudisti sono riusciti a rimuovere un blocco mentale imposto da un’educazione sessuale mancata o sottaciuta e hanno deciso autonomamente quali parti del proprio corpo esporre al sole, indipendentemente dalle funzioni per cui sono preposte. E una volta apprezzato tale piacere è difficile tornare indietro: ci si chiede che senso abbia dovere tenere un inutile pezzo di stoffa addosso per stare al mare. E, soprattutto per gli uomini, ci si chiede perché si debba sottostare alla sofferenza del prurito provocato agli zebedei dal costume sintetico bagnato. Senza contare gli aspetti più materiali, che riguardano il fatto di non dover essere ossessionati dalla “prova costume” prima di ogni stagione estiva, il risparmio economico nell’acquisto dei costumi da bagno ed il risparmio di tempo per non doverli lavare tutti i giorni dopo il rientro dal mare. Ma, soprattutto, non c’è alcun stimolo sessuale nel vedere una coppia che passeggia senza indumenti, una famiglia che pranza in costume adamitico fuori dalla propria tenda o due anziani nudi che vanno in spiaggia col loro carrellino stracarico di roba. Si resero conto che di stimoli sessuali ce ne sono molti di più nelle normali spiagge “tessili”, con le passeggiate di belle ragazze truccatissime, coperte da micro reggiseni che trattengono a stento le protesi mammarie e fili interdentali in mezzo alle chiappe ondeggianti, oppure di ragazzi palestrati e lampadati che esibiscono i frutti dei loro sacrifici invernali. E si resero conto anche di quanta ipocrisia ci sia nel giudicare negativamente e con connotazioni pruriginose chi pratica il nudismo, per poi sorvolare su altri atteggiamenti ben più provocanti di chi invece tiene coperte alcune parti del corpo. Ma non solo. Si resero conto che l’ambiente, in un villaggio nudista, è molto più rilassato perché tutti gli ospiti hanno un solo obiettivo comune: trascorrere le giornate in assoluta libertà ed a contatto con la natura. Nei villaggi “tessili” viene a mancare questo requisito essenziale che fa da “collante” per creare un’atmosfera molto più serena.
L’esperienza nudista, ancorché casuale, fu estremamente coinvolgente ed apprezzata. E quando dovettero – letteralmente – levare le tende, furono colti da un senso di frustrazione e di malinconia. Tornare alla vita di tutti i giorni era angosciante e lo era ancor di più tornare a doversi vestire. Ma, volenti o nolenti, dovettero tornare a casa. Passarono tutto l’inverno a ricordare i giorni di libertà trascorsi e pensando a come ripetere una simile esperienza l’anno successivo. Rimasero in contatto con la coppia conosciuta in Croazia, con la quale si erano riproposti di organizzarsi per trascorrere assieme le vacanze dell’anno successivo. Ma ciò non fu possibile poiché la nuova amica rimase incinta ed il lieto evento era previsto in concomitanza con il periodo della vacanza. Cominciarono a fare delle ricerche su internet. Alla fine il loro interesse ricadde sulla Francia, dove esisteva un grandissimo villaggio nudista. Le informazioni acquisite raccontavano anche delle sfaccettature “trasgressive” di quel villaggio, ma quello che a loro interessava era che si potesse stare nudi tutto il giorno, in un contesto simile a quello già provato, ma in una zona diversa dalla Croazia. Non perché quest’ultima non fosse loro piaciuta, ma con la speranza che di posti come quello già provato ce ne fossero anche altrove, magari anche migliori.
Arrivò il periodo delle tanto agognate vacanze. Gloria cominciò a preparare le valigie un mese prima, ancorché, vista la destinazione, non ci fosse la necessità di chissà quale guardaroba. Ma la voglia di ripetere l’esperienza dell’anno precedente era talmente grande per cui cominciarono il conto alla rovescia cercando di pianificare tutto. Avendo optato per una vacanza stanziale, decisero di abbandonare la tenda e prenotarono un appartamento. Piccolo ma con una bella terrazzina assolata, nella quale poter godere di qualche momento di relax, anche senza uscire di casa. Il villaggio era grande e la nudità garantita. La prima sera la dedicarono a sistemarsi e ad approvvigionarsi delle poche vettovaglie che non avevano portato da casa. Cenarono in appartamento e scambiarono qualche battuta con la coppia di anziani francesi dell’appartamento a fianco e la cui terrazzina era separata dalla loro da un muretto alto un metro. Ciò consentiva di vedere, anche involontariamente, ciò che facevano i vicini. La cosa che li turbò fu il fatto che i due anziani, nei momenti in cui sapevano di essere visti, cominciavano ad accarezzarsi l’un l’altro. Sapevano della trasgressività del villaggio, ma avevano scelto quella soluzione abitativa anche per il fatto che era situato in una zona ritenuta “tranquilla”. Fecero finta di nulla, finché gli attempati vicini decisero di uscire, visto lo scarso risultato ottenuto col pubblico presente.
Il giorno successivo Roberto e Gloria fecero un giro di perlustrazione. In effetti la situazione era quella descritta nelle ricerche su internet. Zone tranquille e zone più trasgressive. Nudisti normali in vacanza e personaggi pittoreschi agghindati nei modi più strampalati e provocatori. Dopo il primo passaggio nelle zone “trasgressive” e, soprattutto, nella spiaggia “trasgressiva”, Gloria non volle più tornarci. Gli sguardi tutt’altro che disinteressati degli uomini che incontrava non la mettevano a suo agio e ancor meno quei personaggi che sembravano non trovar pace nei loro continui spostamenti, pronti ad attivare la manipolazione del proprio ammennicolo ad ogni movimento umano che potesse rappresentare qualcosa di sessualmente eccitante.
Le giornate le trascorsero nella spiaggia “tranquilla” e nei locali “tranquilli”. Fecero anche alcune conoscenze, ma la spensieratezza che Gloria aveva avuto in Croazia non fu replicata a causa del primo impatto negativo e le relazioni non ebbero seguito. Anche un tranquillo scambio di battute con una persona veniva interpretava come un tentativo di conquistare la fiducia di Roberto e sua, per scopi meno nobili. Qualsiasi sguardo di uno sconosciuto la indisponeva, anche se si trattava di uno sguardo privo di qualsiasi connotato diverso dalla normale convivenza. Aveva cominciato a non girare più nuda, ma coprendosi con un pareo, per spogliarsi completamente solo una volta arrivata in spiaggia. E non si muoveva mai da sola. Senza Roberto al suo fianco non andava in alcun posto. Anche la terrazzina aveva i suoi limiti. Per coricarsi sullo sdraio doveva avere la certezza che i vicini non fossero a casa, ma sempre col pareo a portata di mano e stando attenta che non tornassero gli anziani francesi o che sbucasse qualcuno da qualche altra parte. Al pari della Croazia c’era solo la possibilità di stare nudi, ma sicuramente non c’era la spensieratezza nello star nudi. Roberto, come la maggior parte degli uomini, badava meno a questi particolari. Se conosci qualcuno che poi dimostra di avere altre mire, gli dici che non sei interessato e la chiudi là. Se giri nudo e qualcuno ti guarda non te ne frega più di tanto. Ma capiva anche la posizione di Gloria. La vacanza dell’anno precedente in Croazia era stata un sogno. Avevano atteso un anno per replicarla ma così non era stato. Un desiderio di Roberto era sempre stato quello di far l’amore con la sua amata Gloria all’aperto. E, all’atto della prenotazione dell’appartamento, aveva individuato la terrazzina come alcova ideale. Anche se qualcuno li avesse visti, considerato il contesto, non sarebbe successo nulla. Ma vista la delusione di Gloria, non si azzardò nemmeno a chiederglielo. Anche se avesse accettato, far l’amore con lei concentrata a capire se c’era qualcuno che la spiava, non avrebbe avuto la spontaneità necessaria. E così l’amore lo fecero lo stesso. Chiusi in appartamento con le tapparelle completamente abbassate e le luci spente.
Questa seconda esperienza nudista fece loro capire che esistono altre sfaccettature del nudismo. In Croazia avevano scoperto l’aspetto “puro”, che consiste nel trascorrere le giornate senza indumenti in armonia con la natura. In Francia avevano scoperto che esiste una versione di nudismo finalizzata a relazioni sessuali promiscue, condite da esibizionismo e voyeurismo, che confermava il fatto che, se molte persone associano nudismo e sesso, qualche ragione ce l’hanno. Solo che, chi non ha esperienze in merito, non capirà mai che il nudismo ed il sesso non vanno sempre di pari passo. Esistono posti trasgressivi dove si può stare nudi e posti trasgressivi dove si sta vestiti. Non è il pezzo di stoffa che fa la differenza, ma l’obiettivo di chi frequenta il posto.
A Roberto e Gloria era piaciuta moltissimo la naturalezza di una vita senza vestiti in un ambiente dove il sesso non era l’obiettivo predominante degli avventori, ma non era piaciuta per nulla la seconda esperienza. Tornarono dalla vacanza con la consapevolezza di aver commesso un errore madornale e si ripromisero, per gli anni successivi, di non rischiare di rovinarsi altre vacanze andando allo sbaraglio e abbandonando la certezza che aveva dato loro la Croazia. Mai più!

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lunedì 17 giugno 2019, 21:39
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Grazie r100gs, grazie per la condivisione.

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martedì 18 giugno 2019, 10:20
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Il racconto è ben scritto, ma...

Non voglio qui riaprire una annosa questione, per cui mi limito a registrare poche cose.

Tutto il tuo racconto tende a spiegare questo, cioè che la nudità sociale può essere vissuta per sè stessa per il senso di benessere e comunione con la natura (nudismo/naturismo), oppure per la trasgressione.

Ma se la nudità sociale è vissuta per la trasgressione, è bene non chiamarla nè nudismo, nè naturismo.

Purtroppo non essendo tu stato chiaro nei distinguo rispetto alla esclusione della trasgressione dal novero del nudo/naturismo, non esprimendo un giudizio morale ma limitandoti a registrare la deriva di alcuni luoghi, non mi stupisce che la persona a cui hai fatto leggere il racconto abbia avuto una reazione di allontanamento.

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martedì 18 giugno 2019, 11:22
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@r100:
confessa! Sei pagato dal ministero del turismo Croato! :lol:

Scherzi a parte, trovo il racconto un po' troppo didascalico (ed a tratti un po' ingenuo) ma dipende da dove viene pubblicato!

Poi c'è una sorta di paradigma "Croazia=naturismo tranquillo contro Francia= nudismo trasgressivo" che è del tutto fuorviante:
la maggior parte dei centri e delle spiagge Francesi sono assolutamente "naturisti tranquilli"(penso alla Corsica e alla Francia del Nord. ma anche molti luoghi della Costa Sud, in Costa Azzurra e dopo Cap D'adge...) mentre in Croazia ci sono anche luoghi trasgressivi!

C'è poi un'equivalenza tra spazi tranquilli e spazi trasgressivi che non mi sembra incoraggi molto al naturismo tranquillo:
è vero che esiste Cap D'adge ed è anche vero che atteggiamenti tendenti al trasgressivo si possono occasionalmente trovare anche altrove, ma la stragrande maggioranza (a occhio direi almeno il 90%) dei Centri e delle spiagge naturiste Croate, Francesi, Greche o Spagnole, vedono un nudo-naturismo assolutamente tranquillo!
Dal tuo racconto par quasi che in Croazia siano tutti santi e fuori dalla Croazia sia solo perdizione!

In considerazione della mi età, trovo poi profondamente ingiusto che i due aspiranti "porcellini" siano due vecchietti! :lol:
Insomma..è vero che alla mia età "ogni lasciata è persa" però.....poi vien quasi il sospetto che se fossero stati due giovani sarebbero stati più apprezzati... :ghgh:

Per il resto comunque è da apprezzare il tentativo di spiegare il nudo-naturismo!

Mi pare anche strano che la tua amica sia addirittura scomparsa dalla tua vista per via di questo raccontino! (ok: non sarà un capolavoro, ma insomma.... :ghgh: )

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nemo


martedì 18 giugno 2019, 12:10
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ionudista ha scritto:
Il racconto è ben scritto, ma...


Il racconto l'ho scritto impersonandomi in persone "non nudiste" che si trovano ad aver a che fare col nudismo ed è inserito in un'antologia certamente non dedicata ad un pubblico di nudisti.

So benissimo che la nudità finalizzata ad altri scopi meno nobili è bene tenerla lontana dal nudismo, ma la visione è quella di persone che nulla sapevano di nudismo e si sono scontrate con una realtà (che esiste) dove il nudismo viene utilizzato per altri fini. Parimenti esistono persone che si definiscono nudiste ma che non disdegnano, se ne capita l'occasione, di trascendere in manifestazioni che col nudismo hanno poco a che fare. Il racconto non fa altro che rappresentare uno stato di fatto e non voleva certo avere la pretesa di erudire le persone sul significato che i nudisti danno ai vari termini perché, ripeto, anche molti "trasgressivi" si definiscono nudisti.
Mi pare, poi, che il racconto termini con un "distinguo" abbastanza chiaro: "Solo che, chi non ha esperienze in merito, non capirà mai che il nudismo ed il sesso non vanno sempre di pari passo. Esistono posti trasgressivi dove si può stare nudi e posti trasgressivi dove si sta vestiti. Non è il pezzo di stoffa che fa la differenza, ma l’obiettivo di chi frequenta il posto".

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martedì 18 giugno 2019, 15:14
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carlo ha scritto:
@r100:
confessa! Sei pagato dal ministero del turismo Croato! :lol:

Magari!
Scherzi a parte, sono consapevole che il racconto può indurre a generalizzazioni, ma è anche vero che villaggi tipo quello francese, in Croazia, non mi risulta che ce ne siano, ma per evitare di nominare i villaggi, almeno una connotazione geografica ho dovuto darla.

L'episodio dei due vecchietti è un'esperienza personale, vissuta in un altro contesto, ma sempre in Francia. Che poi saranno stati miei (e tuoi) coetanei... :nonnetto:

E in ogni caso era un raccontino leggero, inserito in un contesto che nulla aveva a che fare col nudismo e che non aveva la presunzione di insegnare alcunché, se non quella di far apparire il nudismo come uno dei tanti aspetti della vita.

Per quanto riguarda le mie amiche, questo racconto è servito a misurare il livello di ipocrisia di alcune persone... :fischio:

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martedì 18 giugno 2019, 15:26
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r100gs ha scritto:
Su invito di @giulio74, vi riporto il link di un'antologia dov'è presente un mio racconto sul nudismo. Il libro è scaricabile gratuitamente in formato Kindle.

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Si accettano commenti solo se positivi :ghgh:


Grazie mille per aver accolto l'invito, a nome di tutto XV!!

Ora lo leggo!


martedì 18 giugno 2019, 17:11
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Che delusione... speravo che tutto finisse con una grande ammucchiata in spiaggia... del tipo " 'ndò cojo, cojo" e invece niente! :rotfl:


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ma è anche vero che villaggi tipo quello francese, in Croazia, non mi risulta che ce ne siano


Vero; credo che Cap D'adge sia unico nel suo genere (ma è Cap D'Adge, non è tutta la Francia!) ma luoghi per scambisti ci sono anche in Croazia, anzi pare che di recente una società Russa abbia realizzato o voglia realizzare qualcosa di simile ma in scala molto ridotta...

Comunque poco fa per documentarmi sono entrato in un sito che parla di scambismo e...mamma mia! Per quelli naturismo, scambismo, e quant'altro sono la stessa cosa! Già il sito inizia mescolando tutto in un unico minestrone.Poi gente che dice: "che bello il naturismo! Si può far sesso anche davanti a tutti?" :yikes:
altri che sempre riguardo alla medesima spiaggia chiedono: "ma sulle spiagge naturiste sono accettati anche i single?"
Mi sa che spiegare sarà dura comunque....

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martedì 18 giugno 2019, 20:26
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carlo ha scritto:

Comunque poco fa per documentarmi sono entrato in un sito che parla di scambismo e...mamma mia! Per quelli naturismo, scambismo, e quant'altro sono la stessa cosa! ..

A questo proposito, un episodio capitatoci la volta che siamo stati a cap..
Facciamo amicizia con un gruppetto di persone, italiane, che erano chiaramente scambisti.
Quando abbiamo detto che non "praticavamo", una di loro ci fa... Ah, non siete naturisti?
Ed io... Beh, noi di sicuro si!

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martedì 18 giugno 2019, 21:47
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per gli anni successivi, di non rischiare di rovinarsi altre vacanze andando allo sbaraglio e abbandonando la certezza che aveva dato loro la Croazia

Poi l'anno successivo conobbero un'altra coppia che li invitò a visitare la spiaggia di punta kruz vicino a Rovigno :ghgh:


martedì 18 giugno 2019, 21:53
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Magari!
Scherzi a parte, sono consapevole che il racconto può indurre a generalizzazioni, ma è anche vero che villaggi tipo quello francese, in Croazia, non mi risulta che ce ne siano, ma per evitare di nominare i villaggi, almeno una connotazione geografica ho dovuto darla

beh in Francia non esiste solo cap,ci sono altri piccoli campeggi naturisti per soli adulti tanto è vero che sempre più siti di villaggi naturisti specificano bene se è per naturismo tradizionale o libertino,ma proprio questo evita che ci siano mescolanze delle due utenze come invece succede a valalta e koversada


martedì 18 giugno 2019, 21:59
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carlo ha scritto:
Comunque poco fa per documentarmi sono entrato in un sito che parla di scambismo e...mamma mia! Per quelli naturismo, scambismo, e quant'altro sono la stessa cosa! Già il sito inizia mescolando tutto in un unico minestrone


Infatti, siamo noi nudisti che diamo alla parola nudismo un significato più "nobile". Visto da fuori è una sfaccettatura della trasgressione. Poi è anche vero che ci sono trasgressivi che sono anche nudisti: a molti piace prendere il sole senza costume e se capita qualche situazione trasgressiva ne approfittano. Sono comunque nudisti anche loro.

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mercoledì 19 giugno 2019, 7:32
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