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 Monica Lanfranco"Donne le gambe aperte e il cervello chiuso" 
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Donne: le gambe aperte e il cervello chiusodi Monica Lanfranco | 23 luglio 2013


Abbiamo, noi femministe, lottato anche perché una donna si potesse mostrare nuda, nei luoghi pubblici, reali o virtuali, senza essere insultata, dileggiata, punita, o persino uccisa per questo?

Comincio a rispondere per me, e dico sì: ho lottato (e lotto) contro i pregiudizi sessisti e la miseria violenta del patriarcato, (che assume volti e versioni sempre attuali), anche perché le giovani donne potessero scegliere chi essere, come vestire, cosa fare nel mondo, senza che nessun uomo le obbligasse in alcunché, nel nome della famiglia, di un dio, o della patria.

Il femminismo non è stato, e non è, un movimento che ha creato teoria, elaborazioni e pratiche effimere e strumentali: si è trattato, e si tratta, di uno sguardo e di una visione critica della realtà, spesso ingiusta e violenta, che ancora affligge donne e uomini a livello globale. Nel mondo le bambine e le donne sono insultate, dileggiate, punite, e uccise solo per il fatto di essere femmine.

Cito, per chiarezza, la nordamericana Robin Morgan, che forse riassume nel modo più puntuale di cosa sto parlando: “Non si tratta di una minoranza oppressa che si organizza su questioni valide ma pur sempre minori. Si tratta della metà del genere umano che afferma che ogni problema la riguarda, e chiede di prendere parola su tutto. Il femminismo è questo”.

La libertà di essere non più metà della mela, (quella meno di valore), ma un soggetto intero si è conquistata coniugando in modo nuovo il concetto di uguaglianza e di diritto: non a caso la parola usata dalle attiviste nelle lotte per la conquista della possibilità di decidere sul proprio corpo (orientamento sessuale, gravidanza, maternità, matrimonio) è autodeterminazione.

Un concetto che mette insieme libertà e responsabilità: ti autodetermini perché ragioni anche sulle conseguenze dei tuoi gesti, e lo fai perché la tua libertà si mette in relazione con il resto del mondo.

Prender parola, dunque.

Nella nostra società dell’immagine la parola la si prende anche, soprattutto, con il corpo. Viene alla mente la forza evocativa del gesto, silenzioso e però fragoroso in modo inequivocabile, di Amina Sboui, giovane blogger tunisina più volte arrestata e incarcerata per aver messo online una sua fotografia in piedi, completamente nuda. Lei, che rischia la morte solo per questo gesto, chiama il mondo a ragionare sull’irresponsabilità feroce di una visione del corpo femminile che diventa costume, consuetudine, legge, vincolo e condanna. Le donne, in questa visione, si possono vendere e comprare, ma non possono decidere per sé.

Non è un gioco, non è la tv: è la vita vera, dove le donne e le bambine vengono picchiate, mutilate, uccise, ad ogni latitudine, nelle case ricche come nelle favelas.

Ben lungi da Amina, così come altrettanto lontana dall’emozione che suscita il dipinto del 1866 di Gustave Courbet L’origine du monde, è l’effimera comparsata di un’attrice emergente del porno: prima, in un’intervista, definisce le femministe, (senza probabilmente conoscerne nemmeno una in carne ed ossa), come portatrici di ‘vagine legnose’, e sentenzia che devono ‘darla di più’; poi, in un video di circa un minuto, opina in modo confuso sulla violenza di genere, negandone l’importanza e ribadendo il concetto, (da partita doppia), del darla, una ricetta per tutte le stagioni, chissà perché.

Il video la ritrae nuda solo per la metà inferiore: una gamba sul pavimento di un bagno come tanti, l’altra sul lavandino, l’ordinata e coltivata vagina in primo piano.

E’ un’operazione commerciale pubblicitaria, una calcolatissima mossa di autopromozione, si è detto da più parti: del resto la ragazza, come molte della sua generazione che praticano il mondo della televisione e del cinema, ha studiato, è mediamente più colta di molti coetanei, sa bene l’arte del vendersi. La donna siede sulla sua banca, è il motto che le ispira.

E’ in buona compagnia: non è la prima, né sarà l’ultima a diventare, per il pochissimo tempo che la logica del mercato offre alle presunte novità, testimonial risibile e seriale dei nostri tempi vuoti, depilati e opachi. Non è molto originale, come testimonial: l’eccezione, oggi, è rappresenta da chi ‘non la dà. Nelle intercettazioni telefoniche erano i padri a incitare le figlie a concedersi, durante le cene eleganti, quindi dove sta la novità, e dove lo scandalo?

La mancanza di fantasia regna sovrana sui temi sessuali, così come il buon gusto, la cultura e l’empatia: pochi giorni fa un quarantenne opinionista genovese invitava le ragazzine a coprirsi il sedere (che a lui non dispiaceva comunque guardare, fosse mai si dubitasse della sua eterosessualità) altrimenti lo stupro è giustificato; poi è stata la volta della leghista che augurava la violenza sessuale per la ministra, e infine, buon ultimo, l’attivista di Sel, che come punizione per la suddetta leghista auspicava che questa fosse gettata in pasto a violentatori (di colore), riassumendo così l’attitudine congiunta sessista e razzista, (almeno nel linguaggio e nell’auspicio), di larga parte del paese, quella al potere così come quella del bar sport.

Nel confuso eloquio della soubrette del porno manca la capacità di fare connessioni, perché è l’automatismo a imperare. Femminista uguale frigida e acida, pornodiva uguale gaudente e realizzata. Nel video l’attrice parla delle morti sul lavoro e di violenza sessuale, due piaghe sociali planetarie, che nell’eloquio sgambato diventano risibili, perdono senso, spariscono nella voragine dell’ignoranza della storia reale, citate così, solo come introduzione insensata all’invito a ‘darla’.

Negli ultimi 25 anni, sin dai banchi di scuola, una parte ingente di giovani è cresciuta allevata in batteria al ritmo dei jingle della tv commerciale, avendo come esempi pupe e secchioni, amici e uomini e donne defilippiani che non azzeccano un congiuntivo, che rincorrono sogni di comparsate tv ben descritte nel film Ricordati di me, dove il compianto Taricone citava spietatamente se stesso.

Rocco Siffredi, mentore della attrice filosofa, è amato e ammirato da donne e uomini, pur se in modo diverso; non altrettanto si può dire delle sue partner. Molta parte del mondo maschile si masturba nel privato apprezzando le grazie muliebri, ma nel pubblico sempre e solo puttana resti, e difficilmente acquisti la rispettabilità, vitale per sopravvivere nella nostra società, finiti i fasti effimeri del corpo giovane, sodo e commercializzabile.

Il best seller I monologhi della vagina, della femminista (tutto fuorché legnosa) Eve Ensler è un inno contro la violenza sulle donne e sul mondo, lontanissimo dalle semplificazioni del ‘darla’: la bellezza della vita, che è relazione e scambio e fatica e emozione, non si può costringere in un solo verbo, in una semplificazione così routinaria. In fondo non sono le gambe aperte a fare scandalo: è il cervello chiuso, quello sì, che preoccupa.

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mercoledì 11 settembre 2013, 18:10
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Grazie per averlo riportato, un bell'articolo.


giovedì 12 settembre 2013, 12:23
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Non vogliatemene ma a me sembra un insopportabile papocchio!:

dice molte cose che prese singolarmente possono essere condivisibili ma il collegamento tra loro non lo capisco quasi mai e la loro lettura in chiave sistematicamente femminista mi lascia spesso perplesso!
Mescolare Oriente e Occidente, nudo e violenza sulle donne, il caso di Amina e le pornostar nostrane, disprezzare la soubrette del porno e contemporaneamente lamentarsi del maggior rispetto di cui godono i corrispettivi maschili, rivendicare la libertà dell'uso del proprio corpo e contemporaneamente negarla...lamentarsi del fatto che una donna non può spogliarsi nuda in pubblico come se invece il maschio despota e crudele potesse farlo liberamente...
Comunque, "de gustibus"...

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giovedì 12 settembre 2013, 15:14
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Valentina Nappi è una persona interessante.
Mi piacerebbe conoscerla.

A Monica Lanfranco farebbero bene alcune letture NSFW:
www_PUNTO_keinpfusch.net/2013/07/nsfw-valentina-nappi-vs-le-femen.html
www_PUNTO_keinpfusch.net/2013/07/chi-ha-paura-di-sasha-grey.html
www_PUNTO_keinpfusch.net/2013/08/valentina-nappi-again.html


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A me sinceramente l'articolo della Lanfranco pare cervellotico, per non dire peggio. La Nappi (che la Lanfranco non osa nemmeno citare per nome) è una ragazza certamente colta, che ha fatto una scelta estrema, condivisibile o meno. E comunque, al di là delle sue dichiarazioni sul "darla", non condivido assolutamente il tono sprezzante con cui la Lanfranco la liquida, il che tradisce un certo moralismo di fondo. Nel porno, chi ha il vero potere in mano, la donna o l'uomo? Mi pare che nel porno il vero oggetto sia l'uomo. La star è la donna, non l'uomo, a parte forse alcune eccezioni come Rocco e pochi altri.


venerdì 13 settembre 2013, 9:03
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Visto che tutti gli interventi sono assai critici, ho riletto l'articolo.
Non conosco le persone e gli episodi citati (attrice emergente del porno e quarantenne opinionista genovese), tranne la vicenda del ministro Kyenge oggetto di attacchi vergognosi e di difese controproducenti.

A me questo mondo, occidentale e non, continua a parermi assai maschilista e trovo condivisiblile quando detto da Monica Lanfranco nell'articolo. Inoltre per quanto viene detto sul rispetto della persona e del corpo (anche nudo) mi suona strano sentire tanti naturisti criticare l'articolo e difendere una persona che ha deciso di mettere il prorpio corpo in commercio.

Mi piacerebbe sentire l'opinione di qualche esponente femminile.


venerdì 13 settembre 2013, 9:36
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A me pare che tra un certo mondo non occidentale, che il femminismo non l'ha mai conosciuto e dove una donna che si spoglia nuda rischia la pena di morte e quello Occidentale, dove una porno-star può rilasciare liberamente interviste, una certa differenza ci sia!
Mi sbaglio? Può darsi...

Mi sembra anche che la nostra società Italiana, al di fuori degli utilizzi "commerciali", condanni la nudità integrale, anche quella maschile! Mi sbaglio? Può darsi..

Mi sembra che se uno rivendica il diritto che
le giovani donne potessero scegliere chi essere, come vestire, cosa fare nel mondo, senza che nessun uomo le obbligasse in alcunché, nel nome della famiglia, di un dio, o della patria.
non dovrebbe poi preoccuparsi se una donna decide se darla/non darla, venderla o non venderla, tanto più se la stessa dichiara che è una sua libera scelta di cui va fiera...Mi sbaglio? Può darsi!

Mi sembra anche che una non dovrebbe lamentarsi della miglior considerazione di cui godono le pornostar maschili, quando è lei per prima a trattare la porno-star femminili come stupide puttanelle!

(Come mai tutti notano che la pornostar "si vende" e nessuno sembra accorgersi che il buon Rocco fa l'identica cosa?)

Mi sembra infine che il tutto e molto altro sia mescolato insieme alla rinfusa in un minestrone mal riuscito..

Ciao

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venerdì 13 settembre 2013, 10:03
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venerdì 13 settembre 2013, 12:02
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carlo ha scritto:
A me pare che tra un certo mondo non occidentale, che il femminismo non l'ha mai conosciuto e dove una donna che si spoglia nuda rischia la pena di morte e quello Occidentale, dove una porno-star può rilasciare liberamente interviste, una certa differenza ci sia!
Mi sbaglio? Può darsi...

Certo c'è molta differenza tra occidente e non occidente, ma io non mi sento di dire che in occidente uomini e donne abbiano stessi diritti e stesse opportunità (la realtà politica italiana ne è uno specchio impoetoso)

Mi sembra anche che la nostra società Italiana, al di fuori degli utilizzi "commerciali", condanni la nudità integrale, anche quella maschile! Mi sbaglio? Può darsi..

Condanna soprattutto quella maschile: si sono sentiti diverse opinioni in merito al fatto che vedere una donna nuda in spiaggia sarebbe più accettabile che vedere un uomo nudo

Mi sembra che se uno rivendica il diritto che
le giovani donne potessero scegliere chi essere, come vestire, cosa fare nel mondo, senza che nessun uomo le obbligasse in alcunché, nel nome della famiglia, di un dio, o della patria.
non dovrebbe poi preoccuparsi se una donna decide se darla/non darla, venderla o non venderla, tanto più se la stessa dichiara che è una sua libera scelta di cui va fiera...Mi sbaglio? Può darsi!

A me pare che la Lanfranco critichi non tanto la scelta della pornostar, ma i suoi giudizi antifemministi

Mi sembra anche che una non dovrebbe lamentarsi della miglior considerazione di cui godono le pornostar maschili, quando è lei per prima a trattare la porno-star femminili come stupide puttanelle!

(Come mai tutti notano che la pornostar "si vende" e nessuno sembra accorgersi che il buon Rocco fa l'identica cosa?)

Mi sembra infine che il tutto e molto altro sia mescolato insieme alla rinfusa in un minestrone mal riuscito..

Ciao

Ripeto che mi piacerebbe sentire un'opinione femminile (o almeno in accordo con me :D)



venerdì 13 settembre 2013, 12:10
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massimarca:
Cita:
ma io non mi sento di dire che in occidente uomini e donne abbiano stessi diritti....

Quali sono i diritti che le donne in Occidente non hanno? Dimmene uno!
Opportunità e diritti, almeno in linea di principio, son cose ben diverse!
Questo solo per dire che se non si è precisi, si finisce per fare affermazioni magari d'effetto ma del tutto sbagliate, e la Lanfranco secondo me, non perde occasione.....

Cita:
A me pare che la Lanfranco critichi non tanto la scelta della pornostar, ma i suoi giudizi antifemministi


Anti-femministi o anti-"femministe"? non è necessariamente la stessa cosa.....

Cita:
Condanna soprattutto quella maschile: si sono sentiti diverse opinioni in merito al fatto che vedere una donna nuda in spiaggia sarebbe più accettabile che vedere un uomo nudo


E allora perchè la Lanfranco se ne lamenta come se fosse un limite posto unicamente alle donne dalla società maschilista?

Ma chiedo scusa, lascio la parola alle donne (donne su un forum naturista? Ce ne sono? 8) )

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venerdì 13 settembre 2013, 13:38
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l'articolo della Lanfranco a tratti pare un minestrone, pero' ha tanti spunti molto condivisibili

le donne hanno dei limiti che noi maschi non abbiamo, anche nel mondo occidentale
una donna nuda su una spiaggia nudista crea subito una processione di guardoni, cosa invece che non avviene quando e' un maschio che si spoglia

interessante il caso di Amina, caso mai trattato a sufficienza in Italia (perche' poi?) che in Tunisia solo per aver sfidato gl integralisti facendosi fotografare nuda ha rischiato l'internamento in manicomio, di essere picchiata, e' finita in galera

certo la signorina Nappi ha una diversa opinione ma sinceramente l'opinione di persone che si mettono nude solo per racimolare dei soldi non e' molto importante per me, e d'altra parte un'Italiana (ma anche un Italiano) puo' capire cosa vuol dire mettersi a nudo non per soldi ma per protesta ? Non credo proprio ...... (certo poi che confondere il femminicidio con gli infortuni sul lavoro come fa la Nappi ..... per fortuna che ha le gambe aperte quando dice queste cose almeno qualcuno ragione gliela da ...... )

Vi ricordate quella famosa foto della donna che va in giro da sola a Roma negli anni 50 e tutti i maschi la guardano e le fischiano dietro?
In una nazione del genere cosi' credete che una donna possa mettersi nuda senza attirare torme di maniaci anche dopo solo mezzo secolo? Oppure in topless ?
d'altra parte se una donna e' dabbene non va nemmeno in giro per la citta' da sola (mentalita' di quegli anni, ma molto viva ancora ...)

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venerdì 13 settembre 2013, 14:46
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Fambros
Cita:
una donna nuda su una spiaggia nudista crea subito una processione di guardoni, cosa invece che non avviene quando e' un maschio che si spoglia


Io, anche se un po' a sprazzi per via dei desideri di mia moglie
(proprio poco fa, siccome stiamo andando qualche giorno in Costa Azzurra, mi diceva "mica vorrai andare sempre sulla stessa spiaggia!")
una certa esperienza di nudismo me la son fatta, anche su spiagge molto "optional" dove si è sicuramente più esposti alla curiosità! Processioni di guardoni non ne ho mai viste! Veramente non ho mai visto un singolo guardone! Eppure di donne nude ti assicuro che ce ne erano veramente tante, molte da sole ed anche parecchio carine e solo quest'anno sono stato a Creta, a Cap Taillat, a Ibiza (dove le donne single erano forse più numerose degli uomini).
Tu pensi davvero che sia una questione di minor maschilismo? davvero gli uomini Greci, Spagnoli e Francesi sono tutti femministi?
Pensi davvero che in Italia non ci si possa spogliare per colpa del maschilismo perchè altrimenti le donne correrebbero a togliersi le mutande (magari invece di rimanere in slip accanto al marito nudo....)?
O non sarà piuttosto un aspetto sociale che coinvolge in ugual misura le persone uomini o donne che siano?
Io questo non sopporto: questa divisione ossessiva e fanatica in categorie, in questo caso femmine sempre buone e vittime e maschi sempre padroni e prevaricatori, anche quando non c'entra un'autentica mazza!

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venerdì 13 settembre 2013, 17:39
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io non mi riferivo alla problematica maschilismo vs. femminismo, rilevavo con piacere che anche la Lanfranco ha notato questa morbosita' sul nudo

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sabato 14 settembre 2013, 17:45
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fambros ha scritto:
certo poi che confondere il femminicidio con gli infortuni sul lavoro come fa la Nappi .....
Non li confonde, osserva che la quasi totalità dei morti sul lavoro sono uomini: in una società davvero maschilista, sul lavoro morirebbero le donne.


domenica 15 settembre 2013, 0:13
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