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 Un anno da nudista: naked at lunch 
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Mito
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Dal "Corriere:

Cita:
"NAKED AT LUNCH" E' IL LIBRO
Vivere un anno da nudista: l’avventura
dello scrittore Mark Haskell Smith
Per 365 giorni lo scrittore americano ha girato il mondo senza vestiti, come natura lo ha fatto: «per curiosità nei confronti delle subculture», spiega Mark, sottolineando che si è sempre chiesto come mai, nonostante lo stigma, i nudisti continuassero a farlo.


Ho trovato l'articolo in parte interessante ed in parte irritante!

L'impressione è quella di un furbacchione che ha deciso di scrivere un libro di successo su un argomento che sollecita la curiosità un po' morbosa dei "tessili"..

Interessante (e un po' deprimente..) è che, benché sia Americano, scrive proprio come un "tessile" Italiano e si chiede perché mai i nudisti si ostinino a spogliarsi malgrado non siano accettati dalla società!
Positivo invece il fatto che ammetta che, almeno in determinate circostanze, stare nudi possa essere piacevole.

Irritante perché sembra sempre mantenere la posizione di un "tessile" che rimane comunque sempre tale e si spoglia solo per esaminare una popolazione difficile da capire, come una specie di scienziato che va a vivere con le scimmie per studiare i loro comportamenti e poi descriverli in modo divertito...

Comunque per giudicare meglio bisognerebbe leggere il libro..

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nemo


venerdì 3 luglio 2015, 14:09
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qui il Corriere della Sera

http://www.corriere.it/esteri/cards/viv ... pale.shtml

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sabato 4 luglio 2015, 11:54
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Sempre Mark Haskell Smith per “Salon”
traduzione di www.dagospia.com

Potreste pensare che venti adulti nudi che vivono insieme in una baita di montagna per una settimana, finiscano per fare un’orgia. Niente di più sbagliato. A parte flirtare, tutto è incredibilmente discreto. L’unico suono che si sente di notte è quello di qualcuno che schiaccia le zanzare, in Austria chiamate “mücken”. Di sesso nemmeno si parla
Quando Maria Grazia si è vestita per rientrare in Italia, mi è sembrata trasformata. E’ strano. Guardi qualcuno nudo per una settimana e non pensi al sesso, poi si mette un vestito carino e non lo riconosci, a un tratto ti rendi conto che è attraente. Con lei abbiamo mangiato nudi, passeggiato nudi, fatto yoga nudi, e mai una volta l’ho trattata come una creatura sessuale. Da nuda era solo una del gruppo, da vestita era incredibilmente sexy.
I sociologi hanno ragione quando dicono che i vestiti creano un comportamento, permettono alle persone di asserire le loro identità sociali. Sono un messaggio al mondo, dicono chi siamo, cosa vogliamo, a cosa aspiriamo. Lo spiega bene il filosofo italiano Mario Perniola, quando parla dell’erotismo come della relazione fra nudità e abbigliamento e del transito da uno stato all’altro
Lo spogliarello è erotico perché segna questo passaggio, eccita l’immaginazione. Sta tutto nella testa. Essere parzialmente vestito crea un’anticipazione, un mistero. Forse è il motivo per cui gli scambisti di Cap d’Agde la sera si vestono. Se non c’è niente da togliersi, il transito non avviene e l’immaginazione non galoppa
E’ stata la mia prima esperienza nudista e la consiglio a tutti. All’inizio si è timidi, poi tutto risulta naturale. Viviamo ignorando il nostro corpo e questo è un modo per rientrarci in contatto. Ha ragione Ruth Barcan quando dice che il nudismo ha una logica circolare: non deve avere implicazioni sessuali per attirare le donne e ha bisogno di donne per provare che non ha implicazioni sessuali. Ha a che fare con la libertà personale e con l’accettazione del proprio corpo.
le vacanze per nudisti aumentano

Il conflitto fra l’impulso sessuale animalesco e le regole non sessuali del nudismo è perfettamente incarnato nel resort di Davidsonville, nel Maryland. Qui si sono visti pompini in piscina e scopate nei boschi, e i naturisti si sono barricati in cabina e hanno messo cartelloni anti-scambisti alla finestra. Sesso e nudismo non sono un’equazione, anzi spesso sono antitetici.

Anche la “Gay Naturists International”, organizzazione nudista per soli uomini, ha un codice di comportamento preciso a riguardo: si promuove il nudismo salutare e ricreativo, non l’attività sessuale. All’opposto c’è la “Fuck for Forest” (FFF), organizzazione norvegese di eco-attivisti che usano la pornografia e il sesso in pubblico per promuovere l’idea di amore libero in armonia con la natura. Fanno orge sotto agli alberi, sesso orale nei parchi o per le strade di Berlino.Non è che i nudisti non onorino l’energia sessuale. E’ che non vogliono dare adito a cattive interpretazioni, non voglio passare per osceni e immorali, né essere ritenuti una minaccia per gli altri. Ovviamente al mondo non c’è niente che sia al 100% non sessuale. Anche il nudismo può avere implicazioni sessuali ma le regole lo impediscono e tutti cercano di non essere sexy. Almeno finché non indossano i vestiti.

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mercoledì 29 luglio 2015, 12:52
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