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 Naturismo in Italia: la verità 
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http://www.liberoquotidiano.it/news/lif ... lici-.html

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Confessioni
Nudisti in Italia, tutta la verità: "In spiaggia senza costume anche donne islamiche e preti cattolici"

29 Agosto 2017


C'è il desiderio di un ritorno a una purezza originaria, a una nudità adamitica, e insieme il recupero di un' innocenza infantile, che riguarda la piacevolezza dell' essere nudi e la mancata vergogna per esserlo. In quello stato paradisiaco la nudità non coincide più col peccato, al contrario è la condizione che lo precede, significa autenticità prima della corruzione della civiltà.
Nella filosofia del naturismo, che porta centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo a vivere completamente svestite le esperienze della socia-lità soprattutto in un contesto balneare e vacanziero, c' è una dimensione spirituale che accompagna quella corporale: il senso di una correlazione tra sé e le cose, che porta a spogliarsi e sentirsi parte integrante del tutto, recuperando un rapporto immediato, senza più filtri, con gli elementi e la natura.

Il fenomeno, che in Italia coinvolge circa 250mila persone, tra naturisti affiliati a un' associazione (alcune migliaia) e nudisti spontanei, sta via via prendendo piede, sebbene da noi manchi ancora una legislazione nazionale che disciplini la pratica. Al momento solo cinque spiagge libere sono state autorizzate dai Comuni come destinazione naturistica - Capocotta a Ostia, il Nido dell' Aquila a San Vincenzo (Livorno), Acquarilli all' Isola d' Elba, Lido Le Morge a Torino di Sangro (Chieti) e la Spiaggia del Troncone a Marina di Camerota (Salerno) - e soltanto cinque Regioni (Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Abruzzo) hanno emesso una legge regionale per la promozione del turismo naturista. Al contempo però sono fioriti villaggi e camping naturisti privati (riconosciuti come "terreni certificati" sono undici), diventati più meta di turisti dal Nord Europa.

Per analizzare bene il fenomeno occorre tuttavia fare alcuni chiarimenti e smentire e smontare alcuni cliché. In primo luogo, ci dice Gianfranco Ribolzi, presidente della Federazione Naturista Italiana (Fenait) che accorpa una dozzina di associazioni nonché direttore de Le Betulle, vicino Torino, primo camping nella storia del naturismo in Italia, «bisogna distinguere tra nudismo e naturismo. Il primo è la semplice pratica della nudità, senza particolari convinzioni o attenzioni all' ambiente e alla condotta di una vita sana. Il secondo comporta invece l' adesione a una serie di principi e l' accettazione di un codice, che riguarda il rispetto di sé e del proprio corpo, degli altri e della natura». Deriva da qui la seconda puntualizzazione, ossia la smentita dell' idea che il naturismo sia associato all' esibizionismo, alla trasgressione o al sesso. «Viceversa», nota Ribolzi, «un naturista gestisce la propria libido e non si abbandona a pratiche erotiche plateali. Ciò significa essere profondamente rispettosi dell' altrui nudità, non considerare più un corpo senza indumenti come mero oggetto sessuale». La confusione tra naturismo e sessualità nasce semmai da club come quello di Cap d' Agde in Francia, considerato il paradiso di nudismo e scambismo. «Ma è un' eccezione», ribadisce il presidente Fenait, «perché quasi tutti i villaggi naturisti sono a fruizione familiare».
Ed ecco un altro luogo comune da sfatare: l' idea che spiagge e club naturisti siano frequentati perlopiù da giovani single a caccia di conquiste o esperienze estreme. «Al contrario», avverte Ribolzi, «moltissimi villaggi prevedono la presenza di famiglie con bambini. Anzi, se proprio viene fatta una selezione, è nei confronti dei single privi della tessera Fenait. Molto spesso non vengono accettati, perché considerati potenziali guardoni».

Nonostante questa chiara disciplina, la pratica tuttavia è ancora considerata tabù in molti luoghi, tant' è che chiunque si avventurasse su spiagge libere mostrandosi senza veli rischierebbe una sanzione pecuniaria fino a 10mila euro per atti contrari alla pubblica decenza. Anche per questo, forse, buona parte dei naturisti italiani va all' estero a praticare la sua scelta libera di vacanza, ad esempio in Francia, Croazia e Spagna.

Mentre nei club naturisti italiani arrivano per lo più stranieri, come olandesi, tedeschi e svedesi (i francesi no, tendono a restare sulle loro spiagge, perché anche in questo sono nazionalisti). La fuga dei naturisti autoctoni può essere intesa come il risultato dei pregiudizi nel territorio dove si vive: della serie, nemo nudista in Patria Ma può essere anche considerata un incentivo al turismo europeo, allo spostamento estivo da un Paese all' altro, una sorta di Erasmus della nudità.
E infatti il mercato vacanziero segnala dei picchi dove ci sono strutture ad hoc per naturisti. Come dire, il Naturismo è un incentivo al turismo.

Lo storico campeggio «Pizzo Greco» di Capo Rizzuto in Calabria, ad esempio, fa registrare la media di 97mila clienti ogni anno, per l' 80% stranieri, i quali poi hanno modo, una volta usciti dalla struttura (in abiti civili, va da sé), di visitare e conoscere anche il territorio circostante, con benefici per tutto il sistema turistico locale. E allora non è un caso, come ci dice Anna Greco, titolare del camping, che «circa otto bed and breakfast su dieci in Italia hanno chiesto di trasformarsi in luoghi ricettivi per naturisti. Devono aver verificato che il volume di affari, da questo punto di vista, aumenta in modo esponenziale». D' altronde, i potenziali clienti rientrano nella più svariate categorie, spesso impensabili. «Nel nostro club ci sono anche uomini e donne musulmani», ci dice la Greco. «E conosco sacerdoti cattolici, convinti naturisti», conferma Ribolzi. Come dire: anche i preti possono spogliarsi, e non solo a una certa età Più difficile cercare di far convivere nello stesso luogo naturisti e non-naturisti.
«Una struttura in Abruzzo», avverte la Greco, «ci aveva provato ma ha dovuto presto riconvertire il suo camping a uso esclusivo dei non naturisti, perché i bimbi di famiglie che non aderivano a questa pratica restavano turbati alla vista di adulti nudi». Allo stesso modo la presenza di uomini in costume da bagno o di donne in bikini sulle spiagge naturiste non è gradita, anzi è disprezzata o giudicata in maniera comica. E così scopri che in quei luoghi la vera perversione è coprirsi. Che scostumato, non si è nemmeno tolto gli slip

di Gianluca Veneziani


- ho aggiunto il testo dell'articolo (giulio74)


giovedì 31 agosto 2017, 7:01
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:vomitino:


giovedì 31 agosto 2017, 10:23
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http://www.linkiesta.it/it/article/2017 ... iff/35306/


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Nudi alla meta, fare naturismo sulle spiagge italiane è sempre più difficile
Paradossi: la depenalizzazione del reato di atti contrari alla pubblica decenza colpisce il fenomeno con nuove multe e pregiudizi. Ora chi si spoglia in spiaggia rischia una sanzione di almeno 5mila euro. Così il turismo perde un miliardo l’anno. «Siamo 500mila italiani, anche Galileo era come noi»
di Marco Sarti

26 Agosto 2017

Prima sono stati fermati dalla polizia sul bagnasciuga, poi sanzionati con una multa da cinquemila euro. È finita così l’amara vacanza di cinque turisti italiani, colpevoli di aver confuso spiaggia ed essersi denudati nel posto sbagliato. La vicenda è accaduta qualche giorno fa nella località toscana di Castagneto Carducci. E adesso il tentativo di tintarella integrale degli sfortunati villeggianti rischia di diventare un caso nazionale. La vicenda è già arrivata in Parlamento, dove alcuni deputati hanno presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia. Intanto le associazioni naturiste denunciano il paradosso. Dopo la depenalizzazione del reato di atti contrari alla pubblica decenza - recentemente trasformato in illecito amministrativo - la vita dei nudisti è sempre più dura. Se prima il fenomeno era ampiamente tollerato, adesso chi si sfila il costume in spiaggia rischia di pagare una multa fino a 10mila euro.

Nudi alla meta, nonostante i pregiudizi. Dietro al caso di cronaca si nasconde un fenomeno ampiamente esteso. In tutto il Paese esistono una decina di associazioni a tutela del naturismo che contano circa 6mila iscritti. Ma gli italiani che amano vivere in pieno contatto con la natura sono molti di più. Almeno 500mila persone, secondo alcune stime. «E secondo me sono ancora più numerosi» racconta Giuseppe Isacchi, ex banchiere, oggi pensionato e vicepresidente dell’Associazione naturista italiana. Di fronte a tanta richiesta, i luoghi per potersi mettere a nudo sono effettivamente pochi. Su oltre 7mila chilometri di coste, le spiagge naturiste ufficialmente autorizzate nel nostro Paese sono solo cinque. Capocotta sul litorale laziale, Marina di Camerota in Campania, il lido di Morge in Abruzzo. In Toscana ci sono due tratti di litorale aperti a chi ama spogliarsi: la spiaggia degli Acquarilli sull’isola d’Elba e il nido dell’Aquila nel livornese. A questi si aggiungono su e giù per la Penisola una decina di centri naturisti ufficiali e certificati dall’omonima Federazione Italiana.

«Non facciamo male a nessuno e rispettiamo tutti» racconta il vicepresidente dell’associazione naturista italiana, ex banchiere in pensione. «Giovani, anziani, magri, grassi, belli e brutti, per noi è una cosa naturale». Tutti uniti da una comune scelta di vita. «L’aver capito la bellezza di fare il bagno al mare nudi, o sempre nudi fare una passeggiata nel bosco».

Il naturismo è una realtà forse poco conosciuta, ma diffusa. Nulla a che vedere con la pornografia, è evidente. «È un modo di vivere in armonia con la Natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, con lo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente», spiega il sito dell’associazione di Isacchi. «Non facciamo male a nessuno e rispettiamo tutti» racconta lui. «Giovani, anziani, magri, grassi, belli e brutti, per noi è una cosa naturale». Tutti uniti da una comune scelta di vita. «L’aver capito - si legge ancora - la bellezza di fare il bagno al mare nudi, o sempre nudi fare una passeggiata nel bosco». Un fenomeno radicato e antico. Tra i padri del naturismo l’associazione cita lo stesso Galileo Galilei, antesignano del movimento. La conferma sarebbe in un poemetto composto intorno al 1590, quando il padre della scienza moderna, poco più che ventennte, era professore di matematica all’Università di Pisa.

Mai regolamentato, in Italia il naturismo è sempre stato tollerato. Al di fuori dei lidi ufficialmente autorizzati, in tutta la Penisola sono sempre esistite spiagge dove il fenomeno era quantomeno ammesso. Poco più di un anno fa la legge è cambiata. Con l’obiettivo di ridurre il carico di lavoro nei tribunali, il decreto legislativo 8 del 2016 ha depenalizzato e trasformato in illeciti amministrativi alcuni reati considerati di minor allarme sociale. Tra le fattispecie interessate c’è quella che riguarda gli atti contrari alla pubblica decenza, contenuta nell’articolo 726 del codice penale e spesso utilizzata proprio nei casi di naturismo. Fino ad allora senza grandi conseguenze per i responsabili. «Ricevuta la notizia del reato - si legge in un’interrogazione presentata a Montecitorio dal Pd Luigi Lacquaniti - il pubblico ministero spesso, se il fatto avveniva in una zona pacificamente dedita a naturismi, pur non regolamentato, richiedeva al giudice l’archiviazione». Una consuetudine giustificata anche da alcune sentenze della Corte di Cassazione (ultima la n.3557 del 2000) che hanno stabilito come la pratica del naturismo non possa essere in alcun modo considerata indecente, se svolta in spiagge riservate o frequentata da altre persone con la stessa attitudine.

Le associazioni naturiste denunciano il paradosso. Dopo la depenalizzazione del reato di atti contrari alla pubblica decenza - recentemente trasformato in illecito amministrativo - la vita dei nudisti è sempre più dura. Se prima il fenomeno era ampiamente tollerato, adesso chi decide di sfilarsi il costume in spiaggia rischia di pagare una multa da almeno 5mila euro

Adesso la depenalizzazione della norma cambia tutto. Un vero paradosso. Aumentano sanzioni e pregiudizi per i naturisti, il motivo lo spiega bene Lacquaniti nella sua interrogazione: «Ora, con la trasformazione in illecito amministrativo, che scatta automaticamente, oltre ad aver considerevolmente alzato la sanzione pecuniaria e reso più difficile per chi è colpito dalla sanzione opporvisi, l’ente che irroga la sanzione è il comune, con tutto l’interesse, per “fare cassa”, a non archiviare la posizione, tramutando in questo modo la depenalizzazione in una beffa». Via così alle multe da 5mila euro. Ridotte a 3.300 per chi paga entro i primi giorni, come nel caso dei turisti fermati a Castagneto Carducci. In attesa di nuovi decreti correttivi o integrativi - possibili entro 18 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento - i naturisti italiani si trovano di fronte a nuovi ostacoli.

Nel frattempo il Paese ancora attende una legge che regolamenti il fenomeno. E se quattro regioni hanno già approvato qualche intervento, in Parlamento il naturismo continua a essere un tabù. È un problema etico, forse. Che intacca la libertà di ciascuno. Ma è sicuramente anche una questione economica. Si stima che in tutta Europa ci siano almeno 20 milioni di praticanti. Intere famiglie che rinunciano a fare le vacanze in Italia per andare nelle più ospitali spiagge per nudisti di Francia e Croazia. Un giro di denaro importante. «Nella sola Francia - si legge nel documento depositato a Montecitorio - viene valutato circa un 20 per cento del turismo estivo». Una cifra? Il deputato democrat calcola che la sola presenza di due milioni di naturisti stranieri durante i mesi estivi potrebbe portare in Italia un giro d’affari di almeno un miliardo di euro l’anno. Le associazioni naturiste corrono ai ripari. La maximulta da 16mila euro per i cinque turisti di Castagneto Carducci non è la prima. Isacchi ricorda il caso recente di un gruppo di nudisti allontanati e sanzionati nella spiaggia di Campomarino di Maruggio, in Puglia. E questo nonostante il tratto di costa fosse da tempo frequentato dagli amanti dell’abbronzatura integrale. Costituito un apposito fondo, l’Associazione Naturista Italiana ha deciso di assistere con i propri legali due dei villeggianti fermati in Toscana. In questi giorni è stato presentato il primo ricorso al prefetto. «In caso di mancato annullamento della multa - insiste il vicepresidente dell’Anita - siamo pronti a ricorrere al giudice di pace».


- aggiunto il testo - giulio74


giovedì 31 agosto 2017, 19:12
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Tutto condivisibile a parte un commento a margine...

A Maruggio ci sono stato ma sono anche scappato dopo mezz'ora.

Non era tutto naturismo, quello che luccicava...

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Io ne ho viste cose che voi tessili non potreste immaginarvi.


"Gardanatour ... l'importante non è dove vai, ma con chi ci
vai"


giovedì 31 agosto 2017, 22:32
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Andrea vi ha scritto:
:vomitino:


Perché "vomitino"? Mi sembra un articolo ben fatto e condivisibile, e ben venga anche su un giornale "di destra" che finalmente si parli di naturismo in modo corretto...


venerdì 1 settembre 2017, 9:11
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devo fare l'elenco delle caxxate?ok lo faccio anche se a noi dell'ambiente dovrebbero risultare evidenti
Cita:
Il fenomeno, che in Italia coinvolge circa 250mila persone

siamo almeno 4 volte tanto
Cita:
i francesi no, tendono a restare sulle loro spiagge, perché anche in questo sono nazionalisti
i francesi sicuramente sono nazionalisti ma il motivo va ricercato nel gap che c'è fra gli standard di un club francese e quelli italiani o croati
Cita:
Lo storico campeggio «Pizzo Greco» di Capo Rizzuto in Calabria, ad esempio, fa registrare la media di 97mila clienti ogni anno

non credo che neanche Cap abbia questi numeri
Cita:
Nel nostro club ci sono anche uomini e donne musulmani

forse ci saranno persone dai tratti inequivocabilmente magrebini(o comunque africani) come se trovano tante nei clubs francesi ma sicuramente sono persone che si sono occidentalizzate e non sono mussulmane ma questo per libero è una cosa impossibile
Cita:
Più difficile cercare di far convivere nello stesso luogo naturisti e non-naturisti.
«Una struttura in Abruzzo», avverte la Greco, «ci aveva provato ma ha dovuto presto riconvertire il suo camping a uso esclusivo dei non naturisti, perché i bimbi di famiglie che non aderivano a questa pratica restavano turbati alla vista di adulti nudi».

questa perla da sola basta ad indurre il vomitino perchè 1 la struttura abruzzese(camping sangro)aveva sperimentato alcune settimane naturiste e non miste2ha chiuso perchè il prefetto ha requisito le casette per i profughi ma non è stata mai fatta alcuna retromarcia3la storiella dei bambini è la solita accusa gratuita con cui i complessati mascherano le loro inibizioni ed il pretesto con cui vengono fatte persecuzioni e negati spazi,ma non è assolutamente reale i bambini semmai sono traumatizzati da persone appartenenti alla destra clerical fascista a cui appartiene buona parte dei lettori di libero


venerdì 1 settembre 2017, 11:32
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concordo in pieno con Andrea. Libero, del resto, è garanzia di insulto al giornalismo e questo articolo lo conferma


venerdì 1 settembre 2017, 12:50
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Benché Libero non piaccia nemmeno a me, e l'ultima frase mi faccia storcere parecchio il naso, il vomitino mi sembra eccessivo:
le altre inesattezze mi sembrano adeguate allo standard giornalistico generale (assai misero), e quindi concordo con Giulio: secondo me l'articolo va giudicato positivamente, tanto più perché è apparso proprio su quel quotidiano!

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venerdì 1 settembre 2017, 13:40
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beh ecco una che prima di scrivere un articolo ha fatto quello che deve fare un giornalista:documentarsi :battilemani:
http://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/ ... 39f9a.html

Aggiunto testo - giulio74


Cita:
Naturismo: in spiaggia come mamma m'ha fatto tra terme e minicrociere
La mappa dei luoghi naturisti in Italia da Capocotta a Guvano

di Cinzia Conti
01 settembre 201713:17

GUVANO - Dalla spiaggia di Guvano in Liguria all'Oasi di Capocotta nel Lazio, da Punta Ferruccio in Abruzzo alle Lagune del Mort in Veneto. Sono solo alcuni dei circa 50 luoghi dove in Italia si può praticare il naturismo. Non molti, a dire la verità, se ci si confronta con altri Paesi a cominciare dalla Francia, Croazia (località top trend di quest'estate) e Spagna (specialmente le Baleari) dove la Frei Körper Kultur (F.K.K.), ovvero la "cultura del corpo libero" nata in Germania a fine '800, ha molte meno restrizioni ed è regolamentata dalla legge. Eppure il naturismo - che non è solo nudismo (fenomeno in crescita di un 7-8% annuo) ma anche voler vivere un contatto più diretto con la natura con un'alimentazione sana e senza alcol, nel rispetto degli animali e con la pratica di sport all'aria aperta - anche in Italia potrebbe generare un "piccolo tesoro".

"Il naturismo - afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile di una ricerca sull'argomento - interessa nel 2017 ben 491.200 Italiani: di questi, però, solo 3 su 10 decidono di trascorrere la propria vacanza in Italia. Complessivamente, nell'anno in corso i naturisti - italiani e stranieri - porteranno "in dote" al nostro turismo 1 milione 6 mila presenze e un fatturato di 54 milioni 240 mila euro. Una cifra che può apparire consistente ma che, in realtà è ben lontana dalle reali potenzialità di un segmento di mercato che potrebbe generare 4 milioni 10 mila presenze e un fatturato - sempre potenziale - pari a 216 milioni 252 mila euro".

Nel mondo si stima siano circa 70 milioni ma la quantificazione esatta è assai complessa in quanto solo una minima parte di coloro che non hanno pudore nel mostrarsi nudi sono disponibili a palesarsi come tali. Vi sono, infatti, ben 41 Associazioni aderenti alla Federazione Internazionale dei Naturisti (Inf-Fni) ma gli iscritti complessivi non superano i 500 mila.
"In Italia - continua Feruzzi - non sono più di 5.000 i nostri connazionali iscritti ad associazioni affiliate Fenait (Federazione naturista italiana), ma coloro che praticano il naturismo senza essere iscritti ad alcun ente si calcola siano 118.200. A questi si aggiunge un'ulteriore quota di italiani "nudisti" (coloro che, in vacanza, vorrebbero liberarsi dalle costrizione degli abiti): si tratta di ulteriori 368.000 italiani. Complessivamente, quindi, si può affermare che il mercato potenziale è rappresentato - in Italia - da 491.200 persone".

Gli italiani, però, rappresentano già oggi una quota "minoritaria" rispetto agli attuali ospiti stranieri. Infatti i clienti "naturisti" che soggiornano in una struttura specializzata sono soprattutto stranieri: ben il 65,9%, contro il 34,1% di nostri connazionali.
I prezzi di una vacanza naturista sono assai variabili a seconda della location: ad esempio, in Puglia si può andare dai 27 euro per la piazzola al Naturist Sporting Club Parco del Gargano ai 150 euro a notte per l'appartamento presso il Resort Naturista Grottamiranda.

Molto diversificate anche le tipologie - e le dimensioni - delle strutture naturiste in Italia: si passa dai due appartamenti dell'unico B&B naturista in Sicilia, il Physis di Mazara del Vallo (Trapani), al centinaio di ospiti annuali di Le Betulle vicino a Torino (prima struttura del genere nata in Italia nel lontano 1969) alle circa 30 mila presenze annuali del Camping Classe di Lido di Dante vicino a Ravenna o del Villaggio Camping Pizzogreco a Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.

Mentre in Francia e in Croazia le strutture hanno una concessione statale che identifica le spiagge dove si può praticare il naturismo e in Spagna si può praticare il naturismo senza restrizioni, in Italia la situazione è decisamente diversa. Infatti, nonostante siano passati 24 anni dalla presentazione del primo progetto di legge sull'argomento, manca ancora una regolamentazione del naturismo tramite apposita legge. Sono solo 5 le Regioni (Piemonte, Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia) che hanno promulgato una legge a favore del turismo naturista, stabilendo disposizioni di legge che permette alle varie zone di avere delle aree naturiste schermate (quindi con caratteristiche di "non vista"), garantendo pertanto massima privacy.

LA MAPPA DELL'ITALIA NATURISTA - LE SPIAGGE AUTORIZZATE

OASI NATURISTA DI CAPOCOTTA - LIDO DI OSTIA (RM) LAZIO
tratto di 250m dove la pratica naturista è autorizzata dal Comune di Roma dal 2000

NIDO DELL'AQUILA - SAN VINCENZO (LI) TOSCANA
spiaggia autorizzata alla pratica naturista dal Comune di San Vincenzo dal 2010

SPIAGGIA DEL TRONCONE - (SA) CAMPANIA
spiaggia autorizzata alla pratica naturista dal Comune di Marina di Camerota dal 2011, tratto di 400 metri

ACQUARILLI - CAPOLIVERI (LI) ISOLA D'ELBA
Comune di Capoliveri con la delibera di giunta n. 309 del 2015, tratto di 220 metri

FOCENE - FIUMICINO (RM) LAZIO
spiaggia autorizzata dal Comune di Fiumicino dal 2015

BUCA ROSSA - PIOMBINO (LI) TOSCANA
piccola spiaggia autorizzata alla pratica naturista dal Comune di Piombino dal 2016

LE MORGE - TORINO DI SANGRO (CH) ABRUZZO
la pratica naturista dopo due anni di sperimentazione è stata definitivamente autorizzata nel 2016, tratto di 150 metri

BULALA - GELA (CL) SICILIA
novità 2016 6 km di spiaggia autorizzata

LE SPIAGGE DOVE IL NATURISMO E' TOLLERATO

PUNTA FERRUCCIO ORTONA (CH) ABRUZZO
MOTTAGROSSA VASTO (CH) CHIETI
SPIAGGIA DELLA BASSONA LIDO DI DANTE EMILIA ROMAGNA
SPIAGGE SORGENTI AURISINAE
COSTA DEI BABARI DUINO AURISINA (TRIESTE) FRIULI VENEZIA GIULIA
SABBIE NERE SANTA SEVERA (RM) LAZIO
SPIAGGIA DELL’ARENAUTA GAETA (LT) LAZIO
SPIAGGIA DI GUVANO CORNIGLIA 5 TERRE, LA SPEZIA LIGURIA
TORRE GUACETO CAROVIGNO (BR) PUGLIA
SPIAGGIA MARINA DI ALBERESE PARCO DELL'UCCELLINA GROSSETO TOSCANA
LAGUNE DEL MORT JESOLO (VE) VENETO

A queste si aggiungono ulteriori 29 spiagge libere nelle quali viene praticato il naturismo.

Gare di nuoto naturiste
Dal 20 Ottobre 2017 Al 22 Ottobre 2017
Italia - Andalo Trentino Alto Adige
INF-FENAIT Swimming Gala 2017
Anche per quest'anno il Galà europeo di nuoto naturista è stato
assegnato all’Italia. Alla scorsa edizione hanno partecipato più di 200
naturisti rappresentanti delle maggiori federazioni europee.

Naturisti in barca a vela
È possibile sentire la brezza di mare sulla pelle grazie alle crociere in
barca a vela per naturisti. Crociere naturiste nell’arcipelago toscano,
Elba, Corsica e Sardegna, per coppie, famiglie. Imbarchi a Marina di
Pisa (PI), Viareggio (LU), Livorno o Bastia (Corsica - F), Porti di
Cannigione (OT). Altrimenti si possono sceglier tour in Barca a Vela
in Sicilia: riserva dello Zingaro, Ustica, Isole Eolie, San Vito Lo Capo,
isole Egadi. I prezzi variano a seconda del periodo scelto, dal numero
di persone e dalla durata della crociera.

Mini crociere
Se si è un gruppo di naturisti più numerosi tra le 10 e le 14 persone
si può organizzare una mini crociera nel Mediterraneo, in Croazia e
Grecia. L’organizzazione è a cura del Tour Operator Naturist Travel.

Oasi termale per naturisti
Piscina termale riscaldata, sauna Aufguss, bagno turco,
idromassaggio, lettini. Tutto questo si può gustare immersi nel verde
di un bosco di castagni di 30 ettari, ideale anche per lunghe
passeggiate e puro relax lontani da occhi indiscreti. Presso l’Oasi di
Zello (Castel San Pietro – BO) – Villaggio della Salute Più.

Il primo glamping naturista in Italia
Naturisti sì, ma con comfort. L’opzione glamping si trova al Bnatural
Glamping di Piombino.

Attività sportive all’aria aperta: Zennis
Si tratta del tennis, ma approcciato in maniera più profonda e intima
attraverso tecniche Zen, concentrandosi quindi sul respiro e sulla
consapevolezza ed ascolto del proprio corpo.

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venerdì 1 settembre 2017, 19:22
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Quello Ansa mi pare ben fatto. Ancora una volta però sui numeri non ci si trova, Libero parla di 250.000, tu Andrea parli di "4 volte tanto", qui parlano di circa 500.000...

Quello che a mio parere è importante, è che anche su un giornale come Libero non si parli in modo negativo del naturismo. L'unico modo per sdoganare il fenomeno è che se ne parli in maniera più possibile corretta anche dove meno te lo aspetteresti (ricordi Famiglia Cristiana?). Il lettore medio di Libero, così come di Famiglia Cristiana, per formazione non dovrebbe essere tendenzialmente troppo a favore del naturismo. Parlarne in modo non negativo e/o pruriginoso è un fatto positivo. Vogliamo parlare del Giornale di Vicenza? :rotfl:

Io cercherei di guardare la luna, piuttosto che il dito. Altrimenti resterà sempre una guerra tra poveri.


lunedì 4 settembre 2017, 11:40
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giornale di vicenza cosa?


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Come esempio del giornalismo di provincia morboso... devo scendere in dettagli? Quando c'è lo scandaletto di paese ci si tuffano a pesce... ma magari apriamo un topic apposta...


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giulio74 ha scritto:
Quello Ansa mi pare ben fatto. Ancora una volta però sui numeri non ci si trova, Libero parla di 250.000, tu Andrea parli di "4 volte tanto", qui parlano di circa 500.000....

vabbè non sono d'accordo ovviamente neanche sui 50000,però pare evidente la differenza fra la giornalista dell'ansa che cita i numeri così come sono(senza neanche arrotondare)forniti da un'agenzia di ricerche di mercato (e la nomina)e il giornalista di libero che sicuramente avrà sentito R dare la cifra di 500000 dedotta dalla famosa ricerca di oltre 15 anni fa e avrà detto è già folle pensare che siano la metà;d'altra parte io altri elementi per dare la mia stima ad un milione non li ho se non quello dell'evidenza che l'Italia è l'unico paese in cui da anni il numero dei naturisti è in crescita costante(sarà che per noi è una novità) per cui i 500000 di 15 anni fa dovrebbero essere ormai raddoppiati


lunedì 4 settembre 2017, 16:06
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la mia unica valutazione quantitativa la posso fare sulla presenza italiana che vedo in costante aumento, ma è solo una mia impressione (anzi, più di mia moglie)
Non ho alcun riscontro numerico.
Non sarebbe male però chiedere in reception se possono fornirci dati a riguardo.
Sarebbe comunque poco significativo (come peso globale)


lunedì 4 settembre 2017, 16:11
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Quale reception?

Ad ogni modo mi sembra inutile litigare sui numeri! Gli unici numeri sicuri sono quelli delle associazioni, che sono sicuramente una piccola percentuale del totale. Ma quanti siano gli altri che si sparpagliano ogni anno un po' in tutte le altre nazioni europee......credo sia impossibile contarli, visto che non vengono registrati da nessuna parte, specie se al conto si aggiungono i nudisti più o meno occasionali che, come me, si spogliano dove e quando possono (quindi in Italia quasi mai).

Penso che i numeri di Andrea possano avvicinarsi alla realtà, ma se io sostenessi che non sono nemmeno 10.000, lo sfido a dimostrarmi, dati certi alla mano, che non è così!

Se vogliamo attaccarci a questi particolari, devo dire che il numero "ansa" di 491.000 Italiani (avranno contato anche me? :ghgh: ) è quasi più ridicolo dei 250000 di Libero, che almeno fa una cifra tonda!

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nemo


lunedì 4 settembre 2017, 18:23
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