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 Mostra fotografica di corpi nudi all'Università di Torino 
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Esordio con polemica per il festival “Intersezioni” organizzato dagli studenti del Collettivo Identità Unite dell'Università di Torino, dedicato alle tematiche LGBT. Le immagini di corpi nudi della mostra “Scoprirsi” scattate dal fotografo Mirko Isaia ed esposte nella main hall del Campus Luigi Einaudi hanno scatenato le critiche di un gruppo di giovani della lista Obiettivo Studenti vicina a Comunione e Liberazione, che hanno denunciato l'oscenità di alcune foto. La mostra era stata autorizzata dall'ateneo torinese ma, dopo il sopralluogo dei tecnici del Campus gli organizzatori sono stati invitati a rimuovere le foto di nudo integrale. Solo nel pomeriggio l'Università è tornata sui suoi passi e l'iniziativa è potuta proseguire.

http://video.repubblica.it/edizione/tor ... ef=HRESS-4


lunedì 9 maggio 2016, 22:49
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piu' all'acqua di rose di questi nudi, per fortuna che l'Universita' e' ritornata sui propri passi e ha deciso di decensurare quello che aveva censurato

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martedì 10 maggio 2016, 8:56
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"violazione del pudore umano" questi ciellini non sanno neanche cos'è il pudore se escono con questi insulti all'intelligenza umana


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martedì 10 maggio 2016, 11:40
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da La Stampa http://www.lastampa.it/2016/05/10/itali ... agina.html

Imbarazzano le foto di studenti nudi in mostra al Campus nel Festival Lgbt
Torino, autorizzata, poi messa in forse e infine accettata dall’ateneo


10/05/2016
FABRIZIO ASSANDRI
TORINO

«Ma lei è nel nostro corso». Due studentesse si fermano davanti alla foto di una loro compagna di banco, in abito adamitico, e senza foglia. Si danno di gomito. «Io non l’avrei mai fatto», commenta Francesca Balocco, che studia Legge. «Ma non mi scandalizzo», aggiunge subito. Eppure ieri all’Università di Torino il debutto di quindici studenti uomini e donne au naturel, per la mostra «Scoprirsi» nell’atrio del Campus Einaudi, ha generato un certo scompiglio, con un «processo» seduta stante da parte dell’Ateneo.

La mostra è stata prima autorizzata, poi messa in forse, poi approvata, ma solo per un giorno. Infine, nuova retromarcia: potrà restare fino a venerdì, per tutta la durata del Festival Lgbt, di cui fa parte. Tutto è avvenuto nell’arco di poche ore, tra proteste degli studenti che si sentivano in un clima da caccia alle streghe. In realtà alla mostra c’è stato il via libera un mese fa, col patrocinio dell’Università. Ma non appena i pannelli si sono riempiti delle foto che ritraggono in sequenza i giovani vestiti e poi nudi, è scattato l’allarme. Anche per le critiche, va detto, di un gruppo di ragazzi.

«Avevamo appena finito di montare i pannelli – racconta Virginia Vadori, studentessa di Storia tra gli organizzatori nonché modella senza veli – e i responsabili dell’Ateneo ci hanno detto che dovevamo smontare o quantomeno spostare il materiale in un’area meno visibile». Gli universitari, del collettivo Identità unite e della lista Studenti Indipendenti, sono stati accusati inizialmente di non aver detto all’ateneo che le foto sarebbero state senza vestiti. Nell’attesa di capire chi avesse ragione, i responsabili dell’università li hanno invitati a ritirare la mostra. Eventualmente, avrebbero potuto riallestirla. Poi però l’autorizzazione è saltata fuori.

Rosario Ferrara, direttore della Scuola di scienze giuridiche, politiche ed economiche, parla per questo di «malinteso». Ieri però l’imbarazzo era innegabile. «Tutto questo deve restare qui per una settimana intera?», continuava a ripetere al capannello di studenti radunato per difendere la mostra. E aggiungeva: «Non lo dico per me, ma noi dobbiamo tutelare le sensibilità di tutti quanti, comprese quelle urtate da un’iniziativa del genere». Anche adesso che il rettore Gianmaria Ajani ha incontrato gli studenti assicurando che la mostra potrà andare avanti, Ferrara ribatte: «In futuro bisognerà ritualizzare meglio le autorizzazioni: sebbene fosse stato chiesto il permesso, non avevamo il dossier completo».

A spiegare il significato della mostra è Beatrice Balzola, studentessa: «È una riflessione sul corpo, per superare stereotipi, aspettative e l’immagine della perfezione data dalla pubblicità». Ventuno studenti sono stati fotografati nudi, quindici hanno accettato di comparire. «Lo scopo è rappresentare l’interezza della persona». «Abbiamo voluto ritrarre il quotidiano – aggiunge l’autore degli scatti, il neolaureato Mirko Isaia – in quel quotidiano dove la nudità spesso crea vergogna». Per questo i corpi non sono michelangioleschi.
«La mostra ha un contenuto artistico, e anche se ognuno è giudice dell’arte, non mi pare si urti la sensibilità di nessuno – dice da giurista esperto qual è di arte contemporanea il rettore Ajani -. Al contrario ci sono pubblicità offensive della dignità della donna: non mi sembra questo il caso».

Ma non tutti sono d’accordo. Per Davide Rondinelli, rappresentante di Obiettivo Studenti, collettivo vicino a Cl, il fine della mostra è buono, «ma è di cattivo gusto. Non è consono veder gente nuda in un ambiente universitario. Per noi la mostra può restare, ma non ci vediamo nulla di artistico o interessante». A generare le polemiche, anche il fatto che sia non in un’aula ma nell’atrio, passaggio obbligato per tutti. Ma tra i commenti che si potevano lasciare in un box, c’è anche chi è entrato, diciamo, nel merito. «Il fatto che gli uomini in foto siano tutti dotati – uno dei pareri – fa pensare che l’iniziativa non superi la vergogna che si può avere per l’inadeguatezza del proprio corpo».

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sabato 21 maggio 2016, 12:35
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