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 "Tutti nudi", libro per le scuole elementari francesi 
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Articolo tratto da "Il Foglio" di oggi:

18 febbraio 2014 -

Le natiche dei Lumi

Furore a Parigi attorno al libro per le scuole elementari “Tous à poil”, “Tutti nudi”, dove anche la maestra si sfila le mutande. Copé: “Potremmo sorriderne, ma si tratta dei nostri figli”. La pedagogia delle chatouilles

Un vecchio gagliardo in tutta la sua decadente nudità. Un neonato che si toglie il pannolone. “A poil, la maîtresse”, nuda anche la maestra, e via le mutande. Sono soltanto alcune delle rappresentazioni del libro-cult in Francia, “Tous à poil” (“Tutti nudi”) di Marc Daniau e Claire Franek. Il libro, pubblicato dalle Editions du Rouergue, è entrato anche nella cinquina di Amazon dei libri più venduti in Francia dopo che nei giorni scorsi il leader dell’Ump, Jean-François Copé, in tv aveva detto, brandendo quel volume: “Quando ho visto questo libro il sangue mi si è rivoltato dentro. Questo ci viene dato dal Centre de documentation pédagogique, fa parte dei libri raccomandati agli insegnanti! Nuda la maestra, ecco l’autorità che possono averne i professori… Potremmo sorriderne, ma si tratta dei nostri figli, e non abbiamo certo voglia di sorriderne… Bisogna capire dove sta andando il nostro paese”.

Il ministro dell’Educazione, Vincent Peillon, aveva inserito “Tutti nudi” fra i volumi usati nelle scuole elementari per i corsi sull’uguaglianza Abcd lanciati in cinquecento scuole francesi. Peillon ha replicato alle accuse di Copé chiedendo di lasciare “i bambini tranquilli in periodo elettorale” (in vista delle elezioni municipali di marzo). Il Point parla di una “caccia al libro nelle biblioteche pubbliche”. Sì, perché i movimenti Manif pour tous e Printemps Français chiedono di togliere il volume di Daniau e Franek dagli istituti scolastici. Il libro, dicono i suoi critici, inculca “l’uguaglianza attraverso il nudismo”, “mostrando che siamo tutti uguali”. Il libro mostra i personaggi della vita quotidiana, la nonna, la poliziotta, o la maestra. Tutti nudi. E infatti il volume fa parte di un progetto editoriale intitolato “Pour l’égalité entre filles et garçons”. Copé denuncia questo “tentativo d’immischiarsi nella vita intima” delle persone. Nelle parole dei curatori, l’album deve insegnare ai bambini a essere “disinibiti”.

Nel rivendicare il diritto a leggere “Tous à poil”, il ministro della Cultura, Aurélie Filippetti, fa appello, in un cortocircuito ideologico ormai inarrestabile, al solito Voltaire. E a Voltaire si appellano anche gli oppositori delle riforme socialiste. In particolare chi denuncia una proposta di legge depositata al Senato che intende vietare l’istruzione domiciliare, il cosiddetto “homeschooling”. La legge è stata presentata con lo scopo di “favorire la socializzazione dei bambini”, ma Anne Coffinier, direttore della Fondazione per la scuola, paventa invece che dietro la legge ci sia “un’idealizzazione irrealistica dello stato educatore”.

Ed è proprio contro lo stato educatore che si è appellata questa settimana Béatrice Bourges, una delle leader della piazza francese in rivolta contro i programmi egualitaristi, che ha citato alcuni dei libri che andrebbero rimossi dai curricula scolastici, come “Giovanni ha due mamme”, “Ho due papà che si amano”, “Signora Zazie, ha il pistolino?” e “La nuova gonna di Bill”. Oppure “Drôles de famille”, opera a fumetti con la famiglia omosessuale in riva alla spiaggia. Oppure “Les chatouilles”, in cui si vede una coppia di bambini che si palpeggia sul divano di casa, la ragazza lecca l’orecchio di lui, si abbassa i pantaloni, gli fa il solletico sulle natiche.

Uno dei testi più sotto tiro delle proteste è “Papà porta la gonna”: insegna che “i sessi non sono complementari”, che si possono cambiare, “permettendo in questo modo di affrontare i temi del sessismo e dell’omofobia, che sono legati” (così nelle parole dello Snuipp, il sindacato insegnanti che gestisce questi libri). L’Ump, il principale partito di opposizione in Francia, ha invitato gli insegnanti e le famiglie a “resistere”. Agli autori del libro “Tous à poil” che ripetono banalità del tipo “abbiamo tutti i glutei” ed “è importante sentirsi bene con il proprio corpo”, c’è chi replica lamentando, più semplicemente, lo stato pietoso della scuola pubblica.

di Giulio Meotti


martedì 18 febbraio 2014, 19:54
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si ma lì siamo in Francia e le proteste degli invasati hanno l'effetto contrario
http://www.leparisien.fr/societe/videos ... 583533.php


mercoledì 19 febbraio 2014, 8:19
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