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 Come funziona la fabbrica dei tabù 
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Interessante articolo dal Corriere. Il nudismo sarebbe una "devianza minore", secondo il sentire comune, ma pur sempre una devianza. Bontà loro, meno grave di pedofilia ed incesto. Sto proprio tirando un sospiro di sollievo... :please:

http://iltempodelledonne.corriere.it/20 ... 16cb.shtml

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L'inchiesta

Come funziona la fabbrica dei tabù
Alcuni passano, altri restano (la nudità maschile). E poi ne arrivano di nuovi. Come la «fiducia». Che non è quello che sembra. Viaggio nel proibito

di Michela Proietti

Helen Memel ha appena compiuto diciotto anni, ma già ha infranto diversi tabù. «Una volta avevo un amante molto più grande di me... Mi ha insegnato parecchie cose, voleva che imparassi tutto sulla sessualità maschile». E ancora: «Con questo mio amico ho visto anche parecchi film porno. Diceva che da un film porno si può imparare molto, e che questo vale sia per gli uomini che per le donne. Verissimo». Cinica, curiosa, per molti evoluta: la protagonista di «Zone Umide» (Rizzoli), il romanzo scandalo di Charlotte Roche, compie la sua personale discesa agli inferi esplorando il sesso con la pignoleria di un entomologo. Si annusa, si assapora, paga prostitute con l’intento di vederne da vicino il sesso, rinnega l’igiene, la depilazione e anche la procreazione. «Mi sono fatta sterilizzare». Nel 2008, anno di uscita del libro, molti dei paletti che la protagonista abbatte, per la collettività sono ancora tutti in piedi: poco meno di 10 anni fa, parlare di masturbazione, sesso orale, prostituzione, orgasmi, umori e pornografia era quasi come bestemmiare. La trasposizione cinematografica, presentata dal regista David Wnendt a Locarno nel 2013, fa ancora più scandalo: nel frattempo la chick-sex-lit di «Cinquanta sfumature di grigio»
e «Calendar girl» ha già alzato l’asticella della trasgressione.

La «scoperta» del sadomaso

Termini come sadomaso, sottomissione e bondage diventano di uso comune, confermando un assioma freudiano: dove c’è tabù, c’è desiderio. La parola tabù, di origine polinesiana, ha secondo Freud due accezioni opposte: «Da un lato vuol dire consacrato, santo. Dall’altro inquietante, pericoloso, proibito e impuro», scrive Sigmund Freud nel trattato di psicanalisi «Totem e tabù». Se i sinonimi di tabù sono sfaccettati, il suo contrario è rappresentato da una singola parola, anche questa polinesiana: «noa», ossia usuale, generalmente accessibile. La mappa delle trasgressioni con il tempo si è modificata, promuovendo a «noa», alcuni aspetti che in passato erano «tabù»: il volume «La sessualità degli italiani» (Il Mulino) di Maurizio Barbagli, Gianpiero Dalla Zuanna e Franco Garelli ci restituisce una cartina dell’Italia in cui si fa l’amore più per piacere (93,8%) che per avere figli, dove si continua a fare sesso anche durante la terza età e che, a sorpresa, assegna più importanza alla persona che al genere. «Anche quando il processo di acquisizione di un’identità sessuale sembra giunto al termine - scrivono gli autori - anche quando una persona si convince di essere eterosessuale o arriva invece a definirsi omosessuale o bisessuale, la sua sessualità può essere fluida e mutare a seconda delle situazioni o degli incontri».

Chi ha paura della «fiducia»?

«Quello del genere è uno dei tabù più in declino - osserva la sessuologa Alessandra Graziottin - e il processo di smantellamento è tutta opera dei giovani, che hanno abbattuto il gender. Non ci si pone il problema di definirsi come eterosessuale, bisessuale o omosessuale: la persona conta più del genere, quello che è importante è vivere un’esperienza emotivamente significativa». Per un tabù che scende, ce n’è uno che sale, ed ha contorni estremamente contemporanei. «Lo definisco il tabù della fiducia ed è il timore di chiedere al proprio partner una protezione, per evitare di essere contagiati da malattie sessualmente trasmissibili», spiega Graziottin. Il tabù più superficiale (fidarsi) nasconde un tabù più inquietante e difficile da esternare, quello della malattia. «Piuttosto che offendere l’altro trattandolo da untore, si accetta di correre il rischio. La formula che ci si ripete è “lo conosco da una vita” o peggio “andavamo a scuola insieme”, una vera trappola soprattutto tra gli eterosessuali».

L’amicizia tra donne

Tra i tabù da derubricare c’è quello della omosessualità femminile. Sempre secondo il volume «La sessualità degli italiani» le donne hanno una maggiore fluidità erotica degli uomini: si sentono attratte più frequentemente da entrambi i sessi e le lesbiche hanno avuto più spesso dei gay un rapporto eterosessuale. «Dati recenti ci dicono che la omosessualità femminile si è addirittura quadruplicata - spiega Alessandra Graziottin-. Fino a qualche tempo fa l’amicizia tra donne poteva essere fortissima, ma non si accettava la vicinanza fisica. Oggi questo divieto è caduto». Come osserva Cirus Rinaldi nel saggio «Sesso, sé e società» (Mondadori), la sessualità è una delle dimensioni più sottoposte nella storia dell’umanità a forme di controllo, di regolarizzazione e di tabuizzazione. Se resiste il tabù della masturbazione (l’80% delle donne risponde mai), cadono i moralismi su verginità ( per una ragazza su 10 in Italia la prima volta avviene sotto i 14 anni) e su pratiche sessuali «proibite»: recentemente Bridget Phetasy ha raccontato su Playboy la sua esperienza entusiasta di sodomia, sottolineandone i contorni di pratica sessuale ormai comune.

Il porno

«Una volta gli uomini chiedevano il rapporto anale in speciali occasioni, tipo vacanze o anniversari, oggi, grazie al porno, se lo aspettano pure di martedì». Tra i tabù con un doppio registro c’è quello del nudo: sopportato se è femminile, censurato quando è maschile. Nel lavoro dei sociologi Gagnon e Simon, il nudismo viene catalogato come una di quelle «devianze» con una sanzione sociale debole (al contrario di incesto, sesso con bambini e stupri). Ma l’impatto di un corpo maschile senza veli continua a provocare scandalo: ne è la dimostrazione il nudo del pornodivo Rocco Siffredi, recentemente fotografato senza nulla indosso nel magazine di Le Monde. Decine di lettrici hanno scritto al Garante di Le Monde, minacciando di non comprare più il giornale diretto proprio da una donna, Marie-Pierre Lannelongue che, nell’editoriale del numero, aveva presentato il servizio così: «Abbiamo pensato di fare un numero speciale sul sesso perché vogliamo esplorare quello che sta diventando un elemento di cultura popolare, e Rocco Siffredi è una superstar del sesso».



La Venere, il Bacio e Kim Kardashian

Il nudo femminile è più sopportato, grazie a un processo di esibizione mai interrotto che è partito dalla Venere del Botticelli ai nudi di Kim Kardashian: nulla di simile è accaduto nell’emisfero maschile, che dopo il David di Donatello per lungo tempo si è sottratto allo show volontario del proprio corpo, a parte i dotatissimi nudi di Mapplethorpe. Su questo filone, la ventunenne Vanessa Omoregie (ex studentessa del London College of Fashion) ha lanciato «The CamGirl Project», fusione tra poetiche immagini del passato e prosaici selfie contemporanei, proprio per investigare l’immagine della donna e la sua evoluzione. «Il nudo femminile ha fatto la storia della fotografia - spiega il fotografo Maurizio Galimberti, celebre per aver scelto di lavorare con le Polaroid -. Quello maschile ha sempre avuto e lo ha tuttora, quel sapore di Eros proibito che disturba i benpensanti ed i bigotti. Per me, la massima espressione di nudo maschile, poetico e non volgare, si trova in Herbert List, maestro inarrivabile di tutti quelli che dagli anni 60 in poi si sono cimentati nel nudo. Amo il corpo maschile che guarda alla scultura, alla plasticità, non quello di oggi pieno di parti intime erette a volgarità gratuita».

4 settembre 2016


lunedì 5 settembre 2016, 9:32
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io considero deviati gli psichiatri,e poi che attualità un libro del 1973


lunedì 5 settembre 2016, 11:11
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Ottima osservazione, grazie Andrea. Nell'articolo non dicono che è un saggio del 1973! Sembra che sia un'opera attuale...


lunedì 5 settembre 2016, 11:44
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giulio74 ha scritto:
Ottima osservazione, grazie Andrea. Nell'articolo non dicono che è un saggio del 1973! Sembra che sia un'opera attuale...


che sia del 73 o di oggi ben poco cambi, putroppo: da migliaia di anni le tre grandi religioni monoteiste collocano il sesso come tabù e ne pretendono il controllo assoluto. Ci vorranno altre migliaia di anni per liberarcene :polliceverso:

Anam


mercoledì 7 settembre 2016, 18:57
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Episodio curioso ma sintomatico di come il naturismo sia considerato da parte dei "tessili".

Un mio caro amico, abituato a girare il mondo e che sa benissimo che non faccio uso di costumi da bagno, mi ha chiesto di dargli una mano nel rinnovare la descrizione di una casa al mare che ha in Sardegna e che affitta tramite un noto sito web. L'obiettivo era quello di rendere più "appetibile" la casa con descrizioni più complete e una migliore offerta di servizi. I suoi clienti sono prevalentemente stranieri, ragion per cui gli ho proposto di aggiungere che nei dintorni della casa, ancorché in Italia non esista una legge in materia di naturismo, vi fossero delle spiagge frequentate da naturisti, soprattutto in bassa stagione. Tale informazione sarebbe stata utile per quegli stranieri interessati al naturismo. Il mio amico, pur solitamente attento al dettaglio per invogliare un possibile cliente, ha rifiutato di aggiungere tale informazione, sostenendo che "non se la sentiva". Disarmante...

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martedì 3 gennaio 2017, 17:48
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